Bari

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 2.263
INTITOLATE A UOMINI: 1220
INTITOLATE A DONNE: 90
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 17
Annunziata (corte)
Annunziata (largo)
Annunziata (strada)
Madonna (via - Loseto)
Madonna della Grotta (strada)
Madonna della Pietà (via)
Madonna della Stella (strada)
Madonna della Stella (trav.)
Madonna della Stella (II trav.)
Madonna della Stella (parall.)
Madonna delle Grazie (strada)
Santa Maria (stradella)
Santa Maria (via)
Santa Maria del Buon Consiglio (strada)
Santa Maria del Campo(piazza)
Santa Maria del Fonte (piazza)
Santa Maria vi salvi (strada)
Sante, beate, martiri: 25
Beata Elia di San Clemente(via)
Sant’Agnese (via)
Sant’Anna (strada)
Sant'Anna (via)
Santa'Anna (vico)
Santa Barbara (via)
Santa Candida (strada)
Santa Caterina (strada -Picone)
Santa Caterina(strada-Carbonara)
Santa Caterina (strada -Stanic)
Santa Chiara (strada)
Santa Fara (piazzetta)
Santa Fara (sottovia)
Santa Lucia (strada)
Santa Lucia (stradella)
Santa Lucia (via)
Santa Rita (viale)
Santa Scolastica (strada)
Santa Teresa (strada)
Santa Teresa (stradella)
Santa Teresa dei Maschi (strada)
Santa Teresa delle Donne (strada)
Santa Teresa delle Donne(vico)
Santa Veronica (via)
Santa veronica (II trav.)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 6
Madre Clelia Merloni (via)
Madre Elena Aiello (via)
Madre Teresa di Calcutta (via)
Madre Teresa Gimma (largo)
Maria De Mattias (via)
Suor Maria Lucchesi (via)
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 3
Carolina Accolti-Gil Salvati (via)
Chiara Lubich (via)
Severina De Lilla (via)
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 7
Ada Negri (via)
Ave e Candida Stella (via)
Grazia Deledda (via)
Maria Montessori (largo)
Matilde Serao (via)
Susan Sontag (largo)
Wanda Bruschi-Gorjux (via)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): 1
Marie Curie (via)
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 27
Ada Del Vecchio Guelfi (via)
Anita Garibaldi (via)
Bona Sforza (via)
Giustina Rocca (via)
Isabella D’Aragona (via)
Luigia De Marinis (via)
Mafalda (via - Carbonara)
Mafalda d’Assia (trav.)
Margherita (piazzale)
Maria Chieco Bianchi (via)
Maria Cristina di Savoia (via)
Maria Josè di Savoia (via)
Principessa Mafalda (via)
Principessa Maria (via)
Principessa Jolanda (via - Loseto)
Principessa Jolanda (via - Carbonara)
Principessa Jolanda (trav. - Carbonara)
Principessa Jolanda (via - Carrassi)
Principessa Jolanda (via - S.Spirito)
Principessa Jolanda (trav. - S.Spirito)
Principessa Giovanna (via)
Principessa Maria (via)
Principessa Maria (I trav.)
Regina Elena (via - Carbonara)
Regina Elena (via - Loseto)
Regina Margherita (via)
Renata Fonte (via)
Rita Majerotti (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 2
Letizia Abbaticola (via)
Caterina Fontana (via)

Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 2
Eleonora (piazzetta)
Santa Scorese (via)

E' del 13 novembre 2014 la delibera di intitolazione alla scrittrice e saggista americana Susan Sontag, dello spiazzo antistante il Teatro Kismet Opera. Sempre nel 2014 è stata dedicata una via a Concettina Ghiro (1931-2001), infermiera
Inoltre sono stati intitolati giardini a Rita Levi Montalcini e alle vittime di femminicidio.

