Marguerite Durand
Livia Capasso
Anita Mottaghi
«Meditando sulla giustizia delle rivendicazioni delle donne, riconoscendone i meriti e considerando un dovere sociale aiutarle a trionfare diffondendole, ho concepito l'idea di un grande giornale femminista in cui, quotidianamente, le donne difendessero gli interessi delle donne».
Questo è l’intento di Marguerite Durand, quando fonda il primo quotidiano diretto, amministrato e composto esclusivamente da donne, La Fronde. Il primo numero esce il 9 dicembre 1897, con lo scopo di continuare là dove si era interrotto La Citoyenne, giornale femminista francese pubblicato a Parigi dal 1881 al 1891 da Hubertine Auclert: La Citoyenne usciva ogni due mesi e sosteneva per le donne il diritto di votare e di candidarsi a cariche pubbliche. All’inizio La Fronde fu criticato e definito “Il tempo in sottoveste”, e fu pronosticata una sua veloce e inevitabile fine. Invece ebbe successo, il che non era affatto scontato e ancora esisteva cinque anni dopo, quando Marguerite Durand lasciò la direzione del giornale il 15 dicembre 1902.
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Ritratto di Marguerite Durand, 1897, Jules Cayron |
Nata in una famiglia della classe media il 24 gennaio 1864 a Parigi, Marguerite Durand prima di essere giornalista era stata un’attrice teatrale e aveva lavorato alla Comédie Française. Nel 1888 abbandonò la carriera teatrale per sposare un giovane avvocato emergente e membro del Parlamento, Georges Laguerre, che la introdusse al mondo della politica e la coinvolse nella scrittura di opuscoli per il movimento del boulangismo, un movimento basato su una notevole ambiguità d'intenti e con personalità molto differenti al suo interno, dai repubblicani ai monarchici. Il matrimonio durò poco, nel 1891 la coppia si separò amichevolmente, e Durand accettò un lavoro come scrittrice per Le Figaro, il principale quotidiano dell'epoca. Non si risposò più e nel 1896 diede alla luce un figlio, Jacques, il cui padre era Antonin Périvier, un editore letterario, che riconobbe il figlio, ma non provvide mai a mantenerlo. La maturazione dei suoi intenti femministi avvenne nel 1896, quando il giornale la incaricò di seguire i lavori del Congrès Féministe International, nell'aspettativa che ne parlasse con un po' di umorismo. Durand rimase invece così colpita dalla causa femminista che uscì dall'evento molto cambiata; entusiasta di ciò che aveva sentito, si unì alla lotta delle donne e fondò l’anno successivo il quotidiano di informazione generale, politica e culturale La Fronde, per difendere i diritti delle donne. Non fu semplicemente un giornale per donne, ma un quotidiano pensato, scritto, amministrato, prodotto e distribuito esclusivamente da donne, con un team interamente femminile.
Tra queste spiccavano personalità come Caroline Rémy, Jeanne Loiseau, Jeanne Chauvin, Pauline Kergomard e Clémence Royer, quasi tutte appartenenti alla borghesia francese. Non si cercava il trionfo delle donne sugli uomini, ma si chiedeva l'uguaglianza dei diritti, la possibilità di crescere e sviluppare le proprie facoltà liberamente, senza ostacoli. Il Codice civile napoleonico del 1804 aveva affermato l’inferiorità delle donne, il cui posto era limitato alla sfera familiare, sotto l'autorità del marito o del padre. Il divorzio era consentito solo in caso di adulterio; il suffragio universale, ripristinato nel 1848, escludeva le donne. Diverse correnti femministe misero in luce gravi disuguaglianze che ancora esistevano alla fine del XIX secolo.
