TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 209
INTITOLATE A UOMINI: 96
INTITOLATE A DONNE: 4
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 1
Santissima Annunziata (via)
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 1
Maria Montessori (piazzale)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 2
Emilia Pia (cortile)
Lavinia F. Della Rovere (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

Fonte: dati gentilmente forniti dal Comune di Fossombrone (2012)                   Censimento a cura di: Barbara Belotti

Nuova intitolazione nel Comune di Fossombrone: via Ada Negri

Le donne di Fossombrone

Meno del 2% del totale: questo il dato sulle strade femminili di Fossombrone, una ogni 24 strade intitolate a uomini.
Dopo una via alla Madonna e una a Maria Montessori, figura spesso ricordata nell’odonomastica dei centri italiani, vediamo quali sono le due figure storiche femminili. Confermando una tendenza generale, anche a Fossombrone si preferisce ricordare la storia femminile del passato rispetto a quella di tempi più recenti. Sia l’intitolazione a Emilia Pia da Montefeltro che a Lavinia della Rovere rimandano alla rinascimentale corte di Urbino che tra XV e XVI secolo visse un periodo straordinariamente felice.

Emilia Pia di Carpi e Sassuolo è stata immortalata in un dipinto del 1504-05, attribuito da molti a Raffaello Sanzio, conservato nel Baltimore Museum of Art. Il ritratto la mostra in posa frontale, lo sguardo rivolto allo spettatore, in un atteggiamento che ricorda moltissimo (ma in una versione più austera e semplice) un altro dipinto di Raffaello, eseguito nello stesso periodo per Elisabetta Gonzaga, moglie di Guidobaldo da Montefeltro duca di Urbino. Nonostante la differenza di rango, Elisabetta e Emilia Pia furono amiche e confidenti, oltre che cognate, dato che Emilia Pia aveva sposato Antonio da Montefeltro, conte e signore di Cantiano, fratello di Guidobaldo. Alla morte del marito la nobildonna rimase a vivere fra Cantiano e Urbino occupandosi dell’amministrazione del castello e dei suoi possedimenti.

Lavinia Feltria Della Rovere nacque a Pesaro nel 1558, figlia di Guidobaldo II duca di Urbino e Vittoria Farnese, e crebbe nel clima raffinato della corte. Sposò a 25 anni, per volere del fratello Francesco Maria II, ultimo duca di Urbino, il nobile Alfonso Felice d'Avalos d'Aquino, marchese del Vasto e di Pescara. Viene ricordata dagli storici per gli interessi culturali che la accompagnarono in vita e per l’energico carattere con cui volle difendere i suoi diritti e quelli del suo casato. Alla morte di Alfonso Felice, rimasta sola con tre figlie, si trovò ad affrontare una situazione economica difficile. Il marito infatti, libertino e amante del lusso, aveva contratto debiti significativi che Lavinia fu costretta ad onorare alienando rendite e oggetti di valore. Tenne testa con tutte le sue forze alla famiglia del marito che non voleva cedere a lei e alle figlie, legittime eredi, i possedimenti dell’Abruzzo. Lottò anche per difendere, dopo la morte del fratello Francesco Maria, parte delle sostanze dei Della Rovere dalle mire della famiglia Medici che, dopo il matrimonio del granduca di Toscana Ferdinando II con Vittoria Feltria Della Rovere, intendeva prendere possesso delle sostanze del casato di Urbino. Lavinia visse a Fossombrone fra il 1594 e il 1598 e si spense nel 1632 nel castello di Montebello.

 

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