Roma - XI Municipio

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 650
INTITOLATE A UOMINI: 283
INTITOLATE A DONNE: 5
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 1
Piazza Madonna di Pompei
Sante, beate, martiri: 3
Largo Santa Silvia
Via Santa Beatrice
Via di Generosa
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 1
Via Teodora [patrizia romana fondatrice della chiesa dei SS. Ciro e Giovanni]
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): --
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

 Fonti: SITO (Sistema informativo toponomastica) http://www.comune.roma.it/sito/cittadino.html 
dati aggiornati da Barbara Belotti gennaio 2018

Toponomastica femminile a Roma - XI Municipio

di Anna Altobelli


Il XI Municipio è senz’altro una delle zone di Roma in cui la sproporzione fra presenze femminili e maschili in toponomastica risulta più evidente: si sono rilevate appena 5 strade intitolate a figure femminili (tra l’altro legate alla tradizione religiosa dei luoghi) contro ben 283 presenze maschili (il rapporto è pari a 1.77%!).
Il municipio è situato ad Ovest del centro storico, e si estende dal ponte sul Tevere della ferrovia Roma-Civitavecchia, in zona Marconi, fino al Comune di Fiumicino. Dal 1972 il suo territorio è stato ridefinito, fissando come confini ad est il corso del fiume Tevere e ad ovest Via della Pisana e Via Portuense, che lo percorre per tutta la sua lunghezza. Comprende diversi quartieri e zone urbanistiche: Portuense, Gianicolense, Marconi, Pian due Torri, Trullo, Magliana, Corviale, Ponte Galeria, La Pisana. Per i cultori dell’antica storia romana, il XV Municipio è anche detto “Arvalia”, in ricordo dei Frates Arvales (fratelli dei campi), 12 sacerdoti considerati figli di Acca Larentia, cui spettava, una volta l’anno, la celebrazione di un rito in onore della Dea Cerere.
Il rito si svolgeva in un bosco nei pressi della Via Campana (attuale via Magliana), ove sorgeva il tempio della Dea Dia (Cerere). Nel primo giorno i Frates offrivano alla dea un sacrificio consistente in vino, pane e incenso, il secondo giorno immolavano due maiali e una giovenca, e il terzo, il più importante, immolavano una grossa pecora, le cui viscere venivano scrutate dal Maestro di cerimonia, prima della chiusura del tempio. I Frates Arvales, all’interno, danzavano e intonavano canti in onore delle divinità agricole, per ottenere la loro protezione.
Nella zona urbanistica Corviale ha sede il cosiddetto "Serpentone", un gigantesco edificio costruito nel 1972 lungo la via Portuense. Secondo il progetto originario, tale costruzione avrebbe dovuto divenire il primo quartiere satellite o ‘città satellite’, una struttura abitativa dotata di tutti i servizi necessari ai residenti (scuole, laboratori artigianali, esercizi commerciali), idea ispirata alle teorie sulle "Unités d'Habitation" di Le Corbusier. Costituito da due stecche, una verticale ed una più piccola orizzontale, l’edificio conteneva in totale 1200 appartamenti; in realtà il progetto non fu mai portato a termine e l’enorme costruzione è divenuta un chiaro esempio di errore architettonico sotto molteplici punti di vista. Anni di occupazione abusiva e totale abbandono hanno ridotto l'edificio in condizioni di degrado e fatiscenza, anche se recentemente si sta facendo il possibile per avviare un progetto di riqualificazione che interessa anche il territorio circostante. La parte centrale, o "spina servizi", che si trova tra le due stecche, è stata completata ed accoglie alcuni uffici del municipio XV, un centro per il disagio mentale, il centro culturale ed artistico "Il Mitreo" ed un Farmer Market; vi si trovano inoltre le botteghe di alcuni artigiani, che vi si sono insediati in seguito allo sfratto dal centro storico. All'interno del palazzo sono presenti un ambulatorio ASL, un centro anziani, un supermercato, e varie cooperative ed attività sociali ed imprenditoriali. È stato inoltre da poco completato il centro commerciale "Casetta Mattei", già presente nel progetto originale. Nel febbraio 2009 il Comune di Roma ha indetto un concorso per la riqualificazione dell'edificio, vinto dal gruppo di progettazione coordinato dall'architetto Guendalina Salimei: secondo il suo progetto dovrebbe essere realizzato nel “ballatoio” un luogo di aggregazione, con l'inserimento di verde e servizi di interesse comune (asilo, biblioteca, negozi).