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| Prima pagina di La Fronde 1° gennaio 1898 |
Da quotidiano La Fronde divenne mensile dal 1903 al 1905, scomparve per problemi finanziari per poi ricomparire come settimanale nel 1914, oscurato dall’emergenza della guerra fu infine ripubblicato anche se irregolarmente dal 1929 al 1930. Il giornale di Durand sosteneva i diritti delle donne, tra cui l'ammissione all'Ordine degli avvocati e all'École des Beaux-Arts. Negli editoriali chiedeva che alle donne fosse consentito di essere nominate nella Legion d'onore e di partecipare ai dibattiti parlamentari. Grande attenzione venne data al riconoscimento del diritto di voto, il che ha fatto del giornale un vero e proprio movimento femminista e di emancipazione culturale. Marguerite Durand e le sue collaboratrici si occuparono anche di altre questioni politiche ed economiche. Emblematici in tal senso furono gli articoli sull’Affaire Dreyfus, incentrati ad affermare una critica femminile attraverso un giornale che non era solo femminista ma anche di informazione generale. Durante l’Expo mondiale, nel 1900 a Parigi, Durand organizzò un Congresso sui diritti delle donne. Nel 1902 lasciò la direzione del giornale. Queste le sue parole:
«Per cinque anni ho dato alla rivista La Fronde tutto quello che potevo dare, cuore, dedizione, lavoro, tutto il mio tempo e… altre cose. Ma ogni sforzo è estenuante. La Fronde non deve soffrire della mia stanchezza. Lascio il timone, ma è per prendere il mio posto tra l'equipaggio pieno di zelo, talento e intelligenza che, per cinque anni, ha navigato serenamente sotto il mio comando e che ora può comandare a sua volta».
Nel 1910 Durand, battendosi per il pieno suffragio attivo e passivo per le donne, cercò di candidarsi alle elezioni parlamentari, ma il Prefetto del dipartimento Senna dichiarò la sua candidatura inammissibile, perché le donne non avevano ancora diritto di voto. Oltre a fondare una residenza estiva per giornaliste a Pierrefonds, in Piccardia, Durand si dedicò all'attivismo per le lavoratrici, aiutando a organizzare diversi sindacati. Era una donna attraente, vestiva con stile ed eleganza ed era nota per passeggiare per le strade di Parigi con il suo animale domestico, un leone che chiamava "Tigre". È stata una delle fondatrici del cimitero degli animali domestici di Parigi dove fu sepolto anche il suo leone.
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| Un manifesto a sostegno della elezione di Marguerite Durand, raffigurante Tiger |
Nel corso della sua carriera, Durand ha accumulato una significativa collezione di libri, giornali e lettere. Nel 1932 aprì la Biblioteca che porta il suo nome e che oggi ospita una cospicua raccolta di libri e di testi che documentano la storia dell’emancipazione femminile francese e dei diritti civili e politici delle donne. Vi sono raccolti volumi, documenti e articoli scritti da donne o sulle donne, ed è un punto di partenza per una ricerca sulla storia del femminismo; conserva i numeri di La Fronde, disponibili anche in formato digitale sul sito web delle biblioteche della città di Parigi. La biblioteca gode di una piccola sovvenzione annuale, ma sono le donne a sostenerla, negli armadi i libri sono raggruppati secondo grandi temi: romanzi, poesia, teatro, storia, femminismo, diritto, economia, viaggi…e ancora collezioni di riviste e giornali, fascicoli di documenti originali e di ritagli di giornale.
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| Biblioteca Marguerite Durand |
«Quante di voi hanno documenti o riviste che giacciono sugli scaffali di casa, a volte ordinati ma più spesso alla rinfusa? Perché non metterli a disposizione delle altre donne? Stiamo raccogliendo non soltanto materiale propriamente femminista, ma un po’ tutto quanto concerne lo studio della condizione femminile. Abbiamo molti romanzi e libri di poesia. Il locale non è molto grande, ma vorremmo comunque che diventasse un centro di aggregazione, un luogo dove incontrarci, dove collegarci con altre donne che lavorano su temi che ci interessano. In questo primo periodo di apertura della biblioteca, molte delle donne che ci sono venute a trovare si sono meravigliate che non vendessimo libri. Le donne hanno perso l’abitudine di andare in biblioteca, o forse non l’hanno mai avuta. La nostra biblioteca non è come le altre, non vuol essere un luogo estraneo. Da noi, i libri li potete avere in prestito e cercheremo presto di organizzare dibattiti, mostre, proiezioni».
Marguerite Charlotte Durand morì a Parigi il 16 marzo 1936.
