TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 1442
INTITOLATE A UOMINI: 754
INTITOLATE A DONNE: 62
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: 3
Sant' Anna (via)
Benedetta Bianchi Porro (via)
Madre Teresa di Calcutta (via)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 2
Ermellina Fabbri (rotatoria)
Clelia Merloni (via)
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 9
Iolanda Baldassari (via)
Delfina Cima (piazzale)
Pina Magnani (via)
Eufemia Marchesi Corbici (via)
Eugenia Ottaviani (via)
Elisabetta Piolanti (via)
Paolina Savorelli Prati (via)
Annalena Tonelli (via)
Lucrezia Vinci (via)
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...):

7
Ilaria Alpi (via)
Grazia Deledda (via)
Maria Montessori (via)
Donata Doni (via)
Ifigenia Gervasi (via)
Myriam Zito (via)
Maria Ferrari Bandini Buti (via)

Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): 5
Tecla Baldoni (via)
Antonietta Cimolini (via)
Maria Farneti (via)
Gilda Minguzzi (via)
Eugenia Savorani Tadolini (via)
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

24

Argentina Altobelli (via)
Norma Balelli (via)
Lucia Benelli (via)
Maria Bondi (rotatoria)
Teresa Cattani Scardi (via)
Antonietta Colombi Porzi (via)
Anna Frank (via)
Ifigenia Gervasi (via)
Antonietta Gordini (via)
Tina Gori (via)
Sara Levi Nathan (via)
Mafalda di Savoia (piazzale)
Donne della Costituente (via)
Leonilde Iotti (via)
Galla Placidia (piazzetta)
Anita Garibaldi (via)
Pellegrina Rosselli del Turco (via)
Giorgina Saffi (via)
Caterina Sforza (via)
Giuditta Tavani Arquati (via)
Cia degli Ubaldini (via)
Liliana Vasumini (via)
Iris Versari (via
Simone Weil (via)

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane:

4
Operaie della Filanda (piazzale)
Gianna Manoni (via)
Gramadora (via)
Mondina (via)

Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari:  1
Sirena (via)
Atlete e sportive: 2

Antonietta Cimolini (via)

Fernanda Viroli (via)
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...):

5
Orfanelle (piazzetta)
Donnasanta (via)
Grasidia (via) [nome desunto da un marmo di età romana]
delle Sette Marie (via)
Tertullia Rubria (via)

  Censimento a cura di: Roberta Pinelli  

 

Aggiornamento a cura di Barbara Belotti (marzo 2018) fonte Comune di Forlì, Odonomastica comunale (2017), da cui sono tratte le note biografiche.

Sono presenti 57 aree verdi delle quali 28 hanno intitolazioni maschili maschili e 12 femminili:

Parco delle Crocerossine
Parco Ofelia Garoia
Parco Carmen Silvestroni
Parco Francesca Morvillo
Parco
Donne della Resitenza 
Parco Sibilla Aleramo
Parco Leonilde Iotti
Parco Ariella Farneti
Parco Maria Cristina Gori
Giardino Annalena Tonelli
Parco Irene Ugolini Zoli
Parco Anna Kuliscioff

BALDASSARI JOLANDA (1902-1986). Benefattrice forlivese fondatrice e presidente del C.I.F. (Centro Italiano Femminile). Presidente diocesana dell'Azione Cattolica nel 1919 e fino al 1936, ha fatto parte parte anche del Consiglio Superiore della Gioventù Femminile (G.F.)

BALDONI TECLA (1870-1945) di Forlì. Maestra di musica, pianoforte e canto, dedicò la sua vita all'insegnamento, partecipando ai concerti a favore delle Istituzioni cittadine. Fu maestra di canto di Maria Farneti, Giuseppe Paganelli ed altri artisti di certa notorietà. Condusse vita modesta e semplice e per questo la chiamarono "maestra del popolo".

BALELLI NORMA (1904-1993). Giovane sposa di Gastone Sozzi, perse prematuramente il marito il 6 febbraio 1928 a causa delle violenze cui fu sottoposto da parte del regime fascista, nel carcere di Perugia. Norma svolse l’attività lavorativa di ragioniera presso l’Esattoria comunale di Forlì. Sempre legata alla memoria di Gastone, non smise mai di portare il lutto e questo atteggiamento, negli anni del Ventennio, risultò una sfida al potere dominante.

