Alyne Mayrisch de Saint Hubert

Eleonora Camilli


Viola Gesmundo

Tra le donne che hanno segnato il panorama sociale e culturale europeo della prima metà del XX secolo si distingue Aline Mayrisch-de Saint Hubert, femminista impegnata, filantropa illuminata e illustre letterata. Nata a Lussemburgo nel 1874, frequenta dapprima il collegio di Santa Sofia, poi il collegio Satrorius a Bonn, presso i quali riceve un’educazione che le consente di attendere le aspettative che all’epoca si ripongono sulle donne: il matrimonio e la maternità. Si sposa con Emile Mayrisch, ingegnere chimico e direttore della Società degli Altiforni, dà alla luce un figlio, che muore subito dopo la nascita, e una figlia di nome Andrée, che cresce senza condizionamenti di genere. Trasferitasi a Dudelange, piccola località in cui lo sviluppo del settore siderurgico aveva permesso al marito di fare carriera, soffre quell’ambiente provinciale, ma sarà proprio quella vita priva di stimoli intellettuali che la solleciterà a coltivare interessi letterari e filantropici e a frequentare l’ambiente artistico-culturale di Parigi, Monaco e Bruxelles. La sua personale visione relativa alla condizione femminile, infatti, rifiuta il focolare domestico come unica prospettiva per le donne e si colloca e si sostiene su una più ampia visione volta a superare i limiti imposti loro dalla società. Nel 1905 fonda insieme ad altre, fra cui la femminista tedesca Kathe Schirmacher, l’Associazione per i diritti della donna, attraverso la quale rivendica per tutte le donne il diritto all’istruzione superiore e al lavoro, ossia l’accesso alla società civile moderna, come afferma durante il suo discorso durante l’assemblea costituente:

«Signore, noi protestiamo contro questo. Chiediamo di poter vivere altrettanto completamente come ne abbiamo diritto per le nostre facoltà. E visto che la donna così come l’uomo non vive di solo pane, vorremmo che non soltanto la nostra vita civile materiale sia regolata da normative, ma anche che gli ambiti di cultura superiore e disinteressata ci siano resi più accessibili».

I servizi che l’Associazione offre sono numerosi: corsi di letteratura, filosofia, contabilità, cure infermieristiche, conferenze pubbliche su temi di attualità alla presenza di donne eminenti – come la prima avvocata belga, Marie Popelin, invitata a parlare dello statuto giuridico delle donne o la suffragetta tedesca Lyda Gustava Heymann, ospitata per affrontare la questione del diritto di voto; poi ancora un ufficio orientamento attraverso cui fornire alle donne un prospetto delle professioni loro accessibili, un ufficio di collocamento per donne alla ricerca di un impiego come personale di servizio a Parigi o a Bruxelles, professione considerata ideale per accedere alla vita e alla cultura cittadina; non ultimo, lancia una petizione per richiedere parità salariale per le insegnanti. L’obiettivo principale di Aline Mayrisch e dell’Associazione per i diritti della donna è tuttavia la creazione di un liceo per ragazze, con sede a Lussemburgo, gestito dallo Stato – un obiettivo ambizioso considerando che l’educazione era prerogativa delle congregazioni religiose – al fine di garantire loro l’accesso alle università e alle professioni. L’iter è impervio: dapprima cercano il sostegno di professori provenienti dal Movimento per l’educazione popolare, in seguito ottengono dal governo il permesso di creare una scuola superiore per ragazze, a condizione di impartire corsi identici a quelli dell’ateneo, di assumere solo professori qualificati e di fornire entro i tre anni successivi una prova che tale richiesta rispondesse a un bisogno reale. Se pure privo di qualsiasi fondamento giuridico, e di finanziamento – il progetto si sostiene quasi interamente sulle donazioni devolute da Aline Mayrisch – il primo Istituto superiore per ragazze rappresenta un importante incentivo per le giovani donne. Contro ogni previsione, nell’ottobre del 1909 trentadue ragazze si iscrivono al liceo. Due anni dopo, il progetto – nel frattempo trasformatosi in disegno di legge – sarà approvato all’unanimità dalla Camera dei Deputati, rappresentando un primo passo in avanti per la democrazia, nel nome di una cultura accessibile non più, e non solo, ai ragazzi, ma anche alle ragazze di ogni estrazione sociale. La legge tuttavia nega ancora alle stesse la possibilità di ricevere un insegnamento identico per forma e contenuti a quello dei primi. Il programma scolastico per le ragazze infatti non prevede la matematica, il latino viene posticipato alla classe quarta, e si impongono loro discipline pratiche come i lavori ai ferri e l’economia domestica. Questa discriminazione perdura sino alla fine degli anni Sessanta, ossia sessant’anni dopo l’iniziativa lungimirante di Aline Mayrisch e dell’Associazione per i diritti della donna – quando nel 1969 la legge Dupong sancisce che ragazzi e ragazze ricevano un’identica preparazione.

