TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 286
INTITOLATE A UOMINI: 75
INTITOLATE A DONNE: 3
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): --
Sante, beate, martiri: 1
 
Santa Lucia (via)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 1
 
Regina d'Italia (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 1
 
Lidia Ansuini Guardati (via)

  Censimento a cura di: Livia Capasso  

Verificato su: Agenzia del Territorio

Bracciano sorge sulle sponde dell'omonimo lago, fra i monti Sabatini e i monti della Tolfa. Bracciano è gemellata con La Marsa (Tunisia) e Viroflay (Francia).

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 811
INTITOLATE A UOMINI: 195
INTITOLATE A DONNE: 74
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 3
 
Assunta (via)
Assunta (traversa)
Santa Maria Regina
Sante, beate, martiri: 3
 
Santa Lucia Filippini
Santa Teresa (piazzale)
Santa Teresa (via)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 1
 
Suor Maria Benocci
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 3
 
Ada Negri
Matilde Serao
Gaspara Stampa
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 4
 
Agrippina
Mimma Pollastrini (via)
Mimma Pollastrini (vic.)
Mimma Pollastrini (piazza)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari:

45

 Alcione, Andromaca, Asserope,
Calipso, Calliope, Cariddi,
Castalidi, Celeno, Circe, Clio,
Dafne, Diana, Doride,
Eco, Egeria, Elettra, Erato,
Flora, Giunone, Igea, Iride,
Lavinia, Leda, Maia, Merope, Muse,
Naiadi, Nausicaa, Nereidi, Ninfa Alburnea,
Ninfa, Ninfe, Ondine,
Pallade, Partenope, Penelope, Pleiadi
Rea Silvia, Regina Amata, Sibilla,
Sirene (lungomare), Sirene (piazzetta),
Sirene (passeggiata), Sirene (via),Taigete

Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...):

15
Andreina
Angelita
Clarita
Cristina
Daniela
Elisabetta
Fanciulla d'Anzio
Giuseppina
Graziella
Loredana
Luisa
Maria Grazia
Rita
Serena
Silvana

  Censimento a cura di: Bruna De AmicisLivia Capasso

Fonte: Agenzia del territorio (2010)

Via Venere si riferisce al pianeta, in quanto è circondata da strade che portano il nome di pianeti. Piazzale delle Pleiadi invece va annoverato nelle figure mitologiche, che predominano nel quartiere in cui è inserito.
Via Flavia, vicino via Roma, non è da considerare tra i nomi femminili, in quanto allude o all’antica famiglia dei Flavi o all’antica strada romana.
Curiosità: esistono via Grazia Fiorita ("Tutto m'è raro, impreveduto dono, Grazia fiorita, O vita!" A.S. Novaro da Il Piccolo Orfeo) e  via Col Vento (trattandosi di una città a vocazione marinara…..)

NOTE BIOGRAFICHE

Andromaca

La figura di Andromaca compare per la prima volta nell'Iliade (libro VI), mentre scongiura il marito Ettore di non andare sul campo di battaglia per battersi con Achille e di rifugiarsi dietro le mura ascoltando l'amore che sente per la famiglia e non quello per la sua gloria, ma egli riesce a farla desistere dai suoi intenti, ricordandole il suo ruolo di sposa e di madre, e imponendole di non intervenire in faccende riguardanti la guerra, perché lui, Ettore, in qualità di principe ereditario, è costretto a combattere.

Angelita di Anzio

Una bambina dell'età di circa cinque anni  fu trovata sola ed in lacrime su una spiaggia della costa laziale all'altezza di Anzio al momento dello sbarco alleato nel gennaio del 1944, quando la seconda guerra mondiale entrava nella fase culminante.Secondo la versione più conosciuta della vicenda, un soldato scozzese  ed alcuni suoi commilitoni, o forse alcuni soldati brasiliani, raccolsero la bimba e, poiché non riuscirono a trovare la sua famiglia né alcuna altra informazione su di lei, la adottarono dandole il nome di Angelita.Alcuni giorni dopo  la bambina sarebbe morta durante un bombardamento insieme ad una crocerossina alla quale era stata affidata.
Molti anni dopo il Comune di Anzio, in considerazione della popolarità che il fatto aveva assunto e del suo possibile valore simbolico, decise di erigere un monumento a ricordo della bambina. L'opera, affidata allo scultore Sergio Cappellini, rappresenta la bimba circondata da un volo di gabbiani. L'inaugurazione del monumento è avvenuta il 22 gennaio 1979 in occasione dell'anno mondiale dei bambini. Nel 1992, una signora comunicò che Angelita era lei e  si era salvata.  Angelita è anche  il titolo di una canzone italiana del 1964 del gruppo musicale Los Marcellos Ferial.

Asserope (su wikipedia Asterope)

Nome collettivo delle sette figlie di Atlante e di Pleione, una delle figlie di Oceano. Si chiamavano: Maia, Elettra, Taigete, Asserope, Merope, Alcione e Celeno. Furono amate dai più celebri degli Dei e degli Eroi, ebbero figli che divennero celebri quanto i genitori e furono capi di diversi popoli. Furono cambiate in stelle quando il loro padre pretese di conoscere i segreti degli Dei.