BENELLI LUCIA (1921-1944) di Forlì. Staffetta appartenente alle squadre di azione partigiane, uccisa a 23 anni dalla scheggia di una bomba, durante una pattuglia.

BIANCHI PORRO BENEDETTA (1936-1964) nasce a Dovadola. Colpita a pochi mesi da poliomielite, resta con una gambina menomata. Nel 1942 la famiglia, che abitava a Milano, si trasferì a Sirmione sul Garda, poiché il padre era stato nominato ingegnere presso quelle Terme. Col precipitare degli eventi bellici la famiglia tornò a Forlì ma in seguito Benedetta fu trasferita a Dovadola. Il 23 maggio incominciò il “Diario di Benedetta”, che la ragazza tenne scrupolosamente per 10 anni, fino al ’54 quando era all’Università. Qui si iscrisse prima alla Facoltà di Fisica, per volere del padre, poi passò a Medicina e Chirurgia. Ma le sue condizioni di salute precarie, le gambe malferme, la sordità crescente resero la sua vita un calvario. Si avviò alla santità attraverso il dolore, in una specie di estasi spirituale. Morì il 23 gennaio 1964 a Sirmione.

BONDI MARIA ( 1912-1944) Partigiana combattente della Brigata SAP partecipò ad azioni di sabotaggio spargendo chiodi a tre punte lungo la via Emilia, danneggiò le trebbiatrici per impedire che il grano cadesse nelle mani dei tedeschi e dei fascisti; svolse attività di distribuzione di stampa clandestina. Fece la staffetta partigiana tra il comando militare di pianura e il gruppo partigiano di Santa Sofia trasportando armi, medicinali e vestiario; catturata dai fascisti e incarcerata a Forlì fu sottoposta a quotidiane torture che la ridussero in fin di vita. Le percosse furono tali da costringerla al busto ortopedico per tutta la vita che impegnò nuovamente nella resistenza.

CATTANI SCARDI TERESA (1807-1850). Nata a Collina da modesta famiglia sposò il patriota Vincenzo Scardi e con lui divise le idee di azione rivoluzionaria tanto da partecipare il 5 febbraio 1831, allo scoppiare dei moti liberali, all'assalto del Palazzo Legatizio di Forlì. Dopo i moti del 1849 seguì il marito nel breve esilio di Maçon (Francia). Nella facciata della Casa Repubblicana di San Martino in Strada si legge: QUI OVE NACQUE E MORI’ NEL 1850 TERESA CATTANI SCARDI LE REPUBBLICANE E I REPUBBLICANI RIEVOCANO NEL SUO NOME I TENTATIVI GLORIOSI DELLA LIBERTA’ ITALIANA 31 VIII 1947

CIMOLINI ANTONIETTA (1878-1904), di Casola Valsenio. Emigrò nel 1898 in America del Sud con il marito, forlivese di nascita, da fornaio diventato aeronauta, noto con il nome di "Cenefosse". Antonietta compì in America molti voli in pallone libero accanto al marito e da sola, come nel giorno della sua morte. Precipitò nel Rio della Plata e la sua fine commosse il mondo specie per la leggenda formatasi sul fatto che era stata spogliata degli ornamenti con cui soleva di solito adornarsi. Nel cinquantenario della morte, le furono rese solenni onoranze a Buenos Aires con lo scoprimento di due targhe in bronzo ad iniziativa dell’Aereo Club Argentino e della Federazione Generale della Società Italiana in Argentina, collocate nella darsena F del porto.

DEGLI UBALDINI CIA (XIV sec.) Marzia degli Ubaldini, detta Cia, moglie di Francesco degli Ordelaffi, signore di Forlì e di Cesena. A lei fu affidata dal consorte la difesa della Rocca di Cesena contro il cardinale Albornoz nel 1357, difesa che sostenne strenuamente e per la quale è celebrata.

DONI DONATA (1913-1972), di Lagonegro (Potenza). Donata, poetessa, si può considerare a tutti gli effetti forlivese. A Forlì infatti compì gli studi elementari e medi, seguì invece a Padova l'Università. Insegnò a Faenza, ma restò domiciliata a Forlì, dove è anche sepolta. Lascia diversi volumi di versi e tante liriche che compose dal 1963 alla morte e che formano il volume che doveva intitolarsi "La mia poesia".

