Palermo

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 4925
INTITOLATE A UOMINI: 2406
INTITOLATE A DONNE: 239
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 16
Sante, beate, martiri: 59
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 5
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 1
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 29
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): 2
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): 13
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): 6
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

22

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 1
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: 73
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 12

  Censimento a cura di: Claudia Fucarino

Fonte: Agenzia del territorio (2010)

 

Oltre la famosa pedagogista ed educatrice Maria Montessori nota per il metodo che prende il suo nome usato in migliaia di scuole materne, elementari, medie e superiori in tutto il mondo, vorrei ricordare la Storica dell'arte Maria Accascina, nasce a Napoli il 28 agosto 1898 da una famiglia originaria di Mezzojuso, in provincia di Palermo.

Nel 1922 consegue la laurea in Lettere a Palermo e ottiene subito l'incarico di insegnare storia dell'arte nel liceo Umberto I.

Nel 1928 è destinata al Museo nazionale di Palermo, per ordinarne la sezione medievale e moderna. Ha Effettuato degli studi che ordinerà in scritti d’arte pubblicati per lo più nel Bollettino d'Arte del Ministero della Pubblica Istruzione.

Anna Maria Fundarò è docente di disegno industriale alla facoltà di architettura di Palermo dal 1988 al 2000, quando scompare prematuramente. Viene ricordata per gli studi sull’architetto Damiani Almeyda, zio del compagno Mario Damiani, che alla morte di Anna Maria sistemerà tutti i suoi studi.

Alba Gulì ha insegnato arte dei giardini e assetto del paesaggio. Grazie alle sue riflessioni e ricerche approda ad una metodologia rigorosa basata sullo studio del territorio attraverso l'identificazione degli elementi che interessano il paesaggio e l'ambiente, lo spazio libero e costruito. La docente si occupò anche di salvaguardare e la valorizzare le preesistenze archeologiche, per la tutela della natura, per il recupero delle qualità paesistiche delle città e delle periferie.

Jole Bovio èarcheologa presso la scuola Archeologica di Atene. Si trasferì negli anni venti in Sicilia diventando Sovrintendente archeologica per la Sicilia occidentale, dove pubblicò diversi scritti. Durante la seconda guerra mondiale trasferisce i reperti del Museo Archeologico Salinas al convento di S. Martino delle Scale, per preservarli dalle distruzioni. Al termine della guerra si occupò della ricostruzione del museo. Ebbe anche la cattedra di preistoria presso la facoltà di Lettere e filosofia dell’Università di Palermo e si occupò del restauro del tempio di Segesta.  

Pia Nalli studia a Palermo con il maestro Giuseppe Bagnera, con il quale si laurea nel 1910.

Nel 1911 pubblica sui Rendiconti del circolo matematico di Palermo, una serie di scritti scientifici con studi di geometria algebrica. Le sue ricerche successive si orientano invece all'analisi della teoria dell'integrale, che si riallaccia ai lavori di Henri Lebesque, Charles de la Valle Poussin, etc...

Luciana Natoli fu docente di storia dell'urbanistica presso la facoltà di Architettura di Palermo, dove elabora piani di risanamento delle città di Milazzo, Taormina e Santo Stefano di Camastra, dei centri storici di Menfi, di Castelvetrano e delle zone del Belice colpite dal terremoto del 1968.

Nr. 5 personaggi storici: Anita Garibaldi, Santa Miloro, Felice Orsini, Eleonora Pimentel De Fonseca, Anna Nicolosi Grasso.

 

Anita Garibaldi fu una rivoluzionaria italiana di origine brasiliana; moglie di Giuseppe Garibaldi, è conosciuta universalmente come l'Eroina dei Due Mondi. 

Santa Miloro Astorina, fu moglie del patriota Pasquale Miloro. Si distinse perché, durante la rivoluzione del 1848, in piazza Rivoluzione, si mise a distribuire coccarde agli insorti agitando la bandiera tricolore, per esultare la gente del popolo alla rivoluzione.

