Elisabeth Kuyper
Antonella Gargano




Carola Pignati

 

Sembra superfluo ripetere che in ogni ambito il talento femminile è stato misconosciuto, ignorato, sottaciuto e in campo musicale è lecito dire passato in sordina, ma è necessario ribadirlo. Solo donne legate a uomini famosi per parentela o amicizia hanno avuto la possibilità di farsi notare, ma sempre avendo l’accortezza di rimanere un passo indietro, di non pretendere troppo. Lo svantaggio era già sulla linea di partenza: alle donne era concesso coltivare il proprio talento solo nelle famiglie agiate e solo a scopo di passatempo. Per quanto riguarda le musiciste, la carenza di informazioni è stata colmata da Julie Anne Sadie e Rhian Samuel che nel 1994, avvalendosi di esperti internazionali, hanno prodotto il dizionario The Norton/Grove Dictionary of Women Composers, nel quale vengono raccolte vita e opere di 875 donne compositrici di musica classica occidentale. Tra queste 875 donne troviamo Elisabeth Johanna Lamina Kuyper, compositrice e direttrice d’orchestra olandese formatasi nel XIX secolo, epoca tradizionalmente romantica in ambito intellettuale e artistico. La produzione iniziale risente dell’influenza stilistica di Mendelssohn e Schuman, arricchendosi in seguito con le più moderne modulazioni di Dvořák, Grieg e soprattutto del suo mentore Bruch. Elisabeth nasce il 13 settembre 1877 ad Amsterdam, prima di tre fratelli, da Joannes Kuyper e Elisabeth Johanna Frederika Robin. I suoi genitori gestivano un negozio di tessuti, ma dopo la malattia e la morte della madre, il padre chiude l’attività e accetta un lavoro come funzionario fiscale presso il Comune di Amsterdam. Vivono nel quartiere centrale di Jordaan, originariamente quartiere operaio, trasformato con la riqualificazione in residenza di artisti.

La presenza in casa di un pianoforte Pleyel consente a Lize, fin da piccolissima, di prendere confidenza con la musica. I genitori colgono e quindi incentivano la predisposizione della bambina e a dodici anni le fanno frequentare la scuola di musica Maatschappij tot Bevordering der Toonkunst (Società per la promozione dell’arte musicale). A diciassette anni Lize si diploma “con distinzione” in pianoforte e in pedagogia del pianoforte, eseguendo due sue composizioni: una sonata e un preludio e fuga. Scrive, su libretto del reverendo Jacob Anton Tours, Un episodio allegro della vita popolare olandese, riscuotendo un buon successo. Tours finanzia il suo trasferimento a Berlino, allora centro della cultura per giovani musicisti ambiziosi, dove studia composizione presso la Konigliche Hochschule für Musik sotto la guida di Heinrich Barth, Leopold Carl Wolff e Joseph Joachim. Lize scrive di essere rimasta presto delusa da questa scuola, mentre si entusiasma per l’insegnamento di composizione di Max Bruch presso l’Akademie der Künste. Di lui dice: «Insegnava gratuitamente agli studenti che considerava dotati, ma ne ammetteva solo sei alla sua classe ogni anno […] era un uomo gentile e sensibile che ispirava subito fiducia». Lize si fa coraggio e nel 1901 gli mostra i suoi lavori e dopo pochi giorni le viene comunicato che è stata scelta come allieva magistrale di Bruch. Per la prima volta l'Accademia apre le sue porte a una donna. Durante i corsi di perfezionamento tra le altre cose produce una sonata per violino, una ballata per violoncello e orchestra, una serenata per orchestra. Il compositore Daniël de Lange ha definito la sua musica "magistrale" considerandola una importante risorsa per la letteratura violinistica. Max Bruch diventa un suo grande sostenitore e mentore. Dirige molte delle sue composizioni, grazie a lui ottiene diverse borse di studio e viene aiutata a prendere la cittadinanza tedesca necessaria per l’insegnamento nelle scuole pubbliche. Lize scrive: «Max Bruch ha combattuto per il talento ovunque lo vedesse, e quindi per me ha combattuto come un leone contro i pregiudizi che il mondo nutre nei confronti della donna creativa».

Nel 1903 Bruch dirige la sua Ballata per violoncello e orchestra, che solo nel 1909 Lize stessa poté dirigere a Stettino in Polonia. Nel 1905 è la prima compositrice donna a ricevere il Premio Mendelssohn (1.500 marchi), nel 1907 compone il suo brano più noto: il Concerto per violino in sol minore, e nel 1908 è la prima donna a essere nominata, presso la roccaforte maschile Konigliche Hochschule für Musik, professora di Composizione e Teoria della musica: nomina ottenuta solo grazie all’intervento di tre importanti compositori e direttori d’orchestra. Il premio e l’insegnamento le consentono finalmente una certa tranquillità economica anche se, a differenza dei colleghi maschi, ottiene effettivamente il ruolo solo dopo quattro anni, non le vengono riconosciuti i diritti di pensione e può essere licenziata ogni sei mesi. Si impegna in una guerra cartacea per trent’anni per avere il riconoscimento della pensione senza riuscirci. Nel 1913, per festeggiare il secolo di indipendenza olandese, la sezione femminista organizza una importante manifestazione dedicata ai cento anni della presenza femminile nella cultura, Die Frau in Haus und Beruf (La donna a casa e al lavoro) e invita Elisabeth Kuyper a dirigere una sua composizione, la Festkantate, che riscuote un grande successo. Nel 1914, con la Prima guerra mondiale, scrive: «La questione della nazionalità divenne più importante di quella del talento. Anch'io, che sono nata in Olanda, sono stata toccata dall'onda velenosa del pregiudizio nazionale che ha travolto il mondo con la guerra». La gente non vede di buon occhio una donna straniera lavorare in un college statale e a scuola le rendono la vita difficile. Quando nel 1918 torna ad Amsterdam per riprendersi da una operazione e si ferma più del previsto per assistere la madre malata, viene licenziata. Per lei il licenziamento è quasi un sollievo perché gli intrighi di una scuola maschilista le rendevano l’insegnamento pesante. Libera da questo impegno può comporre e lavorare con Frederik van Eeden a due progetti teatrali per i quali lui ha scritto il testo e lei la musica: Beati pacifici e De Broederveete. Ma la collaborazione si interrompe per ragioni sconosciute e il lavoro non viene mai messo in scena. Riprenderà l’insegnamento nel 1925 fino al 1939, vivendo tra Berlino e la Svizzera.