FABBRI ERMELLINA (1898-1984) Nacque a Civitella di Romagna da una famiglia molto povera. Trasferitasi a S. Colombano, vi rimase fino al 1921, anno in cui passò a Malmissole. Qui si impegnò a fondo nella vita parrocchiale, divenendo da subito anche terziara francescana. Nel 1933 si trasferì a Roncadello. E’ il periodo più significativo a attivo della sua vita, che si dispiega in diverse direzioni, ma soprattutto nell’educazione cristiana dei ragazzi. Nel 1974, accettò di ritirarsi all’istituto S. Teresa di Ravenna, dove rimase per dieci anni, continuando a pregare ed operare in favore di tanti. Morì a Ravenna.

FARNETI ARIELLA Prima Sindaca in provincia e Senatrice della Repubblica. (m. 27.10.2006)

FARNETI MARIA (1877-1955), di Forlì. Dopo le prime lezioni di canto avute dalla maestra concittadina Tecla Baldoni, completava la preparazione nel liceo musicale di Pesaro, allora diretto da Pietro Mascagni, diventando anche l'allieva prediletta della celebre soprano Boccabati. Si esibì con successo sulle scene dei maggiori teatri d'Italia e d'Europa e persino in Sud America. Fu prescelta da Mascagni a cantare in un concerto al Castello di Racconigi il 24.10.1909 alla presenza dei Sovrani e dello Zar Nicola II. Interpretò con successo la Butterlfly di Puccini. Abbandonò il teatro sposando l'avvocato Luigi Riboldi. Alla sua morte beneficò, con un lascito, la casa di riposo dei musicisti fondata da Giuseppe Verdi a Milano. Forlì le dedicò, oltre ad una via, il museo romagnolo del teatro.

FERRARI BANDINI BUTI MARIA (1896-1948) Maestra elementare era nata a Forlì. Scrisse diverse opere fra cui “La meravigliosa storia del libro”, premiata nel 1937 dall’Accademia d’Italia. Collaborò a vari periodici e fu, inoltre, compilatrice della serie dell’Enciclopedia Biografica e Bibliografica Italiana.

GAROIA OFELIA (1909 -?) Figura emblematica del mondo del commercio ambulante. Nata a Durazzanino da una famiglia di braccianti, entrò nel 1936 –durante la guerra di Spagna- fra le file del “Soccorso Rosso” continuandone l’attività fino al 1943. Sino all’ 8 settembre 1943 partecipò al lavoro di costruzione dei primi gruppi partigiani e fin dall’ottobre diresse i Gruppi di difesa della donna che avevano il compito di raccogliere e far pervenire ai partigiani armi, fondi, indumenti e medicinali. Fu organizzatrice di scioperi e partigiana dalla 29esima Brigata Gap. Nel 1945 fu chiamata a far parte della Consulta nazionale, organismo che doveva preparare l’Assemblea costituente.

GERVASI IFIGENIA (1810-1883), contessa di Sarsina. Fu la moglie del patriota e letterato forlivese Tommaso Zauli Saiani. Scrisse racconti e drammi rappresentati e dati alle stampe.

GORDINI ANTONIETTA (1922-1944), vittima della II guerra mondiale.

GORI MARIA CRISTINA (1954-2006) Studiosa di storia dell'arte con un amore sconfinato per patrimonio culturale. Insegnante di storia dell'Arte, ispettrice Onoraria per la Soprintendenza per i Beni Architettonici e per il Paesaggio di Ravenna, Ferrara e Forlì-Cesena. Membro di numerose Accademie e Associazioni culturali: Fillopatridi, Benigni, Filergiti, Studi Romagnoli, Deputazioni di Storia e Patria della Romagna, Arte Sacra di Forlì e Bertinoro, Istituto per la Storia del Risorgimento a Roma. Numerose le collaborazioni con riviste: Il Carrobbio, Romagna Arte e Storia, La Piè, Studi Romagnoli, Il Melozzo, Forlimpopoli Documenti Studi. Delegata per la cultura del FAI (Fondo per l'Ambiente Italiano)

GORI TINA (1900-1947), partigiana forlivese

GRAMADORA: Il termine può avere significati diversi, legati alla lavorazione della canapa: la “gramadora” era la ragazza che con la “grama” (o e gramèt) schiacciava la canapa per separare la fibra dai canepoli; oppure “andare “a gramadora” significava andare a casa dei contadini per la “gramadora” della canapa.

