TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 594
INTITOLATE A UOMINI: 306
INTITOLATE A DONNE: 13
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 3
della Madonnetta (strada)
Santa Maria (molo)
Santa Maria (piazza)
Sante, beate, martiri:

3
Beata Rosa Venerini (piazzale)
Madre Teresa di Calcutta (via)
Santa Margherita (via)

Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 2
Caterina Franceschi Ferrucci (via)
Maria Montessori (via)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): 1
Ave Ninchi (via)
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 3
Stamira (corso e piazza)
Vittoria Nenni (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 1
della Regina (vicolo)

  Censimento a cura di: Suny Vecchi, Marina Barausse, Stefania Ricchiuto e Barbara Belotti  


Mercoledì 23 marzo 2016, alle ore 9,30, si svoge la cerimonia di intitolazione del largo davanti allo stadio Dorico di Ancona a Mafalda Corinaldesi.
Mafalda Corinaldesi, donna originaria di Ancona, è una desaparecida in Argentina nel 1976. Lei cercava disperatamente suo figlio Luis Stamponi che si riteneva fosse stato catturato in Bolivia. Coraggiosamente Mafalda andò in cerca di suo figlio e intraprese un lungo viaggio da Punta Alta, vicino a Bahia Blanca provincia di Buenos Aires dove risiedeva, fino in Bolivia, senza però trovarlo. Rientrata a Buenos Aires, dove la mattina seguente sarebbe andata a cercare informazioni. venne prelevata dall'albergo di Buenos Aires quella notte stessa. E' una delle prime Madri scomparse, assassinate dalla dittatura militare (1976-1983).

Nel 2014, aderendo all'iniziativa di Toponomastica femminile, alcune scuole di Ancona hanno scelto figure femminili alle quali intitolare nuove strade cittadine. Queste donne sono: Alda Lausdei, Derna Scandali, Ilaria Alpi, Artemisia Gentileschi, Rita Levi Montalcini, le staffette partigiane.
http://www.anconatoday.it/cronaca/nuove-vie-ancona-dedicate-figure-femminili.html

Le strade di Ancona hanno una nettissima prevalenza di intitolazioni maschili: il 50% contro il misero 2,3% del totale, che corrisponde a poco più del 4.5% delle strade dedicate agli uomini.
Come spesso accade nelle città italiane, ci sono vie intitolate alla sfera religiosa (Strada della Madonnetta, Molo Santa Maria, Piazza Santa Maria, Piazzale Beata Rosa Venerini, via Santa Margherita e Via Madre Teresa di Calcutta). Alla Madonna si riferiscono anche via Posatora e piazza Posatora. Il toponimo, come è possibile leggere nelle pagine del sito del Comune di Ancona, ricorda la località dove una tradizione voleva che la casa della Madonna di Loreto si fosse posata prima di stabilirsi in Loreto.
Rosa Venerini (Viterbo, 1656 - Roma, 1728) fu una religiosa italiana fondatrice della congregazione delle Maestre Pie Venerini; è venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Figlia spirituale dei gesuiti, nel 1685 aprì a Viterbo una "scuola pia" destinata all'istruzione e all'educazione religiosa delle giovani più povere, da cui ebbe origine la sua congregazione. Grazie all'appoggio del cardinale Marcantonio Barbarigo l'opera si estese presto anche ad altre città del Lazio e a Roma, dove la Venerini affidò le sue scuole a Lucia Filippini.
Madre Teresa di Calcutta, al secolo Anjeza Gonxhe Bojaxhiu (Skopje, 1910 - Calcutta, 1997) fondatrice della congregazione religiosa delle Missionarie della Carità, ha ricevuto il premio Nobel per la Pace nel 1979 ed è stata proclamata beata da papa Giovanni Paolo II.