Nel 1927 scrive in una raccolta di note autobiografiche (Mein Lebensweg): «Fin dall'infanzia ho avuto un amore appassionato per l'arte e la musica in particolare. Poeti, scrittori, pittori e compositori erano i miei eroi. Poiché il mio amore per l'arte era così grande, mi sono concentrata interamente sulla musica dall'età di sei anni. Quando avevo sette anni, il mio primo maestro dichiarò che non poteva insegnarmi altro. Come il prete era destinato alla religione, così io ero destinata a essere servitore dell'arte. Ero dedita a vivere per lei, a sacrificare tutto per lei: amicizia, amore, posizione e aspetto esteriore. L'arte era al di sopra di tutto». «C'è ancora così tanto davanti a me da raggiungere e realizzare; finora ho utilizzato solo in parte le mie capacità compositive». E ancora: «Essere una pioniera nel campo in cui si ha talento, nel mio caso la composizione, per una donna oggi forse più che mai significa combattere, lottare per ogni passo che può portare avanti». Tuttavia, in quel periodo compone pochissimo e, man mano che la sua salute peggiora, trascorre sempre più tempo a riprendersi nei ritiri alpini del Canton Ticino. Si dedica un po' anche alla musica leggera componendo Sogni sull’Hudson Waltz, Serenata ticinese per pianoforte e American Lovesong. Kuyper, oltre a comporre, desidera dirigere un’orchestra, obiettivo difficile per una donna. Per raggiungere il suo scopo, sostenuta dal professore di musica Wilhel Altmann che crede nelle sue capacità, fonda nuovi ensamble tutti al femminile per le musiciste che non hanno accesso alle orchestre sinfoniche. Diviene corrispondente musicale per il Nuovo Rotterdamsche Courant, per il quale scrive della vita musicale in Germania; si unisce al Deutscher Lyceum Club, un'associazione di signore dell'alta società che organizza attività culturali, politicamente e socialmente impegnata. Fonda con loro un coro professionale nel 1908 (Sangerinnen-Vereinigung des Deutschen Lyceum Clubs) e poi la Berlin Women Musicians’ Orchestra (Berliner Tonkunstlerinnen Orchester) tutti al femminile perché le musiciste non debbano più guadagnarsi da vivere lavorando nei caffè, nei bar o nei cinema.

Oltre ai concerti regolari, Kuyper dirige la sua Berliner Tonkünstlerinnen Orchester anche per il pubblico meno abbiente. Nel 1922, con l'incoraggiamento di lady Ishbel Aberdeen (presidente del Consiglio internazionale delle donne dal 1893 al 1939), forma e dirige un coro e un’orchestra appositamente per il convegno del Consiglio internazionale delle donne all’Aia guidandoli nell’esecuzione della sua Cantata del Festival. Si impegna a formare ensamble permanenti di sole donne: prima la London Women's Symphony Orchestra nel 1923, poi l'American Women's Symphony Orchestra a New York nel 1924. Nonostante i successi di pubblico e critica e una buona stampa a sostegno, ogni tentativo falliva per mancanza di finanziamenti, non si trovavano sponsor disposti a investire sul talento delle donne. Una lotta senza fine per ottenere riconoscimento e parità e poi la mancanza di denaro affossava qualsiasi sforzo. Non c'è posto nell'orchestra per le musiciste donne, per quanto talentuose e migliori possano essere dei loro colleghi.

Lize scrive: «Per la quarta volta, il mio progetto è fallito a causa dei finanziamenti. La battuta d'arresto costante mi ha dato un secondo esaurimento nervoso. Finché le organizzazioni maschili, costituite da membri paganti di entrambi i sessi, boicotteranno le donne come direttrici artistiche, il loro diritto di esistere sarà loro tolto e il loro filo di vita sarà reciso». Delusa, nel 1925 torna a Berlino dove viene reintegrata presso la Hochschule für Musik, e vi rimane fino al 1939 quando, con lo scoppio della Seconda guerra mondiale, si trasferisce definitivamente a Muzzano (Lugano) nel Canton Ticino dove ottiene però un permesso di lavoro solo nel 1947. Sembra che con il permesso di lavoro svizzero potesse sostituire in caso di necessità l’assistente del direttore dell'Orchestra della Radio Svizzera di Lugano, ruolo normalmente riservato ai giovani diplomati in cerca di notorietà. Della sua attività di questi anni si sa poco, pare che a causa del diabete facesse anche fatica a lavorare e fosse in cura da un neurologo. Dalla Hochschule non riceve pensione e non si sa quali fossero le sue risorse economiche. Si dice che facesse parte di una comunità di artisti anticonformisti creativi nel comune di Ascona, dove era stata soprannominata “la piccola olandese di Muzzano”. Gli ultimi anni non sono facili, vive in povertà e non riesce a pagare l’affitto. Il successo ottenuto non ha avuto seguito, la sua musica è considerata antiquata, i tentativi di pubblicare le sue composizioni risultano vani. Il 26 febbraio 1953, a 75 anni, viene trovata in casa priva di sensi a causa di un avvelenamento da fuliggine per una stufa a cherosene difettosa. Muore all’ospedale di Viganello. I documenti personali e alcuni manoscritti sono stati conservati, ma molti lavori sono andati perduti.

Nel 1991 due autrici olandesi pubblicarono il libro Zes vrouwelijke componisten (Sei compositrici donne). Per la prima volta viene fatta una ricerca approfondita sulla produzione e la vita di Elisabeth Kuyper, con inserito anche un catalogo delle opere. Nel 1992 alcune canzoni vengono inserite in un Cd e nel 2014 è stato pubblicato un Cd con la sua prima sonata per violino e il suo concerto per violino. Una vita dedicata alla musica e alle donne tutta da riscoprire. Nel 2017 arriva alla Commissione cultura di Muzzano un manoscritto in tedesco: Un momento della mia vita di Erika Sabine Sautter, nel quale questa ragazzina di otto anni racconta il tempo vissuto da rifugiata a Muzzano dal 1945 al 1948. Erika parla di Kuyper come della “pianista della casa reale olandese”, l’olandesina o con più rispetto la signorina Kuyper; racconta che le ragazzine del paese le facevano scherzi e lei usciva brandendo il suo bastone e urlando diceva loro che erano cattive perché nessuna le portava a casa il pane e la spesa, che nessuna voleva lavorare per lei e nemmeno lavarle le stoviglie, descrive quindi una signora burbera e arcigna. Di contro la negoziante da cui Lize faceva la spesa ne ha un ricordo di una persona sorridente, gioiosa e comunicativa, che propose di dare gratuitamente lezioni di canto a sua sorella e nel 1952 al matrimonio le regalò un suo spartito come cosa preziosa. Racconta che un giorno portandole la spesa intravide la cucina in uno stato disastroso, con il lavandino colmo di stoviglie e per riscaldamento una vecchia stufa pericolosa.


