La presenza femminile nelle arti minori
L’inizio della suddivisione tra “arti maggiori” e “arti minori” si ha nel Rinascimento quando la pittura, la scultura e l’architettura, da semplici arti meccaniche, ambiscono a far parte di quelle liberali che comprendevano la grammatica, la retorica e la dialettica (il Trivio); l’aritmetica, la geometria, la musica, l’astronomia (il Quadrivio). Comincia così l’idea che pittura, scultura e architettura siano superiori perché più intellettuali e meno meccaniche di altre. Da quel momento e per lungo tempo, il ruolo delle “arti minori” viene sostanzialmente a coincidere con la definizione di artigianato, pur se di elevato valore artistico e accompagnato da grande perizia tecnica.
Tredici pannelli fotografico-documentari attraversano il mondo artistico-artigianale per restituire visibilità a miniaturiste, incisore, interpreti delle arti tessili, virtuose delle pietre e dei metalli, smaltatrici e mastre vetraie, progettiste di tessuti, illustratrici, ceramiste, scenografe, costumiste, mosaiciste, maestre di arti applicate e decorative.
La mostra è corredata di un catalogo, a uso didattico.
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