Sotto il profilo del sociale, l’Associazione per i diritti della donna non tutela solo le donne provenienti dalla classe borghese, ma rivendica anche i diritti delle donne appartenenti alle classi socio-economiche più indigenti. A seguito di una vera e propria moderna inchiesta condotta nei quartieri di Grund, Clausen e Pfaffenthal, nella capitale, Mayrisch e le altre colleghe, munite di questionario, si recano nei quartieri periferici della città ed esaminano una serie di fattori determinanti per una vita dignitosa: gli alloggi, le condizioni sanitarie, il numero di persone per camera, il numero di persone per letto, la salubrità dell’aria e degli edifici, il numero di toilette e le condizioni igieniche delle stesse. A seguito dei risultati a dire poco raccapriccianti, Mayrish mette in atto un’opera di mediazione con i politici, affinché creino una legislazione che garantisca la costruzione di alloggi sociali sicuri e vivibili dal punto di vista sanitario. Assieme alla Lega lussemburghese contro la tubercolosi, si impegna nella costruzione di ambulatori. La prima clinica sorge nel 1908 a Lussemburgo, altre due troveranno luogo a Esch-sur-Alzette e a Ettelbruck nel 1910. Al fine di garantire l’efficienza di questi ambulatori, Mayrisch invoca la necessità di personale qualificato da affiancare alle infermiere, per snellire i tempi nella gestione preliminare dei casi. Nasce così una figura complementare, una sorta di assistente sociale, che identifica le condizioni di miseria sociale in cui possono propagarsi le malattie contagiose e le segnala alle strutture di assistenza. Nel 1921, la prima infermiera a domicilio entra al servizio della Lega lussemburghese contro la tubercolosi. Si tratta di Elise Kauffels, una donna che ha seguito i suddetti “Studi complementari” presso la scuola Chaptal a Parigi. Nel 1930, la Croce Rossa conta nove infermiere diplomate e quattordici ragazze iscritte al corso di studi. Cinque anni più tardi, questo corso di specializzazione è ufficialmente riconosciuto dallo Stato del Lussemburgo. La filantropia di Aline Mayrisch abbraccia anche la questione della maternità e della tutela dei minori. Sulle suggestioni del pensiero di Adele Schreiber, esponente del Movimento per la protezione della madre e la riforma della vita sessuale – la quale aveva rivendicato per le donne in gravidanza la presa in carica da parte dello Stato, un congedo maternità di almeno sei settimane dopo il parto e la realizzazione di strutture di sostegno per giovani madri – si prodiga per la costruzione di ambulatori per neonati dotati di servizi d’ascolto gratuiti, finanziati dalla Croce Rossa e dalle amministrazioni comunali interessate, con personale qualificato pronto a sostenere le donne e a dissipare i loro dubbi in relazione alla gravidanza, al parto, all’allattamento, ai vaccini e allo sviluppo fisico e mentale di bambini/e. Nel 1925 sorgono i primi ambulatori per madri e figli/e a Dudelange, Lussemburgo e Grevenmacher. Il terzo grande progetto che si inserisce in questa civilissima e moderna opera di supporto sociale è la costruzione della nuova clinica ostetrica di Pfaffenthal. Osteggiata dall’ordine medico, che non approvava che la responsabilità di tale opera fosse sostenuta economicamente da privati, e invisa al governo, in piena crisi economica, ancora una volta la mente lungimirante di Aline Mayrisch pensa a una soluzione e organizza una racconta fondi che ammonta a quarantasei milioni di franchi, nove milioni dei quali saranno devoluti in opere filantropiche in Francia e in Belgio, il resto sarà destinato al progetto. La nuova clinica ostetrica, con sede in via D’Arlon, a Lussemburgo, dedicata alla granduchessa Charlotte, dal nome della benefattrice, sarà inaugurata il 10 marzo 1936 e si distinguerà per essere un luogo che offre le stesse cure a tutte le donne, qualunque sia la loro estrazione sociale, senza alcuna discriminante. L’impegno di Aline Mayrisch investe anche l’ambito artistico-letterario. Nel 1890 pubblica una serie di articoli riguardanti la pittura tedesca, che saranno pubblicati su "L’art Moderne", un periodico belga di avanguardia fondato da Octave Maus. Nel 1920 si stabilisce assieme alla famiglia a Colpach, una tenuta appartenuta al pittore ungherese Mihaly Mukacsy. Nel parco del castello dà vita a un vero e proprio salotto letterario, che diventerà luogo di ritrovo dell’intellighenzia francese, belga e tedesca, che si incontrava per discutere e progettare una nuova Europa dopo la Grande guerra, che si fondasse sui valori della civiltà e della cultura. Fra essi si annoverano gli scrittori francesi Jean Schlumberger, Jacques Rivière, Paul Claudel, Henri Ghéon e André Gide, l’ellenista belga Marie Delcourt, lo scrittore Alexis Curvers, il pittore neo-impressionista belga Théo Van Rysselberge e sua moglie Maria, autrice di I taccuini della piccola dama dedicati proprio ad Aline Mayrisch; poi ancora il professore tedesco Ernst Robert Curtius, il filosofo Bernard Groethuysen, il filosofo Karl Jaspers, il futuro ministro degli esteri Walther Rathenau, l’attrice Gertrud Eysoldt, la letterata Annette Kolb e molte altre personalità di spicco, di cui si conserva testimonianza nel Libro d’oro di Coplach, conservato negli archivi del Centro nazionale di Letteratura a Mersch.

