TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 433
INTITOLATE A UOMINI: 172
INTITOLATE A DONNE: 9
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.):

1
Madonna dei Malloggi

Sante, beate, martiri:

2
S. Lucia 
Madre Teresa di Calcutta

Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 1
Grazia Deledda
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

4

Nilde Iotti
 Anna Frank
Anna Maria Enriques Agnoletti
Carla Capponi

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane:

1
Donna Paola Piaggio

Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

 

Censimento a cura di : Laura Candiani

 

 

Maria Enriques Agnoletti (1907-1944) è stata una partigiana, fucilata dai nazisti a Sesto Fiorentino e insignita di Medaglia d'oro al valor militare alla memoria.

Carla Capponi (1918/2000) partigiana,medaglia d'oro al valor militare

 

Paola dei conti Antonelli in Piaggio, deceduta a Pontedera, è stata moglie dell’imprenditore Enrico Piaggio.

 

PONTEDERA :società,industria,storia

 

Di Laura CANDIANI

 

La toponomastica della città evidenzia due anime principali : quella industriale , legata alla fabbrica della PIAGGIO, una vera istituzione , e quella fortemente antifascista e democratica nelle sue varie accezioni.

 

Alla Piaggio rimandano il “villaggio Piaggio”, il museo della Vespa, i ricordi del fondatore (Rinaldo) e di sua nuora (donna Paola), il nipote tanto amato, degno erede anche di un’altra celebre casata, quella degli Agnelli, ma dalla vita interrotta a soli 33 anni (Giovanni Alberto Agnelli) che fu presidente della Piaggio dal 1993 al ‘97. Non poteva poi mancare il nome del geniale progettista della Vespa (Corradino d’Ascanio) che realizzò fra l’altro il primo prototipo di elicottero moderno. Una via è dedicata anche ad Adriano Olivetti, industriale progressista di levatura internazionale, all’avanguardia ben prima dei moderni Bill Gates e Steve Jobs, con le fabbriche modello, gli asili e le colonie per i piccoli, il design, il rapporto stretto con gli intellettuali e la cultura.

 

All’antifascismo rimandano le due donne partigiane ricordate nella toponomastica , entrambe medaglie d’oro al valore militare: una eroica, torturata perché finita nelle mani della famigerata banda Carità, infine fucilata (Anna Maria Enriques Agnoletti) , l’altra sopravvissuta a lungo, attiva in mille nuove e diverse battaglie politiche e sociali (Carla Capponi). Non mancano il ricordo di Duccio Galimberti e, in generale, delle Brigate Partigiane. Veramente interessante il lungo elenco di strade dedicate in modo collettivo a gruppi di vittime, in epoche di pace e di guerra : Caduti delle foibe, Caduti di Auschwitz, Caduti di Biella, Eroi di Fiesole, Caduti di Nassiriya, Vittime dei lager nazisti, Vittime dell’olocausto, Caduti della divisione Acqui a Cefalonia e a Corfù. A questi si unisce l’elenco altrettanto imponente di vittime del terrorismo e della mafia (da Tobagi a don Puglisi, da Impastato a La Torre, da D’Antona ad Ambrosoli, da Rossa a Tarantelli, e così via…).

 

Sono presenti vari nomi di significative personalità locali: il presidente della Repubblica Giovanni Gronchi (a cui sarà presto intitolata la nuova biblioteca),il celebre spericolato aviatore Giuseppe Cei (di Càscina) che stupì i francesi volando a spirale intorno alla torre Eiffel (1998-1911), l’ingegnere Luigi Bellincioni (nato nel 1842, progettista di vari palazzi, chiese e campanili anche in città), il benefattore Felice Lotti che (nel 1861) lasciò i suoi averi alla città per assistere i poveri e gli ammalati, gli eroi della I Guerra mondiale : i fratelli Alvarado e Bixio Marconcini, caduti insieme sull’altopiano di Asiago il 15 giugno 1918, infine (last but not least!!!) l’orafo,scultore,architetto Andrea da Pontedera (forse più noto come Andrea Pisano-1290 circa-1348 o 1349), genio assoluto e autore di opere mirabili in argento, bronzo, pietra, legno, marmo che abbelliscono cattedrali toscane e il duomo di Orvieto.

 

Degna conclusione a queste brevi riflessioni è una via dal nome sconosciuto ai più (se non fosse stato per la gentilezza della signora Silvia Bracaloni, anche alla sottoscritta) : via Bachir Syr Diane, detto “Bass” dagli amici; era un giovane senegalese arrivato in Italia come tanti e si stava ben integrando: aveva trovato lavoro come metalmeccanico a Fornacette, ma un incidente automobilistico lo uccise prematuramente. Il Comune ha quindi deciso di ricordarlo - anche come simbolo di tante altre vite spezzate - e di intitolargli una via il 13 settembre 2003. Per tenere vivo il legame fra Italia e Senegal è stato poi promosso un gemellaggio con la città di Khombole da cui il giovane proveniva .

 

 

 

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