Calipso

Nella mitologia greca Calipso è una ninfa, il cui nome deriva dal verbo greco kalyptein («Colei che nasconde»); ma sulla sua genealogia le fonti sono discordi. Secondo il racconto dell'Odissea di Omero  viveva sull'isola di Ogigia, che gli autori pongono nell'Occidente mediterraneo e che è simile alla penisola di Ceuta, di fronte a Gibilterra, ma anche una grotta in riva al mare nell'isola di Gozo. Un giorno Ulisse, scampato al vortice di Cariddi, approdò sull'isola e Calipso se ne innamorò. L'Odissea racconta come ella lo amò e lo tenne con sé per sette anni (secondo lo Pseudo-Apollodoro cinque e secondo Igino solo uno) offrendogli invano l'immortalità, che l'eroe insistentemente rifiutava. Ulisse conservava in fondo al cuore il desiderio di tornare ad Itaca, e non si lasciò sedurre.
Calipso abitava in una grotta profonda, con molte sale, che si apriva su giardini naturali, un bosco sacro con grandi alberi e sorgenti che scorrevano attraverso l'erba. Passava il tempo a filare, tessere, con le schiave, anch'esse ninfe, che cantavano mentre lavoravano.
Le lacrime di Ulisse vennero accolte da Atena, la quale, dispiaciuta per il suo protetto, chiese a Zeus di intervenire. Il dio allora mandò Ermes per convincere Calipso a lasciarlo partire e lei a malincuore acconsentì. Gli diede legname per costruirsi una zattera, e provviste per il viaggio. Gli indicò anche su quali astri regolare la navigazione.
Le leggende posteriori all'Odissea attribuiscono a Ulisse e Calipso un figlio, chiamato Latino, più spesso considerato come figlio di Circe; talvolta, si racconta ch'essi avessero avuto due figli, Nausitoo e Nausinoo, i cui nomi ricordano la nave. Infine si attribuisce loro come figlio anche Ausone, l'eponimo dell'Ausonia.

Calliope

Nella mitologia greca Calliope (in Greco Καλλιόπη, ossia "dalla bella voce") era la musa della poesia epica, figlia di Zeus eMnemosine, conosciuta come la Musa di Omero, l'ispiratrice dell'Iliade e dell'Odissea.
Ebbe due figli, Orfeo e Lino il cui padre a seconda delle leggende era Apollo oppure il re della Tracia Eagro. Fu amata da suo padre Zeus, e da lui generò i Coribanti. Era la maggiore e la più saggia delle Muse, nonché la più sicura di sé. Fece da giudice nella disputa su Adone tra Afrodite e Persefone, decidendo che ognuna trascorresse con lui la stessa quantità di tempo. I suoi simboli sono lo stilo e le tavolette di cera.
Viene sempre rappresentata con in mano una tavoletta su cui scrivere. Talvolta ha con sé un rotolo di carta oppure un libro e porta una corona d'oro sul capo.
È stata anche ispiratrice di Dante nella Divina Commedia, che la invoca nel II canto dell'Inferno.

Circe

Vive nell'isola di Eea ed è figlia di Elio e della ninfa Perseide e sorella di Eete (re della Colchide) e di Pasifae (moglie di Minosse), nonché zia di Medea. Secondo un'altra tradizione è figlia del Giorno e della Notte. Altri credono che il re Eete fosse suo padre, Ecate sua madre e Medea sua sorella.
Nell’Odissea è la maga che trasforma in maiali i compagni di Ulisse, poi salvati dallo stesso Ulisse, che trascorre con la maga un anno e da lei ha un figlio.

Dafne

ll nome Dafne significa "lauro", alloro, e costei fu il primo amore del dio Apollo. La ninfa  preferì tramutarsi in pianta piuttosto che cedere a un amore non desiderato. La leggenda narra del dio Apollo che, innamorato della bellissima Dafne, prese a inseguirla deciso a conquistarne l'amore. Nel momento in cui stava per essere raggiunta, Dafne supplicò suo padre Peneo di salvarla; fu così trasformata in un pianta di lauro.

Diana

E’ una dea italica, latina e romana, signora delle selve, protettrice degli animali selvatici, custode delle fonti e dei torrenti, protettrice delle donne, cui assicurava parti non dolorosi, e dispensatrice della sovranità. Più tardi fu assimilata alla dea greca Artemide assumendone il carattere di dea della caccia e l'accostamento alla Luna.
Secondo la leggenda, Diana - giovane vergine abile nella caccia, irascibile quanto vendicativa - era amante della solitudine e nemica dei banchetti; era solita aggirarsi in luoghi isolati. In nome di Amore aveva fatto voto di castità e per questo motivo si mostrava affabile, se non addirittura protettiva, solo verso chi - come Ippolito e le ninfe che promettevano di mantenere la verginità - si affidava a lei.

Doride  

E’ una delle Oceanine. Nella mitologia greca, le Oceanine erano figlie del titano Oceano e della titanide Teti, sorelle dei tremila fiumi-dei detti Potamoi (Ποταμοί).
Le Oceanine, personificavano le acque correnti, ossia ogni fiume e sorgente della terra.

Eco

Nella mitologia greca, Eco è una delle Oreadi, le ninfe delle montagne.
Secondo Ovidio, Zeus notando l'attitudine di Eco per il pettegolezzo, la spinse ad intrattenere sua moglie Era in modo da distrarla dai suoi amori furtivi. Era però si accorse dell'inganno, e la punì togliendole l'uso della parola e condannandola a dover ripetere solo le ultime parole che le venivano rivolte o che udiva.
Un giorno, la ninfa si innamorò di Narciso, un bellissimo giovane, di cui tutti, sia donne che uomini, si innamoravano alla follia. Tuttavia Narciso preferiva passare le sue giornate cacciando, non curandosi delle sue spasimanti. Rifiutata da Narciso,  la ninfa, consumata dall'amore, si nascose nei boschi fino a scomparire e a restare solo una eco lontana.

Egeria

Nella mitologia romana Egeria è una delle ninfe Camene. Secondo la leggenda, fu amante, consigliere (sulle leggi religiose) e in seguito moglie del re Numa Pompilio.
Quando il re morì, Egeria si sciolse in lacrime, dando vita a una fonte  che divenne il suo luogo sacro, e che la tradizione identifica con la sorgente esistente presso la Porta Capena, vicino Roma.
A Egeria venivano offerti sacrifici da parte delle donne incinte per il buon esito del parto.

Erato

Musa della Poesia lirica e della anacreontica, deriva il nome da Eros (amore). E' rappresentata come una ninfa coronata di mirti e di rose, che nella mano sinistra regge una lira e nella destra un arco.