Conversazioni avvincenti su opere in procinto di essere concepite o pubblicate, occasioni di scambio di opinioni, per sottoporre al giudizio altrui i propri manoscritti, discussioni sulla politica o sull’arte, possibilità di accedere a una biblioteca pullulante di opere scritte in diverse lingue: tutto questo era Colpach, questo era l’ambizioso progetto di colei che diventerà una mecenate. La relazione intellettuale di Aline Mayrisch con lo scrittore francese André Gide, il quale a Dudelange aveva iniziato a redigere la sua opera Faux Monnayeurs, risale al 1902 quando ella, firmandosi A.M. de Saint Hubert, pubblica su "L’art Moderne" un riassunto dell’Immoraliste, dal titolo rivelatore Immortaliste et Surhomme, nel quale conduce un’analisi acuta del testo del primo alla luce delle teorie di Nietzsche, dimostrando una conoscenza approfondita del pensiero filosofico di questi. Assieme a Gide, Mayrisch si reca a Weimar, Dresda, Berlino, poi ancora in Italia, Grecia, Marocco e Turchia, e supervisiona la traduzione in tedesco delle opere di lui. La grande capacità di mediazione di Mayrisch consente a Gide e al pubblico francese di conoscere Rainer Maria Rilke e le sue opere, grazie anche e soprattutto alla sua collaborazione con la "Nouvelle Revue Francaise", dove nel 1911 pubblica un documento autobiografico del suddetto viaggio, una sorta di reportage dal titolo Paysages de la trentième année. Dopo la morte del marito, avvenuta nel 1928, Mayrisch continuerà a diffondere il suo progetto di civiltà e nutrire la sua esistenza di cultura, bellezza e conoscenza: viaggerà in Persia, in Cina e in Giappone, alla scoperta della cultura orientale, ove troverà nel filosofo Bernard Groethuysen un interlocutore d’elezione per intavolare discussioni su questioni teologiche e mistiche. Da questa affinità intellettuale nascerà la traduzione dei sermoni del mistico tedesco Maitre Eckhard. Aline Mayrisch muore a Cabris il 20 gennaio 1947. Alla Croce Rossa lascia in eredità il castello di Colpach con precise istruzioni di realizzarne una Fondazione dedicata a Emile Mayrisch e farne una casa per ragazzi/e e convalescenti, sotto la supervisione della figlia che avrebbe proseguito la sua opera.

Il lascito di Alyne Mayrisch rappresenta un modello non solo per il Lussemburgo, ma per l’Europa tutta e più ampiamente per il mondo intero. La sua moderna visione può essere riletta alla luce del pensiero woolfiano: una figura capace di tenere insieme, secondo l’arte del tessere e del legare tipica delle donne, nel suo ruolo di mediatrice culturale tra Francia e Germania dopo la Grande guerra – nel 1926 la figlia, Andrée Mayrisch, creerà assieme al marito, Pierre Viénot, il Comitato franco-tedesco d’informazione e di documentazione, per favorire la riconciliazione franco-tedesca; il rigetto di sentimenti e risentimenti nazionalistici – «Come donna non ho patria, come donna non voglio patria, come donna la mia patria è il mondo intero» scriveva Woolf in Le tre ghinee (1938), ossia come donne, rifiutiamo la guerra come strumento di offesa; poi ancora, «Per aiutarvi a prevenire la guerra non dobbiamo usare le vostre parole e i vostri metodi ma dobbiamo inventare nuove parole e nuovi metodi», ossia fabbricare idee differenti e di felicità, come alternativa a sterili sentimenti di odio e alla violenza. Cos’era quello che negli anni a venire sarà definito“lo spirito Colbach” se non una fabbrica della conoscenza di woolfiana memoria? Alyne Mayrisch ci insegna che una visione differente della società è possibile nelle idee e nella realtà, se è stato possibile per una donna della sua epoca. Forte del suo interesse per le arti e per le lettere, delle sue ampie vedute, dei suoi progetti sociali illuminati, ha contribuito concretamente alla costruzione di una società più libera, scevra da pregiudizi, dalle discriminazioni, in cui le forme di supporto sociale sono accessibili a tutti/e, una società, infine, in cui l’uguaglianza delle possibilità si traduce in equità. Per tale motivo è bene che questo agito femminile, ancora troppo poco conosciuto, sia portato alla luce, per illuminare come un faro di civiltà il nostro tempo presente e futuro. Perché quello concepito da Alyne Mayrish è il mondo che ci piace pensare e che vorremmo abitare.