Traduzione francese

Guenoah Mroue

Il semble superflu de répéter que, dans tous les domaines, le talent féminin a été méconnu, ignoré, passé en mode silencieux et, dans le domaine musical, on peut dire passé en sourdine, mais il est necessaire de le souligner. Seules les femmes en lien avec des hommes célèbres par la parenté ou l’amitié ont eu la possibilité de se faire remarquer, mais toujours en ayant la prévoyance de rester en arrière, de ne pas trop en demander. L’inconvénient était déjà sur la ligne de départ : les femmes ne pouvaient cultiver leur talent que dans des familles aisées et uniquement à des fins de loisir. En ce qui concerne les musiciennes, le manque d’information a été comblé par Julie Anne Sadie et Rhian Samuel qui, en 1994, en faisant appel à des experts internationaux, ont produit un dictionnaire The Norton/Grove Dictionary of Women Composers, où sont rassemblées la vie et les œuvres de 875 femmes compositrices de musique classique occidentale. Parmi ces 875 femmes, on trouve Elisabeth Johanna Lamina Kuyper, compositrice et chef d’orchestre hollandaise formée au XIXe siècle, époque traditionnellement romantique dans le domaine intellectuel et artistique. La production initiale est influencée par l’influence stylistique de Mendelssohn et Schuman, puis par les modulations plus modernes de Dvořák, Grieg et surtout son mentor Bruch. Elisabeth naît le 13 septembre 1877 à Amsterdam de Joannes Kuyper et Elisabeth Johanna Frederika Robin. Ses parents tenaient une boutique de tissus, mais après la maladie et la mort de sa mère, son père ferme l’entreprise et accepte un emploi d’agent fiscal à la mairie d’Amsterdam. Ils vivent à Amsterdam dans le quartier central du Jordaan, à l’origine quartier ouvrier, transformé avec la reconversion en quartier des artistes.

La présence d’un piano Pleyel à la maison permet à Lize, dès son plus jeune âge, de se familiariser avec la musique. Les parents saisissent et donc encouragent la prédisposition de Lize et, à douze ans, les font fréquenter l’école de musique Maatschappij tot Bevordering der Toonkunst (Société pour la promotion de l’art musical). À dix-sept ans, Lize obtient son diplôme "avec mention" en piano et en pédagogie du piano, en interprétant deux de ses compositions : une sonate et un prélude et une évasion. Elle écrit, sur un livret du révérend Jacob Anton Tours, Un joyeux épisode de la vie populaire hollandaise, qui rencontre un grand succès. Tours finance son déménagement à Berlin, puis le centre culturel pour les jeunes musiciens ambitieux, où elle étudie la composition à la Konigliche Hochschule für Musik sous la direction de Heinrich Barth, Leopold Carl Wolff et Joseph Joachim. Lize écrit qu’elle a rapidement été déçue par cette école, tout en s’enthousiasmant pour l’enseignement de composition de Max Bruch à l’Akademie der Künste. Elle écrit : «Il enseignait gratuitement aux étudiants qu’il considérait comme doués, mais il en admettait seulement six à sa classe chaque année [...] c’était un homme gentil et sensible qui inspirait immédiatement confiance». Lize prend courage et en 1901, elle lui montre son travail et après quelques jours, on lui dit qu’elle a été choisie comme élève magistrale de Max Bruch. Pour la première fois, l’Académie ouvre ses portes à une femme. Pendant ses cours de perfectionnement avec Bruch, elle produit entre autres une sonate pour violon, une ballade pour violoncelle et orchestre, une sérénade pour orchestre. Le compositeur Daniël de Lange a qualifié sa musique de "magistrale" en la considérant comme une ressource importante pour la littérature violoniste. Max Bruch devient un grand partisan et un mentor. Elle dirige plusieurs de ses compositions, grâce à lui elle obtient plusieurs bourses d’études et l’aide à acquérir la citoyenneté allemande nécessaire à l’enseignement dans les écoles publiques. Lize écrit : «Max Bruch s’est battu pour le talent partout où il le voyait, et donc pour moi il a combattu comme un lion contre les préjugés que le monde nourrit à l’égard de la femme créative».

En 1903, Bruch dirige sa Ballade pour violoncelle et orchestre, que Lize elle-même peut diriger en 1909 à Szczecin en Pologne. En 1905, elle est la première femme compositrice à recevoir le Prix Mendelssohn (1500 marks), en 1907 elle compose sa chanson la plus connue, le Concerto pour violon en sol mineur, et en 1908 elle est la première femme à être nommée à la forteresse masculine Konigliche Hochschule für Musik, professeur de composition et théorie de la musique : nomination obtenue uniquement grâce à l’intervention de trois compositeurs et chefs d’orchestre importants. La récompense et l’enseignement lui permettent enfin une certaine tranquillité économique même si, contrairement à ses collègues masculins, elle n’obtient effectivement le rôle qu’après quatre ans, les droits à la pension ne lui sont pas reconnus et peut être licenciée tous les six mois. Elle s’engage dans une guerre de papier pendant trente ans pour obtenir la reconnaissance de la retraite sans y parvenir. En 1913, pour célébrer les cent ans de l’indépendance néerlandaise, la section féministe organise une importante manifestation consacrée aux cent ans de présence féminine dans la culture, Die Frau in Haus und Beruf (La femme à la maison et au travail) et invite Elisabeth Kuyper à diriger une de ses compositions, la Festkantate, qui rencontre un grand succès. En 1914, avec la Première Guerre mondiale, elle écrit : « La question de la nationalité devint plus importante que celle du talent. Moi aussi, qui suis née en Hollande, j’ai été touchée par la vague toxique du préjugé national qui a submergé le monde avec la guerre». Les gens ne voient pas d’un bon œil une femme étrangère travailler dans une université publique et à l’école, ils lui rendent la vie difficile. Lorsqu’en 1918, elle retourne à Amsterdam pour se remettre d’une opération et s’arrête plus longtemps que prévu pour assister sa mère malade, elle est licenciée. Pour elle, le licenciement est presque un soulagement parce que les intrigues d’une école masculine lui rendaient l’enseignement lourd. Libérée de l’enseignement, elle peut composer et travailler avec Frederik van Eeden sur deux projets théâtraux pour lesquels elle a écrit le texte et elle a écrit la musique, Beati pacifici et De Broederveete. Mais la collaboration s’arrête pour des raisons inconnues et le travail n’est jamais mis en scène. Elle reprend l’enseignement en 1925 jusqu’en 1939, vivant entre Berlin et la Suisse.