Fanciulla di Anzio

E’ ritenuta una delle più singolari statue dell'antichità. Fu rinvenuta nel 1878 in una nicchia della Villa Imperiale ed è formata da due blocchi di marmo di cui uno più fine per la testa, la parte nuda della spalla destra, del petto e del braccio destro. La statua, alta m.1,70, raffigura una giovinetta rivolta a sinistra mentre avanza vestita di chitone ed un ampio mantello.
E’ stata assunta, a buon diritto, quale simbolo dell’antica grandezza della romana Antium e come simbolo della rinascita della moderna Anzio. Attualmente la Fanciulla d'Anzio è conservata presso il Museo Nazionale Romano.

Igea

(dal greco Υγιεία con il significato di salute, rimedio, medicina) è una figura della mitologia greca e successivamente romana. Figlia di Asclepio e di Epione (o Lampezia), Igea è la dea della salute e dell'igiene.
Nella religione greca e romana, il culto di Igea è associato strettamente a quello del padre Asclepio, tutelando in questo modo l'intero stato di salute dell'individuo. Igea viene invocata per prevenire malattie e danni fisici; Asclepio per la cura delle malattie e il ristabilimento della salute persa.
Nella mitologia romana, Igea viene indicata come Salus o Valetudo, sinonimi, in latino, di (buona) salute. Igea era raffigurata sotto l'aspetto di una giovane donna prosperosa, nell'atto di dissetare in una coppa un serpente, in un'altra raffigurazione era seduta su un seggio, con la mano sinistra appoggiata ad un'asta, mentre con la mano destra porge una patera ad un serpente che, lambendola, si innalza da un'ara posta davanti alla dea.

Iris

Iris o Iride è una dea dell'Olimpo, messaggera degli dei e personificazione dell'arcobaleno.
A differenza di Ermes, la "veloce" Iris non appartiene al culto ellenico, ma solo al mito.
Svolge il suo compito di messaggera grazie a grandi ali d'oro con le quali corre rapida a portare gli ordini di Zeus. È citata nell'Iliade, in cui si legge: Zeus padre dall'Ida... incitò... Iris dall'ali d'oro a portare in fretta un messaggio.[1]
Iris non è un'Oceanina: per padre ha un figlio del dio marino Ponto (il mare), per madre ha un'oceanina, ha le terribili arpie per sorelle, anch'esse alate. È vestita di "iridiscenti" gocce di rugiada ed è proprio per la sua luminosità di colore variabile che la membrana dell'occhio si chiama "iride".

Lavinia

Lavinia  fu una leggendaria principessa italica del circa 1100 a.C., figlia del re Latino e della regina Amata.
Secondo la tradizione epica latina, Lavinia fu sposa di Enea, al quale diede un figlio Silvio, capostipite dei re latini, una serie di leggendari re del Lazio e Alba Longa che, nella mitologia romana, collegano Enea e la fondazione di Roma da parte di Romolo e Remo nel 753 a.C.
L'antica città di Lavinium, non coincide con l'attuale Lavinio. Lavinium, il luogo dove la leggenda vuole che Enea fondò in onore di Lavinia, si trova invece presso la foce del fosso di Pratica di Mare a Torvaianica.

Leda

Nella mitologia greca Leda era figlia di Testio e moglie di Tindaro, re di Sparta.
La leggenda narra che Zeus, innamoratosi di lei, si trasformò in un cigno e si accoppiò con Leda, che generò due uova. Da un uovo sarebbero usciti i Dioscuri, Castore e Polluce, mentre dall'altro Elena e Clitennestra.
Secondo un'altra versione del mito, Leda trovò l'uovo, frutto dell'unione tra Zeus e Nemesi, dal quale sarebbe uscita Elena.

Maia

Maia, figlia di Atlante e di Pleione, era una ninfa del monte Cillene. Dalla sua unione con Zeus nacque Ermes.
Si dice che Maia, simbolo della primavera o della fertile stagione delle piogge (qualcuno afferma che il mese di maggio, in latino Maius, derivi proprio da questo nome) fosse la più bella delle Pleiadi e che, insieme alle sorelle, venne trasformata in una stella da Zeus per sottrarla alla moglie gelosa.

Merope

Nella mitologia greca, Merope era una delle figlie di Atlante e di Pleione, una delle Pleiadi. Sposò Sisifo, re di Corinto (chiamato Efira a quel tempo), dal quale ebbe Glauco come figlio, padre di Bellerofonte.
(Ovidio la indica come la stella meno brillante nella costellazione delle Pleiadi, in quanto l'unica ad aver sposato un mortale).
ll nome Merope (dal greco, che articola la voce, o che dispiega lo sguardo) può riferirsi anche ad altre figure mitologiche (sia maschili sia femminili). Merope - figlia di Oceano e madre di Fetonte; Merope - una delle Eliadi o sorelle di Fetonte;Merope - figlia di Enopio ed Elice di Chio. Chiamata anche Haero, Aerope, e Maerope, fu amata da Orione che, per questo fu accecato da suo padre;Merope - moglie di Megareo dal quale ebbe Ippomene; Merope - figlia di Cipselo e moglie di Cresfonte e quindi di Polifonte, madre di Epito;Merope - indovino di Percote, padre di Arisbe e dei re e guerrieri Adrasto e Anfio (Omero, Iliade)Merope - guerriero troiano nell' Eneide, ucciso in combattimento da Turno.

Naiadi

Le Naiadi - figure della mitologia greca (Ναϊάδες dal greco νάειν, "fluire," e νἃμα, "acqua corrente") - erano le ninfe che presiedevano a tutte le acque dolci della terra e possedevano facoltà guaritrici e profetiche; si distinguevano in: Potameidi, ninfe dei fiumi, Pegee, ninfe delle sorgenti , Crenee o Creniadi, ninfe delle fontane, Limniadi, ninfe dei laghi, Eleadi, ninfe delle paludi.
Il culto delle Naiadi – che erano considerate benefiche divinità della salute – ebbe maggior diffusione fra i contadini, i quali le onoravano con offerte di fiori, frutta e latte.
Sono distinte dalle divinità acquatiche, che rappresentavano gli stessi fiumi, e dagli antichissimi spiriti che abitavano le tranquille acque delle paludi, degli stagni e delle lagune o dei laghi.  Le Naiadi sono associate con le acque fresche, come le Oceanine per le acque salate e le Nereidi del Mediterraneao; ma poiché i greci pensavano che le acque del mondo costituissero un unico sistema, che penetrava dal mare nei profondi spazi cavernosi della terra, c'è stata talvolta qualche sovrapposizione. Aretusa, la ninfa di una sorgente, era capace di spostarsi attraverso correnti sotterranee dal Peloponneso per riaffiorare da qualche parte in Sicilia.

