Josephine Amann–Weinlich
Gemma Pacella




Carola Pignati

 

«Mme. Amann Weinlich rappresenta il tipo perfetto della grande sacerdotessa del mondo musicale. Il suo sguardo è completo, il suo braccio vigoroso...». The Musical Standard (1873, p. 376)

Josephine Weinlich nasce il 2 agosto del 1848 a Dejte in Ungheria, ora comune della Slovacchia. Si sa pochissimo della famiglia: il padre Franz W. Weinlich, un cattolico proprietario di una fabbrica, era anche un cantante folk e la madre Josepha una domestica. La ragazza cresce in un ambiente culturalmente stimolante: impara tre lingue e ben presto, sulle orme paterne, inizia a suonare due strumenti: violino e piano, mentre sua sorella Elise si dedica al violoncello. A seguito di una probabile crisi economica, Josephine è costretta a lavorare nei ristoranti come comica e, dal 1865, anche come accompagnatrice al pianoforte di cantanti folk come Jakob Binder, Karl Drexler, Wenzel Seidl e Amalie Zeidler, per i quali compone pure canzoni. Solo quando un mecenate entra nella sua vita, la giovane musicista può riprendere gli studi, e forma nel 1868 a Vienna un quartetto in cui lei suona il pianoforte e sua sorella Elise il violoncello. Si esibiscono in spettacoli privati, con altre due musiciste, fino alla svolta avvenuta nell'agosto 1868, quando suonano nella Dreher'sche Bierhalle, una birreria a Vienna, come Das neue Wiener Damen-Orchester, ovvero “La nuova orchestra femminile viennese”. La notorietà del gruppo, chiamato anche Josefine Weinlich's Damenkapelle (Band di donne di Josefine Weinlich), cresce sempre di più e le porterà dapprima, nel 1869, a suonare in altre città europee, e poi nel 1871 a organizzare una tournée negli Stati Uniti. Nel 1872 continua la tournée alla volta della Russia. Josephine Weinlich nel 1870 sposa Ebo Amann (1846-1899), un agente di concerti che, dopo il matrimonio, diventa una sorta di suo manager ante litteram.

Josephine Amann–Weinlich nel 1879 Josephine Amann–Weinlich nel 1885 Josephine Weinlich in una fotografia del 1879

L’orchestra era specializzata nell'esecuzione di musica leggera di intrattenimento, come valzer e polke, ma Josephine spesso si concedeva di suonare le proprie composizioni. Pare, infatti, che inizialmente guidasse l’ensemble dal violino, ma, man mano che l'orchestra cresceva di dimensioni, considerando che nel 1871 era composta da ben ventidue musicisti e musiciste, comincia a dirigere su un piedistallo, rimandandoci l’esatta immagine di un’attuale direttrice d’orchestra. Dalle informazioni sulla carriera di Josephine si apprende che l'ensemble avesse ricevuto alcune lamentele per via del fatto che fosse privo di fiati e ottoni. Così Josephine Weinlich aveva deciso di includere sette uomini per suonare anche quegli strumenti. L'anno 1873 si apre con una serie di successi professionali per Josephine: cambia il nome della sua orchestra in European Women's Orchestra, in coincidenza del fatto che l'ensemble acquista un posto di rilievo all'Esposizione Internazionale di Vienna di quello stesso anno, esibendosi in concerti serali durante la kermesse. Nel mese di maggio, la Das Erste Europäische Damenorchester, diretta da lei, tiene il suo primo concerto al Musikverein di Vienna. C'erano ormai quaranta membri a comporla: 33 donne suonavano gli strumenti a corda, compresi i contrabbassi, e poi i flauti e le percussioni, mentre 7 uomini suonavano il clarinetto, il corno, la tromba e il trombone. Nei mesi seguenti l'orchestra si reca a Dresda, Lipsia, Berlino e Parigi, e successivamente anche in Italia e in Inghilterra. Nel 1876 suonano in Scandinavia, Paesi Bassi e Germania. Sembra certo che proprio quell'autunno siano state eseguite le ultime esibizioni conosciute.

