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Maria Grazia Anatra, Viola Gesmundo (illustrazioni di), Una strada per Rita, Matilde editrice, Foggia 2017 (in collaborazione con Toponomastica femminile)

Luana Conti, bct - biblioteca comunale di Terni (a cura di), Nera Nahar. Segni, sguardi, parole al femminile della città di Terni, bit edizioni, Terni 2017 (in collaborazione con Toponomastica femminile)

Silvia Alessandrini Calisti, Silvia Casilio, Ninfa Contigiani, Claudia Santoni (a cura di), #leviedelledonnemarchigiane: non solo toponomastica, Eum, Macerata 2017 (in collaborazione con Toponomastica femminile)

Salvo Miccichè, Scicli: Onomastica e Toponomastica, Edizioni Biancavela, Ragusa 2017

Veronica Bacci Bonivento, Nadia Cario, Julia Di Campo, Alisa Del Re, Bruna Mura, Lorenza Perini (a cura di), Siamo le parole che usiamo, Padova University Press 2016 (in collaborazione con Toponomastica femminile) - Interventi di: Giuliana Giusti, Maria Pia Ercolini, Elena Merkel, Silvia Conte, Marina Azzaluna, Irene Giacobbe

Anna Maria Isastia, Rosa Oliva (a cura di), Cinquant'anni non sono bastati, Scienza Express, Trieste 2016

&

Monica Marelli, Rosa Oliva, Francesca Lù (illustrazioni di), Cara Irene ti scrivo, Scienza Express, Trieste 2016

Ester Rizzo, Camicette bianche, Navarra editore, Palermo, edizioni 2014 e 2016 (in collaborazione con Toponomastica femminile)

Angelo Campanella, Toponimi agrigentino-nisseni tra cartografia e tradizione orale, Edizioni dell'Orso, 2015

 

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Vincenza Papini (a cura di), Fare le italiane. Spigolature archivistiche nel 150° anniversario di Firenze capitale (1865-1870), Istituto storico lucchese. Sezione "Storia e storie al femminile”, Lucca 2015

Cecilia Robustelli, Donne, grammatica e media. Suggerimenti per l'uso dell'italiano, Giulia giornaliste, Ariccia (RM) 2014

Francesca di Caprio Francia, Donne genovesi tra fine Settecento e primo Novecento, Edizioni De Ferrari, 2014

Claudia Giuliani, Sandra Dirani, Cristina Fragorzi (a cura di), Strada alle Donne. Toponomastica femminile nel comune di Ravenna, Istituzione Biblioteca Classense e Soroptimist international d'Italia - Club di Ravenna, Edizioni 2013 e 2014

Roberta Lamon, Le Donne nella storia di Padova, Padova 2013

Francesca Mandelli, Bettina Müller, Il direttore in bikini e altri scivoloni linguistici tra femminile e maschile, Casagrande, Bellinzona 2013

Claudia Fucarino, La Palermo delle donne, Navarra Editore, Palermo 2013

S. Fasano, F. B. Vitolo, D. Fasano, B. Sparano, L. Adinolfi, Le strade di Cava de' Tirreni. Toponomastica Storica, Areablu Edizioni, 2013

 

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Maria Grazia Anatra, Versilia, Percorsi di genere femminile, Iacobelli, Roma 2013

Maria Pia Ercolini, Roma. Percorsi di genere femminile. La riva sinistra. Volume 2, Iacobelli, Roma 2013

Enzo Caffarelli, Dimmi come ti chiami e ti dirò perché, Storie di nomi e di cognomi, Laterza, 2013

Leggendaria, Donne in città. Toponomastica femminile, n° 95, settembre 2012

Claudio Gaetani, L’identità nazionale, Storie, film e miti per raccontare l'Italia, Edizioni Affinità elettive, Ancona, 2012 - All'interno, il capitolo "La storia per le strade. L'onomastica e i segni urbani per la costruzione dell'identità nazionale nell'Italia unita" di Maila Pentucci

