Ľudmila Pajdušáková

Antonina Algeri e Laura Candiani


Eleonora Nascimbeni

«Le stelle sono illuminate perché ognuno un giorno possa trovare la sua»

Ipotizzava Saint-Exupery, ed in effetti questa “signora delle stelle” che da insegnante divenne la prima astronoma della moderna astronomia slovacca, di stelle ne ha trovate tante.

Ľudmila Pajdušáková nacque il 29 giugno 1916 a Radošovce in una famiglia di commercianti; a sedici anni rimase orfana e dovette occuparsi dei fratelli. Dal 1929 al '35 studiò alla Real Grammar School di Kláštor pod Znievom, quindi in un istituto privato ottenendo la qualifica di insegnante. Dal 1936 al '44 fu docente in varie scuole, ma poi avvenne la svolta determinante, con la scelta di diventare astronoma. Maturò le sue prime esperienze scientifiche presso l'Osservatorio statale di Skalnaté Pleso, dove ha lavorato dal 1944 al 1953, svolgendo all'inizio mansioni tecniche. Lì conobbe il climatologo e astronomo dilettante Antonín Bečvář con cui ci fu una proficua intesa professionale e sentimentale, che tuttavia non portò al matrimonio. Nel frattempo studiava astronomia presso la facoltà di Scienze dell'Università Comenius di Bratislava. Già nel maggio del 1946 la bella, giovane, intelligente astronoma scopre la sua prima cometa. Da quel momento spesso le sarà attribuito il soprannome "Kometa". Le sue osservazioni sugli sciami di meteore pubblicate nello stesso anno si riferiscono a 11.000 meteore raffigurate in 10.000 immagini, con una media di una ogni 30 ore: si tratta della raccolta più numerosa al mondo dopo quella di Harvard. Il 7 marzo 1948 si iscrisse al Partito comunista e intanto andava avanti con le scoperte e gli studi. Nel 1950 ha conseguito il titolo di Rndr (equivalente alla laurea magistrale in Scienze naturali) e nel 1966 la laurea Csc (Candidata delle Scienze). Dal 1953 al 1979 ha lavorato presso l'Istituto Astronomico dell'Accademia delle Scienze slovacca, Tatranská Lomnica, dove è stata direttrice a partire dal 16 agosto 1958. Secondo alcune voci (maligne? invidiose? attendibili?) ha "governato" imponendo persone a lei gradite e licenziandone altre, con metodi piuttosto autoritari, avendo le spalle coperte dal Partito. Diversi conflitti interni la spinsero addirittura a dare le dimissioni, nel 1965, con il pretesto di occuparsi del figlio dodicenne, ma fu convinta dalla dirigenza del Partito a rimanere al suo posto; lasciò soltanto il 31 marzo 1979, pochi mesi prima della morte.

Prima di procedere con le scoperte, occorre fornire qualche dettaglio in più sugli osservatori astronomici slovacchi. Sugli Alti Tatra erano sorti due osservatori: nel 1943 Skalnaté Pleso - che ha il motto latino Per aspera ad astra e ha dato il nome a un asteroide - dove ancora oggi si studiano asteroidi, meteoridi, stelle variabili e la loro evoluzione, e Lomnický Štít, situato a 2632 m.s.l.m., realizzato fra il 1957 e il '62, dove a partire dal 1981 ininterrottamente si effettua il monitoraggio dei raggi cosmici. La loro posizione geografica sui monti omonimi spiega il perché della denominazione "Tatra" assegnata alla serie di stelle di cui stiamo per parlare.