Nausicaa

(in greco: Ναυσικάα/Ναυσικᾶ) è una figura della mitologia greca, figlia di Alcinoo (re dei Feaci) e di Arete.
Nel libro VI dell'Odissea si narra che  Nausicaa stesse giocando  a palla presso una riva con le proprie ancelle. D'un tratto un naufrago nudo esce da un cespuglio: Ulisse. Mentre le ancelle fuggono impaurite, Nausicaa "dalle bianche braccia" accoglie con eleganza e cortesia lo sconosciuto che invoca la sua misericordia. Gli regala delle vesti e gli suggerisce la via per la dimora del padre Alcinoo. Egli lo accoglie calorosamente e gli fornisce una nave per il ritorno in patria. Nausicaa sembra quasi innamorarsi dell'Eroe, e lo stesso padre  offre la sua mano ad Odisseo.

Nereidi

Le Nereidi (in greco: Νηρείδες o Νηρηίδες, al singolare Νηρείς) erano delle figure della mitologia greca, ninfe marine, figlie di Nereo e della Oceanina Doride. Erano considerate creature immortali e di natura benevola. Facevano parte del corteo del dio del mare Poseidone insieme ai Tritoni e venivano rappresentate come fanciulle con i capelli ornati di perle, a cavallo di delfini o cavalli marini. Le Nereidi più note sono Anfitrite, sposa di Poseidone, Galatea, amata dal pastore Aci e dal ciclope Polifemo e Teti, madre dell'eroe Achille.

Ninfa Alburnea

Presumibilmente di tratta della Sibilla Albunea,  ninfa di una fonte solforosa presso Tivoli; nelle vicinanze era anche il suo oracolo , che perciò fu considerata una Sibilla.

Ninfa

La mitologia greca annovera molte ninfe (dal greco antico νύμφη, "giovane fanciulla"), divinità minori della natura o celesti. Vi sono molti miti su di esse, questi le associano spesso ai satiri, da cui la tendenza sessuale della ninfomania.
Le ninfe erano figlie di Zeus o Urano e se ne annoverano  diversi tipi, a seconda dell'ambiente naturale in cui vivono.
Le Ondine sono creature leggendarie,  fanno  anche parte del folklore europeo, descritte generalmente come creature affini alle fate; il nome può essere usato anche per altri spiriti acquatici simili.
Secondo la tradizione, le ondine sono prive di anima (e quindi non avrebbero accesso al paradiso dopo la morte) ma possono guadagnarsene una sposando un uomo mortale. Le ondine sono presenti anche nel folklore germanico, dove sono creature misteriose simili alle sirene greche, che abitano i fiumi e che talvolta attirano gli uomini fino a farli annegare. Sono in genere rappresentate come bellissime donne con la coda di pesce. A seconda delle tradizioni, sono considerate esseri maligni, innocui o addirittura amichevoli.
Secondo le teorie avanzate da Paracelso, un'ondina è una ninfa od uno spirito acquatico, si trovano comunemente  in laghi,  foreste e cascate. Hanno voci meravigliose, che occasionalmente sono udite sovrapposte allo scrosciare dell'acqua.

Pallade

Pallade o Pallas è un epiteto dato alla dea Atena. Significa "giovane", e deriva dal greco πάλλαξ (pállax).  Nella mitologia greca, era la libica compagna di giochi di Atena. Si racconta che, ancora fanciulla, Atena uccise incidentalmente la sua amica Pallade, mentre era impegnata con lei in uno scherzoso combattimento, armate di lancia e di scudo. In segno di lutto, Atena aggiunse il nome di Pallade al proprio.

Partenope

Il mito della sirena Partenope nasce dalla tradizione del popolo, di origine greca, dei rodii, residente sulle coste del golfo napoletano nel lontano III secolo a.C.
Le poche notizie che ci sono giunte al riguardo concernono soltanto una corsa con le fiaccole che ogni anno si compiva in suo onore (le cosiddette Lampadoforie); tuttavia il nome di quella che pare fosse la più bella sirena del golfo, sepolta secondo la leggenda sempre nelle vicinanze di Napoli, rimane oggi utilizzato per definire la regione napoletana. Pare che la sirena in questione sia morta nel luogo in cui oggi sorge Castel dell'Ovo e proprio lì sia stata sepolta una dei patroni di Napoli, santa Patrizia.

Penelope

E’ una figura della mitologia greca, figlia di Icario e di Policaste (o di Peribea), moglie di Ulisse, madre di Telemaco, Poliporte e Arcesilao. Discendeva da parte di padre dal grande eroe Perseo (Icario era suo nipote) ed era cugina di Elena. Prende il nome da un mito riguardante la sua infanzia: quando nacque fu gettata in mare per ordine del padre e fu salvata da alcune anatre che, tenendola a galla, la portarono verso la spiaggia più vicina. Dopo questo evento, i genitori la ripresero con loro e le diedero il nome di Penelope (che significa appunto "anatra").
Attese per vent'anni il ritorno del marito, partito per la guerra a Troia, crescendo da sola il piccolo Telemaco e evitando di scegliere uno tra i proci, nobili pretendenti alla sua mano, anche grazie al famoso stratagemma della tela: di giorno tesseva il sudario per Laerte, padre di Ulisse, mentre di notte lo disfaceva. Avendo promesso ai proci che avrebbe scelto il futuro marito al termine del lavoro, rimandava all'infinito il momento della scelta. L'astuzia di Penelope, tuttavia, durò "solo" per poco meno di quattro anni a causa di un'ancella traditrice che riferì ai proci l'inganno della regina. Alla fine, Ulisse tornò, uccise i proci e si ricongiunse con la moglie. Penelope è il simbolo per antonomasia della fedeltà coniugale femminile. Tornato nuovamente a casa dopo l'estremo viaggio, Ulisse poté nuovamente godere della moglie e secondo una versione la rese incinta di altri due figli: Poliporte e Arcesilao.