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| Rue Marguerite Durand, Montreuil |
«Ciò che voglio dire e ripetere è che La Fronde non era solo un giornale: era un'opera la cui utilità le donne non fraintesero mai, verso la quale si precipitarono, fin dall'inizio, come un turbine, con l'ardore delle farfalle che la luce attrae per trovare consiglio e protezione. Nel riceverli, quali abissi di miseria, tristezza e ignoranza ho dovuto sondare! Quali tesori di energia, perseveranza, coraggio fisico e morale non ho avuto modo di ammirare! Un'opera che non pretende di essere filantropica, ma che osa pubblicare con franchezza: qui non diamo elemosine; ci consigliamo e ci aiutiamo a vicenda».
Traduzione francese
Sara Benedetti
«En examinant la justesse des revendications des femmes, en valorisant leur mérites et en considérant un devoir social de les aider à faire valoir ces droits, j’ai pensé à un journal féministe où, chaque jour, les femmes auraient défendu les intérêts des femmes».
C’est le but de Marguerite Durand lorsqu’elle fonde La Fronde, le premier quotidien dirigé, administré et entièrement composé de femmes. Le premier numéro est publié le 9 décembre 1897 avec l’ambition de continuer la divulgation de La Citoyenne, un journal féministe édité à Paris de 1881 à 1891 par Hubertine Auclert. La Citoyenne paraissait tous les deux mois et défendait le droit de voter et de se présenter à des fonctions publiques des femmes. Au début, La Fronde fut critiqué et qualifié comme “Le temps en jupon” et l’on prédit de façon rapide et inévitable sa fin. Pourtant, le journal connut le succès, ce qui était loin d’aller de soi et il existait encore cinq ans plus tard, lorsque le 15 décembre 1902 Marguerite Durand quitta la direction.
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Portrait de Marguerite Durand, 1897, Jules Cayron |
Née le 24 janvier 1864 à Paris dans une famille de la classe moyenne, avant d’être journaliste, Marguerite Durand avait été actrice de théâtre et avait travaillé à la Comédie Française. En 1888, elle abandonna sa carrière théâtrale pour se marier avec Georges Laguerre, un jeune avocat émergent et membre du Parlement, qui l’introduisit dans le monde politique. Il l’associa également à la rédaction de brochures pour le mouvement boulangiste qui était marqué par une notable ambiguïté d’intentions et qui réunissait des personnalités très diverses, des républicains aux monarchistes. Le mariage prit fin à l’amiable en 1896 et Durand accepta d’écrire pour Le Figaro, le principal quotidien de l’époque. Elle ne se remaria jamais et, en 1896, donna naissance à un fils, Jacques, dont le père, Antonin Périvier, était un éditeur littéraire qui reconnut son enfant mais ne subvenait jamais à ses besoins. L’élaboration de ses idées féministes eut lieu en 1896, lorsque le journal la chargea de suivre les travaux du Congrès Féministe International, dans l’attente qu’elle en aurait parlé avec un peu d’humour. Au contraire, Durand fut tellement frappée par la cause féministe qu’elle quitta l’événement profondément changée. Prise d’enthousiasme, elle s’engagea et l’année suivante fonda le quotidien d’information générale, politique et culturelle La Fronde qui avait pour but de défendre les droits des femmes.
Ce ne fut pas simplement un journal destiné aux femmes, mais un quotidien conçu, rédigé, administré, produit et distribué par une équipe entièrement féminine. Il y avait des personnalités presque toutes bourgeoises comme Caroline Rémy, Jeanne Loiseau, Jeanne Chauvin, Pauline Kergomard et Clémence Royer. Le but n’étant pas triompher des hommes mais atteindre l’égalité des droits, la possibilité de grandir librement et de développer ses facultés sans obstacles. Le Code civil napoléonien de 1804 avait déclaré l’infériorité des femmes, dont le rôle restait relié à la sphère familiale et à l’autorité du mari ou du père. Le divorce n’était autorisé qu’en cas d’adultère et le suffrage universel restauré en 1848 excluait les femmes. Plusieurs courants féministes mirent en évidence les graves inégalités qui existaient encore à la fin du XIXᵉ siècle.