Come scienziata, Pajdušáková è diventata famosa per la scoperta di cinque nuove comete e la partecipazione ad altre scoperte collettive. Negli anni dopo la Seconda guerra mondiale, insieme al personale dell'osservatorio di Skalnaté Pleso - Antonín Mrkos, Ľubor Kresák, Antonín Bečvář e Margita Vozárová-Kresáková - si dedicò alla ricerca di nuove comete: gli sforzi comuni produssero risultati eccezionali. Delle 70 comete individuate negli anni dal 1946 al 1959 in tutto il mondo, 18 scoperte avvennero negli osservatori citati poco sopra. Per fare un confronto, basta sapere che il celebre osservatorio di Monte Palomar negli Stati Uniti registrò 13 scoperte e altri osservatori mondiali non più di cinque ciascuno. Si deduce che in quegli istituti slovacchi è avvenuto quasi un terzo di tutte le scoperte, comprese quelle che potevano essere osservate solo dall'emisfero meridionale. La risposta della comunità scientifica si rivelò straordinaria. Al Congresso dell'Unione astronomica internazionale, tenutosi a Roma nel 1954, la Cecoslovacchia fu dichiarata una "potenza cometa" grazie alle scoperte. La prima cometa della serie "Tatra" fu la stella 1946 K1 Pajdušáková - Rotbart - Weber scoperta il 30 maggio 1946 a Skalnaté Pleso, l'ultima, la IX Mrkos, fu scoperta il 3 dicembre 1959 a Lomnický Štít. Secondo le fonti disponibili, tre erano di breve periodo. La cometa 45 P/Honda - Mrkos - Pajdušáková infatti ha un periodo orbitale di poco più di cinque anni ed è probabilmente correlata allo sciame meteorico Alpha Capricornidi. La P/Tuttle - Giacobini - Kresák è una delle comete che interrompono lunghi periodi di riposo con una improvvisa e inaspettata crescita di luminosità: nel 1973 la aumentò temporaneamente con due esplosioni fino a 4.000 volte. Questa, così come la P/Perrine - Mrkos, consiste nella scoperta di comete periodiche perdute da tempo e non osservate dall'inizio del secolo. La più bella delle "Tatra" è stata senza dubbio la cometa del 1957 attribuita all'astronomo Mrkos. Per il suo affascinante aspetto somigliava alla celebre Hale-Bopp in una struttura di plasma con una lunga coda di polvere. Insieme alla III Mrkos (1955) è stata osservata ad occhio nudo al tramonto vicino al Sole. Attribuite a Pajdušáková sono le scoperte di C/1948 E1 (insieme a Mrkos), di C/1951 C1 e di C/1953 X1; inoltre le si deve una "riscoperta": quella di 27 P/1956/S1 Crommelin.

L'astronoma Ľudmila Pajdušáková scopre una nuova cometa, 1953.

Gli osservatori di Skalnaté Pleso e Lomnický Štít hanno ottenuto il riconoscimento mondiale per i loro atlanti del cielo stellato e le scoperte di comete. È indiscutibile che Ľudmila Pajdušáková abbia dato un consistente contribuito grazie alle sue capacità. Già come ricercatrice, ha portato all'introduzione dell'osservazione e determinazione delle posizioni degli asteroidi e allo studio delle meteore. Come direttrice dell'Istituto Astronomico dell'Accademia delle Scienze slovacca, ha studiato l'atmosfera del Sole; si è occupata della metodologia e dell'interpretazione delle relative osservazioni, della decomposizione dei fenomeni variabili nel Sole e delle loro relazioni con i cambiamenti ciclici. Si è poi dedicata con successo a una vasta gamma di fenomeni astronomici, ha ampiamente contribuito alla divulgazione delle conoscenze scientifiche e allo sviluppo dell'astronomia amatoriale in Slovacchia. Si racconta che non ci fosse scuola, fabbrica, centro culturale dove non si recasse; non c'era manifestazione scientifica a cui non fosse presente, sempre elegante e dotata di fascino e di una parlantina vivace. Ha pubblicato vari libri, più di 20 articoli scientifici originali su riviste nazionali e straniere, dozzine di articoli professionali e più di 100 articoli di natura divulgativa su problemi di astronomia, cosmonautica e visione del mondo.

Scienziata attenta e operosa, impegnata nel lavoro ma anche in molteplici attività sociali, è stata coinvolta in modo significativo nei movimenti per la pace e a favore dell'emancipazione femminile. È stata membro del Comitato centrale dell'Accademia delle scienze socialista (1955-1960) e del Consiglio mondiale per la pace (1961-1973), presidente della Società astronomica slovacca della Sas (1962-1974), membro dell'Unione delle donne slovacche (1964-1974), dell'Unione astronomica internazionale (Iau, 1967) e della Commissione sulle radiazioni e la struttura dell'atmosfera solare (1967). Era una formatrice di successo che ha stimolato e incoraggiato la carriera e gli studi di diversi scienziati e colleghi. Il presidente della Società astronomica slovacca Ladislav Hric ha detto: «Da ragazzino, ero con mio padre a una delle sue numerose lezioni di astronomia. La sua presentazione bella e piena di sentimento mi ha convinto che studiare astronomia è una bella cosa. Ed è per questo che la dottoressa Ľudmila Pajdušáková si è affermata nel mondo, perché era appassionata della causa, molto tenace e determinata». Ľudmila Pajdušáková morì all'età di 63 anni il 6 ottobre 1979 a Vyšné Hágy, una frazione di Vysoké Tatry.