Pleiadi

Sono sette sorelle, figlie di Atlante e di Pleione. Secondo un'altra versione sono figlie di una regina delle Amazzoni. I loro nomi erano: Alcione, Celeno, Elettra, Maia, Merope, Asterope, Taigete.
Secondo una delle versioni le Pleiadi erano le compagne vergini di Artemide, la dea della caccia. Orione, il famoso cacciatore, le inseguiva per tutta la terra e loro fuggirono nei campi della Beozia. Gli dei si mossero a compassione trasformando le ragazze in colombe e immortalando in seguito la loro figura nelle stelle.
Eppure nessuna delle Pleiadi era vergine, quasi tutte giacquero con divinità, tranne Merope, sposata con il noto criminale Sisifo. Lei per la vergogna abbandonò le sorelle in cielo e, per questo motivo, si dice che Merope brilla in cielo meno delle altre stelle che formano le Pleiadi.

Rea Silvia

Fu la madre dei gemelli Romolo e Remo, fondatori di Roma; morì sepolta viva da Amulio. Le sue vicende ci sono raccontate nel I libro “Ab urbe condita” di Tito Livio, in frammenti dagli Annales di Ennio e da Fabio Pittore.
Stando al racconto di Livio, Rea Silvia era la figlia di Numitore, discendente di Enea e re di Alba Longa. Il fratello minore di Numitore, Amulio, usurpò il trono e, per evitare che il fratello avesse una discendenza maschile, costrinse Rea Silvia a diventare una sacerdotessa della dea Vesta, dato che le vestali avevano l'obbligo della castità per trent'anni.
Il dio Marte si invaghì della ragazza e la sedusse in un bosco. Quando lo zio seppe del parto di Rea la fece arrestare e ordinò a una serva di uccidere i gemelli, Romolo e Remo. La serva, tuttavia, ne ebbe pietà, li mise in una cesta e li affidò alle acque del Tevere. La cesta, miracolosamente, navigò tranquillaper il fiume e si arenò nel luogo dove più tardi i gemelli avrebbero fondato Roma.
Qui furono trovati da una lupa che aveva appena perduto i propri cuccioli e da lei furono nutriti. In seguito furono trovati dal pastore Faustolo che li portò a casa propria e li fece allevare dalla moglie Acca Larenzia.

Regina Amata

C'è un episodio dell'«Eneide» che lascia perplesso il lettore, come se Virgilio non avesse voluto o non avesse osato dire tutto: quello relativo al suicidio della regina Amata, moglie di Latino e madre di Lavinia, promessa sposa di Turno, re dei Rutuli.
Come è noto, lo sbarco di Enea nel Lazio provoca lo scoppio della guerra a causa della improvvisa decisione di Latino - dettata anche da un vaticinio di Fauno, divinità profetica che faceva udire i suoi responsi presso la fonte Albunea, presso Tivoli - di suggellare l'alleanza con i Troiani promettendo in sposa al loro duce la figlia Lavinia.
Ciò provoca l'indignazione di Amata, che rinfaccia allo sposo la mancata promessa nei confronti di Turno e fa di tutto per convincerlo a recedere dalla sua decisione. Tra l'altro, vistolo irremovibile, si nasconde nei boschi con Lavinia e chiama a raccolta le altre donne di Laurento, con le quali si abbandona a furiose orge bacchiche.
Tanta ostilità verso Enea e tanto furore contro la decisone del marito le sono stati ispirati, o almeno esasperati, dalla furia Alletto, inviata da Giunone (nemica mortale dei Troiani), la quale penetra con orribili metamorfosi nel seno della regina e la istiga nel suo vano tentativo di scongiurare in ogni maniera quelle nozze aborrite.
La stessa Alletto, poi, sotto le mentite spoglie di un'anziana sacerdotessa di Giunone, appare in sogno a Turno e ne infiamma la rabbia contro i Troiani, spingendolo, al risveglio, a preparare immediatamente la guerra.
Impressionante, per vigore drammatico e forza inventiva e allegorica, è la descrizione del modo in cui Alletto si insinua nell'animo di Amata e finisce per ridurla in uno stato di furore che assomiglia molto alla pazzia.

Sibilla

La Sibilla è una figura esistita storicamente, ma presente nella mitologia greca e in quella romana. Le sibille erano vergini dotate di virtù profetiche ispirate da un dio (solitamente Apollo), ed erano in grado di fornire responsi e fare predizioni, per lo più in forma oscura o ambivalente.

Sirene

Le sirene sono delle figure mitologico-religiose greco-romane. L'origine letteraria della figura delle sirene è nell'Odissea di Omero dove vengono presentate come cantatrici marine abitanti un'isola presso Scilla e Cariddi, le quali incantavano, facendo poi morire, i marinai che incautamente vi sbarcavano. La loro isola mortifera era disseminata di cadaveri in putrefazione. Ma Odisseo, consigliato da Circe, la supererà indenne.

Taigete

Taigete è una figura della mitologia greca, figlia di Atlante e di Pleione.
È una delle Pleiadi; cercò di sfuggire a Zeus, che voleva concupirla, invocando Artemide che la trasformò in cerbiatta. Tornata alla forma umana Taigete consacrò alla dea cacciatrice la Cerva di Cerinea. Secondo altri miti Zeus riuscì ugualmente ad unirsi a lei, e da loro venne generato Lacedemone.