I successivi percorsi di Josephine, dopo lo scioglimento del gruppo, risultano ancora più oscuri. Sappiamo tuttavia che nel 1878 fonda con sua sorella il Caecilien-Quartett, con cui continua a fare tournée, fino all’arrivo, nel gennaio 1879, a Lisbona. Da allora Amann-Weinlich si trasferisce stabilmente nella capitale portoghese con il marito, i figli e la sorella. Qui Josephine è chiamata a dirigere l'orchestra cittadina in una serie di concerti al Teatro da Trindade, e viene nominata direttrice per una stagione al Teatro Nacional de São Carlos: sembra che così abbia avuto occasione di dirigere opere di Weber, Rossini, Saint-Saëns, Johann Strauss e persino Liszt e Wagner. È inoltre redattrice della Gazeta Musical, finanziata dal marito, attraverso cui pubblica alcune sue composizioni. Rimane a Lisbona con la famiglia come insegnante di pianoforte fino alla morte avvenuta per tubercolosi il 9 gennaio 1887. Josephine Amann Weinlich, pianista, violinista, compositrice e direttrice d’orchestra, poliedrica artista è, soprattutto, iniziatrice di una brillante carriera musicale non facilmente riconosciuta alle donne, negli anni della sua vita e, finanche, in quelli successivi. Non figura negli elenchi degli e delle studenti del Conservatorio di Vienna, ma è stato variamente riferito che vi abbia ricevuto lezioni da Clara Schumann, straordinaria pianista e compositrice tedesca. Antesignana di un percorso nella musica di grande dedizione e successo, è noto che dal suo esempio si è formata una scia in cui molte altre donne si sono giustamente inserite: soprattutto a seguito del riconoscimento mondiale ottenuto con la tournée negli Stati Uniti, la risposta della stampa fu estremamente positiva, tanto che le esibizioni della Josefine Weinlich's Damenkapelle innescarono un'ondata di fondazioni di orchestre femminili americane.

Josephine Amann–Weinlich con la Erstes Europäisches Damen-Orchester, di cui era direttrice Josephine Amann–Weinlich mentre dirige la Damenorchester in un’illustrazione del 1873

Proprio dalla stampa dell’epoca giungono le recensioni sulla sua musica che ci aiutano a scoprire e riscoprire anche il suo personaggio: l'Illustrirte Zeitung di Lipsia la descrisse come «una direttrice nata, la cui energia è evidente in ogni gesto» (1873 II, p. 310). La rivista The Musical Standard affermò che «Mme. Amann Weinlich rappresenta il tipo perfetto della grande sacerdotessa del mondo musicale. Il suo sguardo è globale, il suo braccio vigoroso; conosce tutta la musica a memoria […] e dirige a memoria» (1873, p. 376). Naturalmente non mancarono voci profondamente discordanti dagli elogi: in un articolo in lingua tedesca sulla vita di Josephine presente in rete si dice che l'apparizione del 25 maggio 1873 a Vienna ricevette molta attenzione da parte dei media e suscitò un interesse pubblico anche apertamente misogino nei confronti delle musiciste, manifestato nei modi che tuttora possiamo immaginare: alla critica aspra sul piano tecnico-musicale, si affiancava un pesante giudizio sul piano estetico, rivolto alle orchestrali. Di lei si riesce a trovare qualche foto on line, ma naturalmente nessuna esibizione registrata. Peraltro, molte delle sue composizioni sono andate perdute e, perciò, si ha la sensazione che ci sfugga qualcosa: eppure l'incursione nella biografia di Josephine Amann Weinlich, ben lungi da essere di tipo tecnico, ha permesso di conoscere la vita di una donna che, per lo più da autodidatta, ha imparato a suonare almeno due strumenti, a comporre e a dirigere una orchestra nella seconda metà dell’Ottocento, viaggiando per il mondo.

La consapevolezza di essere una pioniera tra le donne nella musica si ritrova nel desiderio di evidenziare nel nome stesso delle sue orchestre la componente quasi esclusivamente femminile, conscia che si trattava di un atto politico che sarebbe rimasto forte e chiaro nel futuro. Una carriera, quella di Josephine, certo oggi più comune, ma che ci incanta se contestualizzata all’epoca dei fatti, quando lei, tra le prime, sceglie di affrontare un cammino intricato, rendendo immaginabile e possibile percorrerlo a chi è giunta dopo.