Traduzione francese
Piera Negri

Parmi les femmes qui ont marqué le panorama social et culturel européen de la première moitié du Xxe siècle se distingue Aline Mayrisch-de Saint Hubert, féministe engagée, philanthrope éclairée et écrivain illustre. Née au Luxembourg en 1874, elle fréquente d'abord le collège de Santa Sofia, puis le collège Sartorius à Bonn, où elle reçoit une éducation qui lui permet d'attendre les attentes placées sur les femmes à l’époque : le mariage et la maternité. Elle épouse Emile Mayrisch, ingénieur chimiste et directeur de la Société des Hauts Fourneaux, donne naissance à un fils, qui meurt peu après la naissance, et à une fille nommée Andrée, qui grandit sans conditionnements de genre. Elle s’installe à Dudelange, petite localité où le développement de la sidérurgie avait permis à son mari de faire carrière, souffre ce milieu provincial, mais c’est précisément cette vie dépourvue de stimuli intellectuels qui la poussera à cultiver des intérêts littéraires et philanthropiques et à fréquenter le milieu artistique et culturel de Paris, Munich et Bruxelles. Sa vision personnelle de la condition féminine, en effet, rejette le foyer comme la seule perspective pour les femmes et se fonde et s'appuie sur une vision plus large visant à dépasser les limites que leur impose la société. En 1905, elle fonde avec d'autres femmes, dont la féministe allemande Kathe Schirmacher, l'Association pour les droits des femmes, à travers laquelle elle revendique le droit aux études supérieurs et au travail pour toutes les femmes, c'est-à-dire l'accès à la société civile moderne, comme elle va déclarer dans son discours à l'assemblée constituante:

« Mesdames, nous protestons contre cela. Nous demandons de pouvoir vivre aussi complètement que nous en avons le droit pour nos facultés. Etant donné que les femmes aussi bien que les hommes ne vivent pas que de pain, nous souhaitons non seulement que notre vie civile matérielle soit réglementée, mais aussi que les zones de culture supérieure et désintéressée nous soient rendues plus accessibles »

Les services proposés par l'Association sont nombreux: cours de littérature, philosophie, comptabilité, soins infirmiers, conférences publiques sur des sujets d'actualité en présence de femmes éminentes - comme la première avocate belge, Marie Popelin, invitée à parler du statut juridique de la femme ou la suffragette allemande Lyda Gustava Heymann, accueillie pour aborder la question du droit de vote; puis encore un bureau d'orientation pour donner aux femmes un aperçu des métiers qui leur sont accessibles, un bureau de l'emploi pour les femmes à la recherche d'un emploi de personnel de service à Paris ou à Bruxelles, profession jugée idéale pour accéder à la vie et à la culture de la ville; enfin et surtout, elle lance une pétition pour exiger l'égalité de rémunération des enseignantes. Cependant, l'objectif principal d'Aline Mayrisch et de l'Association des droits des femmes est la création d'un lycée public pour filles, basé au Luxembourg - un objectif ambitieux étant donné que l'éducation était l'apanage des congrégations religieuses - pour afin de leur garantir l'accès aux universités et aux professions. Le processus est difficile : d'abord ils sollicitent le soutien de professeurs du Mouvement pour l'éducation populaire, puis ils obtiennent l'autorisation du gouvernement pour créer un lycée pour filles, à condition de donner des cours identiques à ceux de l'université, d’embaucher uniquement des professeurs qualifiés et à apporter la preuve dans les trois ans suivants que cette demande répondait à un réel besoin. Même s’il n’a aucune base juridique et de financement - le projet est soutenu presque entièrement par des donations d'Aline Mayrisch - le premier Lycée pour filles représente une incitation importante pour les jeunes femmes. Contre toute prévision, en octobre 1909, trente-deux filles se sont inscrites au lycée. Deux ans plus tard, le projet - entre-temps transformé en projet de loi - sera approuvé à l'unanimité par la Chambre des Députés, représentant un premier pas en avant pour la démocratie, au nom d'une culture qui n'est plus accessible, et pas seulement, aux enfants, mais aussi aux filles de tout milieu social. Cependant, la loi leur refuse encore la possibilité de recevoir un enseignement identique en forme et en contenu à celui des premiers. En effet, le programme scolaire des filles ne prévoit pas les mathématiques, le latin est reporté à la quatrième année et des disciplines pratiques telles que le tricot et l'économie domestique leur sont imposées. Cette discrimination persiste jusqu'à la fin des années 1960, soit soixante ans après l'initiative clairvoyante d'Aline Mayrisch et de l'Association pour les droits des femmes - lorsqu'en 1969 la loi Dupong stipule que les garçons et les filles reçoivent la même préparation.