MAGNANI PINA (1898-1943), figlia di un medico forlivese, alla morte lasciò il proprio patrimonio, valutato in 14 milioni, alla Casa di riposo per la costruzione di un reparto pensionati. Il padiglione inaugurato nel 1953 porta il nome della benefattrice.

MANONI GIANNA (1895-1990), Cavaliere al Merito della Repubblica, forlivese, profuse gran parte delle sue energia e del suo spirito instancabile in attività sociali, culturali e patriottiche. Durante la prima guerra mondiale fu “Madrina di Guerra” di molti coetanei a cui prestava assistenza materiale e morale. Nel 1930 alla morte del padre, Stefano Manoni, cominciò a gestire la ditta paterna ed il negozio di mesticheria di Via delle Torri, al cui ingresso ancora oggi si trova la famosa pianta di glicine sopravvissuta al bombardamento del 1944.

MARCHESI CORBICI EUFEMIA (1733-1767), figlia di Giorgio Viviano Marchesi e nipote di Sigismondo, storici e letterati forlivesi, lasciò il suo patrimonio alla fondazione di una farmacia per la dispensa gratuita di medicinali ai poveri della città e, consentendolo le rendite, diede ordine per la costruzione di un manicomio. L'esecutore testamentario, Domenico Savorelli, acquistò quindi una casa in principio di Borgo Schiavonia dove ebbe sede l'istituzione, come prova l'epigrafe che tuttora si legge.

MERLONI CLELIA (1861-1930), forlivese. Discendente da famiglia facoltosa, dopo aver appartenuto a varie case religiose, fondò nel 1884 a Viareggio il primo Istituto delle Suore Apostole del S. Cuore, per l'assistenza ai fanciulli, ai bisognosi e agli emigranti. Ben presto questo istituto si ramificò in tutta Italia, in Brasile e negli Stati Uniti.

MINGUZZI GILDA (1817-1902), nata a Rimini da una famiglia di musicisti, fu avviata fin da bambina allo studio del canto, prima con il maestro Solustri dell'Ateneo forlivese, quindi con il Direttore Militotti dell'Accademia musicale di Ravenna. Esordì sedicenne come Adalgisa nella "Norma" con molto successo e continuò la propria carriera come interprete delle opere del Bellini fino al 1850 quando sposò il letterato forlivese Emilio Zoli. Si dedicò quindi all'insegnamento del canto ed ebbe allievi come i concittadini Pietro Gazzoni, il baritono Oreste Borini, il basso Alfredo Zambianchi e, fra le allieve Elodia Sansovini, Virginia Poltronieri e la Signora Zangheri, divenuta poi la prima donna nei teatri imperiali di Mosca, Odessa, Pietroburgo. Ma, la soddisfazione maggiore per lei, fu l'aver tolto dalla strada il ciabattino "Turchet" Angelo Masini, e di averlo così ben preparato in cinque anni tanto da farlo diventare un grande tenore.

PIOLANTI ELISABETTA (1914-1990) Risale al 1952 la costituzione dell’Opera Don Pippo quando ‘Mamma Bettina’ iniziò ad accogliere le prime ragazze disagiate in quella che era la sua casa in Via Cerchia 101, ora sede della Fondazione. In una Forlì’ ancora devastata dal conflitto mondiale tante adolescenti che vivevano nei luoghi più malfamati della città trovarono in Elisabetta Piolanti, in suo marito Gaspare Maiolani e nell’Opera Don Pippo due persone ed un luogo sicuro dove essere amate ed aiutate.

ROSSELLI DEL TURCO PELLEGRINA (? -1944). Moglie del marchese Gian Raniero Paulucci Ginnasi fucilato a Castrocaro nel 1944. Versata nelle lettere e nella critica d'arte, fu anch'essa fucilata assieme ad un gruppo di ebrei e figure di spicco della Resistenza forlivese, vittima del suo patriottismo, di una non celata avversione per i nazifascisti che si sono barbaramente vendicati. Il ricordo della signora Rosselli testimonia della partecipazione delle donne di tutte le classi sociali alla Resistenza.