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| Première page de La Fronde 1° janvier 1898 |
De 1903 à 1905, La Fronde se transforma de quotidien à journal mensuel, ensuite il disparut pour des raisons financières et il réapparut en 1914 comme hebdomadaire. Éclipsé par la guerre, il fut finalement republié de 1929 à 1930, même si de manière irrégulière. Le journal de Durand défendait les droits des femmes comme l’admission à l’Ordre des avocats et à l’École des Beaux-Arts. Dans ses éditoriaux, elle demandait la possibilité pour les femmes d’être nommées dans la Légion d’honneur et participer aux débats parlementaires. Une grande attention fut accordée à la reconnaissance du droit de vote, ce qui fit du journal un véritable mouvement féministe et d’émancipation culturelle. Marguerite Durand et ses collaboratrices s’occupèrent également d’autres questions politiques et économiques. Les articles à propos de l’Affaire Dreyfus furent emblématiques car ils visaient à affirmer une critique féminine dans un journal qui n’était pas seulement féministe mais aussi d’information générale. Pendant l’Exposition universelle de 1900 à Paris, Durand organisa un Congrès sur les droits des femmes. En 1902, elle quitta la direction du journal. Elle déclara:
«Pour cinq ans, j’ai donné à La Fronde tout ce que j’avais à disposition, mon cœur, mon dévouement, mon travail, tout mon temps et… d’autres choses. Mais tous ces efforts m’ont épuisé. La Fronde ne doit pas souffrir de ma fatigue. Je quitte la barre mais c’est pour rejoindre un équipage plein de determination, de talent et d’intelligence qui a navigué sereinement sous ma direction pendant cinq ans et qui maintenant peut commander à son tour».
En 1910, Durand, qui se battait pour le suffrage universel actif et passif des femmes, tenta de se présenter aux élections parlementaires, mais le préfet du département de la Seine le lui empêcha car les femmes n’avaient pas encore le droit de vote. En plus de fonder une résidence d’été pour les journalistes à Pierrefonds, en Picardie, Durand se consacra à l’activisme en faveur des travailleuses, en organisant plusieurs syndicats. Elle était une femme charmante qui s’habillait avec style et élégance et elle avait l’habitude de se promener dans les rues de Paris avec son animal de compagnie, un lion qui s’appelait «Tigre». Elle fut l’une des fondatrices du cimetière des animaux de compagnie de Paris, où son lion fut également enterré.
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| Un manifeste en soutien à l’élection de Marguerite Durand, représentant Tiger |
Au cours de sa carrière, Durand a accumulé une considérable collection de livres, de journaux et de lettres. En 1932 elle inaugura la bibliothèque qui porte son nom et qui à présent rassemble de nombreux livres et textes concernant l’histoire de l’émancipation féminine et des droits civils et politiques des femmes en France. On y trouve des volumes, des documents et des articles écrits par des femmes ou sur les femmes et c’est le point de départ pour toute recherche sur l’histoire du féminisme. Elle conserve les numéros de La Fronde, également disponibles en format numérique sur le site des bibliothèques de la Ville de Paris. La bibliothèque bénéficie d’une modeste subvention annuelle, mais ce sont les femmes qui la soutiennent: dans les armoires, les livres sont regroupés par thèmes: romans, poésie, théâtre, histoire, féminisme, droit, économie, voyages… ainsi que des collections de revues et de journaux et des dossiers de documents originaux et de coupures de presse.
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| Bibliothèque Marguerite Durand |
«Combien d’entre vous ont des documents ou des revues sur vos étagères, parfois bien rangés mais le plus souvent n’importe comment? Pourquoi ne pas les mettre à disposition des autres femmes? Nous sommes en train de réunir non seulement du matériel strictement féministe, mais aussi tout ce qui concerne l’étude de la condition féminine. Nous avons de nombreux romans et livres de poésie. Le local n’est pas si grand mais, en tout cas, nous aimerions qu’il devienne un lieu de rencontre où se mettre en relation avec d’autres femmes qui travaillent sur des thèmes qui nous intéressent. Pendant cette première période d’ouverture de la bibliothèque, beaucoup de femmes venues nous voir étaient étonnées du fait qu’il n’y avait pas de livres en vente. Les femmes ont perdu l’habitude d’aller à la bibliothèque ou peut‑être qu’elles ne l’ont jamais eue. Notre bibliothèque n’est pas comme les autres, elle ne veut pas être un lieu inconnu. Chez nous, vous pouvez emprunter les livres et nous essaierons bientôt d’organiser des débats, des expositions et des projections».