Il 20 marzo 2017 è stato intitolato un giardino a Marilena Bonomo (Bari, 1927 - 2014), gallerista barese che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia della città

Sono stati autorizzati ma non ancora attuati i giardini dedicati alla poliziotta Emanuela Loi e alla magistrata Francesca Morvillo

Toponomastica femminile a Bari

di Marina Convertino


Poche strade dedicate alle donne anche a Bari, qui come   altrove. Fa eccezione la città vecchia con il suo intrico di chiese, corti, case torri, palazzi e piazzette dove le sante, almeno loro, hanno ancora un posto di rilievo. La piazzetta di Santa Maria del Buon Consiglio con le belle colonne, resti della chiesa del' XI-XII secolo, è l'area archeologica di maggior interesse insieme al vicino panoramico monastero di Santa Scolastica che dà il nome alla omonima strada. Strada Santa Chiara, strada Santa Maria, strada Santa Lucia, Largo Annunziata, prendono il nome dalle rispettive chiese di cui la città vecchia è disseminata.  Strada Santa Teresa dei Maschi e per non offendere l'altra metà del cielo, strada Santa Teresa delle Donne (e si qui le pari opportunità hanno avuto inizio precocemente, poi chissà..) così chiamate per aver ospitato nel passato il carcere maschile e quello femminile. Un giardino, prospiciente il Castello Svevo, prende il nome da Isabella Sforza d'Aragona (1470-1524), unico omaggio alla duchessa che qui si insediò nel Cinquecento insieme alla figlia Bona e che inaugurò una stagione di cultura raffinata ed eleganza dopo essersi preoccupata di munire il Castello di una nuova possente cinta di difesa, munita di bastioni angolari secondo le tecniche militari del tempo. A Bona Sforza (1493-1557) diventata regina di Polonia, che continuerà l'opera di restauro del Castello iniziato dalla madre e alla quale va il merito di aver ridisegnato il cortile interno, è invece intestata una strada in un quartiere periferico chiamato Carrassi.

Bari è una città di mare, la Porta dell'Adriatico, con la città vecchia che si affaccia sul lungomare, a quanto pare il più lungo d'Italia. Percorrendo la Muraglia, la cinta muraria una volta lambita dal mare che è uno degli scorci più belli, si raggiunge il Teatro Margherita edificato direttamente sull'acqua, un teatro liberty costruito nei primi del Novecento su palafitte, che dopo molti anni di inattività è stato riconvertito a contenitore culturale. Il nome penso faccia riferimento alla regina Margherita di Savoia, ma non ne sono certa. 

Dalla città vecchia si passa al cuore di Bari, il quartiere murattiano con il suo reticolo di strade parallele e perpendicolari intestate tutte a uomini celebri. Dopo sante e regine, nel centro della città non c'è menzione di donne sulle strade, non una poetessa, né un'eroina, una politica o una scienziata, nulla, il genere femminile è completamente dimenticato, tranne che per un breve tratto di via de Rossi che nella parte terminale prende il nome di una carmelitana, Beata Elia di San Clemente (1901-1927) dal vicino convento appartenente all'ordine delle carmelitane scalze, poi il Largo antistante il Teatro Petruzzelli quello bruciato nel 1991 e riaperto lo scorso inverno dopo venti anni di inattività, intitolato a due insegnanti Candida e Ave Stella, che verso la fine degli anni cinquanta fondarono a Bari un circolo culturale "Il Leggio" con un ruolo importante nella cultura barese (non ricordo di aver visto la relativa targa, dovrò controllare) e per ultimo Largo Madre Teresa Gimma (1880-1948) di recente intitolazione (2008), anche lei carmelitana scalza, più nota per avere tra i suoi antenati il celebre Abate Gimma a cui è intitolata la relativa strada.  Dal ponte di corso Cavour si passa nella città moderna. 

Finora Bari è stata ingenerosa nei riguardi delle donne; come sarà nei quartieri più periferici? Lo vedremo.