En 1927, elle écrit dans un recueil de notes autobiographiques (Mein Lebensweg) : «Depuis mon enfance, j’ai eu un amour passionné pour l’art et la musique en particulier. Poètes, écrivains, peintres et compositeurs étaient mes héros. Comme mon amour pour l’art était si grand, je me suis entièrement concentrée sur la musique depuis l’âge de six ans. Quand j’avais sept ans, mon premier maître a dit qu’il ne pouvait rien m’apprendre d’autre. Comme le prêtre était destiné à la religion, j’étais destinée à être servante de l’art. J’étais consacrée à vivre pour elle, à tout sacrifier pour elle : amitié, amour, position et apparence extérieure. L’art était au-dessus de tout ». «Il y a encore tellement devant moi à atteindre et à réaliser; jusqu’à présent, je n’ai utilisé que partiellement mes compétences en composition». Et encore : «Être une pionnière dans le domaine où l’on a du talent, dans mon cas la composition, pour une femme aujourd’hui signifie plus que jamais combattre, lutter pour chaque pas qu’elle peut franchir». Cependant, pendant cette période, elle compose très peu et, à mesure que sa santé se détériore, elle passe de plus en plus de temps à se remettre dans les retraites alpines du canton du Tessin. Elle se consacre également un peu à la musique légère en composant Sogni sull’Hudson Waltz, Serenata Ticinese pour piano et American Lovesong. En plus de composer de la musique, Kujper souhaite diriger un orchestre, un objectif difficile pour une femme. Pour atteindre son but, soutenue par le professeur de musique Wilhel Altmann qui croit en ses capacités, elle fonde de nouveaux groupes féminins pour les femmes musiciennes qui n’ont pas accès aux orchestres symphoniques. Elle devient correspondante musicale pour le Nouveau Rotterdamsche Courant, pour lequel elle écrit sur la vie musicale en Allemagne ; elle rejoint le Deutscher Lyceum Club, une association de dames de la haute société qui organise des activités culturelles, politiquement et socialement engagées. Elle fonde avec eux un chœur professionnel en 1908 (Sangerinnen-Vereinigung des Deutschen Lyceum Clubs) puis le Berlin Women Musicians' Orchestra (Berliner Tonkunstlerinnen Orchester) tous au féminin pour que les musiciens ne doivent plus gagner leur vie en travaillant dans les cafés, dans les bars ou les cinémas.

En plus des concerts réguliers, Kuyper dirige sa Berliner Tonkünstlerinnen Orchester pour les plus pauvres. En 1922, avec les encouragements de Lady Ishbel Aberdeen (présidente du Conseil international des femmes de 1893 à 1939) elle forme et dirige un chœur et un orchestre spécialement pour le congrès du Conseil international des femmes à La Haye, en les guidant dans l’exécution de sa Cantate du Festival. Elle s’engage à former un orchestre permanent de femmes : d’abord l’Orchestre symphonique féminin de Londres en 1923, puis l’American Women’s Symphony Orchestra à New York en 1924. Malgré les succès du public et de la critique et une bonne presse à l’appui, chaque tentative échouait par manque de financement, aucun sponsor ne se trouvait disposé à investir dans le talent des femmes. Une lutte sans fin pour la reconnaissance et l’égalité, puis le manque d’argent a ruiné tout effort. Il n’y a pas de place dans l’orchestre pour les musiciennes féminines, aussi talentueuses et meilleures soient-elles.

Lize écrit : « Pour la quatrième fois, mon projet a échoué à cause du financement. Le recul constant m’a provoqué une deuxième dépression nerveuse. Tant que les organisations masculines, constituées de membres payants des deux sexes, boycotteront les femmes comme directrices artistiques, leur droit d’exister leur sera ôté et leur fil de vie coupé». Déçue, elle retourne en 1925 à Berlin où elle est réintégrée à la Hochschule für Musik, et y reste jusqu’en 1939 quand, avec le déclenchement de la Seconde Guerre mondiale, elle s’installe définitivement à Muzzano (Lugano) dans le canton du Tessin où elle n’obtient un permis de travail qu’en 1947. Il semble qu’avec le permis de travail suisse, elle ait pu remplacer en cas de nécessité l’assistant du chef de l’Orchestre de la Radio Suisse de Lugano, rôle normalement réservé aux jeunes diplômés cherchant à se faire connaître. On sait peu de choses de son activité ces dernières années, il semble qu’à cause du diabète elle ait eu du mal à travailler et qu’elle ait été soigné par un neurologue. La Hochschule ne reçoit pas de pension et on ne sait pas quelles étaient ses ressources économiques. On dit qu’elle faisait partie d’une communauté d’artistes anticonformistes créatifs dans la commune d’Ascona, où elle avait été surnommée "la petite hollandaise de Muzzano". Ces dernières années ne sont pas faciles, elle vit dans la pauvreté et ne peut pas payer le loyer. Le succès n’a pas eu de suite, sa musique est considérée comme dépassée, les tentatives de publier ses compositions sont vaines. Le 26 février 1953, à l’âge de 75 ans, elle est retrouvée inconsciente dans sa maison à cause d’un empoisonnement à la suie causé par un poêle à kérosène défectueux. Elle meurt à l’hôpital de Viganello. Les documents personnels et certains manuscrits ont été conservés, mais de nombreux travaux ont été perdus.