Marguerite Charlotte Durand mourut à Paris le 16 mars 1936.
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| Rue Marguerite Durand, Montreuil |
«Je veux dire et souligner que La Fronde n’était pas simplement un journal: c’était une œuvre dont les femmes ont toujours compris l’utilité, une œuvre vers laquelle elles se sont précipitées, dès le début, comme un tourbillon, avec l’ardeur des papillons attirés par la lumière pour y chercher conseil et protection. Quels abîmes de misère, de tristesse et d’ignorance j’ai dû sonder en les recevant! Quels trésors d’énergie, de persévérance, de courage physique et moral je n’ai pas eu l’occasion d’admirer! Il s’agit d’une œuvre qui ne pense pas d’être philanthropique, mais qui ose publier de façon explicite: ici, nous ne faisons pas l’aumône; nous nous conseillons et nous nous aidons mutuellement».
Traduzione spagnola
Camilla Noemi Bertani
«Meditando sobre la justicia de las reivindicaciones de las mujeres, reconociendo sus méritos y considerando un deber social ayudarlas a triunfar defendiéndolas, concebí la idea de un gran periódico feminista en el que, diariamente, las mujeres defendieran los intereses de las mujeres».
Este es el propósito de Marguerite Durand cuando funda el primer periódico dirigido, administrado y compuesto exclusivamente por mujeres, «La Fronde». El primer número sale el 9 de diciembre de 1897, con el objetivo de continuar allí donde se había interrumpido «La Citoyenne», periódico feminista francés publicado en París desde 1881 hasta 1891 por Hubertine Auclert: «La Citoyenne» se publicaba cada dos meses y sostenía el derecho de las mujeres a votar y a presentarse a cargos públicos. Al principio «La Fronde» fue criticado y definido “El tiempo en enaguas” y se pronosticó su rápido e inevitable cierre. Sin embargo, tuvo éxito, algo nada previsible, y todavía existía cinco años después, cuando Marguerite Durand dejó la dirección del periódico el 5 de diciembre de 1902.
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Retrato de Marguerite Durand, 1897, Jules Cayron |
Nacida en una familia de la clase media el 24 de enero de 1864 en París, Marguerite Durand antes de ser periodista había sido actriz teatral y había trabajado en la Comédie Française. En 1888 abandonó la carrera teatral para casarse con un joven abogado emergente y miembro del Parlamento, Georges Laguerre, quien la introdujo al mundo de la política y la involucró en la escritura de opúsculos para el movimiento del boulangismo, un movimiento basado en una notable ambigüedad de intenciones y con personalidades muy diferentes en su interior, desde republicanos hasta monárquicos. El matrimonio duró poco, en 1891 la pareja se separó amistosamente, y Durand aceptó un trabajo como escritora para «Le Figaro», el periódico principal de la época. No volvió a casarse y en 1896 dio a luz a un hijo, Jacques, cuyo padre era Antonin Périvier, un editor literario, quien reconoció al hijo, pero que nunca se ocupó de su sustento. La maduración de sus propósitos feministas se realizó en 1896, cuando el periódico le encargó seguir los trabajos del Congrès Féministe International, con la expectativa de que hablara de ello con un poco de humor. Sin embargo, Durand quedó tan impresionada por la causa feminista que salió del evento transformada; entusiasmada por lo que había oído, se unió a la lucha de las mujeres y fundó el año siguiente el periódico de información general, política y cultural «La Fronde», para defender los derechos de las mujeres. No fue sólo un periódico para mujeres, sino un diario pensado, escrito, administrado, producido y distribuido exclusivamente por mujeres, con un equipo enteramente femenino.