Felice Orsini fu lamogliedel viceré Marcantonia Colonna. Il marito le dedicò porta Felice probabilmente per farsi perdonare dalle ripetute scappatelle con Eufrosina Siragusa, Valdaura baronessa del Miserendino. Malignamente il popolo ha sempre creduto che la Porta, composta da due piloni, non possedesse il consueto arco trionfale centrale, per permettere a Donna Felice di passarvi attraverso.

Eleonora Pimentel Fonseca nata a  Roma il 13 gennaio 1752  e morta a Napoli il 20 agosto 1799 fu una patriota e politica italiana. È stata una delle figure più rilevanti della Repubblica Napoletana del 1799.

Anna Nicolosi Grasso, antifascista e comunista, fu una donna esemplare per l’impegno civile, politico, culturale che apportò al Paese evidenziando la condizione delle donne del suo ceto che subivano ripetute discriminazioni e violenze supplementari. Si mostrò di grande sensibilità e acutezza d’indagine.

Nr. 3 cantanti: Rosa Balistreri, Amelia Pinto, Ester Mazzoleni.

 

Rosa Balistreri iniziò la sua carriera di cantante nel 1966 con lo spettacolo “Ci ragiono e canto” di Dario Fo. Il suo repertorio prevede canti appresi durante l'infanzia e canti popolari siciliani da un forte tono drammatico.  Da questo episodio cominciarono le sue partecipazioni a seminari sulla musica popolare e i concerti al Teatro a Torino, a Milano, a Prato.

Amelia Pinto fu soprano lirico drammatico dalla voce calda e robusta. Inizia i suoi studi con il maestro Francesco Arcieri e poi all’Accademia di santa Cecilia a Roma sotto la guida del soprano, Zaira Cortino Falchi. Debutta a Brescia nel 1899 nella Gioconda.

Ester Mazzoleni nacque a Sebenico, in Dalmazia, da due italiani benestanti, tanto che il teatro principale di Sebenico era intitolato all'avo mecenate Francesco Mazzoleni. Dopo gli studi con il soprano Amelia Pinto, esordì a Roma nel 1905 con il “Trovatore”. Due anni dopo alla Scala di Milano con la Medea di Luigi Cherubini, e nel 1913 con l’Aida in occasione dell'apertura dell'Arena di Verona.  Sposò un palermitano e si trasferì a Palermo.  In seguito al matrimonio, annunciò il proprio ritiro dalle scene nel 1926.

 

Nr. 1 musicista: Maria Giacchino Cusenza

 

Maria Giacchino Cusenza inizia i suoi studi con Paolo Dotto e Alice Ziffer al Conservatorio di Palermo Baragli. A 17 anni consegue il diploma in pianoforte. E nel 1936 ottiene il diploma di composizione con Mario Pilati. In seguito, dal 1926 al 1970, insegna al Conservatorio di Palermo, e prosegue la sua carriera concretistica in varie città italiane.

 

Nr. 9 attrici: Anna Magnani, Eleonora Duse, Rina Morelli, Tina Di Lorenzo, Titina De Filippo, Marinella Bragaglia e Rosina Anselmi, Sarah Ferrati, Emma Gramatica.

 

Anna Magnani è considerata una delle più grandi attrici della storia del cinema italiano e mondiale. Fu una delle figure preminenti della romanità cinematografica del XX secolo insieme ad Aldo Fabrizi e Alberto Sordi.

Nella sua carriera ha ottenuto due nomination all'Oscar e ne ha vinto uno.

 

Eleonora Duse fu una tra le più importanti attrici teatrali italiane della fine dell’Ottocento e degli inizi del Novecento simbolo indiscusso del teatro moderno, anche nei suoi aspetti un pò enfatici. 

 

Rina Morelli nata da una nota famiglia di attori, calca le scene sin da piccola, e debuttare ufficialmente nel 1924 nello spettacolo Liliom di Mòlnar. Si sposa con l'attore Gastone Ciapini.