Nella brillante carriera ha ricevuto premi prestigiosi:
- La 215° Donohoe Comet Medal (1947)
- Il Premio Consiglio del lavoro (1956)
- Il Premio cecoslovacco per la Pace (1971)
- La Medaglia Keplero dell'Accademia delle Scienze Cecoslovacca (1973)
- La Medaglia Copernico dell'Accademia delle Scienze Cecoslovacca (1973)
- La Targa d'Oro dell'Unione delle Donne Slovacche (1974)
A lei è stato dedicato l'asteroide 3636, scoperto il 17 ottobre 1982 dall'ex marito, il collega astronomo Antonín Mrkos.

 

Traduzione francese
Joelle Rampacci

«Les étoiles sont illuminées pour qu'un jour chacun puisse trouver la sienne»

imaginait Saint-Exupéry, et en fait cette «dame des étoiles» qui, de professeure est devenue la première astronome de l'astronomie slovaque moderne, a découvert de nombreuses étoiles.

Ľudmila Pajdušáková est née le 29 juin 1916 à Radošovce dans une famille de marchands; à seize ans, elle est orpheline et doit prendre soin de ses frères. De 1929 à 1935, elle étudie au Real Grammar School de Kláštor pod Znievom, puis dans un institut privé obtenant la qualification d'enseignante. De 1936 à 1944, elle enseigne dans plusieurs écoles, mais le tournant décisif arrive, avec le choix de devenir astronome. Elle acquiert ses premières expériences scientifiques à l'Observatoire d'État de Skalnaté Pleso, où elle travaille de 1944 à 1953, effectuant dans un premier temps des tâches techniques. Elle y rencontra le climatologue et astronome amateur Antonín Bečvář avec qui elle a une entente professionnelle et sentimentale fructueuse, qui ne conduit cependant pas au mariage. Pendant ce temps,elle étudie l'astronomie à la faculté des sciences de l'Université Comenius de Bratislava. Déjà en mai 1946, la belle, jeune et intelligente astronome découvre sa première comète. À partir de ce moment, elle recevra souvent le surnom de «Kometa». Ses observations sur les pluies de météores publiées la même année font référence à 11000 météores représentées sur 10000 images, avec une moyenne d'une toutes les 30 heures - la plus grande collection au monde après Harvard. Le 7 mars 1948, elle rejoint le Parti communiste et entre-temps elle poursuit ses découvertes et ses études. En 1950, elle obtient le titre de Rndr (équivalent à la maîtrise en sciences naturelles) et en 1966 le diplôme de Csc (Candidate des Sciences). De 1953 à 1979, elle travaille à l'Institut d'astronomie de l'Académie slovaque des sciences, Tatranská Lomnica, où elle est directrice à partir du 16 août 1958. Selon certaines rumeurs (malveillantes? Envieuses? Fiables?), Elle a "gouverné" en imposant les personnes qu’elle appréciait et renvoyé les autres, avec des méthodes plutôt autoritaires, en se faisant couvrir le dos par le Parti. Plusieurs conflits internes l'ont même poussée à démissionner en 1965, sous prétexte de s'occuper de son fils de 12 ans, mais elle a été convasicue par la direction du Parti de rester à son poste; elle n'est partie que le 31 mars 1979, quelques mois avant sa mort.

Avant de procéder aux découvertes, il est nécessaire de fournir quelques détails supplémentaires sur les observatoires astronomiques slovaques. Deux observatoires avaient vu le jour sur les Hautes Tatras: en 1943 Skalnaté Pleso - qui porte la devise latine Per aspera ad astra et donne son nom à un astéroïde - où les astéroïdes, les météorites, les étoiles variables et leur évolution sont encore étudiées aujourd'hui, et Lomnický Štít, situé à 2632 mètres d'altitude, construit entre 1957 et 1962, où depuis 1981 la surveillance des rayons cosmiques est effectuée en continu. Leur position géographique sur les montagnes homonymes explique la raison du nom de "Tatra" attribué à la série d'étoiles dont nous allons parler.