En 1991, deux autrices néerlandaises ont publié un livre Zes vrouwelijke componisten (Six femmes compositeurs). Pour la première fois, une recherche approfondie est faite sur les œuvres et la vie d’Elisabeth Kuyper, avec un catalogue des œuvres. En 1992, des chansons sont publiées sur un CD et en 2014, un CD est publié avec sa première sonate pour violon et son concert pour violon. Une vie dédiée à la musique et aux femmes à redécouvrir. En 2017 arrive à la Commission culturelle de Muzzano un manuscrit en allemand Un moment de ma vie par Erika Sabine Sautter, dans lequel cette jeune fille de huit ans raconte le temps qu’elle a vécu en tant que réfugiée à Muzzano de 1945 à 1948. Erika parle de Kuyper comme du "pianiste de la maison royale hollandaise", l’Hollandaise ou, avec plus de respect, Mlle Kuyper; raconte que les jeunes filles du village lui faisaient des farces et qu’elle sortait en brandissant son bâton et en criant qu’elles étaient mauvaises parce que personne ne lui apportait le pain et les courses, que personne ne voulait travailler pour elle ni lui laver la vaisselle, elle décrit alors une dame bourrue et aigre. En revanche, la commerçante dont Lize faisait les courses en a le souvenir d’une personne souriante, joyeuse et communicative, qui proposa à sa sœur de lui donner gratuitement des leçons de chant et, en 1952, lui offrit une partition au mariage. Elle raconte qu’un jour, en lui apportant ses courses, elle aperçut la cuisine dans un état désastreux, avec l’évier plein de vaisselle et pour le chauffage un vieux poêle dangereux.

En 1991, deux autrices néerlandaises ont publié un livre Zes vrouwelijke componisten (Six femmes compositeurs). Pour la première fois, une recherche approfondie est faite sur les œuvres et la vie d’Elisabeth Kuyper, avec un catalogue des œuvres. En 1992, des chansons sont publiées sur un CD et en 2014, un CD est publié avec sa première sonate pour violon et son concert pour violon. Une vie dédiée à la musique et aux femmes à redécouvrir. En 2017 arrive à la Commission culturelle de Muzzano un manuscrit en allemand Un moment de ma vie par Erika Sabine Sautter, dans lequel cette jeune fille de huit ans raconte le temps qu’elle a vécu en tant que réfugiée à Muzzano de 1945 à 1948. Erika parle de Kuyper comme du "pianiste de la maison royale hollandaise", l’Hollandaise ou, avec plus de respect, Mlle Kuyper; raconte que les jeunes filles du village lui faisaient des farces et qu’elle sortait en brandissant son bâton et en criant qu’elles étaient mauvaises parce que personne ne lui apportait le pain et les courses, que personne ne voulait travailler pour elle ni lui laver la vaisselle, elle décrit alors une dame bourrue et aigre. En revanche, la commerçante dont Lize faisait les courses en a le souvenir d’une personne souriante, joyeuse et communicative, qui proposa à sa sœur de lui donner gratuitement des leçons de chant et, en 1952, lui offrit une partition au mariage. Elle raconte qu’un jour, en lui apportant ses courses, elle aperçut la cuisine dans un état désastreux, avec l’évier plein de vaisselle et pour le chauffage un vieux poêle dangereux.


Traduzione inglese

Std Stapleton

It seems unnecessary to repeat that, in every sphere, female talent has been unrecognized, ignored, and passed over - and in the field of music it is fair to say passed over in silence - but it is necessary to reiterate this. Only women related to famous men by kinship or friendship had a chance to be noticed, but they also had to have the foresight to stay one step back, to not demand too much. The disadvantage began on the starting line: women were allowed to cultivate their talents only in wealthy families, and most often only as a pastime. As for women musicians, the information gap was filled in by Julie Anne Sadie and Rhian Samuel, who in 1994, using international experts, produced the Norton/Grove Dictionary of Women Composers, in which the lives and works of 875 women composers of Western classical music are documented. These 875 women include Elisabeth Johanna Lamina Kuyper, a Dutch composer and conductor trained in the 19th century, a traditionally Romantic era in intellectual and artistic circles. Her early production was shaped in part by the stylistic influence of Mendelssohn and Schuman, later enriched by the more modern contributions of Dvořák, Grieg and especially her mentor, Bruch. Elisabeth was born in Amsterdam on September 13, 1877, the first of three siblings, to Joannes Kuyper and Elisabeth Johanna Frederika Robin. Her parents ran a textile store, but after her mother's illness and death, her father closed the business and took a job as a tax official with the Amsterdam municipality. They lived in Amsterdam in the central Jordaan district, originally a working-class neighborhood that developed into an area with many artists.

The presence of a Pleyel piano in the house allowed Lize, from a very early age, to become familiar with music. Her parents grasped and thus fostered Lize's predisposition and at the age of twelve had her attend the music school Maatschappij tot Bevordering der Toonkunst (Society for the Promotion of the Art of Music). At seventeen Lize graduated "with distinction" in piano and piano pedagogy, performing two of her own compositions: a sonata and a prelude and fugue. She wrote, to a libretto by the Reverend Jacob Anton Tours, A Merry Episode of Dutch Folk Life, which enjoyed good success. Tours finances her move to Berlin, then a center of culture for ambitious young musicians, where she studied composition at the Konigliche Hochschule für Musik under Heinrich Barth, Leopold Carl Wolff and Joseph Joachim. Lize wrote that she was soon disappointed with this school, while she became enthusiastic about Max Bruch's teaching of composition at the Akademie der Künste. Of him she wrote, "He taught students whom he considered gifted for free, but admitted only six to his class each year [...] he was a kind and sensitive man who immediately inspired confidence." Lize plucked up courage and showed him her work in 1901, and after a few days she was informed that she had been chosen as a master student of Max Bruch. For the first time the Academy opened its doors to a woman. During master classes with Bruch she produced, among other things, a violin sonata, a ballade for cello and orchestra, and a serenade for orchestra. Composer Daniël de Lange called her music "masterful" and considered it an important resource for violin literature.