Traduzione francese

Guenoah Mroue

Joséphine Weinlich est née le 2 août 1848 à Dejte en Hongrie, aujourd’hui commune de Slovaquie. On sait très peu de choses à propos de la famille : le père Franz W. Weinlich, un catholique propriétaire d’une usine, était également un chanteur folklorique et la mère Josepha est une domestique. La jeune fille grandit dans un environnement culturellement stimulant : elle apprend trois langues et bientôt, sur les traces de son père, commence à jouer deux instruments : violon et piano, tandis que sa sœur Elise se consacre au violoncelle. À la suite d’une probable crise économique, Joséphine est obligée de travailler dans des restaurants en tant que comédienne et, à partir de 1865, comme accompagnatrice au piano de chanteurs folkloriques comme Jakob Binder, Karl Drexler, Wenzel Seidl et Amalie Zeidler, pour qui elle compose également des chansons. Seulement quand un mécène entre dans sa vie, la jeune musicienne peut reprendre ses études, et forme en 1868 à Vienne un quatuor dans lequel elle joue du piano et sa sœur Elise le violoncelle. Elles se produisent dans des spectacles privés, avec deux autres musiciens, jusqu’à ce qu’elles tournent dans la Dreher’sche Bierhalle, une brasserie à Vienne, comme Das neue Wiener Damen-Orchester, ou "Le nouvel orchestre féminin viennois". La notoriété du groupe, également appelé Josefine Weinlich Damenkapelle (Groupe de femmes de Josefine Weinlich), augmente de plus en plus et les amène d’abord, en 1869, à jouer dans d’autres villes européennes, puis en 1871 à organiser une tournée aux États-Unis. En 1872, le groupe continue sa tournée en Russie. Joséphine Weinlich épouse en 1870 Ebo Amann (1846-1899), un agent de concert qui, après le mariage, devient une sorte de son manager avant la lettre.

Josephine Amann–Weinlich en 1879 Josephine Amann–Weinlich en 1885 Josephine Weinlich sur une photographie de 1879

L’orchestre était spécialisé dans la musique légère de divertissement, comme la valse et le polke, mais Joséphine s’autorisait souvent à jouer ses propres compositions. Il semble, en effet, qu’elle ait d’abord dirigé l’ensemble à partir du violon, mais, à mesure que l’orchestre grandissait en taille, considérant qu’en 1871 il était composé de vingt-deux musiciens et musiciens, elle commence à diriger sur un piédestal, nous renvoyant l’image exacte d’un chef d’orchestre actuel. Des informations sur la carrière de Joséphine, on apprend que l’ensemble a reçu quelques plaintes en raison de l’absence d’instrument à vent et à cordes. Joséphine Weinlich avait donc décidé d’inclure sept hommes pour jouer de ces instruments. L’année 1873 commence avec une série de succès professionnels pour Joséphine : elle change le nom de son orchestre en European Women’s Orchestra, en coïncidence avec le fait que l’ensemble acquiert une place importante à l’Exposition Internationale de Vienne cette même année, elle a donné des concerts en soirée. En mai, la Das Erste Europäische Damenorchester, dirigée par elle, donne son premier concert au Musikverein de Vienne. Il y avait désormais quarante membres pour la composer : 33 femmes jouaient des instruments à cordes, y compris des contrebasses, puis des flûtes et des percussions, tandis que 7 hommes jouaient de la clarinette, du cor, de la trompette et du trombone. Au cours des mois suivants, l’orchestre se rend à Dresde, Leipzig, Berlin et Paris, puis en Italie et en Angleterre. En 1876, ils jouent en Scandinavie, aux Pays-Bas et en Allemagne. Il semble certain que c’est précisément cet automne-là que les dernières représentations connues ont été réalisées.