Fabio Valerio Maiorano, Strademecum. Toponomastica storica e contemporanea della Città di Sulmona, Accademia degli Agghiacciati - Fondazione Ignazio Silone, L’Aquila 2012

Francesco Sabatini, Pescocostanzo. La storia, i luoghi, i nomi.Toponomastica dei nuovi quartieri introdotta negli anni 1970-2011, Carsa Edizioni, Pescara 2011

Rivista Italiana di Onomastica, RIOn, XVII (2011, 2), Società Editrice Romana, Roma 2011

Maria Pia Ercolini, Roma. Percorsi di genere femminile. Volume 1, Iacobelli, Roma 2011

Malka Marcovich, Parisiennes. De Marie Stuart à Simone de Beauvoir, ces femmes qui ont inspiré les rues de la capitale!, Balland, Paris 2011

    striscia decennio 2000 2010

Michael Holovaty, 200 strade Ivano-Frankivsk, 200 вулиць Івано-Франківська, 2010

Salvatore Pignatari, Donne da strade. Divagazioni sulle strade intitolate alle donne in Forlì, Aquacalda editore s.r.l. 2010

Annalisa Cegna (a cura di), Ai margini della storia, Percorsi individuali e collettivi della donne in provincia di Macerata, Assemblea Legislativa delle Marche, Commissione per le Pari Opportunità tra uomo e donna della Regione Marche, Istituto Storico della Resistenza e dell'età contemporanea "M. Morbiducci" di Macerata - Osservatorio di Genere (ISREC), 2010

All'interno (pp. 251-302), il saggio "Via le donne" sulla toponomastica femminile locale, firmato da Oriana Nabissi e Gherardo Giglioni.

Enzo Caffarelli, Paolo Poccetti (a cura di), L’Onomastica di Roma. Ventotto secoli di nomi, Società Editrice Romana, Roma 2009

Edda Crivellenti, Rovigo per strade e piazze dal 1866 ad oggi, Minelliana 2008

Tiziana Plebani, Storia di Venezia città delle donne, Marsilio, Venezia 2008

Bartolomeo Fiacchetti (collaborazione di Paolo Facchetti), Storia di strade storie di strada: vie, vicoli e piazze di Chiari, Gam 2008

Comune di Napoli, Assessorato Turismo - Grandi Eventi - Pari Opportunità, Guida di Napoli. 5 itinerari al femminile nella città, Università degli Studi di Napoli Federico II, Calice Editori, Rionero in Vulture (PZ) 2007

Catherine Breillat, Germaine Tillion, Laure Adler, Gisèle Halimi, Paris aux nomes des femmes, Descartes & Cie, Paris 2005

Maria Camilla Briganti (a cura di), Le donne di Roma. Le strade della capitale dedicate alle donne, Comune di Roma, Direzione Generale, Ufficio Pari Opportunità, Roma 2000

 

 

Per informazioni: toponomasticafemminile@gmail.com

       copertina atti convegno 1 copia

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RECENSIONI

Marina Convertino 
Dallo studio della toponomastica in una prospettiva di genere, nasce nel 2012 una attività di ricerca avviata dalla professoressa Maria Pia Ercolini, con l'intento di censire le strade intitolate alle donne su tutto il territorio nazionale. Il progetto - con l'originale nome di Toponomastica Femminile - è un esempio riuscito di rete e di aggregazione attraverso il social network più conosciuto, Facebook, che ha dato vita al libro "Sulle vie della parità", un lavoro di scrittura corale che riunisce oltre ai resoconti regionali, i contributi di studiose e addette ai lavori del I Convegno Nazionale di Toponomastica femminile (6 /7 ottobre 2012). Ma perché parlare di pari opportunità nella toponomastica? Immaginiamo di passeggiare per le strade di una città qualunque e di osservare le targhe stradali da una prospettiva diversa, come se fossimo all'interno di una galleria: chi sono le persone che incontriamo, quali vite ci parlano e soprattutto quali valori ci trasmettono? L'esame attento della toponomastica ci rivela un dato fino a ieri ignorato, quello della quasi totale assenza del genere femminile con poche differenze dal nord al sud, ma con un comune denominatore: tante sante e madonne e poche donne di scienza, di storia, dell'arte. Il libro, scritto a più mani, offre numerosi spunti di riflessione: la funzione simbolica e commemorativa degli odonimi, la toponomastica nella didattica e come pratica di pedagogia sociale, l'analisi dei censimenti nazionali divisi per macroaree, con un focus sulla capitale, e una indagine oltre ai confini nazionali. Una sezione è dedicata ai percorsi di genere, dove le autrici sviluppano itinerari interessanti, con un'ottica nuova, alla ricerca di figure femminili sulle quali concentrare l'attenzione. Un volume decisamente singolare e ricco di temi stimolanti, che farà dichiarare al prof. Cosimo Palagiano, nelle pagine finali, di voler portare il tema della Toponomastica Femminile alla prossima conferenza di Kyoto.