A est del Murattiano si incontra il quartiere Madonnella, con un'edicola in pietra contenente l'immagine della Madonna al centro del Largo Carabellese, un tempo spiazzo Madonnella. Il toponimo è molto antico ed è l'unica concessione all'immagine femminile di un intero quartiere. Se non son sante o madonne devono avere forte e provata vocazione come quella di Madre Clelia Merloni (1861-1930) fondatrice delle Apostole del sacro Cuore di Gesù, che dà il nome all'omonima strada nel vicino quartiere Iapigia. Per uscire dal cono d'ombra (si fa per dire), bisogna spingersi quasi ai margini della città, per incontrare prima Via Carolina Accolti Gil Salvati ( 1905-1945) nome di una crocerossina, poi una traversa di via Pitagora intestata ad una coppia di benefattori Severina e Mario De Lilla (Severina De Lilla, per una volta non in compagnia del marito, è anche il nome di un Istituto Professionale per i servizi sociali). Una strada intestata a Rocca Giustina (Sec.XV) Avvocatessa del Foro di Trani, passata alla storia come il primo avvocato donna del mondo che si occupò di delicate questioni diplomatiche tra le città di Trani e Venezia; uno dei personaggi più illustri della storia giudiziaria di Trani, finalmente donna, viene ricordata in una strada di periferia, nelle vicinanza della tangenziale della città; di lei si dice abbia ispirato il personaggio di Porzia di Belmonte del Mercante di Venezia di Shakespeare. Strada Sant'Anna e strada Santa Teresa completano il panorama di questo quartiere.

Nel giorno in cui l'Italia è campionessa d'Europa per merito della squadra femminile di pallanuoto e Carolina Kostner riceve la medaglia d'oro ai campionati europei di pattinaggio, mentre i giornali sembrano impegnati a celebrare solo il rito del calcio, riprendo la mia ricerca fiduciosa sulle pagine dello stradario di Bari. San Pasquale il quartiere con il campus universitario, si presenta dal punto di vista di questo lavoro poco fruttuoso con una sola strada intestata a Maria Cristina di Savoia (1812-1836); va peggio nel vicino Carrassi dove trovo null'altro che il giardino della Chiesa Russa, quella con i tetti verdi ondulati e la cupola a cipolla, intestato a Chiara Lubich (1920-2008) Fondatrice del Movimento dei Focolari. Via Madre Teresa di Calcutta (1910-1997) nel quartiere Poggiofranco, Strada Santa Candida e Strada Santa Caterina nel quartiere Picone. Una strada intitolata a una donna vittima della mafia, nel quartiere Libertà: Renata Fonte (1951-1984) assessora del comune di Nardò muore a 33 anni lasciando due bambine piccole, si era battuta contro la lottizzazione e la speculazione edilizia del Parco naturale di Porto Selvaggio. Un altro piccolo giardino dedicato a una maestra elementare Rita Majerotti (1876-1985) donna impegnata politicamente, attenta ai temi della questione femminile, contribuì alla costituzione dei gruppi femminili comunisti. Ad Anita Garibaldi (1821-1849) è dedicata una sola via, contro ben 23 (tra strade e vicoli distribuiti su tutti quartieri) intitolate al compagno di vita e di lotte Garibaldi, nonostante gli ideali politici e le battaglie condivise.

