Carmen de Burgos
Laura Candiani

Caori Murata

 

Che donna straordinaria! Giornalista, romanziera, femminista ante litteram, pacifista, viaggiatrice, ha sfidato molti stereotipi del suo tempo e vinto sui pregiudizi legati al sesso femminile, pur incontrando ostacoli di ogni genere. Nasce ad Almería, in Spagna, il 10 dicembre 1867, ma vive in campagna, a Rodalquilar, visto che il padre possiede in quella zona molti beni terrieri e pure delle miniere. Le imposizioni dovute al ruolo sociale della famiglia alto-borghese le stanno strette, così, con un colpo di testa, si sposa ancora ragazzina, a diciassette anni, e per farlo sceglie un giornalista e tipografo con quasi il doppio dei suoi anni, Arturo Álvarez Bustos. Ma non è detto che il matrimonio sia portatore di libertà ed emancipazione, tutt'altro. L'uomo è violento, beve, la tradisce, lei intanto ha quattro figli di cui tre muoiono precocemente. A questo punto prende un'altra decisione coraggiosa, se ne va di casa con la figlioletta Maria (1895-1939), futura attrice, senza ovviamente poter divorziare, visto che allora non era possibile.

A sinistra, Carmen e sua figlia Maria, in una foto pubblicata su Por esos mundos; a destra: Retrato de Carmen de Burgos, pubblicato su «Nuevo Mundo», Año XVII, numero 843

Nel frattempo, per rendersi autonoma, ha studiato per svolgere la professione di maestra; si stabilisce a Madrid dove insegna, ma già inizia la carriera che la renderà un personaggio simbolico nel panorama giornalistico, non solo spagnolo. Diventa amica del celebre drammaturgo Blasco Ibañez e collabora, regolarmente assunta per contratto, con alcune riviste grazie a rubriche create apposta per lei: Notas femininas su El Globo, Lecturas para la mujer su Diario Universale, cominciando a utilizzare lo pseudonimo che le darà fama, Colombine, e a promuovere una serie di battaglie a favore del suffragio femminile e del divorzio. Se da un lato le sue posizioni attirano critiche, dall'altro riceve una importante gratificazione perché viene scelta dal Ministero dell'istruzione per viaggiare all'estero e fare una ricognizione sui sistemi educativi di altri Paesi. Arriva anche in Italia e da quel momento inizia un costruttivo rapporto con la cultura, l'arte, la lingua, la letteratura italiana; conosce il drammaturgo Roberto Bracco di cui tradurrà Nel mondo della donna. Conversazioni femministe (1906), e Matilde Serao, con cui ha un proficuo scambio di opinioni, specie sul tema del divorzio. Ritornerà più volte in Italia, in particolare nell'amata Napoli, che diverrà in varie occasioni il nido d'amore con il romanziere Ramón Gomez de la Serna, storia proibita e scandalosa perché lui era sposato, ma pure il punto di riferimento per i suoi studi successivi su Leopardi, di cui visita commossa la tomba.

Carmen de Burgos Seguí, 1908. Número de registro 78112. Código de clasificación AFB3-117 Editorial López. (cc) Arxiu Fotogràfic de Barcelona

Nel 1911 esce la sua ampia monografia: Giacomo Leopardi (Su vida y sus obras), la prima edita in Spagna sull'argomento e ancora oggi ritenuta la più esauriente. Al ritorno da quel lungo viaggio viene trasferita a Toledo, dove rimarrà a vivere per lavorare, pur continuando l'instancabile opera di animatrice culturale del suo salotto di Madrid chiamato La tertulia modernista (riunione, circolo, in italiano). L'insegnamento molto probabilmente per Carmen è solo un mezzo di sostentamento, visto che è presa da mille impegni, tuttavia le offre varie borse di studio all'estero e l'opportunità di frequentare altre realtà, ampliando la sua formazione e facendole conoscere personalità stimolanti. Intanto ha ottenuto un nuovo incarico: la rubrica quanto mai interessante El voto de la mujer sul quotidiano El Heraldo de Madrid in cui può affrontare in primo luogo il tema del suffragio universale. Dopo essere diventata la prima giornalista professionista della Spagna, sta per diventare la prima corrispondente di guerra, infatti nel 1909 si reca in Marocco su incarico del giornale El Heraldo de Malaga per seguire, da donna nelle retrovie, la situazione delle truppe, dei feriti, della popolazione civile nella zona di Melilla, in quei moti che sarebbero sfociati nella Guerra del Rif (1921-26), ma lei poi si trasferisce al fronte per poter scrivere sulle reali condizioni di vita dei combattenti. La troviamo ancora in viaggio in Europa e poi in Argentina, mentre trascorre sempre più tempo in Portogallo, dove ha trovato una cara amica in Ana de Castro Osório (1872-1935), giornalista e scrittrice, anche lei impegnata nelle cause femminili. Nel 1914 visita il Nord Europa e verifica di persona le condizioni delle donne in quei Paesi, molto più aperti e moderni rispetto a quelli mediterranei. E di questo tratta nei suoi articoli. Lo scoppio della guerra la blocca e le impedisce di rientrare in patria, ma in modo rocambolesco, correndo gravi rischi e passando per vie traverse, riesce a ritornare, dopo aver perso tutti i suoi appunti, i suoi libri, la sua corrispondenza. Continua però a raccontare sulla stampa sia quello che ha compreso sulla situazione sociale dei Paesi scandinavi sia quello che ha potuto vedere nel terribile percorso nel bel mezzo del conflitto.