Max Bruch became a great supporter and mentor of hers. He conducted many of her compositions, and thanks to him she obtained several scholarships. He also helped her obtain the German citizenship necessary for teaching in public schools. Lize wrote, "Max Bruch fought for talent wherever he saw it, and so for me he fought like a lion against the world's prejudices against creative women." In 1903 Bruch conducted her Ballade for Cello and Orchestra, which only in 1909 was Lize herself able to conduct in Stettin, Poland. In 1905 she was the first woman composer to receive the Mendelssohn Prize (1,500 marks). In 1907 she composed her best-known piece, the Violin Concerto in G minor, and in 1908 she was the first woman to be appointed, at the then exclusively male Konigliche Hochschule für Musik, a professor of Composition and Theory of Music - an appointment obtained only through the intervention of three prominent composers and conductors. The award and teaching finally allowed her some financial peace of mind although, unlike her male colleagues, she did not actually obtain tenure until after four years, was not granted pension rights, and could be dismissed every six months. She engaged in a paper war to get pension recognition for thirty years, without succeeding. In 1913, to celebrate one hundred years of Dutch independence, feminists organized a major event dedicated to one hundred years of women's presence in culture, Die Frau in Haus und Beruf (Woman at Home and at Work), and invited Elisabeth Kuyper to conduct one of her compositions, the “Festkantate”, which was a great success. In 1914, at the onset of World War I, she wrote, "The question of nationality became more important than that of talent. I too, who was born in Holland, was touched by the poisonous wave of national prejudice that swept the world with the war." People frowned upon a foreign woman working in a state college, and they made life difficult for her at school. When she returned to Amsterdam in 1918 to recover from an operation and stayed longer than planned to care for her ailing mother, she was fired. For her the dismissal was almost a relief because the intrigues of a macho school made teaching burdensome for her. Free from teaching she could then compose and work with Frederik van Eeden on two theater projects for which he wrote the lyrics and she wrote the music, “Blessed Peace” and “De Broederveete”. But the collaboration ended for unknown reasons and the work was never staged. She resumed teaching in 1925 until 1939, living between Berlin and Switzerland.

In 1927 she wrote in a collection of autobiographical notes (Mein Lebensweg), "From childhood I had a passionate love for art and music in particular. Poets, writers, painters and composers were my heroes. Because my love for art was so great, I focused entirely on music from the age of six. When I was seven years old, my first teacher declared that he could teach me nothing else. Just as the priest was destined for religion, I was destined to be a servant of art. I was determined to live for it, to sacrifice everything for it, including friendship, love, position and outward appearance. Art was above everything." "There is still so much ahead of me to achieve and accomplish. So far I have only partially used my compositional skills." And again, "To be a pioneer in the field in which one has talent, in my case composition, for a woman today perhaps more than ever means fighting, striving for every step she can take." She composed very little during that period, however, and as her health deteriorated, she spent more and more time recuperating in alpine retreats in Canton Ticino. She also devoted some time to light music, composing “Dreams on the Hudson Waltz”, “Serenata Ticinese” for piano and “American Lovesong”. Kujper, in addition to composing music, wanted to conduct an orchestra, a difficult goal for a woman. To achieve her goal, supported by music professor Wilhel Altmann who believed in her abilities, she founded new all-female ensembles for women musicians who did not have access to symphony orchestras. She became music correspondent for the New Rotterdam Courant, for which she wrote about musical life in Germany. She also joined the Deutscher Lyceum Club, an association of high-society women who organized cultural, political and socially engaged activities. She founded with them a professional choir in 1908 (Sangerinnen-Vereinigung des Deutschen Lyceum Clubs) and then the Berlin Women Musicians' Orchestra (Berliner Tonkunstlerinnen Orchester) – all female groups so that female musicians would no longer have to earn a living working in cafes, bars or cinemas.

In addition to regular concerts, Kuyper also conducted her Berliner Tonkünstlerinnen Orchester for less affluent audiences. In 1922, with the encouragement of Lady Ishbel Aberdeen (president of the International Council of Women from 1893 to 1939), she formed and conducted a choir and orchestra specifically for the International Council of Women's convention in The Hague, guiding them in the performance of her Festival Cantata. She became involved in forming permanent all-women ensembles: first the London Women's Symphony Orchestra in 1923, then the American Women's Symphony Orchestra in New York in 1924. Despite public and critical acclaim and a good press in support, each attempt failed due to lack of funding. No sponsors could be found willing to invest in women's talent. A never-ending struggle for recognition and equality, but the lack of money doomed the effort. There was no place for women musicians in the recognized orchestras, no matter how much more talented and skilled they might be than the male performers.

Lize wrote, "For the fourth time, my project failed because of funding. The constant setback gave me a second nervous breakdown. As long as men's organizations, consisting of paying members of both sexes, boycott women as artistic directors, their right to exist will be taken away and their thread of life severed." Disappointed, she returned to Berlin in 1925 where she was reinstated at the Hochschule für Musik, and remained there until 1939 when, with the outbreak of World War II, she moved permanently to Lugano in the canton of Ticino where, however, she did not obtain a work permit until 1947. It seemed that with the Swiss work permit she could substitute when needed for the assistant conductor of the Swiss Radio Orchestra in Lugano, a role normally reserved for young graduates seeking to make a name for themselves. Little is known about her activities during these years. It seems that due to diabetes she struggled to work and was also being treated by a neurologist. She received no pension from the Hochschule and it is not known what her financial resources were. She was said to be part of a community of creative mavericks in the town of Ascona, where she was nicknamed "the little Dutch girl from Muzzano." Her last years were not easy, living in poverty and unable to pay her rent. The success she achieved was not followed up, her music was considered outdated, and attempts to publish her compositions were in vain. On Feb. 26, 1953, at age 75, she was found unconscious at home due to poisoning from a defective kerosene stove. She died at the hospital in Viganello. Personal papers and some manuscripts were preserved, but many works were lost.

In 1991 two Dutch women authors published a book titled Zes vrouwelijke componisten (Six Women Composers). For the first time, extensive research was done on the works and life of Elisabeth Kuyper, with a catalog of works also included. In 1992 some songs were released on a CD, and in 2014 a CD was released with her first violin sonata and violin concerto. A life dedicated to music and women all to be rediscovered. In 2017 a manuscript in German, “A Moment in My Life” by Erika Sabine Sautter, arrived at the Muzzano Culture Commission. In it a girl, beginning at eight years old, recounts her time as a refugee in Muzzano from 1945 to 1948. Erika speaks of Kuyper as the "pianist of the Dutch royal house," the “Dutchwoman” or more respectfully as Miss Kuyper. She relates that the little girls in the village played pranks on her and she would come out brandishing her cane and shouting and tell them that they were naughty because no one brought her bread and groceries home, that no one wanted to work for her or even wash her dishes, so she describes a gruff and sullen woman. In contrast, the shopkeeper from where Lize shopped has memories of her as a smiling, joyful and communicative person, who offered her sister free singing lessons and in 1952 at her wedding gave her one of her sheet music compositions as a precious gift. She recounts that one day while delivering her groceries she caught a glimpse of the kitchen in a disastrous state, with the sink overflowing with dishes and for heating an outmoded, dangerous stove.