En tant que scientifique, Pajdušáková est devenue célèbre pour avoir découvert cinq nouvelles comètes et participé à d'autres découvertes collectives. Dans les années qui ont suivi la Seconde Guerre mondiale, avec le personnel de l'observatoire de Skalnaté Pleso - Antonín Mrkos, Ľubor Kresák, Antonín Bečvář et Margita Vozárová-Kresáková - elle s'est consacré à la recherche de nouvelles comètes: des efforts conjoints ont produit des résultats exceptionnels. Sur les 70 comètes identifiées dans les années 1946 à 1959 dans le monde, 18 découvertes ont eu lieu dans les observatoires mentionnés ci-dessus. Pour faire une comparaison, il suffit de savoir que le célèbre observatoire du mont Palomar aux États-Unis a enregistré 13 découvertes et d'autres observatoires mondiaux pas plus de cinq chacun. On en déduit que près d'un tiers de toutes les découvertes ont eu lieu dans ces instituts slovaques, y compris celles qui n’ont pu être observées qu’à partir de l'hémisphère sud. La réponse de la communauté scientifique a été extraordinaire. Au Congrès de l'Union astronomique internationale, tenu à Rome en 1954, la Tchécoslovaquie a été déclarée "puissance comète" grâce aux découvertes. La première comète de la série "Tatra" fut l'étoile de 1946 K1 Pajdušáková - Rotbart - Weber découverte le 30 mai 1946 à Skalnaté Pleso, la dernière, le IX Mrkos, fut découverte le 3 décembre 1959 à Lomnický Štít. Selon les sources disponibles, trois étaient à court terme. La comète 45 P / Honda - Mrkos - Pajdušáková a, en fait, une période orbitale d'un peu plus de cinq ans et est probablement liée à la pluie de météores Alpha Capricornides. Le P / Tuttle - Giacobini - Kresák est l'une des comètes qui interrompent de longues périodes de repos avec une augmentation soudaine et inattendue de la luminosité: en 1973, cette luminosité augmenta temporairement avec deux explosions jusqu'à 4000 fois. Ceci, comme le P / Perrine - Mrkos, consiste en la découverte de comètes périodiques perdues depuis longtemps et non observées depuis le début du siècle. Le plus beau des "Tatras" était sans aucun doute la comète de 1957 attribuée à l'astronome Mrkos. En raison de son aspect fascinant, elle ressemblait à la célèbre Hale-Bopp dans une structure plasma avec une longue queue de poussière. Avec III Mrkos (1955), elles ont été visibles à l'œil nu au coucher du soleil près du Soleil. Les découvertes de C / 1948 E1 (avec Mrkos), de C / 1951 C1 et de C / 1953 X1 sont attribuées à Pajdušáková; de plus il s'agit d'une "redécouverte": celle du 27 P / 1956 / S1 Crommelin.

L'astronome Ľudmila Pajdušáková découvre une nouvelle comète, 1953.

Les observateurs de Skalnaté Pleso et de Lomnický Štít ont acquis une reconnaissance mondiale pour leurs atlas du ciel étoilé et leurs découvertes de comètes. Il est incontestable que Ľudmila Pajdušáková a apporté une contribution substantielle grâce à ses compétences. Déjà en tant que chercheuse, elle a conduit à l'introduction de l'observation et de la détermination des positions des astéroïdes et à l'étude des météores. En tant que directrice de l'Institut d'astronomie de l'Académie slovaque des sciences, elle a étudié l'atmosphère du Soleil; elle s’est occupée de la méthodologie et de l'interprétation des observations relatives, de la décomposition des phénomènes variables dans le Soleil et de leurs relations avec les changements cycliques. Elle s'est ensuite consacrée avec succès à un large éventail de phénomènes astronomiques, a largement contribué à la diffusion des connaissances scientifiques et au développement de l'astronomie amateur en Slovaquie. On dit qu'il n'y avait pas d'école, d'usine, de centre culturel où elle ne se rendait; un événement scientifique auquel elle n'était pas présente, toujours élégante et dotée de charme et d'une conversation animée. Elle a publié plusieurs livres, plus de 20 articles scientifiques originaux dans des revues nationales et étrangères, des dizaines d'articles professionnels et plus de 100 articles à caractère populaire sur les problèmes d'astronomie, de cosmonautique et de vision du monde.

