BOLOGNA (BO)

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 1926
INTITOLATE A UOMINI: 1157
INTITOLATE A DONNE: 66
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 4
Santa Maria (via)
Santa Maria Maggiore (via)
due Madonne (via)
SS. Annunziata (via)
Sante, beate, martiri: 15
Sant'Agnese (via)
Sant'Anna (via)
Sant'Apollonia (via)
Santa Barbara (via)
Santa Clelia Barbieri (via)
Santa Caterina (via)
Santa Caterina di Quarto (via)
Santa Chiara (via)
Santa Liberata (via)
Santa Lucia (vicolo)
Santa Margherita (via)
Santa Margherita al colle (via)
Santa Rita (via)
Santa Viola
Madre Teresa di Calcutta (via)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 1
Orsola Mezzini
(rotonda)
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 1
Eleonora Sanguineti (via)
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 9
Gilda Chiara Allegretti (via)
Carolina Berti Coronedi (via)
Cristina da Pizzano (via)
Grazia Deledda (via)
Luigina Fasoli (via)
Tommasina Guidi (rotonda)
Ada Negri (via)
Renata Viganò (via)
Clotilde Tambroni (via)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): 3
Maria Gaetana Agnesi (via)
Laura Bassi Veratti (via)
Anna Morandi
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): 14
Isabella Andreini (via)
Laura Betti (via)
Amalia Bettini (via)
Lydia Borelli (via)
Adelaide Borghi Mamo (via)
Eleonora Duse (via)
Argia Magazzari (via)
Carlotta Marchionni (via)
Virginia Marini (via)
Maria Melato (via)
Giacinta Pezzana (via)
Adelaide Ristori (via)
Virginia Reiter (via)
Mariele Ventre (largo)
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): 2
Properzia de' Rossi
Elisabetta Siriani (via)
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 12
Argentina Altobelli (via)
Irma Bandiera (via)
Giovanna Alvisi Zaccherini (via)
Maria Adele Crocioni Michelini (rotonda)
Vittorina Dal Monte
Francesca Edera De Giovanni (via)
Licinia Eudossia (via)
Anna Frank (via)
Anna Grassetti (via)
Vernin Grazia (rotonda)
Mafalda di Savoia (rotonda)
Rosa Parks
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 1
della Centralinista (via)
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: 1
Ondina Valla (via)
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 3
Vicolo delle Donne
 delle donzelle (via)
Valeria (via)


  Censimento a cura di: Giulia Salomoni  

Nel dicembre 2016 è stato intitolato un piazzale, nel quartiere Savena, a Tina Merlin, giornalista, scrittrice e partigiana.
A Bologna sono stati intitolati alcuni giardini a: 
Natalia Agostini
e Manuela Gallon, madre e figlia uccise nella strage del 2 agosto 1980 alla stazione di Bologna,
Graziella Fava, vittima in un attentato all'Associazione Stampa dell'Emilia Romagna nel 1979,
Sarah Jay, bambina di 9 anni vittima di stupro,
Teresa Noce, una delle 21 donne dell'Assemble Costituente,
Edmea Pirami, medica
Santa Teresa Verzieri
Lavinia Fontana,
pittrice

I Giardini Margherita, il principale parco pubblico di Bologna, sono dedicati alla regina Margherita di Savoia.

A Delcisa Gallarani, attivista politica e partigiana, è stato intitolato invece un parco. 
Una via ricorda, insieme al marito Robert, Olave Baden Powell.

Per le informazioni biografiche è attivo un bellissimo portale della sezione regionale delle Pari Opportunità: http://www.allapari.regione.emilia-romagna.it/hp/vie-en-rose/vie-en-rose-luoghi-intitolati-alle-donne-e-le-loro-storie.

Toponomastica in Emilia-Romagna: La condizione delle ricercatrici di toponimi femminili emiliano-romagnole è sensibilmente differente da quella delle colleghe di altre regioni grazie a uno strumento rivelatosi, fin dalla sua apparizione, fondamentale: è l'Archivio Regionale delle Strade, un progetto della Regione volto a dare indicazioni precise sulla lunghezza delle strade e sulla loro percorribilità da parte di mezzi pesanti ma anche ad agevolare il lavoro delle Forze dell'Ordine. Dal momento che questo database contiene i nomi di tutte le strade della regione divise per comuni e che gli elenchi si possono facilmente scaricare in formato pdf o excel dal sito internet (http://servizissiir.regione.emilia-romagna.it/ARS/) non abbiamo bisogno di richiedere gli stradari a tutti i comuni. L'ARS  è in funzione dal 1 maggio 2012 ed ha cambiato nettamente il nostro approccio alla ricerca dal momento che, in precedenza, pochissimi comuni avevano risposto positivamente alla nostra richiesta di avere gli stradari comunali. Allo stesso modo pochi comuni si sono dimostrati interessati alla campagna “8marzo:3donne3strade”, con la notevole eccezione del Comune di Rimini che si è fortemente impegnato grazie soprattutto ad un incontro tra Irina Imola, membro della commissione toponomastica cittadina, e la responsabile del progetto “Toponomastica Femminile” per la Romagna Agnese Donati.