Carmen de Burgos in un ritratto di Julio Romero de Torres

Dopo la fine della guerra riprende i viaggi, ancora dall'altra parte del mondo, in America Latina, da cui invia le sue corrispondenze, trattando temi scomodi e provocando le reazioni delle persone più conservatrici. Lei infatti è una pacifista, ha difeso l’obiezione di coscienza, si schiera a favore di ogni battaglia femminile, tiene conferenze, sollecita l'opinione pubblica e la politica, scrive romanzi "rosa" incentrati su figure di donne molto realistiche, ora vincitrici ora sconfitte, che le servono comunque per affrontare le tematiche che le stanno a cuore. Prendiamo ad esempio Il piano inclinato, una delle opere più dense e interessanti; è la storia di Isabel, rimasta orfana e in difficoltà economiche, a Madrid. È circondata da una serie di ragazze come lei che rappresentano i vari "tipi" sociali, tuttavia anche chi è istruita, emancipata, cosciente dei propri diritti, resta schiacciata dal maschilismo del mondo borghese e conservatore che predomina. Nel romanzo breve La piscina, la piscina ironizza sull'arretratezza e l'ipocrisia di un padre di famiglia, preoccupato per l'onore, che vorrebbe ostacolare il cammino delle figlie ribelli, Julia e Isabel, decise a frequentare a ogni costo la piscina e a conquistare i propri spazi di libertà. La malcasada è tutto un programma, fino dal titolo che fa esplicito riferimento all'infelice matrimonio della protagonista Dolores.

Copertine dei suoi libri

Nel 1920 Carmen de Burgos fonda l'associazione Cruzada de las Mujeres Españolas ed è membro attivo di associazioni come La prensa e L'ateneo; diventa presidente della Liga Internacional de Mujeres Hibericas y Hispanoamericanas. Nel 1921 pubblica un libro ancora oggi di estrema attualità: L'articolo 438, in riferimento all'articolo del codice penale spagnolo allora in vigore che in qualche modo legittimava il femminicidio, appellandosi all'onore. Maria Addolorata, vittima dei soprusi del marito, cerca la propria indipendenza e trova un nuovo amore, illudendosi di potersi affermare come donna, mentre la violenza estrema è in agguato. Pochi anni dopo esce un suo ampio saggio non a caso intitolato La donna moderna e i suoi diritti (1926), una testimonianza unica sulle condizioni della donna ai primi del Novecento, un manifesto sull'uguaglianza, una riflessione sulla necessità di uniformare nei codici civile e penale diritti e doveri dell'uomo e della donna, un'opera emblematica del femminismo.

La copertina dell’edizione spagnola di La donna moderna e i suoi diritti e la recensione pubblicata il 28 luglio 1928 su La Esfera n. 760

Nel 1929 la cardiopatia di Carmen subisce un duro colpo perché viene a sapere che la figlia ha letteralmente sedotto il suo amante, autore del testo teatrale in cui stava recitando; una breve avventura, che comunque la madre generosamente perdona, mentre Ramón lascia il Paese e si trasferisce a Parigi. Nel 1931, cambiata la situazione politica in Spagna, con l'avvento della Seconda Repubblica, arrivano alcune delle riforme da lei caldeggiate tutta la vita attraverso saggi, testi narrativi, articoli, pamphlet: il divorzio, la validità delle nozze civili, il suffragio universale, la libertà di espressione, l'abolizione della pena di morte e del delitto d'onore, l'insegnamento laico.

Carmen de Burgos presiede un atto di difesa del diritto al divorzio all'universita di Madrid, 12 settembre 1931 Madrid 1931. Carmen de Burgos. Conferenza contro la pena di morte

Proprio allora viene pubblicata un'altra sua opera fondamentale: Voglio vivere la mia vita, romanzo in cui anticipa problematiche di grande novità che saranno discusse almeno dopo gli anni Cinquanta, come l'importanza dell'educazione infantile nello sviluppo dell'individuo, il diritto al lavoro per le donne, l'evoluzione della personalità, la fluidità di genere, il rapporto fra i sessi, l'analisi psicologica dei personaggi. Anche la trattazione è moderna e originale, infatti gli eventi si susseguono talvolta con una descrizione minuziosa di un breve lasso di tempo, talvolta con sintesi di interi anni. L'importante, sembra suggerire l'autrice, è scegliere come vivere, magari rischiando, cercando di migliorare, per il bene proprio e della società. Nello stesso anno Carmen forma la prima loggia massonica femminile spagnola denominata "Amor", insieme ad alcune amiche, alla sorella e alla figlia Maria; ne diviene gran maestra, ma il gruppo rischia la violenta repressione e la condanna del Tribunale speciale che colpirà tempo dopo Maria. L'8 ottobre del 1932, mentre sta tenendo una conferenza a Madrid, si sente male, il suo cuore affaticato cede e poche ore dopo muore.