Nel 1945 comincia a lavorare col regista Luchino Visconti e a Paolo Stoppa, suo nuovo compagno.  Fu attiva nel cinema e come doppiatrice per la sua duttile voce espressiva.

 

Tina Di Lorenzo, era figlia del marchese Corrado Di Lorenzo  e dell'attrice napoletana Amelia Colonnello, di nobile famiglia e dama di corte della regina Elena di Savoia.

Da piccola ricevette un’educazione teatrale dal padre, amante di teatro, diventando un’attrice drammatica e istituendo la Compagnia stabile del Teatro Manzoni di Milano.

 

Titina De Filippo fu figlia naturale dell’attore e commediografo Eduardo Scarpetta e di Luisa De Filippo, e sorella maggiore di Eduardo e Peppino.

Avviata fin da bambina alla carriera teatrale, interpretò, quasi sempre ruoli maschili nella compagnia del padre. Interpretò in fondo tanti ruoli: dal ruolo di geisha, al debutto al ruolo di scolara in “I guai di un ministro di Vito di Napoli” e ancora Peppeniello in “Miseria e nobiltà”.

 

Marinella Bragaglia fu un’attrice catanese. Iniziò la sua carriera da bambina alternando al canto la prosa. Fece parte della compagnia di Nino Martoglio dove recitò con il personaggio di Nica nella Cavalleria Rusticana di Verga e in Malia di Capuana. Morì tragicamente, assieme alla figlia Vittorina, all’interno del piroscafo diretto a Tunisi che venne silurato, in un’operazione navale,  durante la I Guerra Mondiale.

 

Rosina Anselmi inizia a recitare da bambina con il padre Alessandro, attore dialettale.  Entrerà nelle Compagnie di Nino Martoglio e Mimì Aguglia, in giro per le tournée americane. Nel 1910 torna in Sicilia e diventa la prima attrice nella Compagnia di Angelo Musco. Debutta in televisione con il cinema sonoro e recita anche alla radio EIAR e in seguito alla RAI,.

Si sposa con l'attore Lindoro Colombo. Muore a Catania nel 1965.

 

Ferrati Sarah diplomata alla "Accademia dei Fidenti di Firenze", debutta in teatro nel 1928 nella compagnia di Luigi Carini. Interpreta ruoli come Elena nel Sogno di una notte di mezza estate e ruoli fondamentali in opere di Pirandello e di Cechov. In seguito affronterà anche la televisione rimanendo, sino alla morte, fedele al teatro.

 

Emma Gramatica fu un’attrice verista per i suoi toni patetici ed  accesi. Debuttò in teatro ancora adolescente nella Gioconda di D’Annuncio, accanto ad Eleonora Duse. Fu la prima attrice nelle compagnie di teatro italiane dell’Ottocento. Partecipa anche alla prosa radiofonica dell’EIAR e poi della RAI. Intraprende con successo anche la carriera cinematografica e televisiva.

 

Nr 6 pittrici: Artemisia Gentileschi, Lia Noto Pasqualino, Otama Ragusa Kiyohara, Sofonisba Anguissola, Maria Grazia Di Giorgio, Pina Calì

 

Artemisia Gentileschi visse durante la prima metà del XVII secolo. Prese dal padre Orazio il limpido rigore disegnativo, innestandovi una forte accentuazione drammatica ripresa dalle opere del Caravaggio, caricata di effetti teatrali; stilema che contribuì alla diffusione del caravaggismo a Napoli, città in cui si era trasferita dal 1630. Negli anni Settanta del secolo scorso Artemisia, a partire dalla notorietà assunta dal processo per stupro da essa intentato, diventò un simbolo del femminismo internazionale, con numerose associazioni e circoli ad essa intitolate. Contribuirono alla affermazione di tale immagine la sua figura di donna impegnata a perseguire la propria indipendenza e la propria affermazione artistica contro le molteplice difficoltà e pregiudizi incontrati nella sua vita travagliata. 

