Regione Trentino-Alto Adige - Comune di Magrè sulla strada del vino - Margreid an der weinstrasse (BZ)

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 27
INTITOLATE A UOMINI: 7
INTITOLATE A DONNE: 2
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: 1
Santa Gertrude (piazza)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 1
Angela Nikoletti
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): --
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Censimento a cura di: Irene Fellin  

SANTA GERTRUDE DI NIVELLES
Landen, Brabante 626 circa - Nivelles, Brabante 664
Gertrude di Nivelles era la figlia più giovane di Pipino di Landen, figlio di Carlomanno, maggiordomo di palazzo in Neustria per il re Clotario II, e di sua moglie Itta. Commemorata dalla Chiesa cattolica era inoltre la sorella di Santa Begga.
Negli Annales Xantenses viene definita: Gertrude vergine santa. Inoltre, alla morte di suo padre, Pipino, nel 647, la madre, Itta, nel 650, edificò il monastero di Nivelles, dove, su consiglio di Amando di Maastricht, si ritirò divenendo suora benedettina, seguita da sua figlia Gertrude, che respinse così la proposta di matrimonio del re di Austrasia, Dagoberto II
Il monastero fondato dalla madre era un monastero benedettino doppio, con un'ala maschile e una femminile, sottoposto all'autorità della badessa. Itta ne divenne la prima badessa, però, secondo un'altra versione, avrebbe rinunciato a tale dignità a favore della figlia Gertrude (che comunque le sarebbe succeduta alla sua morte, nel 657).
La cultura ebbe notevole impulso dalla sua gestione: fece arrivare da Roma numerosi manoscritti e chiamò dall'Irlanda molti monaci dotti (il che fa pensare che le monache potessero seguire la regola di san Colombano) come san Foillano, che rimase a Nivelles per educare i monaci, e sant'Ultano, che si dedicò anche all'evangelizzazione delle vicine terre germaniche, ancora pagane.
Si dedicò allo studio e alla contemplazione: la tradizione la vuole mistica e visionaria.
Morì ancora giovane, secondo gli Annales Xantenses, nel 664, e venne acclamata subito come santa.

ANGELA NIKOLETTI
Magré sulla strada del vino, 1905 - Cortaccia sulla strada del vino, 1930
Con il Trattato di Pace di Saint Germain del 1919, il Sudtirolo era entrato a far parte dell’Italia. Ai sudtirolesi era stato promesso che avrebbero potuto continuare a parlare la loro lingua e coltivare le loro tradizioni. Con la presa di potere di Mussolini, la legge Corbinio del 1921 e la legge Gentile del 1923, le clausole di salvaguardia del Trattato diventarono carta straccia: non solo vennero chiuse tutte le scuole tedesche, ma fu anche proibito qualsiasi insegnamento in questa lingua. L’italiano diventò lingua ufficiale a tutti gli effetti. Nonostante la sua scarsa preparazione scolastica, dovuta ai trambusti della guerra, Angela superò l’esame di ammissione all’istituto magistrale delle Suore della Misericordia di Zams, nel Tirolo del Nord. Frequentò il primo anno, ma non ottenne il visto d’uscita per il secondo. Per le autorità fasciste era infatti una sospetta nemica dello Stato: non solo andava a scuola nel Tirolo del Nord, ma in casa le avevano trovato pure una poesia autografa intitolata “Tirolerland” (patria tirolese). Soltanto l’anno successivo le fu nuovamente concesso di recarsi a Zams, dove nel luglio del 1926 si diplomò. In Sudtirolo, la legge Gentile era ormai entrata pienamente in vigore. Quasi tutte le insegnanti di lingua tedesca erano state mandate in pensione o licenziate o trasferite in altri luoghi d’Italia. Le uniche rimaste erano quelle che si erano adeguate.
Angela non esitò un attimo. Visto che non poteva insegnare il tedesco in modo ufficiale, decise di farlo in modo non ufficiale, clandestino, seguendo l’esortazione del redattore del quotidiano Volksbote, il Canonico Michael Gamper, a fare come i primi cristiani che avevano cercato rifugio nelle catacombe. Cosi iniziò ad insegnare in segreto, come molte altre donne in tutta la provincia. Nella cucina della sua casa dava ogni giorno lezioni di scrittura e lettura ad una trentina di bambine e bambini, mai più di cinque alla volta. Le scolare e gli scolari arrivavano singolarmente, senza libri e quaderni, con ferri da maglia o attrezzi da bricolage per sviare i sospetti. Una o due ore dopo se ne andavano, con una nuova poesia o canzone tirolese imparata a memoria.
In Sudtirolo operavano circa 500 insegnanti clandestine, meglio note come le insegnanti delle catacombe (Katakombenlehrerin). Angela Nikoletti venne richiamata più volte dalle autorità, ma non si fece intimorire e continuò ad insegnare. Il 14 maggio del 1927 venne arrestata dai Carabinieri e condannata a 30 giorni di carcere. Uscita di prigione, fu espulsa dal suo comune di residenza. Si nascose allora in una grotta nelle vicinanze del paese, ma venne tradita e il podestà le intimò di andarsene. Un medico italiano la sottopose ad una visita e constatò ufficialmente il suo pessimo stato di salute: era così prostrata da far temere che non riuscisse a superare l’inverno.
Solo allora ottenne il permesso di tornare a casa da sua zia, a Cortaccia. Per un certo tempo le fece compagnia un giovane vicino, Anton Weiss. Quando questi decise di andare in seminario per studiare teologia, Angela ne soffrì molto, come testimoniano una serie di malinconiche poesie composte in quei giorni.
L’ultima nota contenuta nel diario risale al luglio del 1930: Angela era ormai troppo debole per scrivere. Morì il 30 ottobre dello stesso anno. Il suo corpo venne esposto in casa per l’ultimo saluto. Il funerale si trasformò in una marcia di protesta cui partecipò tutto il paese e al quale accorsero pure molte persone dei comuni vicini.
Anche per la popolazione sudtirolese di lingua italiana Angela Nikoletti è diventata una figura di riferimento. Nel 1975, a Bolzano venne infatti fondato il Circolo Angela Nikoletti, un’associazione culturale i cui aderenti sono prevalentemente italiani. Ancora oggi ai nuovi iscritti viene dato in omaggio un opuscolo del movimento antifascista intitolato alle Vittime della barbarie fascista.
Nel 2011 la città di Bolzano ha dedicato a Angela Nikoletti l'omonima piazza nel quartiere Oltrisarco-Aslago, presso il centro civico Rosenbach. Nel 2012 l'amministrazione comunale vi aggiunse una targa commemorativa a Angela Nikoletti quale vittima del fascismo.

La sindaca ha segnalato che c’è anche una casa di riposo chiamata “Anna Haus”, casa di Anna.

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