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 891
INTITOLATE A UOMINI: 363
INTITOLATE A DONNE: 57
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 2
Via Regina dei Gigli
Via Santa Maria della Speranza
Sante, beate, martiri: 2
Largo Santa Felicita
Via Santa Colomba
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 4
Largo Annunciata Cocchetti
 Piazza Madre Maria Teresa Spinelli
 Via Bartolomea Capitanio
Via Maria Elena Bettini
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...):

11
Via Ada Negri
Via Clelia Bertini Attilj
Via Ida Baccini
Via Elisabetta Barrett
Via Gaspara Stampa
Via Grazia Deledda
Via Maria Barbara Tosatti
Via Sibilla Aleramo
Via Veronica Gambara
Via Luce d'Eramo
Giardino Paolina Gervasi Mantovani

Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...):

1

Via Eva Mameli

Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...):

37
Largo Cloe Elmo
Largo Fausta Labia
Largo Lyda Borelli
Largo Rina Morelli
Largo Sorelle Gramatica
 Piazza Giulietta Masina
 Piazza Marianna Benti Bulgarelli
Via Amalia Bettini
Via Dina Galli
 Via Dolores Palumbo
Via Elsa de’ Giorgi
Via Erminia Frezzolini
Via Evi Maltagliati
Via Gianna Pederzini
Via Ines Alfani Tellini
Via Lea Padovani
Via Lia Zoppelli
 Via Maria Melato
Via Pupella Maggio
 Via Rina De Liguoro 
 Via Rosetta Pampanini
 Via Rosina Anselmi
Via Sorelle Tetrazzini
Via Sylva Koscina
 Via Teresa Boetti Valvassura
 Via Tina De Lorenzo
Via Tina Pica
 Via Wanda Capodaglio
Via Wanda Osiris
Viale Ave Ninchi
Viale Lina Cavalieri
 Viale Titina De Filippo
Viale Sora Lella
Via Valeria Moriconi
Via Delia Scala
Via Alida Valli
Via Elvira Notari

Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

--

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Aggiornamento a cura di Barbara Belotti (gennaio 2020)