Cerimonia funebre massonica per la Venerabile Maestra “Amor”

Il successivo regime franchista la condannerà alla cancellazione e al silenzio perché sarà inserita nella lunga lista di persone sgradite e di scrittori e scrittrici vietate. In realtà, lei, che apparteneva alla cosiddetta generazione del '98, è stata una delle più importanti esponenti del movimento culturale La Otra Edad de Plata e una paladina dei diritti femminili, come oggi viene pienamente riconosciuta. Nel 2003 le è stata dedicata da Blanca Bravo Cela la biografia Carmen de Burgos (Colombine). Contra el silencio, preceduta però da studi di Federico Utrera e di Concepción Núñez Rey che avevano risvegliato l'interesse sul personaggio. Su Vitamine vaganti è comparso un ampio articolo sul n.125. Nel 2017, per i 150 anni dalla nascita, Carmen è stata celebrata dalla Biblioteca Nazionale di Spagna, varie strade portano oggi il suo nome e un po' ovunque, Italia compresa, si ristampano i suoi libri, facendo una pur tardiva giustizia.


Traduzione francese

Camilla Dabini

Quelle femme extraordinaire! Journaliste, romancière, féministe ante litteram, pacifiste, voyageuse, elle a défié de nombreux stéréotypes de son époque et triomphé sur les préjugés liés au sexe féminin, tout en rencontrant des obstacles de toutes sortes. Elle naît à Almería, en Espagne, le 10 décembre 1867, mais vit à la campagne, à Rodalquilar, puisque son père possède dans cette région de nombreux biens fonciers ainsi que des mines. Les impositions dûes au rôle social de sa famille haute bourgeoise lui sont étroites; ainsi, sur un coup de tête, elle se marie encore très jeune, à dix-sept ans, avec un journaliste et typographe presque deux fois son âgé, Arturo Álvarez Bustos. Mais le mariage n’est pas nécessairement porteur de liberté et d’émancipation, bien au contraire. L’homme est violent, boit et la trompe; entre-temps, elle a quatre enfants, dont trois meurent prématurément. A ce point, elle prend une autre décision courageuse: elle quitte sa maison avec sa petite fille María (1895-1939), future actrice, sans évidemment pouvoir divorcer, puisque cela n’était pas possible à l’époque.

À gauche, Carmen et sa fille Maria, sur une photo publiée dans Por esos mundos; à droite : Portrait de Carmen de Burgos, publié dans «Nuevo Mundo», année XVII, numéro 843.

Pendant ce temps, pour se rendre autonome, elle étudie pour devenir institutrice; elle s’installe à Madrid où enseigne, mais commence déjà la carrière qui fera d’elle une personnalité symbolique du paysage journalistique, pas seulement espagnol. Devenue amie du célèbre dramaturge Blasco Ibáñez, elle collabore, régulièrement employée par contrat, avec plusieurs magazines grâce à des rubriques créées spécialement pour elle: Notas femininas dans El Globo, Lecturas para la mujer dans Diario Universal, en commençant à utiliser le pseudonyme qui lui apportera la renommée, Colombine, et à promouvoir une série de combats en faveur du suffrage féminin et du divorce. Si, d’un côté, ses prises de position attirent des critiques, de l’autre, elle reçoit une importante reconnaissance, puisqu’elle est choisie par le ministère de l’Instruction pour voyager à l’étranger et mener une enquête sur les systèmes éducatifs d’autres pays. Elle arrive en Italie et, à partir de ce moment, installe une relation constructive avec la culture, l’art, la langue et la littérature italienne; elle y rencontre le dramaturge Roberto Bracco, dont elle traduira Nel mondo della donna. Conversazioni femministe (1906), et Matilde Serao, avec laquelle elle entretient un échange d’idées fécond, notamment sur la question du divorce. Elle retournera à plusieurs reprises en Italie, en particulier dans la Naples tant aimée, qui deviendra à diverses occasions un nid d’amour avec le romancier Ramón Gómez de la Serna, relation prohibite et scandaleuse parce qu’il était marié, mais aussi un point de référence pour ses études suivantes sur Leopardi, dont elle visite avec émotion la tombe.

Carmen de Burgos Seguí, 1908. Numéro d’enregistrement 78112. Code de classification AFB3-117. Éditorial López. (cc) Archives photographiques de Barcelone.

En 1911 paraît sa vaste monographie: Giacomo Leopardi (Su vida y sus obras). Première étude publiée en Espagne sur le sujet, elle est encore aujourd’hui considérée comme la plus exhaustive. Après être devenue la première journaliste professionnelle d’Espagne, elle est sur le point de devenir la première correspondante de guerre. En effet, en 1909, elle part pour le Maroc sur mandat du journal El Heraldo de Málaga afin de suivre, en tant que femme à l’arrière, la situation des troupes, des blessés et de la population civile dans la région de Melilla, lors des troubles qui allaient déboucher sur la guerre du Rif (1921-1926). Elle se rend ensuite sur le front afin de pouvoir écrire sur les conditions de vie réelles des combattants. On la retrouve encore en voyage en Europe, puis en Argentine, tandis qu’elle passe de plus en plus de temps au Portugal, où elle a trouvé une amie chère en la personne d’Ana de Castro Osório (1872-1935), journaliste et écrivaine, elle aussi engagée dans les causes féminines. En 1914, elle visite l’Europe du Nord et constate personnellement les conditions de vie des femmes dans ces pays, bien plus ouverts et modernes que ceux du méditerranée. C’est précisément de cela qu’elle traite dans ses articles. Le déclenchement de la guerre la bloque et l’empêche de rentrer dans son pays; mais, de manière rocambolesque, en courant de graves dangers et en empruntant des chemins détournés, elle rentre après avoir perdu toutes ses notes, ses livres et sa correspondance. Elle continue néanmoins à raconter dans la presse tant ce qu’elle a compris de la situation sociale des pays scandinaves que ce qu’elle a pu voir au cours de ce terrible parcours au cœur du conflit.

