TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 760
INTITOLATE A UOMINI: 222
INTITOLATE A DONNE: 17
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLARE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 3
dell' Immacolata (piazza)
Santa Maria Intervineas (piazza)
dell'Annunziata (scalinata)
Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 1
delle Concezioniste (largo)
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 1
Elisabetta Trebbiani (via)
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): 1
 Giovanna Garzoni (rua)
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta poli- tica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 3
Partigiane picene (largo)
Flavia Guiderocchi (rua)
Menichina Soderini (rua)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 1
delle Lavandaie (via)
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: 3
d' Ancaria (via)
Cupra (via)
Vesta (via)
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 4
della Befana (rua)
delle Canterine (via)
delle Convertite (via)
delle Donne (via)

 

Toponomastica femminile ad Ascoli Piceno

di Barbara Belotti e Maria Gabriella Mazzocchi


Ad Ascoli Piceno le strade del centro non si chiamano vie, ma "rue". L'etimologia è molto incerta e ancora discussa, ma sono la caratteristica del centro storico. Sono strette, alcune tortuose, buie, un pezzo di medioevo ancora vissuto intensamente. Nelle "ruette" non batte quasi mai il sole, d'estate sono un vero toccasana contro la calura.
I personaggi ricordati nell’odonomastica, sia quelli a livello nazionale che quelli a livello locale, si riferiscono alla storia (dall’età romana al Novecento), alla letteratura e alla cultura in genere, alla musica. C’è anche un riferimento alla mitologia (via d’Apollo) e una via dedicata a Caronte. Quasi tutte le vie dedicate a figure cristiane ricordano nomi di santi, per non parlare di quelle riferite alle popolazioni antiche (rua dei Piceni, via dei Sabini, rua dei Longobardi...) o alle famiglie importanti (via dei Bonaccorsi, via dei Saladini, via dei Soderini, Rua degli Sgariglia...) in cui la genealogia è declinata solo al maschile. Da ricordare, però, che esiste una via della Tribù Flavia.
Alle vie e ai viali più grandi spettano i nomi più famosi: c'è viale De Gasperi, corso Mazzini, via XX Settembre, corso Vittorio Emanuele. Alcune strade hanno lo stesso nome delle chiese che si affacciano su di esse; molti toponimi sono legati alla storia dell'antica Ascoli: Piazza Arringo (dal Palazzo dell'Arengo), piazza del Popolo (dal Palazzo dei Capitani del Popolo), rua della fortezza, rua delle torri (le torri medievali sono un'altra caratteristica del centro storico), rua della Cisterna, rua del Cassero, rua dei tintori...).
Poche le figure femminili: solo 16 strade.
Una via è dedicata a Elisabetta Trebbiani, donna di lettere e poetessa della seconda metà del XIV secolo che gli storici locali ricordano come una donna attiva nella vita pubblica del tempo e forse anche guerriera. Un'altra "ruetta" è intitolata a Giovanna Garzoni, pittrice del XVII secolo, che lavorò per i Medici e per i Savoia e fu membro dell'Accademia di San Luca. Tre vie sono dedicate a divinità pagane, Ancaria, Cupra e Vesta, divinità femminili anticamente venerate ad Ascoli e nel suo territorio. La prima non era riconosciuta a Roma e Cicerone la identificava con una delle Furie; della seconda esisteva un santuario lungo la costa adriatica (nell’attuale cittadina di Cupra Marittima); alla terza era forse dedicato il tempio romano del I secolo a.C. i cui resti si trovano proprio all’inizio della via di Vesta.
Al mondo cristiano si riferiscono la Scalinata dell’Annunziata, piazza dell’Immacolata e piazza di Santa Maria Intervineas, dove si trova l’omonima chiesa. C’è anche largo delle Concezioniste, vicino al Convento delle Suore Pie Operaie dell’Immacolata Concezione, ordine fondato nel 1744. A Santa Chiara è dedicato infine uno dei quartieri nuovi della città.
Passando dal sacro al profano si incontrano via delle Convertite, ossia le prostitute che erano tornate ad una vita più morigerata, e via delle Donne il cui nome deriva dalla piazza dove si svolgeva, nel Medioevo, il mercato frequentato dalle donne. Ora quella piazza è dedicata a Ventidio Basso, uomo politico e generale della Repubblica romana nel 1° secolo a. C. e originario di Ascoli, ma in una pianta del 1646 il posto era denominato Platea Mulierum. Oltre alla via in città sorge anche la Chiesa delle Donne con annesso, un tempo, il convento. Esiste anche via delle Canterine, il cui nome dialettale “cannarine” sopravvive ancora oggi. Secondo la tradizione locale, le “canterine” nella bella stagione si sedevano sull’uscio e cantavano mentre erano intente a rammendare, fare la calza, ricamare e pulire le verdure per la cena.
Ad un’altra attività delle donne si riferisce anche rua delle Lavandaie: erano per lo più contadine che lavavano i panni nei fiumi Tronto e Castellano che circondano la città. Una concentrazione di lavandaie era nel vicino paese di Casteltrosino (dove l’acqua del Castellano, arricchita di sorgenti sulfuree, dava un particolare candore alla biancheria), una vera e propria attività artigianale che si tramandava di madre in figlia. Ad Ascoli è interessante la scritta sull’antico lavatoio pubblico di Porta Cappuccina: ”NON SI IMPEDISCA ALLE DONNE DI LAVAR PANNI SOTTO PENA DI SCUDI TRE... 3 FEBRARO 1677”.
Due rue sono dedicate a personaggi storici locali: Flavia Guiderocchi e Menichina Soderini. Entrambe presero parte, nel 1459, all’impresa delle truppe ascolane contro Giosia Acquaviva, duca d’Atri, che si era impadronito di alcune terre dominate dalla città. Dopo la vittoria vennero accolte, al rientro in città, con grandi onori. Ai loro piedi c’erano numerosi prigionieri incatenati fra cui il nipote di Giosia, Filippo.
Chiudiamo questa breve ricognizione con una curiosità: una ruetta è dedicata anche alla Befana.