Traduzione spagnola

Claudio Ardita

Parece superfluo repetir que en todos los ámbitos el talento femenino ha sido desconocido, e ignorado, se ha pasado por alto, y en el marco musical cabe decir que ha pasado a la sordina, sin embargo, es necesario subrayarlo. Solo las mujeres allegadas a varones famosos en parentesco o amistad tuvieron la oportunidad de hacerse notar, pero siempre teniendo la lucidez de quedarse un paso por detrás, de no exigir demasiado. La desventaja tenía lugar ya en la línea de salida pues a las mujeres sólo se les permitía cultivar su talento en las familias adineradas y únicamente como pasatiempo. Por lo que se refiere las músicas, la carencia de información fue colmada por Julie Anne Sadie y Rhian Samuel, que en 1994 elaboraron, con la ayuda de expertos internacionales, un diccionario, The Norton/Grove Dictionary of Women Composers, en el que se recogen las vidas y obras de 875 mujeres compositoras de música clásica occidental. Entre estas 875 mujeres se encuentra Elisabeth Johanna Lamina Kuyper, compositora y directora de orquesta holandesa que se formó en el siglo XIX, una época tradicionalmente romántica, en los círculos intelectuales y artísticos. Sus comienzos se vieron influidos estilísticamente por Mendelssohn y Schumann, y posteriormente modificó su estilo con las modernísimas modulaciones de Dvořák, Grieg y, sobre todo, de su mentor Bruch. Elisabeth nació el 13 de septiembre de 1877 en Ámsterdam, fue la primogénita de tres hermanos, hijos de Joannes Kuyper y Elisabeth Johanna Frederika Robin. Sus padres estaban a cargo de una tienda textil, pero tras la enfermedad y muerte de su madre, su padre cerró el negocio y aceptó un trabajo como funcionario fiscal en el ayuntamiento de Ámsterdam. Vivían en el céntrico barrio de Jordaan, en sus orígenes era un barrio obrero que una remodelación transformó en barrio de artistas. 

La presencia de un piano Pleyel en casa permitió que Lize, desde muy pequeña, se familiarizara con la música. Sus padres reconocieron y fomentaron así la predisposición de Lize y, a los doce años, la hicieron asistir a la escuela de música Maatschappij tot Bevordering der Toonkunst (Sociedad para la Promoción del Arte de la Música). A los diecisiete años, Lize se graduó con un “Notable” en piano y pedagogía pianística, interpretando dos de sus propias composiciones: una sonata y un preludio y fuga. Escribió, con libreto del reverendo Jacob Anton Tours, Un episodio alegre de la vida popular holandesa, que recibió una buena acogida. Tours financió su traslado a Berlín, que en aquel entonces era un centro cultural para jóvenes músicos con ambición, donde estudió composición en la Königliche Hochschule für Musik bajo la dirección de Heinrich Barth, Leopold Carl Wolff y Joseph Joachim. Lize escribió que pronto se sintió decepcionada por esta escuela, pero que se entusiasmó con las clases de composición de Max Bruch en la Akademie der Künste. Lo describió como alguien que: «enseñaba gratuitamente a quienes consideraba con talento, pero solo admitía a seis en su clase cada año […], era un hombre amable y sensible que en seguida infundía confianza».

Lize se armó de valor y le mostró sus composiciones en 1901 y, pocos días después, le comunicaron que había sido elegida como alumna de Max Bruch. Por primera vez la Academia abrió sus puertas a una mujer. Durante sus cursos de perfeccionamiento con Bruch, entre otras cosas, compuso una sonata para violín, una balada para violonchelo y orquesta y una serenata para orquesta. El compositor Daniël de Lange calificó su música de "magistral" y la consideró un importante recurso para la literatura violinística. Max Bruch se convirtió en su gran partidario y mentor. Dirigió muchas de sus composiciones, gracias a él Lize obtuvo varias becas y la ayudó a obtener la nacionalidad alemana necesaria para enseñar en la escuela pública de ese país. Lize escribió que: «Max Bruch ha luchado por el talento donde quiera que lo haya visto, y por lo tanto ha luchado como un león por mí contra los perjuicios existentes hacia la mujer creativa». En 1903, Bruch dirigió su Balada para violoncelo y orquesta; la propia Lize sólo pudo dirigirla en 1909 en Stettin (Polonia). En 1905 fue la primera compositora en recibir el Premio Mendelssohn (1.500 marcos), en 1907 compuso su obra más conocida, el Concierto para violín en sol menor, y en 1908 fue la primera mujer, en el baluarte masculino Königliche Hochschule für Musik, nombrada profesora de Composición y Teoría de la Música gracias a la intervención de tres importantes compositores y directores de orquesta. El premio y la docencia por fin le permitieron gozar de cierta tranquilidad económica, aunque, a diferencia de sus colegas varones, sólo obtuvo realmente la plaza después de cuatro años, no se le concedieron derechos de pensión y podía ser despedida cada seis meses. Se enzarzó en una guerra hecha de papeles que duró treinta años para conseguir el reconocimiento de su pensión, sin éxito. En 1913, para celebrar el centenario de la independencia holandesa, la sección feminista organizó un gran evento dedicado a los cien años de presencia de la mujer en la cultura, Die Frau in Haus und Beruf (la mujer en el hogar y la mujer profesional) e invitó a Elisabeth Kuyper a dirigir una de sus composiciones, la Festkantate, que fue un gran éxito. En 1914, al principio de la Primera guerra mundial, escribió: «La nacionalidad pasó a ser más importante que el talento. También a mí, que nací en Holanda, me ha tocado la oleada venenosa del prejuicio nacional que ha arrollado el mundo con la guerra». La gente no veía con buenos ojos que una mujer extranjera trabajara en un colegio público y le hacían la vida imposible en la escuela. Cuando regresó a Ámsterdam en 1918 para recuperarse de una operación y se quedó más tiempo del previsto para cuidar de su madre enferma, la despidieron. Para ella, el despido fue casi un alivio, ya que las intrigas de una escuela machista hacían que la enseñanza le resultara pesada. De esta manera, pudo componer y trabajar con Frederik van Eeden en dos proyectos teatrales cuyo texto escribió él y cuya música escribió ella, Beati pacifici y De Broederveete. Sin embargo, la colaboración se interrumpió por motivos desconocidos y las obras nunca llegaron a representarse. Retomó la docencia en 1925 hasta 1939, periodo en el que vivió entre Berlín y Suiza.