Carmen de Burgos dans un portrait de Julio Romero de Torres.

Après la fin de la guerre, elle reprend ses voyages, encore une fois de l’autre côté du monde, en Amérique latine, d’où elle envoie ses correspondances, abordant des thèmes dérangeants et provoquant les réactions des personnes les plus conservatrices. Elle est en effet pacifiste, a défendu l’objection de conscience, se range en faveur de toutes les luttes féminines, donne des conférences, interpelle l’opinion publique et le monde politique, écrit des romans “roses” centrés sur des figures féminines très réalistes, tantôt victorieuses, tantôt vaincues, qui lui servent à aborder les thématiques qui lui tiennent à cœur. Prenons par exemple Il piano inclinato, l’une de ses œuvres les plus denses et intéressantes: c’est l’histoire d’Isabel, devenue orpheline et en difficulté économique à Madrid. Elle est entourée d’une série de jeunes filles comme elle, qui représentent les différents “types sociaux” ; toutefois, même celles qui sont instruites, émancipées et conscientes de leurs droits restent écrasées par le machisme du monde bourgeois et conservateur dominant. Dans le court roman La piscina, l’autrice ironise sur l’arriération et l’hypocrisie d’un père de famille, obsédé par l’honneur, qui voudrait entraver le chemin de ses filles rebelles, Julia et Isabel, déterminées à fréquenter la piscine à tout prix et à conquérir leurs espaces de liberté. La malcasada est tout un programme dès son titre, qui fait explicitement référence au mariage malheureux de la protagoniste, Dolores.

Couvertures de ses livres.

En 1920, Carmen de Burgos fonde l’association Cruzada de las Mujeres Españolas et est membre actif d’associations telles que La Prensa et L’Ateneo ; elle devient présidente de la Liga Internacional de Mujeres Ibéricas e Hispanoamericanas. En 1921, elle publie un livre encore aujourd’hui d’une extrême actualité: L’article 438, en référence à l’article du code pénal espagnol alors en vigueur qui, d’une certaine manière, légitimait le féminicide en invoquant l’honneur. María Addolorata, victime des abus de son mari, cherche son indépendance et trouve un nouvel amour, se berçant de l’illusion de pouvoir s’affirmer comme femme, tandis qu’une violence extrême est à l’affût. Quelques années plus tard paraît un vaste essai, non sans raison intitulé La femme moderne et ses droits (1926), témoignage unique sur la condition féminine au début du XXᵉ siècle, manifeste pour l’égalité, réflexion sur la nécessité d’harmoniser, dans les codes civil et pénal, les droits et les devoirs de l’homme et de la femme, œuvre emblématique du féminisme.

La couverture de l’édition espagnole de La mujer moderna y sus derechos et la recension publiée le 28 juillet 1928 dans La Esfera, n° 760.

En 1929, la cardiopathie de Carmen subit un dur choc lorsqu’elle apprend que sa fille a littéralement séduit son amant, auteur de la pièce de théâtre dans laquelle elle jouait; une brève aventure que la mère pardonne néanmoins généreusement, tandis que Ramón quitte le pays pour s’installer à Paris. En 1931, avec le changement de la situation politique en Espagne et l’avènement de la Seconde République, arrivent enfin certaines des réformes qu’elle avait défendues toute sa vie à travers essais, œuvres narratives, articles et pamphlets : le divorce, la validité du mariage civil, le suffrage universel, la liberté d’expression, l’abolition de la peine de mort et du crime d’honneur, l’enseignement laïque.

Carmen de Burgos préside un acte de défense du droit au divorce à l’Université de Madrid, 12 septembre 1931. Madrid, 1931. Carmen de Burgos. Conférence contre la peine de mort.

C’est précisément à ce moment-là qu’est publiée une autre œuvre fondamentale: Je veux vivre ma vie, roman dans lequel elle anticipe des problématiques d’une grande nouveauté, qui ne seront débattues qu’à partir des années 1950, telles que l’importance de l’éducation de l’enfance dans le développement de l’individu, le droit au travail des femmes, l’évolution de la personnalité, la fluidité de genre, le rapport entre les sexes et l’analyse psychologique des personnages. Le style même est moderne et original: les événements se succèdent tantôt à travers la description minutieuse d’un bref laps de temps, tantôt par la synthèse de plusieurs années entières. L’essentiel, semble suggérer l’autrice, est de choisir comment vivre, quitte à prendre des risques, en cherchant à s’améliorer, pour son propre bien et celui de la société.La même année, Carmen fonde la première loge maçonnique féminine espagnole, dénommée “Amor”, avec quelques amies, sa sœur et sa fille María; elle en devient grande maîtresse, mais le groupe s’expose à une violente répression et à la condamnation par le Tribunal spécial qui frappera plus tard María. Le 8 octobre 1932, alors qu’elle donne une conférence à Madrid, elle se sent mal: son cœur fatigué lâche et elle meurt quelques heures plus tard.