Du point de vue social, l’Association pour les droits de la femme ne protège pas seulement les femmes de la classe bourgeoise, mais elle revendique également les droits des femmes appartenant aux classes socio-économiques les plus indigentes. Suite à une véritable enquête moderne menée dans les quartiers de Grund, Clausen et Pfaffenthal, dans la capitale, Mayrisch et les autres collègues, munies d’un questionnaire, se rendent dans les quartiers périphériques de la ville et examinent une série de facteurs déterminants pour une vie digne : le logement, les conditions sanitaires, le nombre de personnes par chambre, le nombre de personnes par lit, la salubrité de l’air et des bâtiments, le nombre de toilettes et leurs conditions d’hygiène. Suite aux résultats horribles, c'est le moins qu'on puisse dire, Mayrisch intervient auprès des politiciens pour créer une législation garantissant la construction de logements sociaux sûrs et habitables d'un point de vue sanitaire. Avec la Ligue luxembourgeoise contre la tuberculose, elle s’engage à la construction de cliniques. La première clinique a été fondée en 1908 au Luxembourg, deux autres seront situées à Esch-sur-Alzette et Ettelbruck en 1910. Afin de garantir l'efficacité de ces cliniques, Mayrisch invoque le besoin de personnel qualifié pour travailler aux côtés des infirmières, pour rationaliser le temps dans la gestion préliminaire des cas Il naît ainsi une figure complémentaire, une sorte d’assistant social, qui identifie les conditions de misère sociale dans lesquelles les maladies contagieuses peuvent se propager et les rapporte aux structures d'assistance. En 1921, la première infirmière à domicile entre au service de la Ligue luxembourgeoise contre la tuberculose. Il s'agit d'Elise Kauffels, une femme qui a suivi les "Etudes Complémentaires" précitées à l'école Chaptal à Paris. En 1930, la Croix-Rouge comptait neuf infirmières certifiées et quatorze filles inscrites au programme d'études. Cinq ans plus tard, ce cours de spécialisation est officiellement reconnu par l'État du Luxembourgue. La philanthropie d'Aline Mayrisch embrasse également la question de la maternité et de la protection des mineurs. Selon les suggestions de la pensée d'Adele Schreiber, représentante du Mouvement pour la protection de la mère et la réforme de la vie sexuelle - qui avait réclamé pour les femmes enceintes une prise en charge par l'Etat, un congé maternité d'au moins six semaines après l'accouchement et la création de structures d'accompagnement pour les jeunes mamans - œuvre pour la construction de dispensaires pour nouveau-nés avec des services d'écoute gratuits, financés par la Croix-Rouge et les administrations municipales concernées, avec un personnel qualifié prêt à soutenir les femmes et à dissiper leurs préoccupations concernant la grossesse, l'accouchement, l'allaitement, les vaccins et le développement physique et mental des enfants. En 1925, les premières cliniques ambulatoires pour mères et enfants ont été créées à Dudelange, Luxembourg et Grevenmacher. Le troisième grand projet qui fait partie de ce travail de soutien social très civilisé et moderne est la construction de la nouvelle maternité à Pfaffenthal. Opposée par l'ordre médical, qui n'approuvait pas que la responsabilité de ce travail était supportée économiquement par des particuliers, et détesté par le gouvernement, en pleine crise économique, une fois encore l'esprit clairvoyant d'Aline Mayrisch cherche une solution et organise une collecte de fonds qui s'élève à quarante-six millions de francs, dont neuf millions seront reversés à des œuvres philanthropiques en France et en Belgique, le reste ira au projet. La nouvelle maternité, située via D'Arlon, Luxembourg, dédiée à la grande-duchesse Charlotte, du nom de la bienfaitrice, sera inaugurée le 10 mars 1936 et se distinguera par être un lieu offrant les mêmes soins à toutes les femmes, n’importe quel soit leur origine sociale, sans aucun facteur discriminant. L'engagement d'Aline Mayrisch touche également la sphère artistique-littéraire. En 1890, elle publie une série d'articles sur la peinture allemande dans "L'art moderne", un périodique belge d'avant-garde fondé par Octave Maus. En 1920, avec sa famille elle s'installe à Colpach, un domaine qui appartenait au peintre hongrois Mihaly Mukacsy. Dans le parc du château, elle donne vie à un véritable salon littéraire, qui deviendra un lieu de rencontre pour l’intelligentsia française, belge et allemande, qui se trouvait pour discuter et planifier une nouvelle Europe après la Grande Guerre, basée sur les valeurs de la civilisation et de la culture. Entre eux figurent les écrivains français Jean Schlumberger, Jacques Rivière, Paul Claudel, Henri Ghéon et André Gide, l'helléniste belge Marie Delcourt, l'écrivain Alexis Curvers, le peintre néo-impressionniste belge Théo Van Rysselberge et son épouse Maria, auteur de Les cahiers de la petite dame dédiés à Aline Mayrisch; puis encore le professeur allemand Ernst Robert Curtius, le philosophe Bernard Groethuysen, le philosophe Karl Jaspers, le futur ministre des Affaires étrangères Walther Rathenau, l'actrice Gertrud Eysoldt, l'érudit Annette Kolb et bien d'autres personnalités éminentes, dont le témoignage est conservé dans le Livre d'or de Coplach, conservé dans les archives du Centre national de littérature de Mersch.