Come già detto, nel XI Municipio abbondano le vie intitolate a personaggi maschili (43% del totale), più e meno noti, che a partire dal quartiere Marconi fino a Ponte Galeria, passando per Magliana ed il Trullo, annoverano scienziati, inventori, giornalisti, uomini politici, patrioti, persino sindaci, per finire con figure di militari, architetti, ingegneri, scrittori, sceneggiatori e commediografi. E le figure di donne...? Sono sostanzialmente inesistenti (0.74% del totale), a parte poche eccezioni. Vediamo quali.
In zona Portuense, oltre alla piazza dedicata alla Madonna di Pompei, troviamo largo di Santa Silvia, dall’omonima parrocchia a lei intitolata. Silvia (520-592 d.C.), moglie di un senatore romano, generò due figli, il primo dei quali divenne papa nel 590, col nome di Gregorio I ‘Magno’; rimasta vedova, si ritirò in una casa sull'Aventino, e dedicò il resto della sua vita all'aiuto dei malati e dei più bisognosi. Gregorio invece continuò ad abitare la villa paterna, la trasformò in monastero, e vi eresse una chiesa dedicata a sant'Andrea (l'attuale oratorio di Sant'Andrea al Celio), dove Silvia fu sepolta alla sua morte. Il nome di Santa Silvia fu inserito nel ‘Martirologio Romano’ nel 1603, per volere di papa Clemente VIII, mentre nel 1959, per volere di papa Giovanni XXIII, sorse la parrocchia a lei dedicata, ufficialmente aperta al culto nel 1968.
Poco più ad est, parallela al corso del fiume Tevere e a Via della Magliana, troviamo via di Santa Passera, con un piccolo viottolo laterale, il vicolo di Santa Passera, ove sorge l’omonima chiesa. Se però andiamo ad approfondire, scopriamo che non è mai esistita una ‘santa Passera’ nella storia del cristianesimo, e che dunque si tratta di un personaggio di fantasia. O meglio: la chiesa, secondo la tradizione, fu costruita nel luogo in cui, agli inizi del V secolo, furono tumulati i resti di due santi alessandrini, Ciro e Giovanni. Il luogo, nei documenti dell'XI-XIII secolo, è chiamato Sancti Abbacyri oppure Sancti Cyri et Iohannis, in ricordo appunto dei due santi; il nome “Abbacyro”, (derivante dal titolo “Abbà Cyrus”, ‘padre Ciro’), storpiato nel linguaggio popolare, divenne via via Appaciro, Appàcero, Pàcero, Pàcera ed infine Passera. Un documento del 1317 descrive appunto un pezzo di terra “posita extra portam Portuensem in loco qui dicitur S. Pacera”, appellativo che sarà poi prevalente nei secoli successivi. Così, dei tre nomi di donna trovati nel XV Municipio, uno addirittura non corrisponde a nessuna figura reale… In compenso troviamo Via Teodora che ricorda una patrizia romana fondatrice proprio della chiesa dei santi Ciro e Giovanni.
Scendendo poco più a sud, tra Via del Trullo e Via della Magliana, troviamo infine una Via di Santa Beatrice, in origine “Viatrix”. Beatrice, assieme ai fratelli Simplicio e Faustino, furono martiri cristiani, noti con l’appellativo di “Portuensi” perché sepolti presso le vicine Catacombe di S.Generosa, lungo la Via Portuense. Simplicio e Faustino furono martirizzati per primi, secondo la tradizione gettati nel fiume Tevere dal ponte Lepido all’Isola Tiberina; secondo altri studiosi, però, il luogo del martirio potrebbe corrispondere al ponticello in pietra sul torrente Affogalasino, che avrebbe assunto tale nome proprio in seguito all’uccisione dei due fratelli: “asinus” era infatti lo spregiativo con cui venivano indicati, a Roma, i primi cristiani. Le due salme raggiunsero l’ansa del Tevere presso la Magliana, dove sarebbero state raccolte da Beatrice e sepolte nella proprietà di una nobile matrona cristiana, Generosa, alla quale è stata dedicata l’ultima via femminile del Municipio. Quando Beatrice seguì la sorte dei fratelli, anche le sue spoglie vennero collocate nello stesso luogo, e vi resteranno fino al 682, anno della traslazione in Santa Bibiana all’Esquilino. Loro reliquie si trovano anche in altre chiese di Roma, in un santuario delle Marche, e all’Escorial di Madrid. La parte più significativa delle reliquie si trova però in Germania, nelle città di Fulda, Lauterbach, Amorbach e Hainzel. Vicino alle catacombe di S.Generosa c’è infatti una Via Fulda.

Nel XI municipio troviamo tre giardini intitolati a figure femminili: uno è dedicato a Caterina Cicetti (1911-1987) sindacalista, gli altri due, di recente istituzione (2012), ricordano donne del passato: Elena Lucrezia Cornaro Piscopia, scienziata e filosofa (1646 - 1684), e Laura Maria Caterina Bassi, biologa e matematica (1711 - 1778).

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