Cérémonie funèbre maçonnique pour la Vénérable Maîtresse « Amor ».

Le régime franquiste qui suivra la condamnera à l’effacement et au silence, puisqu’elle sera inscrite sur la longue liste des personnes indésirables et des écrivains et écrivaines interdits. En réalité, elle, qui appartenait à la dite Génération de 98, a été l’une des figures les plus importantes du mouvement culturel La Otra Edad de Plata et une ardente défenseuse des droits des femmes, comme on le reconnaît pleinement aujourd’hui. En 2003, Blanca Bravo Cela lui a consacré la biographie Carmen de Burgos (Colombine). Contra el silencio, précédée toutefois par les études de Federico Utrera et de Concepción Núñez Rey, qui avaient ravivé l’intérêt pour ce personnage. Sur Vitamine Vaganti a paru un ample article dans le numéro 125. En 2017, à l’occasion du 150ᵉ anniversaire de sa naissance, Carmen a été célébrée par la Bibliothèque nationale d’Espagne; de nombreuses rues portent aujourd’hui son nom et, un peu partout, y compris en Italie, ses livres sont réédités, lui rendant une justice certes tardive, mais nécessaire.


Traduzione spagnola

Francesco Rapisarda

Qué mujer extraordinaria! Periodista, novelista, feminista ante litteram, pacifista, viajera, desafió muchos estereotipos de su época y venció los prejuicios ligados al sexo femenino, aunque tuvo que enfrentarse a obstáculos de todo tipo. Nace en Almería, en España, el 10 de diciembre de 1867, pero vive en el campo, en Rodalquilar, ya que, en esa zona, su padre posee numerosos bienes terrenales e incluso algunas minas. Las imposiciones debidas al rol social de una familia de la alta burguesía le resultan asfixiantes, así que, en un arrebato, se casa siendo todavía muy joven, a los diecisiete años, y para hacerlo elige a un periodista y tipógrafo de casi el doble de su edad, Arturo Álvarez Bustos. Sin embargo, no es cierto que el matrimonio conlleve libertad y emancipación; de hecho, todo lo contrario. El hombre es violento, bebe, le es infiel; mientras tanto ella tiene cuatro entre hijas e hijos, tres de quienes mueren prematuramente. A estas alturas, toma otra decisión valiente: se va de casa con su hijita María (1895-1939), futura actriz, sin poder divorciarse, obviamente, ya que entonces no era posible. 

A la izquierda, Carmen y su hija María, en una foto publicada en Por esos mundos; a la derecha: Retrato de Carmen de Burgos, publicado en «Nuevo Mundo», año XVII, número 843..

Mientras tanto, para lograr autonomía, estudia para ejercer la profesión de maestra; se establece en Madrid, donde enseña, pero ya inicia la carrera que la convertirá en una figura simbólica del panorama periodístico, no solo español. Se hace amiga del célebre dramaturgo Blasco Ibáñez y colabora, contratada de manera regular, con varias revistas gracias a secciones creadas especialmente para ella: Notas femeninas en el «El Globo», Lecturas para la mujer en «Diario Universal», comenzando a utilizar el seudónimo que le dará fama, Colombine, y a promover una serie de luchas a favor del sufragio femenino y del divorcio. Por un lado, sus posiciones atraen críticas; por otro, recibe una importante gratificación, ya que es elegida por el Ministerio de Instrucción para viajar al extranjero y realizar una investigación sobre los sistemas educativos de otros países. Llega también a Italia y, a partir de ese momento, inicia una relación constructiva con la cultura, el arte, la lengua y la literatura italianas. Conoce al dramaturgo Roberto Bracco, de quien traducirá Nel mondo della donna. Conversazioni femministe (En el mundo de las mujeres, (Conversaciones feministas), 1906) y a Matilde Serao, con quien mantiene un fructífero intercambio de opiniones, en particular en torno al tema del divorcio. Regresará en varias ocasiones a Italia, en particular a la querida Nápoles, que se convertirá en distintos momentos tanto en su nido de amor con el novelista Ramón Gómez de la Serna –una relación prohibida y escandalosa, ya que él estaba casado– como en un punto de referencia para sus estudios posteriores sobre Leopardi, cuya tumba visita conmovida.

Carmen de Burgos Seguí, 1908. Número de registro 78112. Código de clasificación AFB3-117. Editorial López. (cc) Archivo Fotográfico de Barcelona.