Toponomastica femminile a Roma - III Municipio

di Barbara Belotti


Il III municipio (ex IV) di Roma, con oltre 200.000 abitanti, è collocato a nord del centro cittadino. Formato da 13 zone urbanistiche, mantiene in una parte dei suoi territori più periferici (la Riserva Naturale della Marcigliana), le caratteristiche di quella Campagna Romana che, tra Settecento e Ottocento, ha ispirato tanti pittori europei giunti a Roma per il Grand Tour. La fisionomia del IV Municipio comincia a svilupparsi negli anni Venti quando, su progetto dell’architetto Gustavo Giovannoni, venne costruita la Città Giardino-Aniene ispirata al modello della garden-city dei paesi nordeuropei, Inghilterra soprattutto. L’intero municipio si è caratterizzato, e si caratterizza ancora, per un notevole “dinamismo” edilizio che costantemente trasforma il panorama delle aree periferiche.
Molte strade nel municipio hanno toponimi che ricordano valli, monti, passi alpini ed appenninici, isole, città e paesi d’Italia. Man mano che i quartieri crescevano e si sviluppavano, sono state dedicate strade e piazze anche a scrittori e poeti, critici e letterati, attori e registi, cantanti di musica lirica e pop in un “tripudio” di genere maschile che può essere sintetizzato in poche cifre: su un totale di 856 toponimi, 346 ricordano figure maschili (40.4 % del totale) mentre solo 50 nomi (quasi il 6%) si riferiscono a figure femminili, in un rapporto fra loro che equivale al 14,45%.
Queste possono essere raccolte in tre categorie: attrici o personagge del mondo dello spettacolo e della cultura: cantanti liriche, scrittrici e poetesse. Vanno poi aggiunti pochi odonimi riferiti a figure di sante e di religiose che in parte riprendono la tradizione toponomastica consolidata da secoli e in parte confermano come, pur nell’avvicendarsi dei decenni e delle tendenze socio-economiche, le figure in odore di santità siano rassicuranti e confermino il carattere misogino della società.
Per rendere merito alle poche donne ricordate nel III Municipio, provo a parlare di loro precisando che per alcune è stata veramente un’ardua impresa riuscire a rintracciare anche solo brandelli di notizie biografiche o tracce di attività. Al tempo stesso mi sono resa conto di quante omissioni sono state fatte, di quante figure femminili non sono state ricordate.
Cominciamo con il gruppo delle scrittrici e delle poetesse.
Sono in tutto nove “disperse” in una vasta area dedicata al mondo della letteratura e della critica letteraria di tutti i tempi. La prima, in ordine alfabetico, è Sibilla Aleramo, celebre scrittrice e celebre donna la cui fama mi consente di sorvolare verso figure più ignote. Seguono alla lettera B Ida Baccini, Elisabetta Barret Browing e Clelia Bertini Attilj. La prima è stata, oltre che insegnante, una scrittrice di libri per l’infanzia interessata a promuovere la stampa periodica per i ragazzi e le ragazze. Il suo primo libro venne pubblicato nel 1875 in forma anonima e solo successivamente, a seguito del notevole successo del testo, le ristampe portarono il suo nome. Elisabetta Barret Browing è stata una poetessa inglese, amante e conoscitrice fin dall’adolescenza della cultura e della letteratura classica. Visse a lungo a Firenze, fu vicina alle idee e alle istanze del Risorgimento che descrisse, soprattutto gli anni del 1848-49, in un suo libro. La ricerca su Clelia Bertini Attilj ha richiesto molta pazienza e ha dato scarsi risultati. Digitando il suo nome su Google vengono fuori quasi unicamente riferimenti alla strada a lei dedicata e alle attività commerciali che qui si svolgono. Rari accenni informano che fu una scrittrice romana, vissuta tra la seconda metà del XIX secolo e gli anni Dieci del Novecento. Insegnante alla Scuola Normale E. Fonseca Pimentel di Napoli, diresse le riviste Vita Nuova e Galatea e sembra fosse una famosa improvvisatrice di poesia estemporanea.
Alla lettera D posto d’onore (ed anche unico) a Grazia Deledda vincitrice del premio Nobel nel 1926.
Segue Veronica Gambara, poetessa rinascimentale, che ebbe il privilegio di ricevere un'ottima educazione umanistica comprendente lo studio della filosofia, della teologia, del greco e del latino. Fu attenta e partecipe alla vita culturale e politica del suo tempo ottenendo il giusto riconoscimento dai contemporanei. Dopo la lettera G nulla fino alla lettera N. La strada è dedicata ad Ada Negri, poetessa e scrittrice, prima ed unica donna ad essere ammessa (nel 1940) all’Accademia d’Italia, dopo aver vinto alcuni anni prima il premio Mussolini ed essere stata consacrata a tutti gli effetti intellettuale di regime.
Di nuovo un altro grande salto fino alla S dove si incontra Gaspara Stampa, poetessa cinquecentesca la cui fama letteraria si intreccia a doppio filo con le notizie tramandate sui suoi amori e le sue passioni private. Le sue poesie costituiscono una delle raccolte liriche più interessanti del XVI secolo, originali rispetto alle complesse elaborazioni tecnico-formali del discorso poetico cinquecentesco, con forme quasi discorsive vicine ad una confessione autobiografica. L’ultima letterata ricordata nel IV Municipio è Maria Barbara Tosatti, vissuta tra la fine dell’Ottocento e i primi decenni del Novecento. Pur avendo trovato che in vita raggiunse una buona fama, di lei rimangono deboli tracce sia biografiche che letterarie e una piccola nota critica in cui è indicata come Leopardi in gonnella.
Altre strade del III Municipio, soprattutto nell’area del quartiere della Serpentara e dintorni, sono dedicate a cantanti e a donne del teatro e del cinema. Cominciamo dalla musica e da alcune sue protagoniste. La prima è Ines Alfani Tellini che ha avuto due carriere distinte. Affermatasi nella prima metà del Novecento come soprano (negli anni Trenta fu la prima cantante lirica ad esibirsi a Mosca e Leningrado), dopo la seconda guerra mondiale scelse la carriera di regista teatrale di opere da camera e opere liriche. Marianna Benti Bulgarelli, cui è stata intitolata una piazza, è stata una importante soprano del XVIII secolo, nata a Roma e per questo soprannominata la Romanina. Scopritrice del talento di Metastasio, lo appoggiò e lo consigliò nelle fasi iniziali della carriera. Lina Cavalieri è sicuramente il nome più popolare: a lei, la donna più bella del mondo è stato dedicato un viale. La sua voce seducente e il talento scenico le aprirono la strada dei più famosi teatri d’Italia e del mondo consacrandola una vera diva degli anni a cavallo fra Ottocento e Novecento e schiudendole anche le porte del cinema. Largo Cloe Elmo ricorda invece una delle più apprezzate voci liriche del XX secolo, diretta da illustri direttori in molti prestigiosi teatri del mondo. Dopo il ritiro dalle scene si dedicò all’insegnamento e dal 1954 insegnò al Conservatorio di Ankara. Via Erminia Frezzolini ricorda una soprano di grande talento vissuta nel XIX secolo, mentre la memoria di Fausta Labia, cantante lirica attiva fra Ottocento e Novecento, è affidata a un largo in questo municipio e a una via nel XIV. Ben più famosa all’epoca fu la sorella Maria, anche lei soprano alla quale però –curioso destino– non è stata intitolata alcuna strada. Via Rosetta Pampanini ricorda una delle più grandi interpreti pucciniane degli anni Trenta, cui si aprirono i palcoscenici di tutto il mondo. Un’altra strada è intitolata a Gianna Pederzini, celebre mezzosoprano la cui fama indiscussa attraversò molti decenni del Novecento e che, al ritiro dalla fortunata carriera, insegnò nell’Accademia di Santa Cecilia di Roma. Curiosamente l’ultima via dedicata alle protagoniste della musica lirica è dedicata alle sorelle Tetrazzini. Si chiamavano Luisa ed Eva e sono state entrambi soprano. Luisa ebbe una fortunata carriera interpretando il repertorio lirico leggero, mentre Eva si affermò in quello drammatico. Peccato non aver “osato” dedicare a ciascuna di loro uno spazio pubblico.