Les parcours ultérieurs de Joséphine, après la dissolution du groupe, sont encore plus obscurs. On sait cependant qu’en 1878, elle fonde avec sa sœur le Caecilien-Quartett, avec lequel elle continue à faire des tournées, jusqu’à son arrivée, en janvier 1879, à Lisbonne. Depuis, Amann-Weinlich déménage régulièrement dans la capitale portugaise avec son mari, ses enfants et sa sœur. Là, Joséphine est appelée à diriger l’orchestre de la ville dans une série de concerts au Teatro da Trindade, et elle est nommée directrice pour une saison au Teatro Nacional de São Carlos : il semble qu’elle ait eu l’occasion de diriger des œuvres de Weber, Rossini, Saint-Saëns, Johann Strauss et même Liszt et Wagner. Elle est également rédactrice de la Gazeta Musical, financée par son mari, à travers laquelle elle publie certaines de ses compositions. Elle reste à Lisbonne avec sa famille en tant que professeur de piano jusqu’à sa mort le 9 janvier 1887. Josephine Amann Weinlich, pianiste, violoniste, compositrice et chef d’orchestre, artiste aux multiples talents, est avant tout l’initiatrice d’une brillante carrière musicale qui n’est pas facilement reconnue aux femmes, dans les années de sa vie et même plus tard. Elle ne figure pas sur les listes des étudiants du Conservatoire de Vienne, mais il a été rapporté différemment qu’elle y a reçu des leçons de Clara Schumann, pianiste et compositrice allemande extraordinaire. Précurseur d’un parcours dans la musique de grand dévouement et de succès, on sait que de son exemple s’est formé une traînée dans laquelle beaucoup d’autres femmes se sont mises à juste titre : surtout suite à la reconnaissance mondiale obtenue avec la tournée aux États-Unis, la réponse de la presse fut extrêmement positive, de sorte que les performances de la Josefine Weinlich Damenkapelle déclenchèrent une vague de fondations d’orchestres féminins américains.

Josephine Amann-Weinlich avec l'Erstes Europäisches Damen-Orchester, dont elle a été directrice Joséphine Amann – Weinlich dirigeant le Damenorchester dans une illustration de 1873

C’est justement de la presse de l’époque que viennent les critiques sur sa musique qui nous aident à découvrir et à redécouvrir son personnage : l’Illustrirte Zeitung de Leipzig la décrivit comme « une directrice née, dont l’énergie est évidente dans chaque geste » (1873 II, p. 310). Le magazine The Musical Standard affirme que « Mme. Amann Weinlich représente le type parfait de la grande prêtresse du monde musical. Son regard est global, son bras vigoureux; elle connaît toute la musique par cœur [...] et dirige par cœur» (1873, p. 376). Bien sûr, les éloges ne manquent pas : dans un article en langue allemande sur la vie de Joséphine sur le net, il est dit que l’apparition du 25 mai 1873 à Vienne a reçu beaucoup d’attention de la part des médias et a suscité un intérêt public ouvertement misogyne pour les musiciennes, manifesté de la manière que nous pouvons encore imaginer : à la critique âpre sur le plan technico-musical, s’ajoutait un lourd jugement sur le plan esthétique, adressé aux orchestrales. Vous pouvez trouver quelques photos d’elle en ligne, mais bien sûr pas d’exposition enregistrée. Par ailleurs, beaucoup de ses compositions ont été perdues et, par conséquent, on a le sentiment que quelque chose nous échappe : pourtant, l’incursion dans la biographie de Joséphine Amann Weinlich, bien loin d’être technique, a permis de connaître la vie d’une femme qui, surtout autodidacte, elle a appris à jouer au moins deux instruments, à composer et à diriger un orchestre dans la seconde moitié du XIXe siècle, en voyageant à travers le monde.

La conscience d’être une pionnière parmi les femmes en musique se retrouve dans le désir de mettre en évidence dans le nom même de ses orchestres la composante presque exclusivement féminine, consciente qu’il s’agissait d’un acte politique qui resterait fort et clair dans le futur. Une carrière, celle de Joséphine, certes plus commune aujourd’hui, mais qui nous enchante si elle est contextualisée à l’époque des faits, quand elle, parmi les premières, choisit d’affronter un chemin complexe, rendant imaginable et possible de le parcourir à ceux qui sont arrivés après.


Traduzione inglese

Syd Stapleton

"Mme. Amann Weinlich represents the perfect type of the high priestess of the musical world. Her look is complete, her arm vigorous...." The Musical Standard (1873, p. 376)