En 1911 se publica su amplia monografía Giacomo Leopardi (Su vida y sus obras), la primera editada en España sobre el autor y considerada aún hoy la más exhaustiva. A su regreso de aquel largo viaje se traslada a Toledo, donde se establecerá para trabajar, sin dejar por ello la incansable labor como animadora cultural de su salón madrileño, llamado La tertulia modernista. Muy probablemente, la docencia es para Carmen solo un medio de sustento, dado que la absorben mil compromisos; sin embargo, le ofrece varias becas en el extranjero y la posibilidad de conocer otras realidades, ampliando su formación y poniéndola en contacto con personalidad estimulantes. Al mismo tiempo obtiene un nuevo encargo: la más que interesante columna El voto de la mujer en el diario «El Heraldo de Madrid», a través de la cual puede abordar en primer lugar el tema del sufragio universal. Tras convertirse en la primera periodista profesional de España, está a punto de ser también la primera corresponsal de guerra. Efectivamente, en 1909 viaja a Marruecos por encargo del periódico «El Heraldo de Málaga» para seguir, como mujer en la retaguardia, la situación de las tropas, de las personas heridas y de la población civil en la zona de Melilla, en unos tumultos que desembocarían en la Guerra del Rif (1921-1926). Posteriormente se traslada al frente para poder escribir sobre las condiciones de vida reales de quienes combaten. La encontramos nuevamente de viaje por Europa y luego en Argentina, mientras pasa cada vez más tiempo en Portugal, donde entabla una estrecha amistad con Ana de Castro Osório (1872-1935), periodista y escritora, también comprometida con las causas femeninas. En 1914 visita el norte de Europa y comprueba personalmente las condiciones de vida de las mujeres en esos países, mucho más abiertos y modernos que los mediterráneos, tema que aborda en sus artículos. El estallido de la guerra la bloquea y le impide regresar a su país; no obstante, de manera rocambolesca, asumiendo graves riesgos y siguiendo rutas indirectas, logra volver tras haber perdido todos sus apuntes, libros y su correspondencia. Aun así, continúa relatando en la prensa tanto lo que comprendió de la situación social de los países escandinavos como lo que pudo presenciar durante el terrible trayecto en pleno conflicto.

Carmen de Burgos en un retrato de Julio Romero de Torres.

Tras el fin de la guerra retoma sus viajes, de nuevo al otro lado del mundo, en América Latina, desde donde envía sus corresponsalías, abordando temas incómodos y provocando las reacciones de los sectores más conservadores. En efecto, es una pacifista: ha defendido la objeción de conciencia, se ha posicionado a favor de todas las luchas femeninas, dicta conferencias, interpela a la opinión pública y a la clase política, y ha escrito novelas “rosas” centradas en figuras femeninas muy realistas, a veces vencedoras y otras derrotadas, que le sirven en cualquier caso para tratar los temas que le son más queridos. Tomemos como ejemplo El plano inclinado, una de sus obras más densas e interesantes: narra la historia de Isabel, huérfana en dificultades económicas, en Madrid. Está rodeada de una serie de jóvenes como ella que representan los distintos “tipos” sociales; sin embargo, incluso quien es instruida, está emancipada y es consciente de sus propios derechos acaba aplastada por el machismo del mundo burgués y conservador predominante. En la novela corta La piscina, se ironiza sobre el atraso y la hipocresía de un padre de familia, obsesionado con el honor, que pretende obstaculizar el camino de sus hijas rebeldes, Julia e Isabel, decididas a toda costa a frecuentar la piscina y a conquistar sus propios espacios de libertad. La malcasada es toda una declaración de intenciones, ya desde el título, que remite explícitamente al matrimonio infeliz de la protagonista, Dolores.

Portadas de sus libros.

En 1920 Carmen de Burgos funda la asociación Cruzada de las Mujeres Españolas y es miembro activo de entidades como La Prensa y El Ateneo; se convierte asimismo en presidenta de la Liga Internacional de Mujeres Ibéricas e Hispanoamericanas. En 1921 publica un libro que sigue siendo hoy de enorme actualidad: El artículo 438, en referencia al artículo del Código Penal español vigente que, de algún modo, legitimaba el feminicidio apelando al honor. María de las Angustias, víctima de los abusos de su marido, busca su independencia y encuentra un nuevo amor, ilusionándose con la posibilidad de afirmarse como mujer, mientras la violencia extrema acecha. Pocos años después aparece un amplio ensayo suyo, no en vano titulado La mujer moderna y sus derechos (1926), un testimonio único sobre las condiciones de la mujer a comienzos del siglo XX, un manifiesto sobre la igualdad y una reflexión acerca de la necesidad de armonizar en los códigos civil y penal los derechos y deberes del hombre y de la mujer, obra emblemática del feminismo.

La portada de la edición española de La mujer moderna y sus derechos y la reseña publicada el 28 de julio de 1928 en La Esfera, n.º 760.

En 1929 la cardiopatía de Carmen sufre un duro golpe al enterarse de que su hija había literalmente seducido a su amante, autor del texto teatral en el que ella actuaba; una breve aventura que, no obstante, la madre perdona generosamente, mientras Ramón abandona el país y se muda a París. En 1921, con el cambio de la situación política en España y la llegada de la Segunda República, se aprueban de las reformas que ella había defendido durante toda su vida a través de ensayos, textos narrativos, artículos y panfletos: el divorcio, la validez del matrimonio civil, el sufragio universal, la libertad de expresión, la abolición de la pena de muerte y del delito de honor, y la enseñanza laica.

Carmen de Burgos preside un acto en defensa del derecho al divorcio en la Universidad de Madrid, 12 de septiembre de 1931. Madrid, 1931. Carmen de Burgos. Conferencia contra la pena de muerte.

