TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 201
INTITOLATE A UOMINI: 87
INTITOLATE A DONNE: 5
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 1
Suor Lucia Noiret (via)
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 3
Nilde Iotti (via)
Caterina Sforza (piazzetta)
Rosina Tacconi (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 1
Benvenuta (via)

  Censimento a cura di: Roberta Pinelli  

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Suor Lucia Noiret (1832-1899)

Georgine Noiret a 18 anni entrò nella Congregazione delle Suore di Carità di S. Giovanna Antida Thouret, prendendo il nome di Sr. Lucia.

Dopo il Noviziato, nel 1852 fu inviata a Imola come educatrice nell’Istituto detto “Conservatorio di S. Giuseppe” che accoglieva  le orfane e teneva le scuole per fanciulle esterne.

Complessi avvenimenti umani e politici portarono la Superiora Generale, Suor Carolina Chambrot, a richiamare, nel 1873, le sue religiose da Imola. Ma Suor Lucia venne trattenuta dalle forze dell’ordine, mentre stava per partire con il treno. Il Vescovo Mons. Luigi Tesorieri, affinché l’orfanatrofio S. Giuseppe non cadesse completamente in mano laica, in  un’epoca così antireligiosa, consigliò Suor Lucia a rimanere e a lasciare la Congregazione, avvalendosi del principio stabilito dalla regola di S. Giovanna Antida Touret, poi tolto, che “i voti sono emessi e validi solo per il tempo di permanenza nell’Istituto”

Suor Lucia capì che la volontà di Dio la voleva disponibile al servizio di quelle bambine e cercò delle collaboratrici. Dalla Savoia, sua terra di origine, e dai dintorni d’Imola, parecchie giovani si unirono a lei. Le prime tre fecero la loro professione religiosa il 19 giugno 1879. Nel 1886, 1l 19 marzo, la nuova Congregazione religiosa prese il nome di “Ancelle del Sacro Cuore di Gesù sotto la protezione di san Giuseppe.”

Suor Lucia aprì la prima casa del suo istituto nel 1889, a Riolo Terme, accogliendovi i bimbi della scuola materna , le bambine della scuola elementare e le educande. Nel 1891 mise qui la sede del noviziato, più tardi trasferito a Bologna nell’Istituto san Giuseppe, oggi casa Generalizia della Congregazione.La passione educativa è uno dei tratti emergenti nella figura di Suor Lucia.  Il carisma di Suor Lucia fu quello di far conoscere l’amore di Dio per l’uomo e di portare quanti avvicinava a credere nella bontà e misericordia del suo cuore. Il suo forte  spirito apostolico si espresse soprattutto in azione educativa ed assistenziale verso la gioventù che voleva formata secondo il vangelo. 

Rosa Tacconi (1890-1944)

Rosa Tacconi, «Rosina», era nata a Riolo Terme (RA) .Casalinga. Madre del partigiano Ivo Mazzanti , venne prelevata dalle brigate nere che si erano recate alla sua casa per catturare il figlio. Tradotta nel carcere di Forlì, dopo essere stata maltrattata e torturata, venne fucilata il 5 settembre 1944. Il figlio Ivo cadde nella Resistenza. Riconosciuta partigiana nella 36a brigata Bianconcini Garibaldi dall'1 aprile 1944 al 5 settembre 1944

Caterina Sforza (1463-1509)

Signora di Imola e Forlì, prima con il marito Girolamo Riario, poi come  reggente del figlio primogenito Ottaviano.

Figlia illegittima di Galeazzo Maria Sforza, duca di Milano, crebbe nella raffinata corte di Milano, che nel XV sec. era ammirata da tutta Europa. Si distinse, già in giovane età, per le azioni coraggiose e temerarie che mise in atto per salvaguardare, da chiunque, i propri titoli ed onori, così come i propri possedimenti, quando i suoi Stati vennero coinvolti negli antagonismi politici.Nella vita privata si dedicò a svariate attività, fra le quali primeggiarono gli "experimenti" di alchimia e la caccia. Negli affetti familiari fu un'attenta e amorevole educatrice per i suoi numerosi figli, dei quali solo l'ultimo, il famoso capitano di ventura Giiovanni delle Bande Nere, ereditò la passione per le armi e per il comando della madre. Fu piegata, dopo un'eroica resistenza, dalla furia conquistatrice dei Borgia. Imprigionata a Roma, dopo aver riacquistato la libertà, condusse una vita ritirata a Firenze. Negli ultimi anni della sua vita confidò a un frate: «Se io potessi scrivere tutto, farei stupire il mondo».

 

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