Roma, verso le strade di parità

09 Maggio 2014
Scritto da Barbara Belotti
LucianaMassenzi.DenisaNistor Podar520

La nuova Commissione consultiva di Toponomastica della capitale vede, per la prima volta, una composizione paritaria: di fatto, anche se il regolamento operativo non è stato modificato, ci troviamo di fronte a un significativo passo in avanti.

Cosa aspettarsi dalla nuova Commissione?

Intitolazioni paritarie in primo luogo, per ridurre il gap di genere presente nell’odonomastica di Roma. La distanza non potrà essere recuperata in poco tempo, ma il segnale di un’inversione di rotta costituirebbe un forte stimolo per altre realtà locali e per gli anni a venire. Le buone pratiche messe in atto dal Comune di Napoli, che proprio nei giorni scorsi ha deliberato cinque nuove intitolazioni ad altrettante figure femminili di valore, sono un evidente segnale che le cose possono realmente cambiare se la necessità di correggere la vistosa discriminazione della memoria femminile diventa una volontà condivisa.

16.03.Clerici.foto.NoemiMinciNei mesi passati il gruppo Toponomastica femminile ha proposto alcune possibili azioni, prima fra tutte quella di dedicare un viale all’interno di villa Pamphili alla giornalista Miriam Mafai che a lungo ha vissuto nei pressi del parco; la richiesta è stata sostenuta dalla raccolta di numerose firme di cittadine e cittadini e appoggiata dalle forze politiche presenti nella nuova maggioranza in Campidoglio. Ora ci aspettiamo i fatti.

I molti sentieri e slarghi all’interno del suggestivo ambiente di villa Pamphili inducono ad ampliare il numero delle proposte: perché non intitolare altri percorsi a donne importanti come Antonietta Raphael Mafai, madre della stessa Miriam, figura centrale della Scuola Romana, scultrice e pittrice di fama internazionale dimenticata nel già esiguo numero di artiste celebrate nell’odonomastica di Roma? O a Mariangela Melato, milanese di nascita ma romana di adozione, intensa interprete di straordinarie figure femminile sul palcoscenico e sullo schermo? O a Joyce Lussu, generosa, libera e sensibile figura di intellettuale che a Roma riposa nel Cimitero acattolico di Testaccio?

La scomparsa recente di Rita Levi Montalcini e Margherita Hack induce a formulare un’altra proposta, che ne anticipi il riconoscimento odonomastico senza dover aspettare i dieci anni dalla morte previsti da una legge del 1927.

19.27.Tonelli.foto.CeciliaMazzarottoAll’interno della Riserva naturale di Monte Mario si è cominciato a denominare i sentieri con nomi importanti dell’astronomia, dell’astrofisica, delle scienze della terra: nel gennaio 2013, per esempio, è sorta una passeggiata dedicata alla geofisica Giuseppina Aliverti, significativa testimonianza del ruolo femminile nel mondo della scienza. Percorsi dedicati ad Hack e Montalcini sembrano doverosi ma non ancora sufficienti. A Rita, infatti, verrà dedicato il futuro ponte della Scienza. Vista la popolarità raggiunta da Margherita Hack perché non intitolarle  il Planetario e il Museo Astronomico dell’EUR?

Valori e pesi della memoria sbilanciati emergono anche guardando altrove: delle quasi quaranta biblioteche pubbliche romane (comprese quelle specializzate e federate, i centri polifunzionali e le biblio-point scolastiche), ben undici hanno intitolazioni dirette a persone, ma solo una riguarda una donna, Elsa Morante.

Ancora una volta la proposta arriva dal gruppo di ricerca di Toponomastica femminile, che ha consegnato alla precedente amministrazione un articolato dossier di spunti, riflessioni e indicazioni: perché non intitolare la biblioteca della Casa dei Teatri, nel villino Corsini di villa Pamphili, alla memoria di Franca Rame, scomparsa proprio un anno fa? Sarebbe un importante riconoscimento alla sua carriera di attrice e drammaturga, sempre capace di dare voce alle storie delle donne.

 

 

 

Rimane ancora un “suggerimento non accolto” l’idea di dedicare alcune aree di circolazione pubblica alle “Madri dell’Italia”, donne che hanno animato la Consulta Nazionale e l’Assemblea Costituente, il cui contributo di pensiero e di azione ha dato vita al OLYMPUS DIGITAL CAMERAvolto democratico del Paese. A Roma nessun luogo pubblico, nessuna piazza o via commemora quei nomi, eccezion fatta per Nilde Iotti, ricordata in un viale interno a Villa Celimontana; ma anche in questo caso la motivazione ufficiale non le riconosce una valenza storica e politica, piuttosto recupera la sua sfera intima, i momenti di riposo e di tranquillità vissuti con Togliatti passeggiando proprio in quel parco cittadino.