Scientifique attentive et industrieuse, engagée dans le travail mais aussi dans de multiples activités sociales, elle s'est fortement impliquée dans les mouvements pour la paix et en faveur de l'émancipation des femmes. Elle a été membre du Comité central de l'Académie socialiste des sciences (1955-1960) et du Conseil mondial de la paix (1961-1973), présidente de la Société astronomique slovaque du SAS (1962-1974), membre de la Union des femmes (1964-1974), l'Union astronomique internationale (Iau, 1967) et la Commission des rayonnements et de la structure de l'atmosphère solaire (1967). Elle était une formatrice à succès qui a stimulé et encouragé les carrières et les études de plusieurs scientifiques et collègues. Le président de la Société slovaque d'astronomie, Ladislav Hric, a déclaré: « jeune garçon, j'étais avec mon père à l'un de ses nombreux cours d'astronomie. Sa présentation magnifique et émouvante m'a convaincu que l'étude de l'astronomie était une bonne chose. Et c'est pour cette raison que Dr. Ľudmila Pajdušáková s'est imposée dans le monde, parce qu'elle était passionnée par la cause, très tenace et déterminée ». Ľudmila Pajdušáková est décédée à l'âge de 63 ans le 6 octobre 1979 à Vyšné Hágy, un hameau de Vysoké Tatry.

Au cours de sa brillante carrière, elle a reçu des prix prestigieux:

- A 215e médaille de la comète Donohoe (1947)
- Le prix du Conseil du travail (1956)
- Le prix tchécoslovaque de la paix (1971)
- La médaille Kepler de l'Académie tchécoslovaque des sciences (1973)
- La médaille Copernic de l'Académie tchécoslovaque des sciences (1973)
- La plaque d'or de l'Union des femmes slovaques (1974)
L'astéroïde 3636 lui a été dédié, découvert le 17 octobre 1982 par son ex-mari, l'astronome Antonín Mrkos.

 

Traduzione inglese
Syd Stapleton

«I wonder,» said Saint-Exupery’s Little Prince, «whether the stars are set alight in heaven so that one day each one of us may find his own…»

And, in fact, this "Lady of the Comets", who began as a teacher, then became the leading astronomer of modern Slovak astronomy, has found many. Ľudmila Pajdušáková was born on June 29, 1916 in Radošovce into a family of merchants. At sixteen she was orphaned and had to take care of her brothers. From 1929 to 1935 she studied at the Real Grammar School in Kláštor pod Znievom, then in a private institute, obtaining the qualifications to become a teacher. From 1936 to 1944 she taught in various schools, but then a decisive turning point came with her decision to become an astronomer. She gained her first scientific experience at the State Observatory of Skalnaté Pleso, where she worked from 1944 to 1953, initially carrying out technical tasks. There she met the climatologist and amateur astronomer Antonín Bečvář with whom she developed a close professional and personal relationship, but not one that led to marriage. Meanwhile she studied astronomy at the science faculty of Comenius University in Bratislava. Already in May 1946 the beautiful, intelligent young astronomer discovered her first comet. From that moment on she was often given the nickname "Kometa". Her observations of meteor showers published in the same year document 11,000 meteors depicted in 10,000 images - an average of one every 30 hours - the largest collection in the world after Harvard's. On March 7, 1948, she joined the Communist Party, and continued on with her discoveries and studies. In 1950 she obtained the title of RNDR (equivalent to a master's degree in Natural Sciences) and in 1966 the CSC degree (Candidate of Sciences). From 1953 to 1979 she worked at the Astronomical Institute of the Slovak Academy of Sciences, Tatranská Lomnica, where she became director on August 16, 1958. According to some rumors (malicious? envious? accurate?) she "ruled" by promoting people she liked and firing others, with these rather authoritarian methods backed by the Communist Party. Several internal conflicts even pushed her to resign in 1965, under the pretext of looking after her 12-year-old son, but she was persuaded by the Party leadership to stay in her position. She only left her job March 31, 1979, a few months before her death.

Before listing some of her discoveries, it’s necessary to provide some more details on the Slovak astronomical observatories. On the High Tatras mountains, there were two observatories. One was Skalnaté Pleso – established in 1943 with the Latin motto Per aspera ad astra (through hardship to the stars). This observatory has an asteroid named after it - and asteroids, meteoroids, variable stars and their evolution are still studied there today. The second was Lomnický Štít, located at an altitude of 2632 meters, built between 1957 and 1962, and where, since 1981, cosmic rays have been continuously monitored. The location of these two observatories in the Tatra mountains explains the reason for the name assigned to the series of comets we are about to discuss.