Entre ellas destacaban personalidades como Caroline Rémy, Jeanne Loiseau, Jeanne Chauvin, Pauline Kergomard y Clémence Royer, casi todas pertenecientes a la burguesía francesa. No se buscaba el triunfo de las mujeres sobre los hombres, sino que se reclamaba la igualdad de derechos, la posibilidad de crecer y desarrollar las propias facultades libremente, sin obstáculos. El Código Civil napoleónico de 1804 había afirmado la inferioridad de las mujeres, cuyo lugar se limitaba a la esfera familiar, bajo la autoridad del marido o del padre. El divorcio se permitía solo en caso de adulterio; el sufragio universal, restaurado en 1848, excluía a las mujeres. Distintas corrientes feministas pusieron de relieve graves desigualdades que todavía existían a finales del siglo XIX.
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| Primera página de La Fronde 1 de enero de 1898 |
De diario, «La Fronde» se pasó a ser mensual desde 1903 hasta 1905, desapareció por problemas financieros, para luego reaparecer como semanal en 1914; oscurecido por la emergencia de la guerra, finalmente se volvió a publicar, aunque de forma irregular, desde 1929 hasta 1930. El periódico de Durand sostenía los derechos de las mujeres, entre ellos la admisión en el Colegio de Abogados y en la École des Beaux-Arts. En sus editoriales pedía que a las mujeres se les permitiera ser nombradas en la Legión de Honor y participar en los debates parlamentarios. Gran atención se prestó al reconocimiento del derecho de voto, que convirtió el periódico en un verdadero movimiento feminista y de emancipación cultural. Marguerite Durand y sus colaboradoras se ocuparon también de otras cuestiones políticas y económicas. En este sentido son emblemáticos los artículos acerca del Affaire Dreyfus, centrados en afirmar una crítica femenina a través de un periódico que no solo era feminista, sino también de información general. Durante la Exposición Mundial en 1900, en París, Durand organizó un Congreso sobre los derechos de las mujeres. En 1902 abandonó la dirección del periódico. Estas fueron sus últimas palabras:
«Durante cinco años di a la revista «La Fronde» todo lo que podía dar, corazón, dedicación, trabajo, todo mi tiempo y… otras cosas. Pero todo esfuerzo es agotador. «La Fronde» no debe sufrir mi cansancio. Dejo el timón, pero es para tomar mi lugar entre la tripulación llena de celo, talento e inteligencia que, durante cinco años, navegó serenamente bajo mi mando y que ahora puede mandar a su vez».
En 1910 Durand, luchando por el pleno sufragio activo y pasivo de las mujeres, intentó presentarse a las elecciones parlamentarias, pero el Prefecto del departamento Sena declaró su candidatura inadmisible, porque las mujeres todavía no tenían derecho al voto. Además de fundar una residencia de verano para mujeres periodistas mujeres en Pierrefonds, en Picardía, Durand se dedicó al activismo para las trabajadoras, ayudando a organizar varios sindicatos. Era una mujer atractiva, vestía con estilo y elegancia y era conocida por pasear por las calles de París con su mascota, un león al que llamaba “Tigre”. Fue una de las fundadoras del cementerio de mascotas de París donde fue enterrado también su león.
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| Un cartel en apoyo a la elección de Marguerite Durand, que representa Tiger |
A lo largo de su carrera, Durand acumuló una importante colección de libros, periódicos y cartas. En 1932 abrió la Biblioteca que lleva su nombre y que hoy alberga una considerable colección de libros y textos que documentan la historia de la emancipación femenina francesa y de los derechos civiles y políticos de las mujeres. En ella se reúnen volúmenes, documentos y artículos escritos por mujeres o sobre las mujeres, y es el punto de partida para una investigación sobre la historia del feminismo; conserva los números de «La Fronde», disponibles también en formato digital en el sitio web de las bibliotecas de la ciudad de París. La biblioteca goza de una pequeña subvención anual, pero son las mujeres quienes la sostienen, en los armarios los libros están agrupados según grandes temas: novela, poesía, teatro, historia, feminismo, derecho, economía, viajes… y también colecciones de revistas y periódicos, carpetas de documentos originales y recortes de prensa.
