marche-an-montecarotto

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 76
INTITOLATE A UOMINI: 25
INTITOLATE A DONNE: 0
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): --
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Censimento a cura di: Barbara Belotti  

 

Fonte: dati gentilmente forniti dal Comune di Montecarotto.

 

La buona pratica di Montecarotto

Barbara Belotti

Nella mancanza assoluta di vie intitolate alle donne, l’iniziativa del comune di Montecarotto ha una certa rilevanza.

La notizia, comunicata dall’Assessora ai Servizi Sociali Patrizia Bramati, si riferisce al 4 agosto 2012, quando l’amministrazione comunale ha deciso di intitolare un’area verde a Wangari Muta Maathai, premio Nobel per la pace nel 2004 in considerazione del suo contributo allo sviluppo sostenibile, alla democrazia e alla pace.

Nelle fotografie ufficiali il volto di Wangari appare sereno e sorridente, lo sguardo limpido; gli abiti, i copricapi e le acconciature variopinte sfoggiate con eleganza dimostrano il legame forte con la cultura e la tradizione africana.

Nata in Kenia nel 1940 e morta nel 2011, Wangari è stata la prima donna di quel continente a ricevere l’importante riconoscimento. La sua è stata un’esistenza contraddistinta da primati: oltre ad essere la prima donna africana a ricevere il Nobel, è stata la prima donna del centro Africa a laurearsi (in biologia nel 1966). E’ stata anche parlamentare e assistente ministra per l’ambiente e le risorse naturali tra il 2003 e il 2005.

Fondatrice ed attivista del Green Belt Movement, negli anni ’90 fu promotrice di una campagna per la sensibilizzazione verso i temi della natura e la difesa dell’ambiente, in particolare il disboscamento. Attraverso l’associazione Green Belt Movement, e con il coinvolgimento di decine di migliaia di donne africane, sono stati piantati in Kenia oltre 40 milioni di alberi per combattere il problema dell’erosione del territorio.

Accanto al suo impegno per la natura quello per le donne africane. Diceva: «Quando cominci a lavorare seriamente per la causa ambientalista ti si propongono molte altre questioni: diritti umani, diritti delle donne, diritti dei bambini».

Era convinta della necessità di far crescere la consapevolezza femminile, di far riconoscere i loro diritti e il loro valore nella società africana; credeva nel riscatto sociale e culturale delle donne e nella necessità di renderle protagoniste del cambiamento.

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