Macerata

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 422
INTITOLATE A UOMINI: 255
INTITOLATE A DONNE: 18
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 4
Santa Maria del Monte (contrada)

Santa Maria delle Vergini (contrada)
Santa Maria in Selva (contrada)
Santa Maria della Porta (via)
Sante, beate, martiri:

4
Sant'Aurelia (via)

Santa Caterina da Siena (via)
Santa Chiara d'Assisi (via)
Santa Lucia (via)

Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 1
Caterina Franceschi Ferrucci (via)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): 2
Elena Fioretti (via)

Dionilla Santolini (via)
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

5
Adele Bei (via)
Tina Lorenzoni (via)
Teresa Noce (via)
delle Partigiane (via)
Vincenza Santa Fiora (via)

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 2
della nana (vicolo)
delle orfane(via)

Fonte: elenchi comunali e Agenzia del Territorio (2010).

Censimento a cura di: Barbara Belotti e Roberta Pinelli

ELENA FIORETTI (Macerata 1830-?)
Soprano, esordisce al Teatro Regio di Torino nel 1853. Nel 1858 ottiene un grande successo a Napoli, interpretando Amelia nel Simon Boccanegra di Verdi. Sempre nel 1858 interpreta I Puritani di Bellini, che sarà l’opera da lei interpretata più spesso. Molte volte cantò in opere di Verdi, che la apprezzava moltissimo. Cantò anche a Vienna e a S.Pietroburgo, in particolare nelle opere più adatte alla sua voce di soprano leggero: Rigoletto (in cui interpreta Gilda) e I Puritani (in cui è Elvira).

MARIA ASSUNTA LORENZONI (TINA) (Macerata 1918 - Firenze 1944)
Figlia del professor Giovanni Lorenzoni, professore a Firenze e segretario generale dell’Istituto internazionale d'agricoltura, Maria Assunta, durante la seconda guerra mondiale, presta servizio come crocerossina.
Dopo l’armistizio, si mette in contatto con il movimento antifascista fiorentino. A Firenze entra a far parte della V Brigata Giustizia e Libertà, nella quale si occupa dei collegamenti con il comando della Divisione. Svolge numerose missioni pericolose e organizza l’espatrio di cittadini d’origine ebraica e di perseguitati politici.
Durante la battaglia per la liberazione di Firenze, riesce più volte ad attraversare le linee di combattimento per portare ordini al Comando d’Oltrarno. Catturata da una pattuglia tedesca, viene portata a Villa Cisterna e rinchiusa in una stanzetta per essere interrogata. Rimasta sola tenta di fuggire, ma viene uccisa da una raffica di mitra mentre tenta la fuga scavalcando il reticolato di recinzione.
Nella stessa mattinata suo padre, che, dopo aver saputo della cattura di Tina aveva raggiunto un avamposto degli Alleati per organizzare uno scambio di prigionieri, cade colpito da una granata tedesca.
È stata citata da Piero Calamandrei nel discorso pronunciato all’Assemblea costituente nella seduta del 4 marzo 1947.
È medaglia d’Oro al Valor Militare alla memoria con la seguente motivazione:
«Purissima patriota della Brigata “V”, martire della fede italiana, compì sempre più del suo dovere. Crocerossina e intelligente informatrice, angelo consolatore fra i feriti, esempio e sprone ai combattenti, prestò sempre preziosi servizi alla causa della liberazione d’Italia. Allo scopo di alleviare le perdite della Brigata, già duramente provata ed assottigliata nel corso delle precedenti azioni, onde rendere possibile una difficile avanzata, volle recarsi al di là della linea del fuoco per scoprire e rilevare le posizioni nemiche. Il compito volontariamente ed entusiasticamente assuntosi, già altre volte portato felicemente a termine, la condusse verso la cattura e verso la morte. Gloriosa eroina d’Italia, sicura garanzia della rinascita nazionale.»
A livello odonomastico nessuna delle due targhe che si trovano all’inizio ed alla fine della via riporta il suo nome di battesimo, pertanto si perde l’identità femminile. Si spera che comunque sia conosciuta in quanto medaglia d’oro della Resistenza.

CATERINA FRANCESCHI FERRUCCI (1803-1887)
Nata a Narni poi trasferitasi a Macerata, ebbe un’educazione umanistica. Scrittrice, poetessa, patriota ed educatrice, fu lodata da Giacomo Leopardi per la traduzione del De amicitia di Cicerone.  Sposatasi con il latinista Michele Ferrucci, lo seguì  a Bologna, poi, dopo il fallimento dei moti del 1831, a cui entrambi presero parte, in esilio a Ginevra.
Rientrata in Italia, cominciò ad occuparsi di educazione, soprattutto di quella femminile, e diresse per un anno il nuovo Istituto italiano di educazione femminile di Genova.
Pubblicò i primi due volumi di una storia della letteratura italiana dal XIII al XVI secolo, opere in versi e di contenuto politico e patriottico, saggi pedagogici e sulla lingua italiana. Molto interessante è anche il suo Epistolario.
Nel 1871 fu eletta, prima donna a diventarne membro, all’Accademia della Crusca.
Colpita da ictus e sconvolta dalla morte della figlia e del marito, si ritirò a vita privata a Firenze, dove morì nel 1887.
A livello odonomastico la sua memoria non è ben trattata: una targa, risalente agli anni ’50-60, è in cattivo stato; in questa si cita il nome completo e se ne ricorda la funzion. Ne è stata aggiunta una seconda negli anni ‘90 dalla parte opposta della via in cui il nome è limitato all’iniziale puntata mentre il cognome da nubile è abbreviato in fran. Di fatto rimane intero solo il cognome del marito.

Vincenza da Santafiora era una principessa, dama di compagnia della regina Margherita e moglie di Sforza Cesarini conte di Santafiora.  Probabilmente il suo nome da nubile era Torri, una delle famiglie nobili maceratesi. Il vicolo a lei intitolato è adiacente al vicolo Torri e costeggia l’omonimo palazzo.
A livello odonomastico è spesso confuso con un agionimo anche perché sulle due targhe apposte sul vicolo non compare mai il nome di battesimo. Infatti sulle tavolette dei numeri civici si legge Santa Fiora staccato.

Via delle orfane ricorda l’orfanotrofio femminile che qui sorgeva fino agli inizi del Novecento.

Di recente istituzione via 8 marzo (2013)


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