 

Lia Pasqualino Noto è nata il 22 Agosto 1909 a Palermo ed è morta ad 88 anni.  Studia pittura con Onofrio Tomaselli. Si sposa con Guglielmo Pasqualino, chirurgo della propria casa di cura privata. Partecipa a varie mostre, conoscendo così il pittore futurista Pippo Rizzo. Dal 1937 al 1940 ha diretto la Galleria Mediterranea, di arte contemporanea, presso palazzo De Seta, facendo acquistare alla Galleria d’arte moderna  di Palermo quadri di Sironi, Casorati, Pirandello, Carrà, Guttuso, etc… Anni dopo abbraccia  la ricerca verso forme astratte facendo parte attiva del "Gruppo dei Quattro"  artisti palermitani con Renato Guttuso, Giovanni Barbera e Nino Franchina

 

Otama Ragusa nata a Shiba, quartiere di Tokio, era la seconda figlia di Einosuke Kiyohara, custode di un famoso tempio buddista. Prima di entrare alla scuola elementare comincia a studiare pittura con un maestro giapponese. A 17 anni sposa lo scultore siciliano Vincenzo Ragusa che insegnava scultura a Tokyo. E’ considerata la prima giapponese che posa per un artista europeo. A Palermo produsse molte opere pittoriche e lavorò come illustratrice reporter.

 

Sofonisba Anguissola nata da una nobile famiglia piacentina, fu una delle rappresentanti della pittura rinascimentale italiana, diventandone un’esponente femminile della pittura europea. Si rifece molto ai pittori cinquecenteschi dell’Italia settentrionale e si dedicò principalmente alla ritrattistica.

 

Maria Grazia Di Giorgio si forma all'Accademia di belle arti di Palermo. I suoi esordi sono nel 1934 con la partecipazione alla quinta mostra del Sindacato regionale, ma espone anche a Milano e a Roma e Nel dopoguerra dopo una serie di esposizioni in Sicilia, approda anche a Parigi con i suoi dipinti a olio che ritraggono fiori, paesaggi e ritratti.

 

Pina Calì è una pittrice palermitana della prima metà del XX secolo, moglie dello scultore Silvestre Cuffaro. E’ una pittrice sincera e spontanea che racconta nei quadri le sue origini. Il mare, la campagna sono rappresentati con una naturalezza e vigoria cromatica che ricorda l’arte orientale.

 

Nr 22 scrittrici e poetesse: Mary Shelley, Grazia Deledda, Elsa Morante, Livia De Stefani, Nina Siciliana, Ada Negri, Anna Li Guastelli, Angelina Lanza, Anna Fortino, Gaspara Stampa, Cristina Campo, Maria Messina, Matilde Serao, Marta Bonanno, Veronica Gambara, Giuseppina Turrisi Colonna, Rosina Muzio Salvo, Concetta Ramondetti Fileti, Lauretta Li Greci,  Marianna Caruso Coffa. 

 

Oltre alle famose:

 

Mary Shelley nata alla fine del Settecento a Londra, fu una scrittrice, saggista e biografa inglese. È l'autrice del romanzo gotico Frankestein, pubblicato nel 1818. Era figlia della filosofa Mary Wollstonecraft, antesignana del femminismo; 

 

Maria Grazia Cosima Deledda, scrittrice e traduttrice italiana e vincitrice del Premo Nobel della Letteratura nel 1926;

 

Elsa Morante è una scrittrice, saggista, poetessa e traduttrice romana. È considerata da alcuni critici una tra le più importanti autrici di romanzi del dopoguerra. 

 

Livia De Stefani nacque a Palermo nel 1913 da un’antica famiglia di proprietari terrieri e di intellettuali. A diciassette anni sposò lo scultore Renato Signorini e con il quale visse a Roma. Nel 1940 scrisse la sua prima raccolta di poesie intitolata "Preludio" e nel 1953 pubblicò il suo primo romanzo, "La vigna di uve nere", un noir siciliano ispirato alla misteriosa morte di una diciasettenne di Mazara del Vallo.