Nel dossier di cui sopra, le ricercatrici romane chiedevano al Campidoglio  di individuare una nuova zona urbana in cui dare vita al “quartiere delle Costituenti” che, seppur in periferia, colmasse un increscioso silenzio storico.

Più recente la richiesta di intitolazione di un’area pubblica, inoltrata con il contributo di Legambiente, che ricordi Laura Conti, figura fondamentale per l’ambientalismo italiano, protagonista di molte battaglie prima fra tutte quella condotta contro quanti intendevano minimizzare il disastro di Seveso ed eludere le responsabilità politiche e civili.

19.21.MRossiPolletti.foto.CeciliaMazzarottoDalla nuova Commissione ci aspettiamo che valuti le precedenti indicazioni di riequilibrio.

Altri piccoli passi verso il cambiamento possono prendere il via da alcune azione facili e immediate, ma di sicuro valore: la correzione degli errori nella trascrizione dei cognomi che, di fatto, portano a un nuovo oblio. È il caso, per esempio nel XIV Municipio, delle vie dedicate alle partigiane Norma Pratelli Parenti e Modesta Rossi Polletti, oppure dell’erronea intitolazione maschile di una strada che dovrebbe, al contrario, ricordare la nobildonna Vincenza Viara De Ricci.

Negli ultimi tempi, purtroppo, sono divenute frequenti le azioni vandaliche volte a colpire o rimuovere del tutto le targhe che denominano radure, sentieri e vialetti in alcuni parchi e giardini di Roma, dove hanno trovato posto numerose intitolazioni femminili. L’incuria e la disattenzione portano a una nuova soppressione del ricordo: sono scomparse a Villa Pamphili, per esempio, le targhe dedicate a Carlotta Clerici e a Oriana Fallaci; a villa Paganini, nel II Municipio, non ci sono più le targhe dedicate a Graziella Campagna, vittima di mafia, e a Annalena Tonelli, uccisa in Africa da un commando islamico-somalo; a Villa Gordiani manca quella dedicata alla giornalista Graziella De Palo e nel quartiere Aurelio non esiste più il ricordo di Luciana Massenzi, unica sportiva celebrata nell’odonomastica capitolina.

Sono solo alcuni esempi di questa seconda cancellazione di memoria, atti di inciviltà che potrebbero trasformarsi facilmente in buone pratiche.

 

LindaZennaroMolte segnalazioni di degrado sono emerse dal progetto di ricerca scolastica sostenuto lo scorso anno dalla Commissione delle elette del Comune di Roma, che ha visto gruppi di liceali trasformarsi in archivisti, fotoreporter e cartelli umani per testimoniare i fatti: un’esperienza di cittadinanza attiva in grado di innescare un rapporto di scambio e confronto fra istituzioni e studenti che recentemente ha percorso strade diverse.

Il 26 maggio, infatti, nell’aula del Rettorato di Roma Tre, verrà premiata un’iniziativa a cui la nuova Commissione potrebbe rivolgere lo sguardo.

Si tratta del primo concorso scolastico nazionale indetto da Toponomastica femminile e FNISM (Federazione Nazionale Insegnanti), e patrocinato dal Senato, con l’intento di riportare alla luce donne significative per la storia e la cultura di ogni angolo del Paese.

Si chiama Sulle vie della parità e ha trasformato gli spazi fisici cittadini – con la loro sfera simbolica – in laboratori ove avviare processi di cambiamento in un’ottica paritaria e con la partecipazione diretta della cittadinanza giovanile alla gestione del territorio. Fra i numerosi lavori prodotti dalle/dagli studenti di tutta Italia si distinguono una ventina di  interessanti progetti realizzati da gruppi universitari romani: impronte femminili nei percorsi metropolitani, sui ponti del Laurentino, nei viali dell’Orto Botanico…

 

 

 

 

Infine, restando in ambito didattico, lancio un personale suggerimento alla Commissione Toponomastica: restituiamo visibilità afotoContilla geografia!

Cancellata dai programmi scolastici, negato il suo valore culturale nella formazione delle nuove generazioni, potrebbe essere ricordata, come una figura scomparsa, intitolandole una via magari all’EUR, dove fisica, chimica, elettronica, urbanista e astronomia hanno trovato un loro spazio.

Chissà che la presenza di due cultori della disciplina nella nuova Commissione possa restituire visibilità e valore a una disciplina trattata da cenerentola nelle istituzioni scolastiche.

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