Allargo il campo di indagine dal nucleo urbano alle periferie, in direzione di quelle zone di territorio un tempo frazioni che pur essendo oggi quartieri di Bari, nella realtà non sono mai diventate parte integrante della città. Come se mancasse una visione d'insieme, come aggregati dotati di propria autonomia e di carattere e per questo irriducibili alla definizione di quartiere. Nel quartiere Stanic si ricorda la scrittrice Grazia Deledda (1871-1936), premio Nobel per la letteratura nel 1926, con una strada a lei intitolata. Da Wikipedia scopro che le è stato dedicato un cratere di 32 km di diametro... ma su Venere, qui sul pianeta Terra usano altri nomi. Proseguendo verso il quartiere San Paolo si incontra Via Madre Elena Aiello (1895-1961) Fondatrice dell'Istituto delle Suore Minime della Passione, una vita dedicata all'accoglienza in particolare dei bambini abbandonati a causa di guerre e altre circostanze; Via Marie Curie (1867-1934) premio Nobel per la Fisica nel 1903 e nel 1911 per la Chimica, unica donna tra i quatto vincitori di più di un Nobel; Largo Maria Montessori (1870-1952) pedagogista di fama mondiale; Via Matilde Serao (1856-1927) che oltre a essere stata scrittrice e giornalista, è stata la prima donna italiana ad aver fondato e diretto un giornale. Palese-Macchie più che un quartiere sembra una località di villeggiatura estiva, insospettatamente generosa nei confronti della toponomastica femminile. Una strada celebra una figura barese Wanda Bruschi-Gorjux (1988-1976) nata a Bari, per tutti Donna Wanda. Editorialista nota sia fra le più alte personalità politiche e intellettuali del suo tempo, sia fra il ceto popolare, firma ricorrente sulla terza pagina del Corriere delle Puglie, quindi della Gazzetta del Mezzogiorno - dietro lo pseudonimo di Medusa - fu anche una vivace operatrice culturale. Moglie di Raffaele Gorjux, storico fondatore della Gazzetta, fu militante dell'ala femminile del Partito fascista. Una via è dedicata a Maria Chieco Bianchi (1904-1995) prima donna sindaca pugliese, che resse il comune di Fasano dal 1949 al 1954 e parlamentare del Partito Nazionale Monarchico dal 1953 al 1958; un'altra ricorda Luigia De Marinis (1917-1980) prima donna a entrare nel consiglio comunale di Bari, eletta nel 1946 nelle liste del Partito Comunista. Un omaggio ad una sindacalista con via Ada Del Vecchio Guelfi (1921-2002): s'impegnò in particolare nella lotta per la parità del voto e i diritti delle donne. In un viaggio di donne antifasciste in Francia, nei primi dell'anno '50, Ada incontrò un dirigente partigiano molto stimato per la sua intransigenza, anche come dirigente comunista; due mesi dopo lei, laica irriducibile, educata da una madre che aveva smesso di frequentare la Chiesa cattolica dopo l'approvazione dei Patti Lateranensi, sposò quel partigiano, in Comune e con rito civile: per l'epoca, un vero scandalo. Per finire "l'immancabile" tributo all'ultima Regina d'Italia Maria Josè di Savoia (1906-2001).

Riprendo la mia passeggiata virtuale sullo stradario di Bari muovendomi verso nord, in direzione di un porticciolo di nome Santo Spirito, una zona di ville che si anima durante la stagione estiva. Vengono commemorate le principesse di casa Savoia con una via intestata a Giovanna quartogenita di Vittorio Emanuele III, una alla sorella minore Maria, un'altra figlia Mafalda d'Assia (1902-1944) morta nel campo di concentramento di Buchenwald. Nel 2006 viene dedicata una strada a Suor Maria Lucchesi (1910-1995), una educatrice che ha contribuito con il suo lavoro alla storia dell'Istituto Margherita di Bari. Verso la parte più estrema di Santo Spirito si trova Enziteto un comprensorio di case nate intorno agli anni Novanta, una di quelle periferie spesso trascurate dalle amministrazioni comunali, zone di degrado urbano ed esclusione sociale: qui viene ricordata con una piazzetta la piccola Eleonora (2003-2005) morta di stenti a soli due anni, una storia assurda di marginalità estrema e di abbandono in una città che ha l'ambizione di essere la porta d'Oriente, che si propone come il luogo del dialogo tra culture e religioni all'insegna della tolleranza e dell'ospitalità, una città con una storia millenaria di accoglienza che non è stata capace di ascoltare e di vedere una tragedia che si stava consumando sotto gli occhi di tutti. Che questa intitolazione sia di monito oltre che di ricordo. Mai più un'altra Eleonora.

Proseguo verso Carbonara, un tempo comune autonomo, oggi quartiere di Bari. Si incontra Via Maria De Mattias (1805-1866) religiosa fondatrice della congregazione delle Suore Adoratrici del Sangue di Cristo; nel 2003 è stata proclamata santa da papa Giovanni Paolo II, via Sant'Agnese, strada e vico Sant'Anna, via Santa Barbara, strada Santa Caterina, stradella Santa Lucia, via Santa Maria, traversa Santa Veronica, strada Madonna delle Grazie. Dalle sante si torna ad omaggiare casa Savoia con via Regina Elena (1873-1953) principessa del Montenegro e moglie di Vittorio Emanuele III, una via dedicata alla figlia Jolanda e ancora una volta Via Mafalda d'Assia.