Loretta Junck
Il volume, dalla presentazione vivace e accattivante - non solo la significativa copertina ma anche le belle foto a colori all'interno - raccoglie i contributi relativi al Primo Convegno del gruppo di Toponomastica Femminile, che ha avuto luogo a Roma nei giorni 6 e 7 dell'ottobre scorso. L'incontro è stato determinato dalla volontà di stringere i rapporti tra persone che si conoscevano solo virtualmente attraverso Facebook e nello stesso tempo dalla necessità di verificare il lavoro svolto dal gruppo in nove mesi. Il libro è curato da Maria Pia Ercolini, fondatrice e instancabile ispiratrice del gruppo, da lei guidato con passione e piglio manageriale; decine di persone vi lavorano da un anno con impegno ed entusiasmo. Nel volume è raccolta una considerevole mole di lavoro accumulato grazie all'interesse e alla competenza delle e dei partecipanti, tra le/i quali molte/i docenti che operano soprattutto presso le università di Roma, ma anche presso altre università, istituti superiori e strutture culturali, pubbliciste/i, giornaliste/i: oltre alla stessa Maria Pia Ercolini,l'arabista Giuliana Cacciapuoti, l'onomasta Enzo Caffarelli, Tommaso Castellani del CNR, Irene Giacobbe pubblicista e femminista, Laura Moschini (Università di Roma 3), Cosimo Palagiano professore emerito alla Sapienza, il giornalista Duccio Pedercini, Luisa Rossi(Università di Parma), Maria Antonietta Saracino (Sapienza), Laura Silvestri ed Elisabetta Strickland(Tor Vergata), Fiorenza Taricone (Università di Cassino e del Lazio meridionale), Adriana Valente (CNR). Non mancano i contributi delle istituzioni e del mondo della scuola. Il tema, trattato da tanti punti di vista diversi, rivela appieno la sua valenza culturale, valenza che il gruppo ha in animo di sfruttare anche in futuro con un'azione a tutto campo. Nel complesso, un libro interessante e profondo, e una miniera di sorprese.