Le figure storiche sono due, anche se le strade intitolate sono tre: Via Vittoria Nenni, Corso Stamira e Piazza Stamira.
Vittoria Nenni era la figlia minore di Pietro Nenni; sposò giovanissima il francese Henry Daubeuf, con il quale entrò a far parte della Resistenza in Francia. Nel 1942 fu arrestata dalla Gestapo e insieme al marito accusata di propaganda gollista e antifrancese. Mentre il marito venne trucidato a Mont Valérien l'11 agosto dello stesso anno, Vittoria fu deportata il 23 gennaio 1943 nel campo di sterminio di Auschwitz in Polonia. Avrebbe potuto salvarsi rivendicando la nazionalità italiana, ma rifiutò dichiarando di sentirsi francese e di voler seguire la sorte delle compagne di prigionia. Non era comunista e neppure iscritta al Partito socialista, tuttavia si unì al gruppo dei comunisti francesi. Morì di tifo nell’estate 1943. Sula teca che ad Auschwitz la ricorda sono scritte le sue ultime parole: «Dite a mio padre che non ho perso coraggio mai e che non rimpiango nulla.» A lei è stato intitolato un viale anche a Roma, all’interno del parco di villa Doria Pamphili.
Stamira (o anche Stamura), è un'eroina anconetana. Nel 1174 la città di Ancona è posta sotto assedio dall'arcivescovo di Magonza Cristiano di Buch, per conto di Federico Barbarossa. Contro la città di Ancona sono schierate le maggiori potenze del tempo. In uno scontro fu gettata una botte con della resina e della pece davanti agli steccati degli attaccanti per impedirne l'ingresso, ma era molto pericoloso accenderla. Andò una vedova di nome Stamira, con un'ascia spezzò la botte ed il fuoco che si sviluppò distrusse parte delle macchine da guerra degli assedianti. Grazie a questo fatto gli anconetani poterono uscire, per un breve periodo, dalle mura in modo da rifornirsi di cibo. Alla fine la città riuscì, ancora una volta, a respingere il desiderio di conquista del Barbarossa. Sempre a Roma esiste una via, nel III Municipio, che la ricorda.

Al mondo della cultura umanista appartengono le donne ricordate in due strade anconetane: Via Caterina Franceschi – Ferrucci e Via Maria Montessori.
Caterina Franceschi Ferrucci (Narni, 1803 - Firenze, 1887) è stata una scrittrice, poetessa, patriota ed educatrice italiana. Fu la figlia di Antonio Franceschi, medico e uomo politico - era stato ministro della Repubblica romana nel 1798 - e della contessa Maria Spada di Cesi. Nel 1808, anno in cui Napoleone decretò l'annessione delle Marche al Regno d'Italia, il padre fu nominato medico condotto a Osimo e Caterina, per un incidente, perdette l'uso di un occhio. Ebbe un'educazione umanistica guidata da un sacerdote, Francesco Fuina, che le permise di acquisire un'ottima conoscenza della lingua e della letteratura latina oltre che dei classici italiani. Durante la sua vita si distinse per la sua cultura e per il suo operato nel diffonderla, non rinunciando ad una marcata impronta patriottica tanto da essere lodata da politici come Camillo Benso, conte di Cavour, da intellettuali del rango di Vincenzo Gioberti e da letterati come Alessandro Manzoni.
Maria Montessori è una figura famosissima anche a livello internazionale che la toponomastica italiana ha celebrato in molte città piccole e grandi.

Lo spettacolo italiano è ricordato da via Ave Ninchi, famosa interprete di cinema e di teatro, nata ad Ancona nel 1915 e morta a Trieste nel 1997.

Infine Vicolo della regina. Come informa sempre il sito del Comune, la piccola via è denominata così perché nel 1836 vi abitò una bellissima giovane di nome Elvira, sempre elegantemente vestita “come una regina”, che si dedicò alla cura dei bisognosi.

È significativo ricordare infine, anche se non rientra nel numero delle strade femminili, via 8 marzo.

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