Conversations engagées sur des œuvres à concevoir ou à publier, opportunités d'échanges de vues, pour soumettre les propres manuscrits au jugement d'autrui, discussions sur la politique ou l'art, accès à une bibliothèque regorgeant d'œuvres écrites en différentes langues : tout c'était Colpach, c'était le projet ambitieux de celle qui deviendra mécène. La relation intellectuelle d'Aline Mayrisch avec l'écrivain français André Gide, qui à Dudelange avait commencé à écrire son œuvre Faux Monnayeurs, remonte à 1902 lorsqu'elle, en se signant A.M. de Saint Hubert, publie un résumé de l'Immoraliste dans "L'art moderne", au titre révélateur Immortaliste et Surhomme, dans lequel elle fait une analyse aiguë du texte du premier à la lumière des théories de Nietzsche, en démontrant une connaissance approfondie de sa pensée philosophique. Avec Gide, Mayrisch se rend à Weimar, Dresde, Berlin, puis à nouveau en Italie, en Grèce, au Maroc et en Turquie, et supervise la traduction allemande de ses œuvres. La grande capacité de médiation de Mayrisch permet à Gide et au public français de connaître Rainer Maria Rilke et ses œuvres, grâce aussi et surtout à sa collaboration avec la "Nouvelle Revue française", où en 1911 elle publie un document autobiographique du voyage susmentionné, une sorte de reportage intitulé Paysages de la trentième année. Après la mort de son mari en 1928, Mayrisch continuera à diffuser son projet de civilisation et à nourrir son existence de culture, beauté et connaissance : elle voyagera en Perse, en Chine et au Japon, pour découvrir la culture orientale, où elle trouvera le philosophe Bernard Groethuysen un interlocuteur privilégié pour engager des discussions sur des questions théologiques et mystiques. De cette affinité intellectuelle naîtra la traduction des sermons du mystique allemand Maître Eckhard. Aline Mayrisch meurt à Cabris le 20 janvier 1947. Elle laisse en héritage le château de Colpach à la Croix-Rouge avec des instructions précises pour en réaliser une fondation dédiée à Emile Mayrisch et en faire un foyer pour enfants/filles et convalescents, sous la surveillance de sa fille qui poursuivra son travail.

L'héritage d'Alyne Mayrisch représente un modèle non seulement pour le Luxembourg, mais pour l'Europe dans son ensemble et plus largement pour le monde entier. Sa vision moderne peut être relue à la lumière de la pensée Woolfienne: une figure capable de tenir ensemble, selon l'art du tissage et du nouage typique des femmes, dans son rôle de médiatrice culturelle entre la France et l'Allemagne après la Grande Guerre. En 1926 sa fille, Andrée Mayrisch, avec son mari, Pierre Viénot, créera le Comité franco-allemand d'information et de documentation, pour promouvoir la réconciliation franco-allemande; le rejet des sentiments et ressentiments nationalistes - «En tant que femme, je n'ai pas de patrie, en tant que femme, je ne veux pas de patrie, en tant que femme mon patrie est le monde entier» a écrit Woolf dans Les Trois Guinées (1938), c'est-à-dire qu'en tant que femmes, nous rejetons la guerre comme instrument d'offense; puis encore: «Pour vous aider à prévenir la guerre, nous ne devons pas utiliser vos mots et vos méthodes, mais nous devons inventer de nouveaux mots et de nouvelles méthodes», c'est-à-dire fabriquer des idées différentes et de bonheur, comme alternative aux sentiments stériles de haine et à la violence. C’était quoi ce qui dans les années à venir s'appellera « l’esprit Colbach » sinon une fabrique de la connaissance de mémoire Woolfienne ? Alyne Mayrisch nous enseigne qu'une autre vision de la société est possible dans les idées et dans la réalité, s’il a été possible pour une femme de son époque. Forte de son intérêt pour les arts et les lettres, ses larges idées, ses projets sociaux éclairés, elle a contribué concrètement à la construction d'une société plus libre, sans préjugés, sans discrimination, dans laquelle des formes de soutien social sont accessibles à tous/toutes, une société, enfin, dans laquelle l'égalité des possibilités se traduit par l'équité. C’est bon que cet acte féminin, encore trop peu connu, soit mis en lumière, pour illuminer comme un phare de civilisation notre temps présent et futur. Parce que celui conçu par Alyne Mayrisch est le monde que nous aimons penser et que nous aimerions habiter.

