Donne e toponomastica: una strada in salita?

Donne e toponomastica: una strada in salita?

 

Friuli-Venezia Giulia: Toponomastica femminile.

Se vogliamo immergerci nella memoria storica e culturale delle città che ospitano alcune fasi della nostra vita, niente di meglio di una passeggiata con il naso all’insù cercando di scorgere i nomi delle vie che percorriamo. Girandoci attorno, scopriamo scrigni di avvenimenti legati alla realtà locale e percorriamo una galleria d’esposizione delle personalità più autorevoli ed esemplari di grandi personaggi, scienziati, poeti, condottieri, martiri di ogni causa. In mezzo a tante storie si ha l’impressione che qualcosa non torni: abbiamo una nutrita schiera di eroi “al maschile”, ma il manipolo di donne nei nomi delle nostre strade è molto esiguo.

In Friuli-Venezia Giulia la ricerca di Toponomastica femminile è attiva in tutte le province. Le risposte da parte delle amministrazioni sono accurate, sebbene in alcuni casi si facciano un po’ attendere e l’interesse verso l’iniziativa è abbastanza alto.
A Staranzano (GO) il gruppo ha partecipato nella giornata del 21 agosto scorso a un dibattito sulla presenza femminile nel movimento partigiano nell’ambito del workshop “Strategies to resist”, organizzato dall’associazione culturale Dobialab. Il culmine della giornata è stato raggiunto con la doppia intitolazione simbolica di alcune vie, già dedicate a partigiani, e ora anche a figure femminili attive durante la Resistenza italiana (in particolar modo personalità del territorio friulano), a voler “sfidare” una memoria quasi totalmente androcentrica, con l’aggiunta di nomi meno conosciuti ma ugualmente influenti nel movimento. Sono state scelte per l’intitolazione partigiane combattenti e una delle Madri Costituenti, nonché prima donna presidente della camera: Nilde Iotti. La nostra proposta, in collaborazione con Dobialab e l’ANPI, è di estendere l’iniziativa ad altre località della Regione.

Vediamo la situazione dei dati raccolti provincia per provincia, a partire dal capoluogo, Trieste.
Per ragioni storiche il territorio provinciale è molto ristretto; unito alla preziosa collaborazione della Consigliera di Parità provinciale Gabriella Taddeo e al lavoro costante di Tania Grimaldi, presidente del Comitato Pari Opportunità della città di Trieste, nell’ambito del gruppo, questa provincia è già stata completamente censita con dati ufficiali, evidenziando una presenza femminile intorno al 2%, un dato più basso della media nazionale del 4% circa.
Analizziamo le intitolazioni del capoluogo più in dettaglio: le 28 intitolazioni, a fronte di 1.305 vie in totale, si riferiscono in grande prevalenza a personaggi religiosi, ben 16 sono infatti dedicate a sante e madonne. Seguono, con discreta distanza, 5 figure storiche, 2 benefattrici, 2 letterate e 3 doppie intitolazioni a coppie uomo-donna.

Gorizia invece, censita al momento tramite stradari on-line, presenta 6 vie intitolate a donne su 380 totali, ancora sotto il 2%; 3 di queste sono dedicate a sante e alla madonna, abbiamo poi due attrici, Eleonora Duse e Adelaide Ristori, e una letterata, Caterina Percoto. Gli ultimi due nomi sono molto ricorrenti nella toponomastica “in rosa” della regione, troviamo 9 vie intitolate a Ristori e 20 a Percoto negli 91 Comuni finora censiti sui 218 dell’intera Regione.
Per quanto riguarda il resto della Provincia, sono stati raccolti i dati ufficiali di 9 Comuni su 25 che seguono la stessa tendenza già osservata, attestandosi intorno al 2%, evidenziando comunque esempi positivi: il comune di Staranzano, già citato in precedenza, presenta una situazione particolarmente “rosa”, attestandosi al 6% di intitolazioni femminili, sebbene attendiamo ancora la conferma ufficiale di questo dato.

A Pordenone i dati ufficiali ci danno un quadro ancora sotto la media nazionale: il capoluogo infatti presenta 5 strade con intitolazione a donne su 517 totali, meno del 1%, con tre Sante e Beate e due letterate.
In questa Provincia sono stati censiti con dati ufficiali solo 10 Comuni su 51, risultando l’area territoriale finora meno coperta. I dati raccolti si allineano a quanto rilevato per il capoluogo di provincia, allontanandosene sensibilmente solo nel caso di Sesto al Reghena, che conta 4 intitolazioni a donne su 98 strade totali, arrivando così al 4,1%.

La provincia di Udine è la più estesa e conta 136 comuni; per quanto riguarda il capoluogo di provincia non sono ancora disponibili dati completi, mentre i Comuni della provincia hanno mostrato una buona sollecitudine nelle risposte alle nostre richieste e circa il 50% di essi ha messo a disposizione le informazioni necessarie al censimento. I dati globali al momento disponibili danno come media globale un valore di 1,8% intitolazioni femminili, confermando l’andamento regionale. Si distinguono il comune di Ruda (4,3%) e quello di Cervignano nel Friuli (4%), che si avvicinano e superano la media nazionale. Oltre alle già ricordate Caterina Percoto e Adelaide Ristori, un’intitolazione molto frequente (se si eccettuano sante e madonne) è a Tina Modotti, registrata finora in 7 comuni della provincia udinese.

Significativi contributi sono arrivati, in altre regioni, da scuole superiori ed enti locali e ci auspichiamo che con la ripresa dell’anno scolastico tali iniziative si estendano al Friuli-Venezia Giulia. Segnaliamo a tale proposito il nostro intervento al seminario di Gender Mainstreaming nella Scuola, che si terrà a Camerino (MC) tra il 9 e il 12 settembre prossimi.

Ci auguriamo che il nostro lavoro possa radicarsi sempre più solidamente nel territorio per dare visibilità a figure femminili di rilevanza locale e per individuare nuovi modelli di crescita e di democrazia partecipativa.

Per i dati definitivi si può consultare il sito: toponomasticafemminile.it.
Il lavoro in atto, a collaborazione libera, è invece consultabile alla pagina facebook: facebook.com/groups/ 292710960778847/.