Precisamente entonces se publica otra de sus obras fundamentales: Quiero vivir mi vida, novela en la que anticipa problemáticas de gran novedad que no se debatirán ampliamente hasta después de los años cincuenta, como la importancia de la educación infantil en el desarrollo de la persona, el derecho al trabajo de las mujeres, la evolución de la personalidad, la fluidez de género, las relaciones entre los sexos y el análisis psicológico de los personajes. También el tratamiento narrativo es moderno y original: los acontecimientos se suceden a veces mediante una descripción minuciosa de un breve lapso de tiempo y, en otras ocasiones, mediante la síntesis de años enteros. Lo importante –parece sugerir la autora– es elegir cómo vivir, incluso arriesgando, intentando mejorar, por el propio bien y por el de la sociedad. Ese mismo año Carmen funda la primera logia masónica femenina española, denominada Amor, junto con algunas amigas, su hermana y su hija María; se convierte en su gran maestra, aunque el grupo corre el riesgo de una represión violenta y de la condena del Tribunal Especial que, tiempo después, afectará a María. El 8 de octubre de 1932, mientras imparte una conferencia en Madrid, se siente mal; su corazón fatigado cede y pocas horas después muere.

Ceremonia fúnebre masónica para la Venerable Maestra “Amor”.

El régimen franquista posterior la condenará a la cancelación y al silencio, al incluirla en la larga lista de personas no gratas y de escritores y escritoras prohibidas. En realidad, ella, perteneciente a la llamada generación del 98, fue una de las figuras más importantes del movimiento cultural La Otra Edad de Plata y una paladina de los derechos de la mujer, como hoy se reconoce plenamente. En 2003 Blanca Bravo Cela le dedicó la biografía Carmen de Burgos (Colombine). Contra el silencio, precedida por los estudios de Federico Utrera y de Concepción Núñez Rey, que habían reavivado el interés por su figura. En nuestra revista «Vitamine vaganti» publicamos un amplio artículo sobre ella en el número 125. En 2017, con motivo de los 150 años de su nacimiento, Carmen fue celebrada por la Biblioteca Nacional de España; hoy diversas calles llevan su nombre y, en muchos lugares –Italia incluida–, se reeditan sus libros, haciendo una justicia tan necesaria como tardía.


Traduzione inglese

Syd Stapleton

What an extraordinary woman! Journalist, novelist, very early feminist, pacifist, and traveler, she defied many stereotypes of her time and triumphed over prejudices against the female sex, even though she encountered obstacles of all kinds. She was born in Almería, Spain, on December 10, 1867, but lived in the countryside, in Rodalquilar, as her father had many land holdings there and mines as well. The impositions due to the social role of the upper-middle-class family were a tight squeeze on her, so she married, while still a young girl of 17, and to do so she chose a journalist and printer almost twice her age, Arturo Álvarez Bustos. But marriage did not necessarily bring freedom and emancipation - far from it. The man was violent, he drank, he cheated on her, she meanwhile had four children, three of whom died prematurely. At that point she made another courageous decision. She left home with her little daughter Maria (1895-1939), a future actress, without, of course, being able to divorce since it was not possible then.  

On the left, Carmen and her daughter María, in a photo published in Por esos mundos; on the right: Portrait of Carmen de Burgos, published in «Nuevo Mundo», year XVII, number 843.

In the meantime, to make herself independent, she studied to be a schoolteacher; she settled in Madrid where she taught, but already began the career that would make her a symbolic figure in the journalistic scene of the time, not only in Spain. She became friends with the famous playwright Blasco Ibañez and collaborated, regularly hired by contract, with a number of magazines thanks to columns created especially for her: Notas femininas in El Globo, Lecturas para la mujer in Diario Universale, beginning to use the pseudonym that would give her fame – Colombine - and promoted a series of battles in favor of women's suffrage and divorce. While her positions attracted criticism, she received major gratification because she was chosen by the Ministry of Education to travel abroad and survey the educational systems of other countries. She also traveled to Italy and from that moment began a constructive relationship with Italian culture, art, language, and literature. She met the playwright Roberto Bracco, whose work she would translate In the World of Women. Feminist Conversations (1906), and Matilde Serao, with whom she had a fruitful exchange of views, especially on the subject of divorce. She would return several times to Italy, particularly to her beloved Naples, which would become on several occasions a love nest with the novelist Ramón Gomez de la Serna, a forbidden and scandalous affair because he was married, but also the point of reference for her later studies on Leopardi, whose tomb she visited movingly.

Carmen de Burgos Seguí, 1908. Registration number 78112. Classification code AFB3-117. Editorial López. (cc) Barcelona Photographic Archive..

In 1911 she published her extensive monograph, Giacomo Leopardi (Su vida y sus obras), the first published in Spain on the subject and still considered the most comprehensive. On her return from that long journey she was transferred to Toledo, where she would stay to work, while continuing her tireless work as cultural animator of her Madrid salon called “La tertulia modernista” (meeting, circle). Teaching was most likely only a means of livelihood for Carmen, as she was caught up in a thousand commitments, yet it gave her several scholarships abroad and the opportunity to become familiar with other realities, expanding her education and meeting stimulating personalities. In the meantime, she got a new assignment: the very interesting column El voto de la mujer in the daily El Heraldo de Madrid in which she could directly address the issue of universal suffrage. After becoming Spain's first professional journalist, she was soon to become its first war correspondent. In 1909 she traveled to Morocco on assignment for the newspaper El Heraldo de Malaga to follow, as a woman in the rear, the situation of the troops, the wounded, and the civilian population in the Melilla area, in those uprisings that would result in the Rif War (1921-26), but she then moved to the front so that she could write about the real living conditions of the combatants. She continued traveling in Europe and then in Argentina, while she spent more and more time in Portugal, where she found a close friend in Ana de Castro Osório (1872-1935), a journalist and writer who was also committed to women's causes. In 1914 she visited Northern Europe and saw for herself the conditions of women in those countries, which were much more open and modern than the Mediterranean countries. And this was what she dealt with in her articles. The outbreak of war stopped her and prevented her from returning to her homeland, but in a haphazard way, taking grave risks and going by the wayside, she managed to return, having lost all her notes, her books, and her correspondence. She continues, however, to report in the press both what she understood about the social situation in the Scandinavian countries and what she could see on the terrible journey in the midst of the conflict.