Traduzione inglese
Piera Negri

Among the women who marked the European social and cultural landscape of the first half of the twentieth century, Aline Mayrisch-de Saint Hubert stands out, a committed feminist, enlightened philanthropist and distinguished literate. Born in Luxembourg in 1874, she first attended the college of Santa Sofia, then the Satrorius college in Bonn, where she received an education that allowed her to wait for the expectations placed on women at the time: marriage and motherhood. She marries Emile Mayrisch, chemical engineer and director of the Blast Furnace Society, gives birth to a son, died straight after birth, and a daughter, Andrée, who grows up without gender conditioning. Moved to Dudelange, a small town where the development of the steel industry allowed her husband to make a career, she suffers from the provincial environment, but it will be just that life without intellectual stimuli to urge her to cultivate literary and philanthropic interests and to attend the artistic and cultural environment of Paris, Munich and Brussels. Her personal vision of the female condition, in fact, rejects the home as the only perspective for women and is placed and supported by a wider vision aimed at overcoming the limits imposed by society. In 1905 she founds together with other women, including the German feminist Kathe Schirmacher, the Association for Women's Rights, through which she claims the right to higher education and work for all women, i.e. access to modern civil society, as she states during her speech at the constituent assembly:

«Ladies, we protest against this. We ask to be able to live just as completely as we are entitled to for our faculties. And since women as well as men do not live on bread alone, we would like not only our material civil life to be regulated by rules, but also that areas of higher and disinterested culture are made more accessible to us.»

Several are the services offered by the Association: courses in literature, philosophy, accounting, nursing care, public conferences on topical issues in the presence of eminent women - such as the first Belgian lawyer, Marie Popelin, invited to speak about the legal status of women or the German suffragette Lyda Gustava Heymann, asked to tackle the issue of the right to vote; then again a guidance office for women to provide them with a prospectus of accessible professions accessible, an employment office for women looking for a job as a service staff in Paris or Brussels, a profession considered the ideal access the city life and culture; last but not least, she launches a petition to ask for equal pay for female teachers. However, the main goal of Aline Mayrisch and the Women's Rights Association is the creation of a state-run high school for girls, based in Luxembourg - an ambitious goal considering that education was the prerogative of religious congregations - in order to guarantee them access to universities and professions. The process is difficult: at first they look for the support of professors from the Movement for popular education, then they get the permission from the government to create a high school for girls, on condition that they give the same courses as the university, to hire only qualified professors and to give proof within the following three years that this request met a real need. Even if devoid of any legal basis and funding - the project is supported almost entirely on donations made by Aline Mayrisch - the first College for girls represents an important incentive for young women. Against all odds, in October 1909 thirty-two girls enrolled in high school. Two years later, the project - in the meantime transformed into a law bill - will be unanimously approved by the Chamber of Deputies, representing a first step forward for democracy, in the name of a culture that is no longer accessible, and not only, to children, but also to girls from every social class. However, the law still denies them the possibility to receive the same teaching in form and contents as the former. In fact, the school program for girls does not include mathematics, Latin is postponed to the fourth grade, and practical disciplines such as knitting and home economics are imposed on them. This discrimination continued until the end of the 1960s, that is, sixty years after the far-sighted initiative of Aline Mayrisch and the Association for Women's Rights - when in 1969 the Dupong law stipulated that boys and girls shall receive the same preparation.

From a social point of view, the Association for Women's Rights protects not only women from the bourgeois class, but also claims the rights of women from the poorest socio-economic classes. Following a real modern investigation run in the districts of Grund, Clausen and Pfaffenthal, in the capital, Mayrisch and the other colleagues, equipped with a questionnaire, go to the suburbs of the city to verify determining factors for a dignified life: the accommodations, the sanitary conditions, the number of people per room, the number of people per bed, the air and buildings healthy status, the number of toilets and their hygienic conditions. Following the gruesome results, to say the least, Mayrish starts with politicians a mediation work, pushing them to establish laws to guarantee the construction of social housing, safe and livable from a health point of view Together with the Luxembourg League Against Tuberculosis, she is involved in the construction of clinics. The first clinic was founded in 1908 in Luxembourg, two others will be located in Esch-sur-Alzette and Ettelbruck in 1910. In order to guarantee the efficiency of these clinics, Mayrisch invokes the need for qualified staff to work alongside nurses, to reduce the times in preliminary case management. It is so formed a complementary figure, a sort of social worker, who identifies the social misery conditions where contagious diseases can spread and reports them to the assistance structures. In 1921, the first home nurse enters the service of the Luxembourg League Against Tuberculosis. This is Elise Kauffels, a woman who followed the aforementioned "Complementary Studies" at the Chaptal school in Paris. In 1930, the Red Cross had nine certified nurses and fourteen girls enrolled in the course of study. Five years later, this specialization course is officially recognized by the state of Luxembourg. Aline Mayrisch's philanthropy also embraces the issue of motherhood and the child protection. On the suggestions of Adele Schreiber thought, exponent of the Movement for the protection of the mother and the reform of sexual life - who claimed for pregnant women to be taken over by the State, a maternity leave of at least six weeks after childbirth and the creation of support structures for young mothers - strives for the construction of clinics for newborns equipped with free listening services, financed by the Red Cross and the involved municipal administrations, with qualified staff ready to support women and dissipate their concerns regarding pregnancy, childbirth, breastfeeding, vaccines and the physical and children mental development. In 1925, the first outpatient clinics for mothers and children are established in Dudelange, Luxembourg and Grevenmacher. The third major project that is part of this very civilized and modern social support project is the construction of the new maternity clinic in Pfaffenthal. Opposed by the medical order, which did not approve that the responsibility of this work was supported economically by private individuals, and disliked by the government, in full economic crisis, once again the far-sighted mind of Aline Mayrisch thinks of a solution and organizes a fundraiser that amounts to forty-six million francs, nine million of which will be donated to philanthropic works in France and Belgium, the rest will be allocated to the project. The new maternity clinic, located in via D'Arlon, Luxembourg, dedicated to the Grand Duchess Charlotte, named after the benefactress, will be inaugurated on March 10, 1936 and will stand out for being a place offering the same care to all women, whatever their social background, without any discriminating factor. Aline Mayrisch's commitment also affects the artistic-literary sphere. In 1890 she published a series of articles on German painting, which would be published in "L’art Moderne", a Belgian avant-garde periodical founded by Octave Maus. In 1920 she settles down with the family in Colpach, an estate belonged to the Hungarian painter Mihaly Mukacsy. In the park of the castle she creates a real literary salon, which will become the meeting place of the French, Belgian and German intelligentsia, which met to discuss and plan a new Europe after the Great War, based on the civil values and culture. Among them are the French writers Jean Schlumberger, Jacques Rivière, Paul Claudel, Henri Ghéon and André Gide, the Belgian Hellenist Marie Delcourt, the writer Alexis Curvers, the Belgian Neo-Impressionist painter Théo Van Rysselberge and his wife Maria, author of The little lady's notebooks dedicated to Aline Mayrisch; then again the German professor Ernst Robert Curtius, the philosopher Bernard Groethuysen, the philosopher Karl Jaspers, the future foreign minister Walther Rathenau, the actress Gertrud Eysoldt, the scholar Annette Kolb and many other prominent personalities, of which testimony is preserved in the Coplach's Golden Book, kept in the archives of the National Literature Center in Mersch.