 

Nina Siciliana è una poetessa della fine del XIII secolo, di cui non si conosce né il nome, né il cognome, né la data di nascita. Fece invaghire il poeta toscano Dante da Maiano che le dedicò un sonetto. La sua importanza deriva dal fatto che è considerata la prima donna italiana a poetare in lingua volgare.

 

Ada Negri è stata una poetessa e scrittrice italiana e l’unica donna a far parte degli Accademici d’Italia. A Milano entrò nel partito socialista, dove fu molto apprezzata per la propria produzione poetica, vicina alla questione sociale, tanto da essere definita la poetessa del Quarto Stato. . Nel 1894 vinse il Premio Milli per la poesia.

 

Anna Li Guastelli era figliadi Giovan Battista Li Guastelli, senatore di Palermo nel 1763. Fu una Carmelitana scalza nel monastero dell'Assunta, in via Maqueda, ma fece parte dell'Accademia degli Ereini con il soprannome di Lesbia Ippocrenea.

 

Angelina  Lanza figlia dell’architetto Damiani Almeyda, fu una donna ecclettica nel campo della musica, della pittura, ma soprattutto della letteratura. Legge e studia D' Annunzio, Carducci, Pascoli. Nel 1902 pubblica Le rime dell’innocenza e nel 1912, La fonte di Mnemosine. 

 

Anna Fortino fu poetessa, musicista, pittrice e modellatrice in cera. Nacque a Palermo nel 1673 e morì nel 1749.

Fu celebre soprattutto per le sue sculture in cera colorata, rappresentanti madonne, bambini all’interno di musei, chiese e collezioni private.

Così inizia la sua collaborazione con diverse testate tra cui il “Corriere del Mattino” e “Capitan Fracassa.

 

Gaspara Stampa fu una poetessa padovana della metà del XVI secolo. Nata da una borghese famiglia di origine milanese, si contraddistinse per la sua forte personalità, carica di passione e per la breve ed intensa vita, tanto da essere considerata una novella Saffo. Una vita ricca di amori come per il conte Collaltino di Collalto, che abbandonò pochi anni dopo a causa di una forte crisi mistica.

 

Cristina Campo in arte Vittoria Guerrini, nata a Bologna nel 1923, e morta a Roma nel 1977 è conosciuta come una delle poetesse più profonde del novecento, perché interprete della più profonda spiritualità insita nella letteratura europea. A causa di una malformazione cardiaca rimase sempre isolata dai suoi coetanei non realizzando regolari studi. Per la sua natura solitaria si mostrò sempre indifferente alle dinamiche del mercato letterario con uno stile caratterizzato da una spiccata tensione e dal profondo significato.

 

Maria Messina nacque ad Alimena, in provincia di Palermo. Cresciuta a Messina, trascorse un'infanzia isolata, viaggiò molto, per via dei continui spostamenti del padre.Dopo una fitta corrispondenza con Giovanni Verga pubblicò una serie di racconti. La vicinanza al poeta le permise di pubblicare una sua novella sull'importante rivista letteraria, "La Nuova Antologia”. La novella La Mèrica, uscita su "Donna", vinse il premio Medaglia D'oro. 

 

Il talento di Matilde Serao non fu precoce ma frutto di un duro lavoro. Fino agli otto anni non riuscì né a leggere né a scrivere. Solo, in seguito, presso la Scuola Normale Pimentel Fonseca, ottenne il diploma e vinse il concorso come ausiliaria telegrafica dello Stato, mostrando interesse per la scrittura. Comincia a scrivere così per il “Giornale di Napoli”, e poi continua con la realizzazione di novelle, con lo pseudonimo di Tuffolina.

 

Marta Bonanno visse alla fine del XVI secolo. Fu poetessa e si sposò con il Giureconsulto Orazio Balliano.

 

Veronica Gambara era
unapoetessa quattrocentesca, di una squisita educazione letteraria. Trovò nella morte del marito, Giliberto da Correggio, morto prematuramente dopo 10 anni di matrimonio, l’ispirazione alle sue poesie e sonetti. La sua poetica si rifà anche al Petrarca.