En 1927 escribió en una colección de notas autobiográficas (Mein Lebensweg): «Desde la infancia he sentido un amor apasionado por el arte y por la música en especial. Poetas, escritores, pintores y compositores eran mis héroes. Dado que mi amor por el arte era tan grande, me concentré por completo en la música desde los seis años. Cuando tenía siete años, mi primer maestro declaró que no me podía enseñar nada más. Del mismo modo que el cura está destinado a la religión, yo estaba destinada a servir el arte. Vivía dedicada al arte, lo sacrificaba todo por el arte: la amistad, el amor, la posición y el aspecto exterior. El arte estaba por encima de todo». «Todavía me quedan tantas cosas por realizar; hasta ahora solo he usado mis capacidades compositivas de forma parcial». Y más aún: «Ser una pionera en el campo en que se dispone de un talento, en mi caso el de la composición, para una mujer hoy, quizás más que nunca, significa luchar, combatir para cada paso que nos puede hacer avanzar». Sin embargo, compone muy poco durante ese periodo y, a medida que su salud se deteriora, pasa cada vez más tiempo recuperándose en retiros alpinos en el Cantón del Tesino donde se dedica un poco a la composición de música ligera como el vals Dreams on the Hudson, la Serenata Ticinese per pianoforte y la American Lovesong. Elisabeth, además de componer música, quiso dirigir una orquesta, una meta difícil para una mujer. Para conseguirlo, con el apoyo del profesor de música Wilhel Altmann, que creía en sus capacidades, fundó nuevos conjuntos musicales para músicas que no tenían acceso a las orquestas sinfónicas. Se convirtió en corresponsal musical del nuevo Rotterdam Courant, en el que escribía sobre la vida musical en Alemania; ingresó en el Deutscher Lyceum Club, una asociación de damas de la alta sociedad que organizaban actividades culturales, política y socialmente comprometida. Fundó con ellas un coro profesional en 1908 (Sangerinnen-Vereinigung des Deutschen Lyceum Clubs) y más tarde la Berlin Women Musicians’ Orchestra (Berliner Tonkunstlerinnen Orchester) para que las músicas ya no tuvieran que ganarse la vida trabajando en cafés, bares o cines.

Además de los conciertos habituales, Kuyper también dirigió su Berliner Tonkünstlerinnen Orchester para audiencias menos hacendadas. En 1922, animada por Lady Ishbel Aberdeen (presidenta del Consejo Internacional de Mujeres de 1893 a 1939), formó y dirigió un coro y una orquesta especialmente para la conferencia del Consejo Internacional de Mujeres en La Haya, que dirigió en la interpretación de su Cantata del Festival. Se comprometió a formar conjuntos femeninos permanentes: primero la London Women's Symphony Orchestra en 1923, y después la American Women's Symphony Orchestra en Nueva York en 1924. A pesar del éxito de público y de la crítica y de una buena prensa que la sostenía, todas las tentativas fracasaron por falta de financiación: no se encontraron patrocinadores dispuestos a invertir en el talento femenino. Una lucha interminable para el reconocimiento y la igualdad y luego la falta de dinero hacían naufragar cualquier esfuerzo. No había sitio en la orquesta para las músicas, por mucho talento y por mucho que fueran mejores que sus colegas.

Lize escribió: «Por cuarta vez mi proyecto ha fracasado a causa de las subvenciones. Esta constante marcha atrás me ha provocado otra vez cansancio mental. Mientras las asociaciones masculinas, constituidas por miembros de ambos sexos, boicoteen a las mujeres como directoras artísticas, se les quitará su deseo de vivir y se quedarán sin aliento». Decepcionada, en 1925 regresó a Berlín, donde se reintegró en la Hochschule für Musik y permaneció allí hasta 1939, cuando, al estallar de la Segunda Guerra Mundial, se trasladó definitivamente a Muzzano (Lugano), en el cantón del Tesino, donde no obtuvo permiso de trabajo hasta 1947. Al parecer, con su permiso de trabajo suizo, podía sustituir al director asistente de la Orquesta de la Radio Suiza en Lugano cuando era necesario, un papel normalmente reservado a jóvenes licenciados que buscaban hacerse un nombre. Poco se sabe de sus actividades en aquellos años; parece que debido a la diabetes también tenía dificultades para trabajar y que la seguía un neurólogo. No recibió ninguna pensión de la Hochschule y se desconoce cuáles eran sus recursos económicos. Se dice que formaba parte de una comunidad de artistas creativos inconformistas de la ciudad de Ascona, donde la apodaban "la pequeña holandesa de Muzzano". Sus últimos años fueron complejos, vivía en la pobreza y no podía pagar el alquiler. Su éxito no tuvo continuidad, su música se consideraba anticuada y las tentativas de publicar sus composiciones fueron infructuosas. El 26 de febrero de 1953, a los 75 años, la hallaron inconsciente en su casa a causa de una intoxicación por hollín provocada por una estufa de parafina defectuosa. Murió en el hospital de Viganello. Se han conservado sus documentos personales y algunos manuscritos, pero se perdieron muchas obras.

En 1991, dos autoras holandesas publicaron el libro Zes vrouwelijke componisten (“Seis mujeres compositoras”). Por primera vez, se investigó en profundidad la obra y la vida de Elisabeth Kuyper, en el que se incluía un catálogo de sus obras. En 1992, se publicaron algunas composiciones suyas en un álbum y, en 2014, se publicó un álbum con su primera sonata para violín y su concierto para violín. Una vida dedicada a la música y a las mujeres por redescubrir. En 2017 llegó a la Comisión Cultural de Muzzano un manuscrito en alemán, Un momento de mi vida, de Erika Sabine Sautter, en el que una niña de ocho años relata el tiempo que vivió como refugiada en Muzzano entre 1945 y 1948. Erika habla de Kuyper como la “pianista de la casa real holandesa”, de la pequeña holandesa o, más respetuosamente, de la señorita Kuyper; dice que las niñas del pueblo le gastaban bromas y ella salía blandiendo su bastón y les gritaba que eran malas porque ninguna le llevaba el pan y la compra a casa, que ninguna quería trabajar para ella ni siquiera lavarle la vajilla, por lo que describe a una señora severa y huraña. En cambio, la tendera donde Lize hacía la compra la recuerda como una persona sonriente, alegre y comunicativa, que ofrecía clases gratuitas de canto a su hermana y que, en 1952, en su boda, le regaló una de sus partituras como un objeto precioso. Cuenta que un día, cuando le llevaba la compra, entrevió la cocina en un estado desastroso, con el fregadero lleno de platos y una vieja y peligrosa estufa para calentarse.