Colorno (PR)

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 133
INTITOLATE A UOMINI: 59
INTITOLATE A DONNE: 3
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 1
Addolorata (strada dell')
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 2
Maria Luigia (via)
Barbara Sanseverino (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...):

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Fonte:  ARS     

  Censimento a cura di:Giulia Salomoni  

 

Barbara Sanseverino, nata a Milano nel 1550,  si stabilisce a Colorno dopo il matrimonio con Giberto Sanvitale, signore di Sala Baganza. Donna di grandissima cultura, crea e anima un cenacolo letterario, in concorrenza con la corte Farnese di Parma, ed entra in relazione con i Gonzaga di Mantova e con gli Este di Ferrara. Fu vittima dei sospetti e della persecuzione di Ranuccio Farnese, che la condannò al patibolo nel 1612. La reggia di Colorno con lei si arricchisce di un raffinato giardino all'italiana; fu anche raffinata collezionista d'arte, alla sua morte la collezione viene confiscata dai Farnese. Attualmente è esposta in gran parte nel Museo di Capodimonte di Napoli.

 

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