Anna Paola Franzì, su "ilcarrettinodelleidee.com" 
Maria Pia Ercolinifondatrice appassionata e vulcanica del gruppo Toponomastica femminile, autentico fenomeno esploso su fb,  già con quasi 5000 iscritti e iscritte nell’arco di un solo anno, il  2012  – cura il volume che raccoglie gli atti del convegno del gruppo, tenutosi il 6 ed il 7 Ottobre, alla Casa internazionale delle donne di  Roma. Non si tratta di atti tecnici e  burocratici, ma del racconto vivo e diretto di   esperienze osservazione del territorio e di ricerca storica, biografica, documentaria, iconografica, condotte da donne che operano in settori diversi –  l’università, la scuola, il mondo delle professioni, dell’associazionismo, delle istituzioni  -  tutte accomunate da competenza nelle problematiche di genere e soprattutto da una forte consapevolezza del valore della differenza   e della necessità di operare insieme, su versanti diversi, per una cittadinanza simmetrica. La molteplicità di materiali, documenti e dati raccolti  ha un filo conduttore ed una chiara idea unificante di partenza: ricercare e ridisegnare volti e  storie delle donne cancellate dalla cultura dominante maschile, per assicurare  merito, memoria e riconoscimento a chi non l’ha ricevuto. La riflessione ed il racconto si colorano e acquistano evidenza e bellezza grazie anche alle fotografie: ritraggono targhe stradali dedicate alle donne. Le rendono uniche e significative la contestualizzazione e collocazione spaziali: dietro o accanto alla targa c’è la città, ci sono le persone, spesso alunne toponomaste, c’è talora il paesaggio naturale che dà alle insegne specificità, unicità, valore rappresentativo dello spirito  della comunità. Diviso in tre distinte sezioni, il volume affronta nella prima il tema della relazione tra memoria e toponomastica, descrivendone aspetti tecnici e definendo criteri di fama  e di dignità della memoria; esamina teorie e pratiche pedagogiche e didattiche legate all’onomastica cittadina e alla memoria della cultura umanistica e scientifica femminile. Nella  seconda parte vengono presentati i risultati dei censimenti e delle ricerche condotte dal gruppo: si pone  il tema dei  regolamenti toponomastici e si  analizza la tipologia delle strade dedicate alle donne;  il territorio, attraversato con occhio toponomastico femminile, è diviso in  cinque macroaree: Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud, Isole . Ma si va oltre,  oltre confine e oltre oceano. La terza ed ultima  sezione suggerisce itinerari e passeggiate in ottica di genere, dalla Versilia a Palermo, dai Castelli Romani ai quartieri e ai parchi capitolini. Ci si interroga sul futuro, anche  internazionale, della toponomastica femminile e su nuovi modelli   suggeriti dalle  figure di partigiane e madri della Costituzione. Un libro da  leggere, da consultare, da sfogliare, da portare con sé, anche in  viaggio: fa riflettere, dà evidenza all’invisibile,  aiuta a riscoprire pezzi delle nostre città, della  nostra storia, e di noi stessi e di noi stesse, pezzi dimenticati, mai conservati e tutelati. Sfogliamolo e leggiamolo, nell’attesa di un secondo   libro toponomastico al femminile.

Giulia Basile, su NOI DONNE, rivista e newsletter, http://www.noidonne.org/articolo.php?ID=04340

È sempre una cosa straordinaria un nuovo libro che vede la luce. Ma lo è ancora di più quando un libro mette sotto i riflettori un qualcosa che era sotto gli occhi di tutti ma che nessuno o pochissimi vedevano. Il libro in questione contiene gli Atti del I Convegno di Toponomastica Femminile, cioè la messa a fuoco delle "vie della parità", come leggiamo nel titolo, sulle vie fatte per essere percorse da uomini e donne, ma che hanno indicazioni solo al maschile.

Sulle vie della parità è la metafora di un sogno, ma anche di un desiderio che si avvera. È stata Maria Pia Ercolini a sollevare il problema e a fondare su FB un gruppo che l'ha appoggiata con entusiasmo in questa questione, che è sociale, culturale, storica, politica. Ciò che viene fuori infatti da questo libro non è una questione femminista, di semplice rivendicazione di parità anche nella Toponomastica, ma di sostanza. Sappiamo bene che i simboli sono altra cosa dai contenuti, ma in questo caso i nomi delle strade (solo il 3% dedicate alle donne), sono la sostanza, così come è sostanziale per chi percorre quelle strade, per chi si trova in un edificio pubblico o una piazza ricordare che il volto di quella città e di quel territorio è stato costruito anche col contributo delle donne, con il loro ingegno, cultura, azioni e relazioni.