Nel 1861 nell'ex convento della chiesa di San Domenico di Ascoli Piceno venne aperta la Scuola Magistrale femminile, trasformata qualche anno dopo, con Regio Decreto, nell'Istituto Superiore Femminile con annesso convitto per le donne che qui studiavano. Nel 1892 si decise che l'Istituto sarebbe stato intitolato ad Elisabetta Trebbiani, poetessa ascolana vissuta nel XIV secolo. La storia della scuola segue le riforme scolastiche che si sono succedute: con la riforma Gentile diviene Istituto Magistrale, poi dagli anni 2000 cambia in liceo psicopedagocico. L'intitolazione invece rimane per tutti questi anni e ora che l'istituto si è unito al liceo classico Francesco Stabili i nomi dei due poeti medievali convivono serenamente. E' l'unica scuola della città ad essere intitolata ad una figura femminile. L'Istituto d'arte, infatti, ricorda il nome di Osvaldo Licini celebre pittore, marchigiano si, ma non ascolano.
Perchè questa scuola non è stata intitolata alla pittrice seicentesca ascolana Giovanna Garzoni? Giovanna Garzoni è stata una miniaturista del XVII secolo, celebre fra i suoi contemporanei e ammirata dai suoi colleghi, che si dedicò all'illustrazione scientifica e alle nature morte. Ebbe la protezione di Cassiano Dal Pozzo, lavorò a Napoli, fu alle dipendenze, e stipendiata, come miniaturista della corte Sabauda, sue opere erano nella collezione medicea.
Una pittrice affermata, insomma, il cui ritratto è nell'Accademia di San Luca e che all'Accademia lasciò quasi tutti i suoi beni. La sua tomba, realizzata alla fine del Seicento, si trova nella chiesa dei SS. Luca e Martina a Roma dove aveva chiesto di essere sepolta.
A lei è dedicata una "rua" della città, ma non la scuola d'arte.

Considerando tutti i toponimi del comune, vanno segnalate anche due frazioni intitolate alla Madonna (Santa Maria a Corte e Santa Maria in Capriglia).

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