Josephine Weinlich was born on August 2, 1848, in Dejte, Hungary, now in Slovakia. Very little is known about the family - her father Franz W. Weinlich, a Catholic factory owner, was also a folk singer and her mother Josepha a maid. She grew up in a culturally stimulating environment and learned three languages. Soon, following in her father's footsteps, she began playing two instruments, violin and piano, while her sister Elise took up the cello. Following a probable economic crisis, Josephine was forced to work in restaurants as a comedian and, from 1865, also as piano accompanist to folk singers such as Jakob Binder, Karl Drexler, Wenzel Seidl, and Amalie Zeidler, for whom she also composed songs. It was only when a patron came into her life that the young musician was able to resume her studies, and in 1868 in Vienna she formed a quartet in which she played the piano and her sister Elise played the cello. They performed in private shows, with two other female musicians, until the breakthrough came in August 1868, when they played in the Dreher'sche Bierhalle, a beer hall in Vienna, as Das neue Wiener Damen-Orchester, or "The New Viennese Women's Orchestra." The notoriety of the group, also called Josefine Weinlich's Damenkapelle (Josefine Weinlich's Women's Band), grew more and more and led them first, in 1869, to play in other European cities, and then in 1871 to organize a tour of the United States. In 1872 she continued to tour in Russia. Josephine Weinlich in 1870 married Ebo Amann (1846-1899), a concert agent who, after marriage, became a kind of manager - before that was a common concept.

Josephine Amann–Weinlich in 1879 Josephine Amann–Weinlich in 1885 Josephine Weinlich in a photograph from 1879

The orchestra specialized in performing light entertainment music, such as waltzes and polkas, but Josephine often indulged in playing her own compositions. It appears that she initially led the ensemble from the violin, but as the orchestra grew in size, considering that in 1871 it consisted of as many as twenty-two male and female musicians, she began to conduct on a pedestal, assuming the exact position of an actual conductor. We learn from Josephine's career information that the ensemble had received some complaints that it lacked woodwinds and brass. So, Josephine Weinlich decided to include seven men to play those instruments as well. The year 1873 opened with a series of professional successes for Josephine. She changed the name of her orchestra to the European Women's Orchestra, coinciding with the ensemble gaining a prominent place at the Vienna International Exhibition that same year, performing evening concerts during the events. In May, Das Erste Europäische Damenorchester, conducted by her, gave its first concert at Vienna's Musikverein. There were now forty members making up the orchestra - 33 women played string instruments, including double basses, and then flutes and percussion, while seven men played clarinet, horn, trumpet, and trombone. In the following months the orchestra traveled to Dresden, Leipzig, Berlin, and Paris, and later to Italy and England. In 1876 they played in Scandinavia, the Netherlands, and Germany. It seems certain that it was that autumn that the last known performances were given.

Josephine's subsequent paths after the disbanding of the group are even more obscure. We do know, however, that in 1878 she founded with her sister the Caecilien-Quartett, with which she continued to tour until her arrival in January 1879 in Lisbon. From then on Amann-Weinlich moved permanently to the Portuguese capital with her husband, children and sister. Here Josephine was called upon to conduct the city orchestra in a series of concerts at the Teatro da Trindade, and she was appointed conductor for a season at the Teatro Nacional de São Carlos. It seems that in this way she had the opportunity to conduct works by Weber, Rossini, Saint-Saëns, Johann Strauss and even Liszt and Wagner. She also became editor of Gazeta Musical, financed by her husband, through which she published some of her compositions. She remained in Lisbon with her family as a piano teacher until her death from tuberculosis on January 9, 1887. Josephine Amann Weinlich, a pianist, violinist, composer and conductor, a multifaceted artist was, above all, the initiator of a brilliant musical career not easily recognized for women, in the years of her life and, even in later years. She does not appear in the lists of students at the Vienna Conservatory, but it has been variously reported that she received lessons there from Clara Schumann, an extraordinary German pianist and composer. A forerunner of a path in music of great dedication and success, it is well known that a trail was formed from her example into which many other women have rightly entered. Especially following her worldwide recognition with her tour of the United States, the response from the press was overwhelmingly positive, so much so that the performances of Josefine Weinlich's Damenkapelle triggered a wave of foundations of American women's orchestras.

Josephine Amann–Weinlich with the Erstes Europäisches Damen-Orchester, of which she was director Josephine Amann–Weinlich conducting the Damenorchester in an 1873 illustration

From the press of the time come reviews of her music that also help us discover and rediscover her character: the Illustrirte Zeitung in Leipzig described her as "a born conductor, whose energy is evident in every gesture" (1873 II, p. 310). The magazine The Musical Standard stated that "Mme. Amann Weinlich represents the perfect type of the high priestess of the musical world. Her look is comprehensive, her arm vigorous; she knows all music by heart [...] and conducts by heart" (1873, p. 376). Of course, there was no shortage of deeply discordant voices from the praise - a German-language article on Josephine's life found on the Web says that the May 25, 1873 appearance in Vienna received much media attention and aroused even openly misogynistic public interest in female musicians, manifested in ways we can still imagine today - harsh criticism on the technical-musical level was accompanied by heavy judgment on the aesthetic level, aimed at the orchestral players. A few photos can be found of her online, but of course no recorded performances. Moreover, many of her compositions have been lost and, therefore, one has the feeling that we are missing something. Yet the foray into Josephine Amann Weinlich's biography, far from being technical in nature, has provided insight into the life of a woman who, mostly self-taught, learned to play at least two instruments, compose and conduct an orchestra in the second half of the nineteenth century, while traveling the world.