La ripetizione dei nomi nella toponomastica di alcuni quartieri è legata al fatto che un tempo questi erano comuni autonomi; diverse le istanze presentate al Comune di Bari che tuttavia non hanno trovato risposte adeguate. Questa potrebbe essere la giusta occasione per risolvere il problema della duplicazione dei nomi: perché non intitolare le strade oggi dedicate a casa Savoia a donne diversamente regine? Siamo in una Repubblica forse serve ricordarlo agli assessori alla toponomastica.

Contigua a Carbonara è Ceglie del Campo, ex comune diventato quartiere nel 1970. Una via dedicata a Caterina Fontana (1908-1991): chissà cosa ha spinto un centro agricolo come Ceglie ad intitolare una strada a una stilista? Si riprende con le volte celesti con via Madonna della Pietà, piazza Santa Maria del Campo dall'omonima chiesa che qui si affaccia, in onore della quale ogni terza domenica di ottobre si svolge una solenne cerimonia, strada Santa Maria vi salvi, viale Santa Rita. Una strada rende omaggio alla poetessa Ada Negri (1870-1944) prima e unica donna ad essere ammessa fra gli Accademici d'Italia.

Loseto, un lembo della città di Bari nell'entroterra meridionale, come i due precedenti quartieri fu in passato un comune autonomo. Unica informazione utile all'analisi è la strada dedicata a via regina Margherita (1851-1926).

Torre a Mare, a sud di Bari dopo la piccola cala di San Giorgio è l'ultimo quartiere oggetto di questa ricerca. Il nome lo deve alla presenza di una torre di avvistamento costiera, una delle tanti presenti sul litorale della costa adriatica pugliese, primo baluardo difensivo contro Turchi e Saraceni e costruite in modo tale da vedersi a vicenda e comunicare velocemente informazioni importanti, tramite fuochi accesi di notte e bandiere colorate di giorno. Unico omaggio femminile è Madonna della Stella, che senza grossi sforzi di fantasia, si ripete monotonamente dalla strada principale alla traverse che la incrociano.

Considerazioni finali

La ricerca è stata effettuata attraverso lo studio dello stradario on line del sito web del Comune di Bari, aggiornato a marzo 2011  e ha riguardato la città con i suoi 17 quartieri oggi raggruppati in nove circoscrizioni amministrative:

I - Santo Spirito – Palese Macchie

II - San Paolo – Stanic

III - Picone - Poggiofranco

IV - Loseto – Ceglie – Carbonara

V - Torre a Mare – Iapigia

VI - Carrassi – San Pasquale

VII - Madonnella

VIII - Marconi – San Girolamo – Fesca – Libertà

IX - San Nicola – Murat.

La toponomastica di Bari attinge essenzialmente da personalità del passato con nomi di re, regine, principesse, santi, pontefici, antiche famiglie, uomini illustri e dalla geografia con nomi di città, fiumi, mari, regioni. Di una bassa percentuale di strade dedicate alle donne, occorre precisare che una porta il nome di due sorelle e un'altra il nome di una coppia di coniugi di benefattori.

Il valore più rilevante è risultato essere quello dedicato alla categoria donne storiche e politiche, in seconda posizione quello relativo alle sante, in terza posizione si classificano le madonne. A seguire a parità di valore percentuale, le categorie suore/benefattrici e letterate/umaniste.

E' del 13 novembre 2014 la delibera di intitolazione alla scrittrice e saggista americana Susan Sontag, dello spiazzo antistante il Teatro Kismet Opera.

Il 20 marzo 2017 è stato intitolato un giardino a Marilena Bonomo (Bari, 1927 - 2014), gallerista barese che ha avuto un ruolo di primo piano nella storia della città

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