 

Giuseppina Turrisi Colonna era figlia del barone Mauro Turrisi e di Rosalia Colonna. Trascorse quasi tutta la vita a Palermo, dedicandosi allo studio delle lingue antiche e della storia sotto la guida di Giuseppe Borghi e di Michele Amari, storico dei Vespri Siciliani. 

Nei suoi scritti abbandona progressivamente i temi filosofici e religiosi per dedicarsi a quelli civili e patriottici, inneggiando all’unità d’Italia e incitando le donne ad una attiva partecipazione politica.

Le rivoluzionarie risorgimentali e poetesse: Concetta Ramondetti Fileti, Marianna Coffa Caruso, Rosina Muzio Salvo, Lauretta Li Greci.

Sono tutte poetesse ottocentesche e rivoluzionarie che parteciparono attivamente al clima rivoluzionario palermitano ed ai moti antiborbonici. La palermitana Concettina Ramondetta-Fileti scrisse i versi «Ha bionda la chioma, purpurea la vesta, / brandisce la spada, l’Italia si desta», musicato dal maestro Pietro Platania. La Ramondetta-Fileti si impegnò non soltanto attraverso la poesia, ma anche fisicamente, scavando i fossati a Sant’ Erasmo per ostacolare il rientro delle truppe borboniche.

 

Adelaide  Baviera Albanese studiosa e scrittrice palermitana degli anni settanta.. Autrice dell’araldica impostura dell’abate Giuseppe Vella, storia che l’autrice ha reperito da documenti d’archivio.

 

Genoveffa Bisso da Palermo assieme e Isabella Bellini da Catania già nel 1735 scrivono in difesa delle donne, contro le maldicenze antifemministe espresse dal poeta Luigi Sarmento, che aveva intitolato un suo poema “ Lu vivu mortu”, riferito a coloro che stando appresso alle donne morivano per metà .

 

Nr 1 Pilota: Rosina Ferrario.

 

Rosina Ferrario fu la prima pilota aviatrice italiana nell’aeronautica e ottava pilota nel mondo. Si ritirò dalle manifestazione dopo il matrimonio con il professore Crugnola.

 

Nr 2 Nobel: Marie Curie, Emily Greene Balch.

 

Marie Curie è stata una chimica e fisica polacca, russa e francese.   

 

Nel 1903 vinse il premio Nobel per la Fisica, assieme al marito Pierre Curie e Antoine Henri Becquerel. Nel 1911 vinse inoltre il premio Nobel per la chimica per i lavori che fece al radio. E’ stata l'unica donna a vincere più premi Nobel e, l'unica ad averlo vinto in due aree distinte: fisica e chimica.

 

Emily Greene Balch è stata una pacifista, una scrittrice ed una economista statunitense. Per l’attività in “Women's International League for Peace and Freedom” vinse, nel 1964, con John Mott, il Premio Nobel per la pace.

 

Nr 1 Benefattrice: Anna Buccheri La Ferla.

 

Anna Buccheri, nata a Palermo  il 22 ottobre 1893 e morta il 22 febbraio 1965 era figliadelprofessor Rosario Buccheri, chirurgo ortopedico, primario presso l'Ospedale dei bambini e  fondatore nel 1910 del sanatorio marino "Solarium". All’età di 24 anni si sposa con l’ortopedico Luigi La Ferla. Rimasta vedova nel 1937 continuo a dirigere e ad amministrare l'Istituto, distinguendosi nella terapia della tubercolosi. Alla sua morte lasciava tutto il suo patrimonio ai Fatebenefratelli, dell'Ordine ospedaliero di S. Giovanni di Dio.

 

Nr 3 Vittime di Mafia: Francesca Morvillo, Ida Castelluccio, Emanuela Loi

 

Francesca Morvillo, magistrato italiano e moglie del magistrato Giovanni Falcone. Persero entrambi la vita il 23 maggio 1992 nella strage di Mafia avvenuta all’altezza dello svincolo di Capaci, in provincia di Palermo. 