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| Biblioteca Marguerite Durand |
«¿Cuántas de vosotras tenéis documentos o revistas que yacen en las estanterías de casa, a veces ordenados, pero más a menudo en desorden? ¿Por qué no ponerlos a disposición de otras mujeres? Estamos reuniendo no solo material propiamente feminista, sino un poco todo lo que concierne el estudio de la condición femenina. Tenemos muchas novelas y libros de poesía. El local no es muy grande, pero querríamos aun así que se convirtiera en un centro de encuentro, un lugar donde reunirnos, donde conectarnos con otras mujeres que trabajan en temas que nos interesan. En este primer periodo de apertura de la biblioteca, muchas de las mujeres que han venido a visitarnos se han maravillado de que no vendamos libros. Las mujeres han perdido la costumbre de ir a la biblioteca, o quizá nunca la han tenido. Nuestra biblioteca no es como las demás, no pretende ser un lugar ajeno. En nuestra biblioteca, los libros los podéis tomar prestados e intentaremos organizar muy pronto debates, exposiciones, proyecciones».
Marguerite Charlotte Durand murió en París el 16 de marzo de 1936.
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| Rue Marguerite Durand, Montreuil |
«Lo que quiero decir y repetir es que «La Fronde» no era solo un periódico: era una obra cuya utilidad las mujeres nunca malinterpretaron, hacia la cual se precipitaron, desde el principio, como un torbellino, con el ardor de las mariposas que atrae la luz para encontrar consejo y protección. ¡Al recibirlos, qué abismos de miseria, tristeza e ignorancia tuve que sondear! ¡Qué tesoros de energía, perseverancia, coraje físico y moral no tuve ocasión de admirar! Una obra que no pretende ser filantrópica, sino que se atreve a publicar con franqueza; aquí no damos limosnas; nos aconsejamos y ayudamos recíprocamente».
Traduzione finglese
Syd Stapleton
«Meditating on the justice of women's demands, recognizing their merits and considering it a social duty to help them triumph by spreading their cause, I conceived the idea of a great feminist newspaper in which, every day, women would defend women's interests».
This was Marguerite Durand's intention when she founded La Fronde, the first newspaper directed, managed, and composed exclusively by women. The first issue was published on December 9, 1897, with the aim of continuing where La Citoyenne, a French feminist newspaper published in Paris from 1881 to 1891 by Hubertine Auclert, had left off. La Citoyenne was published every two months and advocated for women's right to vote and run for public office. At first, La Fronde was criticized and called “Il tempo in sottoveste” (Time in Petticoats), and its quick and inevitable demise was predicted. Instead, it was a success, which was by no means a foregone conclusion, and it was still in existence five years later when Marguerite Durand left the editorship on December 15, 1902.
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Portrait of Marguerite Durand, 1897, Jules Cayron |
Born into a middle-class family on January 24, 1864, in Paris, Marguerite Durand was a theater actress and worked at the Comédie Française before becoming a journalist. In 1888, she abandoned her theatrical career to marry a young, up-and-coming lawyer and member of Parliament, Georges Laguerre, who introduced her to the world of politics and involved her in writing pamphlets for the Boulangist movement, a movement based on considerable ambiguity of purpose and with very different personalities within it, from Republicans to Monarchists. The marriage was short-lived, and in 1891 the couple separated amicably. Durand accepted a job as a writer for Le Figaro, the leading newspaper of the time. She never remarried and in 1896 gave birth to a son, Jacques, whose father was Antonin Périvier, a literary publisher, who recognized his son but never provided for him. Her feminist intentions matured in 1896, when the newspaper assigned her to cover the Congrès Féministe International, expecting her to report on it with a touch of humor. Durand was so impressed by the feminist cause that she left the event a changed woman. Enthusiastic about what she had heard, she joined the women's struggle and the following year founded the general, political, and cultural newspaper La Fronde to defend women's rights. It was not simply a newspaper for women, but a daily newspaper conceived, written, managed, produced, and distributed exclusively by women, with an entirely female team.