Her awareness of being a pioneer among women in music is found in her desire to highlight in the very name of her orchestras the almost exclusively female component, aware that this was a political act that would remain loud and clear into the future. A career, Josephine's, admittedly more common today, but one that enchants us when contextualized in the time of the events, when she, among the first, chooses to tackle an intricate path, making it an imaginable and possible course for those who came later.


Traduzione spagnola

Francesco Rapisarda

«Mme. Amann Weinlich representa la imagen perfecta de la gran sacerdotisa del mundo de la música. Su mirada es completa, su brazo vigoroso…». The Musical Standard (1873, p. 376).

Josephine Weinlich nació el 2 de agosto de 1848 en Dechtice, Hungría, ahora municipio de Eslovaquia. Se sabe muy poco de su familia: su padre Franz W. Weinlich, un católico propietario de una fábrica, era también un cantante de folklore y su madre Josepha una criada. La niña crece en un ambiente culturalmente estimulante: aprende tres idiomas y pronto, siguiendo los pasos de su padre, comienza a tocar dos instrumentos: el violín y el piano, mientras que su hermana Elise se dedica al violonchelo. Como consecuencia de una probable crisis económica, Josephine se ve obligada a trabajar en restaurantes como comediante y, desde 1865, como acompañante de piano para cantantes folk como Jakob Binder, Karl Drexler, Wenzel Seidl y Amalie Zeidler, para quienes también compone canciones. Sólo cuando un mecenas entra en su vida, la joven música puede reanudar sus estudios, y en 1868 forma en Viena un cuarteto en el que ella toca el piano y su hermana Elise el violonchelo. Tocan en espectáculos privados con otros dos músicos hasta que, en agosto de 1868, tocan en la Dreher'sche Bierhalle, una cervecería de Viena, como Das neue Wiener Damen-Orchester, es decir “La nueva orquesta femenina de Viena”.La notoriedad de la banda, también llamada Josephine Weinlich's Damenkapelle (“Banda de mujeres de Josephine Weinlich”), crece cada vez más y las llevará primero, en 1869, a tocar en otras ciudades europeas, y luego, en 1871, a organizar una gira por los Estados Unidos. En 1872 continúa la gira por Rusia. Josephine Weinlich se casa en 1870 con Ebo Amann (1846-1899), un agente de conciertos que, después de la boda, se convierte en una especie de manager ante litteram.

Josephine Amann–Weinlich en 1879 Josephine Amann–Weinlich en 1885 Josephine Weinlich sur une photographie de 1879

La orquesta estaba especializada en la ejecución de música ligera de entretenimiento, como vals y polka, pero Josephine a menudo se permitía tocar sus propias composiciones. En efecto, parece que inicialmente dirigía el conjunto con el violín, pero, a medida que la orquesta crecía de tamaño, teniendo en cuenta que en 1871 estaba compuesta por veintidós músicas y músicos, comenzó a dirigir en un pedestal, reflejando la imagen exacta de una directora de orquesta contemporánea. Según las informaciones sobre la carrera de Josephine, parece ser que había recibido algunas quejas sobre el conjunto debido a la falta de instrumentos de viento y de latón. Así que Josephine Weinlich decidió incluir a siete hombres para que también hubiera dichos instrumentos. El año 1873 arranca con una serie de éxitos profesionales para Josephine: cambia el nombre de su orquesta por European Women's Orchestra, coincidiendo con el hecho de que el conjunto adquiere un lugar destacado en la Exposición Internacional de Viena de ese mismo año, actuando en conciertos nocturnos durante la kermés. En mayo, Das Erste Europäische Damenorchester, dirigida por ella, da su primer concierto en el Musikverein de Viena. La componían cuarenta miembros: 33 mujeres tocaban instrumentos de cuerda, incluyendo contrabajos, flautas y percusiones, mientras que 7 hombres tocaban el clarinete, la trompeta y el trombón. En los meses siguientes, la orquesta viajó a Dresde, Leipzig, Berlín y París, y posteriormente a Italia e Inglaterra. En 1876 tocan en Escandinavia, Países Bajos y Alemania. Parece cierto que precisamente ese otoño se realizaron las últimas actuaciones conocidas.