 

Ida Castelluccio era lamoglie diAntonino Agostino, agente di polizia alla questura di Palermo. Il 5 agosto 1989 a Villagrazia di Carini i due coniugi, sposini e in attesa di un bambino, furono assassinati, mentre entravano nella villa di famiglia,  da gruppo di sicari in motocicletta. Ida, colpita da un solo colpo, cominciò a strisciare per terra per avvicinarsi al marito morente.

 

Emanuela Loi, entrata in Polizia nel 1988, fu trasferita a Palermo due anni dopo. Agente della scorta del magistrato Paolo Borsellino, morì nell’attentato di Via d’Amelio il 19 Luglio 1992, pochi giorni prima del suo matrimonio.

 

Nr. 5 Suore palermitane: Madre Candida, Suor Maria Dolores Di Majo, Madre Carmela Prestigiacomo, Suor Vincenza, Maria Carmelina Leone.

 

Le religiose di Palermo: Madre Candida, Suor Maria Dolores Di Majo, Madre Carmela Prestigiacomo, Suor Vincenza, sono tutte religiose di Palermo alle quali sono state attribuite delle strade. Madre Carmela Prestigiacomo fondò la Congregazione  delle Suore del Sacro Cuore a piazza Generale Cascino Fondò anche una scuola ed un laboratorio di taglio e cucito per le donne del quartiere.

 

Maria Carmelina Leone nata a Palermo l'11 Luglio 1923 da modesta famiglia mostrò subito una certa "predilezione" per la preghiera. Seppellita prima al cimitero dei Rotoli e poi a quello dei Cappuccinelle di Palermo, le sono stati attribuiti numerosi miracoli, così che venne immediatamente considerata dal popolo come una "piccola santa".

 

Nr. 12 Donne palermitane anche definite con soprannomi: (cortile)la Bella, Fiammetta, Filiciuzza, Donna Vita, Lucia, Oliva, Zia Maria, Francesca Paola Pennino, Mammana, Heloise, Sophia, Concetta (Di) Giovanni.

 

Le donne Palermitane: Filiciuzza, Fiammetta, Donna Vita, e ancora Lucia, Oliva, Zia Maria, sono nomi di donne che avevano osterie come la stessa Olivuzza, alla quale venne intitolato un corso di Palermo, oggi conosciuto con il nome di Camillo Finocchiaro Aprile. ”Zia” si affianca, solitamente al nome di donne anziane palermitane. Vi sono anche nomi di donne, chiamate con i soprannomi o “inciurie”, per dirla alla “siciliana”: la Bella, che si riferisce ad una donna particolarmente avvenente o ancora Mammana, che significa la  levatrice. Vi sono anche toponimi che si riferiscono a Ville, dedicate a donne come: Heloise, che era la figlia dell’imprenditore Prospero Favier, Sophia che si riferisce a Eliza Sophia Sanderson Whitaker moglie di  Joseph Whitaker  e Concetta Giovanni che si riferisce alla villa dedicata a Concetta Di Giovanni. E infine Francesca Paola Pennino, ultima discendente di una famiglia che aveva origine nel quartiere Brancaccio. Per tale ragione i numerosi figli chiesero d’intitolare la borgata alla madre scomparsa.

 

Oggi grazie alle nuove intitolazioni avvenute a marzo 2012, nuovi nomi si aggiungono all’elenco. Si tratta della letterata Angela Lattanzi Daneu, delle patriote Adelaide Bono Cairoli e Rosalia Montmasson, dell’astronoma e matematica Ipazia, della rivoluzionaria Luisa Molines Sanfelice, della scrittrice Goliarda Sapienza, della nobile Tina Scalia Whitaker, della missionaria laica Annalena Tonelli, della poetessa Enrica Di Giorgi e delle giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli e della suora Madre Florenzia Profilio, fondatrice delle suore francescane della Immacolata Concezione di Lipari

 

LA TOPONOMASTICA MONUMENTALE DI PALERMO

 

Claudia Fucarino  

 

LA PASSEGGIATA DELLE CATTIVE

 

Fu costruita nel 1823 sulla cortina in corrispondenza della Strada Colonna, la passeggiata a mare, odierno Foro Italico, per volere di Antonio Lucchesi Palla. Venne battezzata dal popolo “li muri di i cattivi” per via del fatto che essendo un posto riservato rispetto alla passeggiata a mare sottostante, era frequentato dalle vedove che si ricreavano, sfuggendo gli sguardi indiscreti.

