emilia romagna-re-rolo

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 102
INTITOLATE A UOMINI: 49
INTITOLATE A DONNE: 3
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 2
Ilaria Alpi
Elena Cornaro 
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

1
Anna Frank

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Censimento a cura di: Roberta Pinelli  

 

 

Elena Cornaro (1646-1684)

Nata a Venezia da un'antica e nobile casata, da cui uscirono quattro dogi e nove cardinali, Elena Cornaro era imparentata anche con Caterina Cornaro (1434-1510), regina di Cipro e poi signora di Asolo.

Con il sostegno del padre, studiò matematica, astronomia, geografia e coltivò con passione la musica. Ebbe una vasta e profonda conoscenza delle lingue classiche e moderne, dal latino al greco antico e moderno, dallo spagnolo al francese all'ebraico. Il suo interesse principale andò però alla filosofia e alla teologia, nelle quali ebbe come maestri due professori di chiara fama dell’ateneo patavino.

La fama di Elena si diffuse rapidamente; fece parte di varie accademie in tutta Europa, e ricevette la visita di eruditi e studiosi da ogni paese. Rifiutando il matrimonio, anche quando venne chiesta in sposa da un principe tedesco, Elena sigillò la sua consacrazione agli studi e a una vita aliena dalla mondanità, dedita al sapere e alle opere di carità, divenendo oblata benedettina: fece voto di castità, aggiunse ai suoi nomi quello di Scolastica – la sorella di san Benedetto –continuando a vivere liberamente nella sua casa, in abiti normali, indossando sotto ad essi uno scapolare di lana nera, simbolo della veste benedettina.

Esortata dal padre e dai suoi maestri, chiese al Collegio dell’università di Padova di essere ammessa all’esame per il conferimento del Dottorato in teologia. Ispirandosi al proprio antico motto, il Collegio si era orientato in senso favorevole, già predisponendo i necessari adattamenti al cerimoniale, tra i quali la consegna del libro chiuso, invece che aperto, a indicare che l’insegnamento della teologia restava precluso alle donne. La condizione di donna fu però un ostacolo insormontabile. Il vescovo di Padova, cardinale Gregorio Barbarigo, che, in quanto tale, era anche Cancelliere dell’università, si oppose alla richiesta nella maniera più netta e non senza espressioni ironiche. Dopo molte insistenze, alla fine venne adottata la soluzione di un Dottorato non in teologia, ma in filosofia, che le fu conferito nel 1678 durante una solenne cerimonia: Elena diventò così la prima donna laureata in Europa, sebben la laurea fosse “solo” in filosofia.

Aggregata al Collegio dei filosofi e dei medici dell’università patavina, l’anno stesso Elena fu esaminatrice per una laurea in filosofia. Dopo un breve rientro a Venezia, Elena visse poi a Padova, fino alla sua prematura morte (in concetto di santità) avvenuta per tubercolosi il 26 luglio 1684, venendo tumulata nella locale abbazia benedettina di Santa Giustina. Dopo i fulgori della fama in vita, su Elena calò ben presto l’oblio, salvo la ripresa di interesse manifestatasi di recente in occasione del terzo centenario della laurea. Di lei non restano molte tracce. Una raccolta dei suoi scritti poetici e letterari fu pubblicata a Parma nel 1688. Una statua – voluta da Caterina Dolfin – la ricorda al Bo', il Palazzo principale dell’università, a Padova; un suo ritratto si trova alla Pinacoteca Ambrosiana a Milano.

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