Engaging conversations about works to be conceived or published, opportunities for exchanging views, to submit manuscripts to the judgment of others, discussions on politics or art, access to a library teeming with works written in different languages: this was Colpach, this was the ambitious project of the one who will become a patron. Aline Mayrisch's intellectual relationship with the French writer André Gide, who in Dudelange had begun to write his work Faux Monnayeurs, dates back to 1902 when she signed herself A.M. de Saint Hubert, publishes in "L'art Moderne" a summary of the Immoralist, with the revealing title Immortaliste et Surhomme, in which she makes an acute analysis of the text of the first in the light of Nietzsche's theories, showing a thorough knowledge of his philosophical thought. Together with Gide, Mayrisch goes to Weimar, Dresden, Berlin, then again to Italy, Greece, Morocco and Turkey, and supervises the German translation of his works. Mayrisch's great mediation capacity allows Gide and the French public to get to know Rainer Maria Rilke and his works, thanks also and above all to his collaboration with the "Nouvelle Revue Francaise", where in 1911 he published an autobiographical document of the above journey, a sort of reportage entitled Paysages de la trentième année. After her husband's death in 1928, Mayrisch will continue to spread her project of civilization and nourish her existence with culture, beauty and knowledge: she will travel to Persia, China and Japan, to discover oriental culture, where she will find philosopher Bernard Groethuysen an elected interlocutor to engage in discussions on theological and mystical issues. From this intellectual affinity the translation of the sermons of the German mystic Maitre Eckhard will be born. Aline Mayrisch died in Cabris on January 20, 1947. She bequeathed the castle of Colpach to the Red Cross with precise instructions to build a foundation dedicated to Emile Mayrisch and make it a home for children and convalescents, under the supervision of her daughter who would continue her work.

Alyne Mayrisch's legacy represents a model not only for Luxembourg, but for Europe and more widely for the whole world. Her modern vision can be reread in the light of Woolfian thought: a figure capable of holding together, according to women typical art of weaving and tying, in her role as cultural mediator between France and Germany after the Great War - in 1926 her daughter, Andrée Mayrisch, together with her husband, Pierre Viénot, will create the Franco-German Committee for Information and Documentation, to promote Franco-German reconciliation; the rejection of nationalistic feelings and resentments - "As a woman I have no country, as a woman I do not want a country, as a woman my country is the whole world" wrote Woolf in The Three Guineas (1938), i.e. as women, we reject war as an instrument of offense; then again, "To help you prevent war we must not use your words and your methods but we must invent new words and new methods", that is, manufacture different and happiness ideas, as an alternative to sterile feelings of hate and violence. What was what in the years to come will be called "the Colbach spirit" if not a woolfian knowledge factory? Alyne Mayrisch teaches us that a different vision of society is possible in ideas and in reality, if this was possible for a woman of her time. Strengthened by her interest in the arts and letters, her wide-ranging views, her enlightened social projects, she concretely contributed to the construction of a freer society, free from prejudice, free from discrimination, in which forms of social support are accessible to all, a society, finally, in which equality of possibilities is translated into equity. For this reason it is good that this feminine act, still too little known, is brought to light, to illuminate our present and future time like a beacon of civilization. Because the one conceived by Alyne Mayrish is the world that we like to imagine and where we would like to live.