Rometta

03 Dicembre 2014
Scritto da Maria Andaloro

a.campagna

Esiste un legame sottile, fortissimo e invisibile fra la violenza sulle donne e la quasi totale mancanza di vie, piazze, vicoli, musei e teatri intitolati alle donne. 

Credo esista un legame sottile, fortissimo e invisibile fra la violenza sulle donne e la quasi totale mancanza di vie, piazze, vicoli, musei e teatri intitolati alle donne.
E ringrazio di cuore Toponomastica femminile poiché sta facendo un lavoro straordinario.

commtopEmerge così grazie a loro che a parte sante e regine e qualche “moglie di” il gap è enorme.
A Messina ad esempio non ho mai capito perché a Vittorio Emanuele ci siano intitolate ben tre cose: una strada bellissima lungo tutto il porto, la galleria e il teatro
Rometta dove vivo e da dove è partita“posto occupato”, la campagna contro la violenza sulle donne, da meno di un mese si è insediata la nuova commissione toponomastica, 17 donne più una, li su quel postoccupato dove avrebbe potuto, voluto e dovuto esserci.
Grazie all’impegno del sindaco Nicola Merlino che con una precisa volontà, quella di affidare ad un gruppo di sole donne la possibilità di individuare e rendere partecipe la comunità sulle scelte legate alle intitolazioni delle vie sul territorio romettese.
Desiderava colmare uno dei gap culturali che allontanano la conoscenza e il valore di figure importanti della storia locale e non, della letteratura della scienza, patrimonio di tutti che, come segnala il lavoro importantissimo che Maria Pia Ercolini e le altre toponomaste storicamente, troppo spesso, è stato riservato in modo predominate a figure maschili. E che inevitabilmente si traduce in ignoranza e mancanza di consapevolezza di ciò che hanno fatto per la storia, l’arte, la scienza, la letteratura le donne alle quali quegli spazi non vengono dedicati quantomeno nella stessa misura degli uomini.
E faremo cosi’, (ne faccio parte pure io) un censimento delle vie vicoli e spazi senza nome, condivideremo la ricerca dei nomi a cui intestarli condividendo con la comunità, con le scuole indicazioni e scelte.

tf-postoccupatoSapendo chi è la persona a cui si intitolerà la strada in cui passeremo forse, con più attenzione.
L’amministrazione ha già dedicato una piazza a Graziella Campagna, vittima di mafia, e con la commissione ci accingiamo a dedicare una strada a Rosa Balistreri, donna siciliana grande paladina dei diritti mi piace citare un pezzo di una sua intervista
“Li ho messi tutti nel sacco. Le mie storie di miseria provocheranno guai a molti pezzi grossi il giorno in cui l’opinione pubblica sarà più sensibile ad argomenti come la fame, la disoccupazione, le donne madri, l’emigrazione, il razzismo dei ceti borghesi… Finora ho cantato nelle piazze, nei teatri, nelle università, ma sempre per poche migliaia di persone. Adesso ho deciso di gridare le mie proteste, le mie accuse, il dolore della mia terra, dei poveri che la abitano, di quelli che l’abbandonano, dei compagni operai, dei braccianti, dei disoccupati, delle donne siciliane che vivono come bestie. Era questo il mio scopo quando ho accettato di cantare a Sanremo. Anche se nessuno mi ha visto in televisione, tutti gli italiani che leggono i giornali sanno chi sono, cosa sono stata, tutti conoscono le mie idee, alcuni compreranno i miei dischi, altri verranno ai miei concerti e sono sicura che rifletteranno su ciò che canto”
A leggere sembra così attuale invece era una intervista tratta da «Qui Giovani» del 22 marzo 1973.

Mi preme segnalare e ringraziare il comune di Milazzo, il sindaco di Milazzo Carmelo Pino e i due assessori Russo e Scolaro.
L’amministrazione di Milazzo lo scorso anno aveva aderito a Posto Occupato quest’anno oltre ad ospitare Violate, ha voluto rafforzare l’impegno verso il mondo delle donne intitolando 7 strade a 7 donne, gli amministratori hanno così pensato a Anna Cambria e Graziella Campagna, strappate alla vita in modo assurdo, ma anche alle giornaliste Ilaria Alpi e Maria Grazia Cutuli, vittime della vio¬lenza della guerra e ancora altre donne simbolo della determinazione come Rosa Balistreri o Goliarda Sapienza, per tornare più indietro – quale simbolo di una piaga, la violenza femminile che non ha tempo – al periodo greco con Ipazia.
E non è poco. Anzi.
Qualche info in più su Rosa
http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/rosa-balistreri/

  

 

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