Le pagine di questo libro, costruite intorno al perché si siano perse queste "presenze" pongono interrogativi (perché questo vuoto? Ma soprattutto come si è costruita questa assenza e cosa produce ora questa insignificanza? È possibile realizzare adesso nuovi percorsi? Con quali strategie? Si possono proporre rimedi?) ma propongono anche rimedi: se la cancellazione del genere dalle nostre strade ha cancellato le donne dalla memoria cittadina, è dovere di tutti, in primis delle donne, riscoprire le eccellenze femminili e chiederne pubblico riconoscimento. Sarà allora un atto di giustizia portare nelle nostre strade i nomi eccellenti di donne di storia, di musica, di scienza (e non soltanto quelli di sante e madonne) e insieme sarà un atto di rispetto e amore per l'identità del proprio territorio il toponimo di donne che sono pilastri della storia di quel territorio. Il loro valore socio-politico sarà finalmente sotto gli occhi di tutti, nel senso letterale del termine, e la pubblicazione seguita a quel Convegno contribuirà a recuperare un maggiore rispetto della persona, uomo o donna che sia.

Dopo la lettura appassionata e sorprendente di questo libro il/la lettore/lettrice ne riconosce subito il senso: far ritrovare alle nuove generazioni di donne, vittime degli esempi deboli e fuorvianti dell'attuale comunicazione mediatica, i modelli di donne di spessore che hanno lasciato una impronta pulita e forte, a cominciare da quelle “Madri della Costituzione”, spesso dimenticate, e dalle donne che hanno condotto la Resistenza con ruoli attivi, militari, politici, logistici (19 vennero decorate di medaglia d’oro al valore militare, 54 con la medaglia d’argento, 167 con medaglia di bronzo). È una medaglia a incidere sul valore di un individuo? Certo che no. Non sarà certo una medaglia, ma il riconoscimento collettivo è d'obbligo per dare valore e riportare le donne nella memoria delle nuove generazioni.

Il libro convince della necessità e della giustezza delle rivendicazioni, fatte proprie da un gruppo vastissimo di persone, a cominciare dagli oltre 4.000 membri del Gruppo Facebook, sviluppatosi attorno alla provocatoria intuizione di Maria Pia Ercolini. Questo è un libro, che trascende le “rivendicazioni femministe”, per accogliere le rivendicazioni trasversali di donne e di uomini sul tema politico della rappresentazione femminile e sulla mancanza di memoria storica. L’impegno profuso nell’indagine in atto, rappresenta un esempio concreto di azione politica, autonoma e spontanea quanto sentita e partecipata. Esempio infatti accolto da molti fuori dall'Italia e dall'Europa.

Per la curatrice Maria Pia Ercolini e per Toponomastica Femminile la soddisfazione più bella credo sia l'interesse che ha svegliato nel mondo. Preziosa di spunti di riflessione infatti è la parte del libro che riguarda i "Contributi oltre confine", arrivati da Bruxelles, Granada, Friburgo, Ginevra, da Manatthan e ancora dalla Francia, dall'Inghilterra, dal Messico, dall'Australia Occidentale, tante donne unite in una comune splendida visione internazionale del problema.

IV CONVEGNO


Atti del IV Convegno di
Toponomastica femminile
Lavoratrici in piazza
Libera Università di Alcatraz - Gubbio, località Santa Caterina (PG) 

18-20 settembre 2015

 

 

 

 

 

 

 

 

 Sintesi Tavolo 1 A   

Didattica e toponomastica: condivisione delle esperienze, progetti locali, nazionali, europei 
contro la dispersione scolastica, l’orientamento al lavoro, e la prevenzione della violenza.


Conduzione di Pina Arena e Danila Baldo  

 

 Sintesi Tavolo 1 B   

Lavoro femminile: memoria e futuro

Conduzione di Irene Giacobbe e Barbara Belotti

 

 

Sintesi Tavolo 2 A  

Toponomastica femminile in Italia e all’estero: esperienze, collegamenti, intenzioni, reti,
azioni, confronti istituzionali.


Conduzione di Ester Rizzo e Livia Capasso

 

 Sintesi Tavolo 2 B  

La Dea madre: un fil rouge dal matriarcato al post-femminismo.


Conduzione di Nadia Cario e Manila Cruciani

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Atti II e III convegno


Atti del II e del III Convegno di
Toponomastica femminile
Strade maestre. Un cammino di parità

A cura di Maria Pia Ercolini e Loretta Junck
Palermo, 31 ottobre - 3 novembre 2013
Torino, 3 - 5 ottobre 2014

 

 

 

 

 

 

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