SAFFI GIORGINA (1828-1911), Giorgina Craufurd Saffi moglie di Aurelio. Irlandese di nascita è considerata italiana di elezione, sia perché vissuta lungamente a Firenze con la famiglia sia per il matrimonio con Aurelio Saffi, del quale condivise l'idealità nazionale e di cui divenne collaboratrice. Rimasta vedova nel 1890, visse riordinando archivio e biblioteca del marito. Morì, come il marito, nella villa di San Varano. A lei fu intitolato nel 1918 l'Istituto Tecnico Femminile. Il 28 marzo 2008 è stata scoperta sulla facciata dell’edificio che ospita l’ITAS (l’Istituto Tecnico Attività Sociali) questa epigrafe: CITTA’ DI FORLI’ QUESTA SCUOLA VENNE INTITOLATA A GIORGINA CRAUFURD SPOSA DI AURELIO SAFFI A RICONOSCIMENTO DELL’IMPEGNO SOCIALE E CIVILE CHE ESSA PROFUSE A FAVORE DELLE DONNE. LA COSCIENZA DEL SUO OPERARE E’ TUTTORA VIVA NEGLI ALLIEVI, NEI DOCENTI E IN TUTTA LA COMUNITA’ FORLIVESE.

SAVORANI TADOLINI EUGENIA (1808-1873), artista di canto forlivese. Fu allieva a Forlì di Luigi Favi e Giovanni Grilli, sposò Giovanni Tadolini che era maestro di cappella a Bologna. Fu interprete di diverse opere di Giuseppe Verdi che conobbe personalmente a Parigi, e cantò nei maggiori teatri d’Italia, Francia e Germania.

SAVORELLI PRATI PAOLINA (1863-1944) benefattrice forlivese discendente da famiglia patrizia. Alla sua morte lasciò i propri beni ad una istituzione per l’assistenza dei malati poveri. Morì nella sua villa di Bracciano, a Bertinoro.

SILVESTRONI CARMEN (1939-1997) Artista e scultrice forlivese. Ha lasciato un segno di rilievo in campo artistico e culturale a livello regionale (al momento della scomparsa insegnava all’Accademia delle Belle Arti di Bologna). Fra le sue numerose sculture si ricordano le nove figure che compongono la ‘Scacchiera’ opera collocata su un’altura del parco urbano di Forlì ‘Franco Agosto’.

TERTULLA RUBRIA Giovane romana morta a poco più di 20 anni ricordata a Galeata, nel Museo Mambrini, da una semplice stele ornata da due delfini ai lati del frontone. La fama del monumento è dovuta al breve carme (6 versi) apposto, in caratteri più piccoli, nella parte bassa della stele, dopo l’indicazione degli elementi anagrafici. Con poche parole, intrise di malinconia, ma con grande dignità, la giovane rievoca tutta la sua breve vita: “Forlì vide crescere me e la mia gemella, \nate da un padre nobile e da una madre venerata. \Andata sposa con onore, sono stata amata da un marito fedele; \ma, invidiosa, la crudele legge del fato ha distrutto le nostre speranze. \Al mio povero amore di donna, il destino ha lasciato un solo conforto; \mi è stato concesso di morire fra le braccia del mio sposo.”

VIROLI FERNANDA (1952-1972), di Forlì. Giovane ciclista tragicamente morta il 27 settembre del 1972 mentre si stava allenando sulla strada di San Savino di Predappio, falciata da un’automobile. Fin da bambina mostrò una rara passione verso la bicicletta che si concretizzò grazie alla società ciclista Unione Ciclistica Scat di Forlì. L’esordio della Viroli e della Scat, nell’allora categoria unica al femminile, avvenuto nel 1969, rappresentavano il primo caso di binomio complementare emiliano romagnolo, e Fernanda la prima ciclista di vertice agonistico di tutta la zona est della regione. Nelle stagioni 69-70 e 71, Fernanda seppe animare le gare, cogliere tanti piazzamenti, fino a divenire un riferimento del gruppo. Nel 1972 passò alla Unione Ciclistica Ivrea ed il 20 agosto dello stesso anno vinse a Torino il Campiano Piemontese, finendo così sui taccuini azzurri. Poco più di un mese dopo la tragedia.

ZITO MYRIAM (1886- ?) Myriam era nata a Sicignano degli Alburni. Figlia di emigrante ad appena due mesi di età venne condotta dal padre a New York per dimorare nella “Little Italy” dove studiò fino a laurearsi alla High School in lettere e filosofia alla Colombia University. Venne in Italia come corrispondente dall’Europa, e per il New York Herald fu corrispondente di guerra durante il conflitto fra Italia e Turchia negli anni 1911-1912.

 

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