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TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 25
INTITOLATE A UOMINI: 3
INTITOLATE A DONNE: 1
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 1
 
Maria Ida Viglino (place)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Censimento a cura di: Maria Pia Ercolini  

 

 Maria Ida Viglino è nata a Gignod, in provincia di Aosta,  il 18 aprile 1915. 

Trascorre diversi anni a Parigi, dove ottiene il titolo di insegnante elementare (Brevet d’enseignement primairie supérieur) ed entra in relazione con l'area socialista del Fronte popolare.

All'età di 24 anni torna in Italia, si iscrive alla facoltà di matematica dell'università di Torino, tiene i contatti tra la capitale piemontese ed Aosta per il CNL e nel 1944 ne diventa presidente.

Nel marzo del '45 viene arrestata, sottoposta alla dura esperienza del carcere fascista e rilasciata dopo 17 giorni. Partecipa alla Resistenza e continua la sua battaglia politica dopo la liberazione, come membro della delegazione incaricata di discutere dei rapporti tra la sua Valle e lo Stato, e fonda, con altri, l'Union Valdôtaine. Sarà l’unica donna a sedere nel primo Consiglio regionale,  ma lascerà presto l'incarico per tornare agli studi matematici, all'insegnamento e, in seguito, alla direzione della scuola. A partire dagli anni '60 torna alla politica attiva: rientra in Consiglio regionale e  per quasi un decennio sarà assessora alla Pubblica istruzione.


Fonte: dati gentilmente forniti dal Comune di Etroubles.

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