 

“Li cattive” in dialetto siciliano sono, infatti, considerate le vedove, dal latino captivae, cioè le prigioniere del lutto.

 

A Palermo si trovavano ben 19 porte, che percorrevano tutto il perimetro delle cinte murarie.

 

NR. 6 RIFERITE A UOMINI (Porta di Vicari o di Sant’Antonio, Porta di Castro, Porta Maqueda, Porta d’Ossuna, Porta Montalto, Porta San Giorgio)

 

NR. 4  RIFERITE A DONNE (Porta Carolina, Porta Felice, Porta Sant’Agata, Porta Piedigrotta)

 

N. 9 RIFERITE AD ALTRO (Porta Carbone, Porta della Calcina, Porta della Dogana, Porta della Piscària, Porta di Termini, Porta Nuova, Porta Mazara, Porta Carini, Porta dei Greci)

 

Porta Carolina che prende il nome dalla Regina Carolina d’Austria moglie di Ferdinando I di Borbone.

 

Porta Sant’Agata che si riferisce alla vicina Chiesa di Sant’Agata La Pedata.

 

Porta Piedigrotta che prende il nome dalla vicina Chiesa di santa Maria di Piedigrotta

 

Porta Felice che si riferisce a Felice Orsini, moglie del viceré Marcantonio Colonna (vd sopra)

 

A PALERMO VI SONO INOLTRE 65 VILLE E VILLINI

 

NR. 10 RIFERITE A UOMINI

 

NR. 7 RIFERITE A DONNE (Villa Pia del Monastero del Cancelliere, Villa Adriana, Villa Giulia, Villa Igiea, Villa Monroy- Ranchibile,  Villa Sophia, Villino Ida)

 

N.47 RIFERITE AI CASATI NOBILIARI

 

Villa Pia edificata come residenza estiva delle monache del monastero. Al suo posto oggi vi si trova la chiesa di Maria SS. Ausiliatrice.

 

Villa Adriana prende il nome da Adriana dei baroni Bordonaro, ultimi eredi.

 

Villa Giulia prende il nome da Giulia d’Avalos  Guevara, moglie del viceré Marcantonio Colonna di Stigliano.

 

Villa Igiea o Igea è una figura della mitologia greca e romana. Era figlia di Asclepio e Epione ed era la dea della salute e dell’Igiene. La villa Fu dedicata a questa Dea, perché nacque come sanatorio.

 

Villa Monroy- Ranchibile che si riferisce alla principessa di Pandolfina Anna Maria Monroy Riccio che l’acquistò nel 1787.

 

Villa Sophia che si riferisce a Eliza Sophia Sanderson Whitaker che la utilizzò con il marito  Joseph come casa di villeggiatura.

 

Villino Ida prende nome da Ida Negrini di Novara, moglie dell’architetto che qui risiederà con la famiglia fino al 1932.

 

(Anita Silviano 

 

Villa  Giulia, stupendo giardino ( celebrato anche da Goethe) sorto tra il  1777- 78 per iniziativa del pretore  Antonio La Grua, che all'epoca  governava Palermo. La villa prese il nome da Giulia d'Avolois, moglie dell'allora vicerè Marcantonio Colonna di Stigliano.)

 

(Iole Natoli  

 

Corso Olivuzza. Lo chiamavano ancora così quando ero bambina. Vi abitava una mia carissima amica d'infanzia... Mi ha fatto piacere leggere questo  post. Non credo che sia nostalgia, solo emozione per un tempo lontano  che ritorna. 

 

 

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