Las siguientes etapas de Josephine, después de la disolución del grupo, resultan aún más oscuras. Sin embargo, sabemos que en 1878 fundó con su hermana el Caecilien-Quartett, con el cual continuó haciendo giras, hasta su llegada, en enero de 1879, a Lisboa. Desde entonces, Josephine Amann Weinlich se establece en la capital portuguesa con su esposo, sus hijos y su hermana, donde dirige la orquesta de la ciudad en una serie de conciertos en el Teatro da Trindade, y dirige por una temporada en el Teatro Nacional de São Carlos: parece que así tuvo la oportunidad de dirigir obras de Rossini, Saint-Saëns, Johann Strauss e incluso Liszt y Wagner. También es editora de la Gazeta Musical, financiada por su marido, a través de la cual publica algunas de sus composiciones. Permanece en Lisboa con su familia como profesora de piano hasta su muerte por tuberculosis el 9 de enero de 1887. Josephine Amann Weinlich, pianista, violinista, compositora y directora de orquesta, artista poliédrica, es, sobre todo, la iniciadora de una brillante carrera musical difícilmente reconocida a las mujeres, en sus años de vida e, incluso, en los años siguientes. No figura en las listas de estudiantes del Conservatorio de Viena, pero parece ser que recibió clases de Clara Schumann, una extraordinaria pianista y compositora alemana. Como precursora de una trayectoria musical de gran dedicación y éxito, se sabe que su ejemplo ha creado una estela que muchas otras mujeres han seguido con razón: sobre todo después del reconocimiento mundial obtenido con su gira por los Estados Unidos, la respuesta de la prensa fue extremadamente positiva, tanto que las actuaciones de la Damenkapelle de Josephine Weinlich desencadenaron una oleada de fundaciones de orquestas femeninas americanas.

Josephine Amann–Weinlich con la Erstes Europäisches Damen-Orchester, de la que fue directora Josephine Amann-Weinlich dirigiendo la Damenorchester en una ilustración de 1873

Precisamente de la prensa de la época llegan las reseñas sobre su música que nos ayudan a descubrir y redescubrir también su carácter: el Ilustrirte Zeitung de Leipzig la describió como «una directora nata, cuya energía se manifiesta en cada gesto» (1873 II, p. 310). La revista The Musical Standard declaró que «Mme. Amann Weinlich representa el tipo perfecto de la gran sacerdotisa del mundo de la música. Su mirada es global, su brazo vigoroso; conoce toda la música de memoria [...] y dirige de memoria» (1873, p. 376). Por supuesto, no faltaron voces profundamente discordantes entre los elogios: en un artículo en alemán sobre la vida de Josephine, publicado en Internet, se afirma que la aparición del 25 de mayo de 1873 en Viena recibió mucha atención de los medios de comunicación y suscitó un interés público también abiertamente misógino hacia las músicas, manifestado bajo formas que aún hoy podemos imaginar: a la crítica áspera en el plano técnico-musical se unió un severo juicio en el plano estético dirigido a las orquestales. Se pueden encontrar algunas fotos suyas en línea, pero por supuesto ninguna actuación grabada. Asimismo, la incursión en la biografía de Josephine Amann Weinlich, lejos de ser de carácter técnico, permitió conocer la vida de una mujer que, en su mayoría autodidacta, aprendió a tocar al menos dos instrumentos, a componer y a dirigir una orquesta en la segunda mitad del siglo XIX, viajando por el mundo.

La conciencia de ser una pionera entre las mujeres en la música se refleja en el deseo de destacar en el nombre mismo de sus orquestas el componente casi exclusivamente femenino, consciente de que se trataba de un acto político que se mantendría firme y claro en el futuro. Una carrera, la de Josephine, sin duda hoy más común, pero que nos maravilla si se contextualiza en el momento de los hechos, cuando ella, entre las primeras, elige enfrentarse a un camino complicado, haciendo imaginable y posible recorrerlo a quien vino después.