Carmen de Burgos in a portrait by Julio Romero de Torres.

After the end of the war she resumed her travels, still on the other side of the world, in Latin America, from where she sent her correspondences, dealing with uncomfortable topics and provoking a reactionfrom the most conservative people. She was in fact a pacifist, had defended conscientious objectors, stood up for every women's battle, gave lectures, urged public opinion and politics, and wrote “pink” novels centered on very realistic figures of women, now victorious now defeated, which nonetheless served her to deal with the issues close to her heart. Take, for example, The Inclined Plane, one of her densest and most interesting works. It is the story of Isabel, orphaned and struggling financially, in Madrid. She was surrounded by a series of girls like her who represented the various social “types,” yet even those who were educated, emancipated, and conscious of their rights, remained crushed by the machismo of the bourgeois and conservative world that prevailed. In the short novel The Pool, she ironizes the backwardness and hypocrisy of a family father concerned about honor who would like to stand in the way of his rebellious daughters, Julia and Isabel, who are determined to attend the pool at all costs and win their own spaces of freedom. La malcasada is a whole program, right down to the title, which explicitly refers to the unhappy marriage of the protagonist Dolores.

Covers of her books.

In 1920 Carmen de Burgos founded the association Cruzada de las Mujeres Españolas and was an active member of associations such as La prensa and L'ateneo. She became president of the Liga Internacional de Mujeres Hibericas y Hispanoamericanas. In 1921 she published a book that is still extremely relevant today - Article 438, referring to the article in the Spanish Penal Code then in force that somehow legitimized feminicide by appealing to honor. Maria Addolorata, a victim of her husband's abuse, sought her own independence and found a new love, deluding herself that she could assert herself as a woman, while extreme violence lurked. A few years later she published a wide-ranging essay not coincidentally titled Modern Woman and Her Rights (1926), a unique testimony to the conditions of women in the early twentieth century, a manifesto on equality, a reflection on the need to unify in civil and criminal codes the rights and duties of men and women, an emblematic work of feminism.

The cover of the Spanish edition of La mujer moderna y sus derechos and the review published on July 28, 1928, in La Esfera, no. 760.

In 1929 Carmen's heart condition suffered a severe blow as she learned that her daughter had literally seduced her lover, the author of the play in which she was acting; -a brief fling, which, however, her mother generously forgave, while Ramón left the country and moved to Paris. In 1931 came, as the political situation in Spain changed with the advent of the Second Republic, some of the reforms she had advocated all her life through essays, narrative texts, articles, and pamphlets, including divorce, the validity of civil marriages, universal suffrage, freedom of expression, the abolition of the death penalty and honor killing, and secular education.

Carmen de Burgos presides an event in defense of the right to divorce at the University of Madrid, September 12, 1931. Madrid, 1931. Carmen de Burgos. Conference against the death penalty.

Just then another seminal work of hers was published, I Want to Live My Life, a novel in which she anticipated groundbreaking issues that would be discussed, at least after the 1950s, such as the importance of childhood education in the development of the individual, the right to work for women, personality evolution, gender fluidity, the relationship between the sexes, and the psychological analysis of characters. The treatment is also modern and original - events follow each other sometimes with a meticulous description of a short period of time, sometimes with summaries of entire years. The important thing, the author seemed to suggest, is to choose how to live, perhaps taking risks, trying to improve, for one's own and society's sake. In the same year Carmen formed the first Spanish women's Masonic lodge called “Amor,” together with some friends, her sister and daughter Maria. She became its grand mistress, but the group risked violent repression and condemnation by the Special Court that would strike Maria some time later. On October 8, 1932, while giving a lecture in Madrid, she became ill, her fatigued heart gave out, and a few hours later she died.

Masonic funeral ceremony for the Venerable Mistress “Amor.”

The subsequent Francoist regime would condemn her to erasure and silence, and she was included in the long list of unwelcome persons and banned writers. In fact, she, who belonged to the so-called '98 generation, was one of the most important exponents of the La Otra Edad de Plata cultural movement and a champion of women's rights, as she is fully recognized today. In 2003, the biography Carmen de Burgos (Colombine) was dedicated to her by Blanca Bravo Cela. Contra el silencio, preceded it however - studies by Federico Utrera and Concepción Núñez Rey that had awakened interest in the character. An extensive article appeared in Vitaminavagante No. 125. In 2017, for the 150th anniversary of her birth, Carmen was celebrated by the National Library of Spain. Several streets now bear her name, and almost everywhere, including Italy, her books are being reprinted, doing her an albeit belated justice.