Among them were prominent figures such as Caroline Rémy, Jeanne Loiseau, Jeanne Chauvin, Pauline Kergomard, and Clémence Royer, almost all of whom belonged to the French bourgeoisie. They did not seek the triumph of women over men, but demanded equal rights and the opportunity to grow and develop their faculties freely, without obstacles. The Napoleonic Civil Code of 1804 had affirmed the inferiority of women, whose place was limited to the family sphere, under the authority of their husband or father. Divorce was only permitted in cases of adultery, and universal suffrage, restored in 1848, excluded women. Various feminist movements highlighted the serious inequalities that still existed at the end of the 19th century.
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| Front page of La Fronde January 1, 1898 |
From a daily newspaper, La Fronde became a monthly publication from 1903 to 1905, disappeared due to financial problems, then reappeared as a weekly in 1914. Overshadowed by the war, it was finally republished, albeit irregularly, from 1929 to 1930. Durand's newspaper supported women's rights, including admission to the Bar and the École des Beaux-Arts. In its editorials, it called for women to be allowed to be appointed to the Legion of Honor and to participate in parliamentary debates. Great attention was given to the recognition of voting rights, which made the newspaper a true feminist and cultural emancipation movement. Marguerite Durand and her collaborators also dealt with other political and economic issues. Emblematic in this sense were the articles on the Dreyfus Affair, which focused on affirming a female critique through a newspaper that was not only feminist but also provided general information. During the World's Fair in Paris in 1900, Durand organized a Congress on Women's Rights. In 1902, she left the newspaper. In her own words:
«For five years, I have given La Fronde everything I could give: my heart, my dedication, my work, all my time, and... other things. But every effort is exhausting. La Fronde must not suffer from my fatigue. I am leaving the helm, but it is to take my place among the crew full of zeal, talent, and intelligence who, for five years, have sailed serenely under my command and who can now take command in turn».
In 1910, Durand, fighting for full active and passive suffrage for women, tried to run for parliament, but the Prefect of the Seine department declared her candidacy inadmissible because women did not yet have the right to vote. In addition to founding a summer residence for female journalists in Pierrefonds, Picardy, Durand devoted herself to activism for female workers, helping to organize several trade unions. She was an attractive woman, dressed with style and elegance, and was known for walking the streets of Paris with her pet lion, whom she called “Tiger.” She was one of the founders of the pet cemetery in Paris, where her lion was also buried.
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| A poster supporting the election of Marguerite Durand, depicting Tiger |
During her career, Durand accumulated a significant collection of books, newspapers, and letters. In 1932, she opened the library that bears her name, which today houses a large collection of books and texts documenting the history of French women's emancipation and women's civil and political rights. It contains volumes, documents, and articles written by women or about women, and is a starting point for research on the history of feminism. It preserves issues of La Fronde, also available in digital format on the website of the libraries of the city of Paris. The library receives a small annual subsidy, but it is women who support it. The books are grouped according to major themes: novels, poetry, theater, history, feminism, law, economics, travel... and there are also collections of magazines and newspapers, original documents, and newspaper clippings.
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| Biblioteca Marguerite Durand |
«How many of you have documents or magazines lying on your shelves at home, sometimes tidied up but more often than not in a jumble? Why not make them available to other women? We are collecting not only feminist material, but anything and everything related to the study of women's issues. We have many novels and poetry books. The premises are not very large, but we would still like it to become a meeting place, a place where we can get together and connect with other women working on issues that interest us. In this initial period since the library opened, many of the women who have come to visit us have been surprised that we don't sell books. Women have lost the habit of going to the library, or perhaps they never had it in the first place. Our library is not like other libraries; it is not meant to be a foreign place. Here, you can borrow books, and we will soon try to organize debates, exhibitions, and screenings».
Marguerite Charlotte Durand died in Paris on March 16, 1936.
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| Rue Marguerite Durand, Montreuil |
«What I want to say and repeat is that La Fronde was not just a newspaper: it was a work whose usefulness women never misunderstood, towards which they rushed, from the very beginning, like a whirlwind, with the ardor of butterflies attracted by light to find advice and protection. In receiving them, what abysses of misery, sadness, and ignorance I had to probe! What treasures of energy, perseverance, physical and moral courage I had the opportunity to admire! A work that does not claim to be philanthropic, but which dares to publish frankly: here we do not give alms; we advise and help each other».