Abbiamo recentemente scoperto anche l'esistenza di un progetto, poco attivo, delle pari opportunità della nostra Regione in un certo modo simile al nostro: si tratta di una raccolta di biografie delle donne a cui sono state intitolate le vie di Bologna (qui il link: http://www.allapari.regione.emilia-romagna.it/hp/vie-en-rose/vie-en-rose-luoghi-intitolati-alle-donne-e-le-loro-storie).

Ad oggi il lavoro svolto ci permette di tracciare un quadro piuttosto generico della Regione e trarne alcune conclusioni: anche le città della nostra regione godono di una presenza femminile che ondeggia in media tra il 2 e il 5% delle strade totali, mentre le strade dedicate a uomini variano in funzione delle zone: in alcuni comuni montani sono prevalenti i toponimi geografici e le intitolazioni maschili sono scarse quasi quanto quelle femminili, mentre nelle città e nei comuni più grandi si hanno percentuali di vie maschili che oscillano tra il 55 e il 70% del totale.
Una differenza sensibile rispetto al resto del territorio però è rilevabile a prima vista: accanto alle onnipresenti figure religiose, madonne, sante e suore, si è voluto dare ampio spazio anche ad altre tipologie di donne: artiste, scrittrici (una delle donne con il maggior numero di intitolazioni è ad oggi Grazia Deledda), donne dello spettacolo e soprattutto donne che si sono distinte per il loro impegno sociale e politico. Tra queste ultime si possono individuare diverse categorie: eroine del Rinascimento, sindacaliste, politiche e protagoniste dell'Assemblea Costituente, ma spiccano su tutte per numero e varietà le partigiane e le vittime della seconda guerra mondiale. È proprio da  questa particolarità degli stradari emiliani che è nato il progetto “Partigiane in città” che si propone di raccogliere tutte le intitolazioni a partigiane, antifasciste, vittime del nazifascismo su tutto il territorio nazionale.
Vorremmo quindi concentrare l'attenzione non tanto sui dati numerici finora emersi e facilmente consultabili dal nostro sito (http://www.toponomasticafemminile.com) ma su alcune figure che hanno trovato spazio negli stradari emiliano-romagnoli che ci sono divenute, nei 5 mesi di ricerche, familiari e care.
E' il 
caso di Genoveffa Cocconi Cervi, madre dei famosi sette fratelli uccisi dai fascisti, la cui importanza nella formazione non solo etica ma anche politica dei figli è troppo spesso minimizzata, tuttavia viene ricordata con una via a Reggio Emilia. A Modena si può incontrare Luisa Mistrali Guidotti, medico cattolico  che nel 1966 partì per la Rhodesia per prestare soccorso umanitario dopo la proclamazione d'indipendenza del Paese dal Regno Unito e che vi rimase anche durante la guerra civile del '75: fu la sola missionaria occidentale che decise di restare anzichè fuggire. Morì nel 1979 in seguito alle ferite ricevute a un posto di blocco mentre accompagnava una donna che stava avendo un parto difficile in ospedale.
A Parma si hanno due vie dedicate a personaggi locali legati all'ambito dell'educazione e dell'infanzia: Virginia Raschi, prima direttrice dell'istituto magistrale di Parma, e Maria Godi, ostetrica parmigiana e instancabile lavoratrice, tanto da essere soprannominata dalla città “mamma Godi”.
All'insegnante e attivista socialista Alda Costa, perseguitata duramente durante il Ventennio, sono dedicate una scuola a Ferrara e una via a Rimini.
Alcune intitolazioni sono ricorrenti in base ai territori: l'eroina rinascimentale Giuditta Sidoli è ricordata sia a Parma che a Reggio Emilia, così come Maria Luigia, moglie di Napoleone e duchessa di Parma, Piacenza e Guastalla; Irma Bandiera e Renata Viganò, entrambe partigiane, sono ricordate un po' in tutta la regione ma soprattutto nel Bolognese; Gabriella degli Esposti, anch'essa partigiana ha più di un'intitolazione nel modenese, suo territorio di origine.
Non sono però solo le donne locali o nazionali a venire ricordate: a rappresentare le donne che si sono battute in tutto il mondo per i diritti umani troviamo ad esempio Viola Luzzo, attivista americana uccisa dal Ku Klux Klan nel 1965 che trova spazio a Ferrara; Rosa Parks, figura-simbolo della lotta alla discriminazione razziale in America, è titolare di una via a Ferrara;  Garcia Villas Marianella, avvocato e collaboratrice salvadoregna di monsignor Oscar Romero, si incontra sfogliando lo stradario di Parma.
Per concludere questa breve panoramica va ricordato che alcune donne universalmente note e titolari di numerose strade in tutta la penisola ricevono il loro tributo anche in Emilia-Romagna: Ilaria Alpi, Anna Frank, Grazia Deledda, Sibilla Aleramo, Eleonora Duse, Mafalda di Savoia, Nilde Iotti e Teresa Noce, solo per citarne alcune, trovano ampi spazi negli stradari della Regione.

 

 

 

 

 

 

 

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