 

As a scientist, Pajdušáková became famous for discovering five new comets and participating in other collective discoveries. In the years after the Second World War, together with the staff of the Skalnaté Pleso-Antonín Mrkos observatory, Ľubor Kresák, Antonín Bečvář and Margita Vozárová-Kresáková-she dedicated herself to the search for new comets. The combined efforts produced exceptional results. Of the 70 comets identified in the years from 1946 to 1959 around the world, 18 discoveries occurred in the observatories mentioned above. In comparison, consider that the famous Mount Palomar observatory in the United States recorded 13 discoveries, and other world observatories no more than five each. Nearly a third of all comet discoveries were made by the two Slovak institutions, including those that could only be observed from the southern hemisphere. The response from the scientific community turned out to be extraordinary. At the Congress of the International Astronomical Union, held in Rome in 1954, Czechoslovakia was declared a "comet power" thanks to the discoveries. The first comet of the "Tatra" series was 1946 K1 Pajdušáková-Rotbart-Weber discovered on May 30, 1946 in Skalnaté Pleso, the last, the IX Mrkos, was discovered on December 3, 1959 in Lomnický Štít. According to available sources, three were short-term. Comet 45P/Honda-Mrkos-Pajdušáková in fact has an orbital period of just over five years and is probably related to the Alpha Capricornoid meteor shower. The P/Tuttle-Giacobini-Kresák is one of the comets that interrupts long periods of rest with sudden and unexpected increases in brightness. In 1973 it temporarily increased its brightness by 4,000 times with two explosions. This, like the P/Perrine-Mrkos, was one of the discoveries of periodic comets long lost and not observed since the beginning of the century. The most beautiful of the "Tatras" was undoubtedly the 1957 comet attributed to the astronomer Mrkos. In its fascinating appearance, it resembled the famous Hale-Bopp comet, having a plasma structure with a long dust tail. Together with III Mrkos (1955) it was observed with the naked eye near the sun at sunset. Attributed to Pajdušáková are the discoveries of C/1948 E1 (together with Mrkos), of C/1951 C1 and of C/1953 X1, and also a "rediscovery" of 27 P/1956 /S1 Crommelin.

Astronomer Ľudmila Pajdušáková discovers a new comet, 1953.

Observers from Skalnaté Pleso and Lomnický Štít have gained worldwide recognition for their starry sky atlases and comet discoveries. It is indisputable that Ľudmila Pajdušáková made a substantial contribution thanks to her skills. Already as a researcher, she began the observation and determination of the positions of asteroids and the study of meteors. As director of the Astronomical Institute of the Slovak Academy of Sciences, she studied the atmosphere of the sun. She dealt with the methodology and interpretation of related observations, with the decomposition of variable phenomena in the sun and their relationships with cyclic changes. She then successfully dedicated herself to a wide range of astronomical phenomena. She contributed enormously to the dissemination of scientific knowledge and the development of amateur astronomy in Slovakia. It is said that there was no school, factory, cultural center where she did not go, no scientific event at which she was not present, always elegant and endowed with charm and lively conversation. She published various books, more than 20 original scientific articles in national and foreign journals, dozens of professional articles and more than 100 articles of a popular nature on problems of astronomy, space exploration and our world.

She was an attentive and industrious scientist, engaged in her work but also in multiple social activities. She was significantly involved in the movements for peace and in favor of women's emancipation. She was a member of the Central Committee of the Socialist Academy of Sciences (1955-1960) and of the World Peace Council (1961-1973), president of the Slovak Astronomical Society of the SAS (1962-1974), member of the Slovak Women's Union (1964-1974), the International Astronomical Union (1967) and the Commission on the Radiation and Structure of the Solar Atmosphere (1967). She was a mentor who successfully stimulated and encouraged the careers and studies of several scientists and colleagues. The president of the Slovak Astronomical Society Ladislav Hric said: “As a young boy, I was with my father at one of her many astronomy classes. Her beautiful and heartfelt presentation convinced me that to study astronomy would be a beautiful thing. And it is for this reason that Dr. Ľudmila Pajdušáková has established herself in the world, because she was passionate about the cause, very tenacious and determined.” Ľudmila Pajdušáková died at the age of 63 on October 6, 1979 in Vyšné Hágy, a hamlet of Vysoké Tatry.

In her brilliant career she received many prestigious awards:
- The 215th Donohoe Comet Medal (1947)
- The Labor Council Award (1956)
- The Czechoslovakian Peace Prize (1971)
- The Kepler Medal of the Czechoslovakian Academy of Sciences (1973)
- The Copernicus Medal of the Czechoslovakian Academy of Sciences (1973)
- The Gold Medal of the Union of Slovak Women (1974).
The asteroid 3636 was dedicated to her, discovered on October 17, 1982 by her ex-husband and fellow astronomer Antonín Mrkos.