Il terzo gruppo toponomastico "omogeneo” è quello degli attori e delle attrici, dei registi e delle registe.
Rosina Anselmi, la prima in ordine alfabetico, ha iniziato a recitare fin da bambina e per i primi decenni del Novecento si è dedicata al teatro partecipando a tournèe in Italia e all’estero (nei primi anni del secolo si recò nel Nord America recitando in spettacoli per le comunità italo-americane). Negli anni trenta debuttò nel cinema sonoro e alla radio EIAR; in seguito partecipò a programmi anche per la televisione. Via Amelia Bettini ricorda una famosa attrice del XIX secolo. Apprezzata protagonista di molte stagioni teatrali, spaziava tra repertori drammatici e leggeri, ebbe l’ammirazione profonda di Stendhal e di Belli. Dopo il matrimonio si ritirò, nel pieno del successo, dalla scena teatrale e morì a Roma alla fine del secolo pressoché dimenticata. Poche notizie sono reperibili per ricostruire la fisionomia di Teresa Boetti, attrice di teatro drammatico, vissuta a cavallo fra Ottocento e Novecento, che si dedicò anche al cinema muto. Largo Lyda Borelli ricorda una vera diva dei primi anni del XX secolo. La sua forte espressività gestuale e la presenza scenica furono sempre apprezzate dal pubblico e dalla critica anche quando dal palcoscenico teatrale passò ai ruoli cinematografici. La sua fu una carriera trionfale e intensa, ma breve: nel 1918, nel pieno del successo, lasciò la sua attività dopo aver sposato Vittorio Cini, aristocratico e ricco finanziere italiano. Wanda Capodaglio, cui è intitolata una strada, proveniva da una celebra famiglia di attori e iniziò la carriera giovanissima, prima nel teatro e poi nel cinema affiancando a questi impegni ruoli di protagonista della prosa radiofonica EIAR. Ha anche partecipato, con l’avvento della televisione, a diversi sceneggiati della RAI, quelle “mitiche” riduzioni in bianco e nero per il piccolo schermo che hanno introdotto molte e molti di noi ai classici della letteratura nazionale e internazionale. Sotto la lettera D troviamo più di un nome. Per la prima, Titina De Filippo, le righe a disposizione non bastano. È stata una delle più grandi attrici del teatro napoletano del Novecento, figlia di Eduardo Scarpetta e sorella degli altrettanto famosi Eduardo e Peppino De Filippo. Si è dedicata sia al teatro che al cinema; con il fratello Eduardo ha fondato la Compagnia di Eduardo portando al trionfo opere come Napoli milionaria, Filumena Marturano, scritta appositamente per lei, Questi fantasmi. A causa dei gravi problemi di salute che la affliggevano,abbandonò negli anni ’50 le scene, dedicandosi alla pittura e al cinema sia come attrice che come sceneggiatrice e dialoghista. Via Elsa De Giorgi ricorda una donna che fu conosciuta soprattutto come attrice di teatro e di cinema, ma che fu anche scrittrice, scenografa, regista. Negli anni Trenta girò molti film in costume, ma le sue idee antifasciste la portarono a preferire il teatro al cinema di regime. Una via è dedicata a Lina De Liguoro, il cui vero nome era Elena Caterina Catardi. Dopo aver studiato pianoforte e aver cominciato una brillante carriera come concertista, passò negli anni Venti al cinema dimostrando una grande incisività nei ruoli interpretati che, insieme alla notevole bellezza, le aprì la via di Hollywood. Non riuscì però ad imporsi nel cinema statunitense e preferì quindi tornare alla carriera di pianista e al successo nel campo della musica. Infine Tina De Lorenzo: fu un’attrice teatrale che, per la notevole bellezza, i modi da gran signora e le raffinate doti di artista, su soprannominata in Italia l’Angelicata. Svolse anche numerose tournée all’estero ottenendo grandi successi che, in Argentina, le valsero il soprannome di L’Encantadora. Alle sorelle Gramatica si è scelto (non si capisce perché) di dedicare una sola via: Irma, Emma e Anna furono tutte e tre attrici di successo sia di teatro che di cinema. Irma, forse il nome più noto al grande pubblico, fu prima attrice e direttrice di compagnie intitolate al suo nome, con le quali interpretò molti ruoli drammatici. Nella sua compagnia mosse i primi passi Maria Melato, alla quale è dedicata un’altra strada, attrice dalla brillante carriera teatrale, cinematografica e radiofonica. La sua esperienza sul palcoscenico, particolarmente ricca negli anni Venti, la vide impegnata non solo nella recitazione ma anche nella cura di ogni aspetto del “fare teatro”, dalla regia all’adattamento testi, dalla formazione degli attori e delle attrici all’ideazione dei costumi. Via Rina Morelli è dedicata ad una celebre protagonista del mondo teatrale italiano, impegnata con successo anche alla radio e alla televisione e che, come doppiatrice, prestò la sua voce duttile ed espressiva a numerose attrici straniere. Carriere teatrali, cinematografiche e televisive di successo ebbero anche Evi Maltagliati, Lia Zoppelli, Pupella Maggio e Tina Pica, queste ultime interpreti del teatro napoletano nella Compagnia di Eduardo e poi bravissime attrici cinematografiche che hanno saputo dar vita a ruoli anche brillanti e comici. La lunga carrellata fra le (poche) vie dedicate alle attrici italiane si chiude con due nomi celebri: Sylva Koscina e Giulietta Masina. Di recente istituzione (luglio 2012) sono i viali intitolati a Ave Ninchi e alla Sora Lella (Elena Fabrizi). Molto differenti fra loro sia per atteggiamenti che per ruoli e impegni professionali, sono ora accumunate dall’essere ricordate in periferia, lontane dal centro della città dove gli spazi pubblici sono dedicati ai loro colleghi maschi con cui condividevano, in passato, successo e popolarità. Il percorso nel IV Municipio si conclude con 6 strade estranee ai gruppi toponomastici omogenei fino ad ora riletti in ottica di genere. Via Maria Elena Bettini ricorda una religiosa romana, vissuta nel XIX secolo e proclamata beata nel 1994, che fondò l’istituzione delle Figlie della Divina Provvidenza, congregazione di maestre dedite all’insegnamento delle fanciulle povere che svolgevano un compito ardito in un periodo in cui l’istruzione era privilegio maschile e delle classi elevate. Via Bartolomea Capitanio è stata una religiosa lombarda, beatificata nel 1950, fondatrice della congregazione delle Suore di Maria Bambina.
Nella parte più periferica del Municipio i nomi delle strade mantengono la vecchia topografia e le antiche denominazioni che la tradizione e l’uso hanno consolidato. Si tratta di Via di Santa Colomba, Via di Santa Maria della Speranza e Via di Santa Felicita.
Nella Riserva naturale della Marcigliana, infine, esiste un Casale di Belladonna. In questa zona, tra la via Salaria e la Nomentana sulla sponda destra del fiume Allia, ora fosso di santa Colomba, si trovava l’antico centro di Crustumerium, antica città latina in posizione strategica a controllo dell’antico percorso tra Etruria e Campania. La storia del centro urbano si lega alle origini di Roma e alla sua espansione. Crustumerium fu, in alterne vicende, alleata e nemica di Roma e alcune sue donne furono vittime del ratto perpetrato contro le Sabine. Il sito dove si trova il casale di Belladonna è ricordato fin dalle cronache dell’Ottocento per la presenza di un Castel delle Donne o Casale delle Donne. Si asseriva che le donne romane si fossero rifugiate qui a piangere dopo la battaglia di Allia fra Roma e i Galli invasori, i quali sconfissero duramente i soldati romani.

Per chiudere il discorso sul III municipio, delle dieci aree verdi (tra giardini e parchi) una sola è dedicata a una donna: Paolina Gervasi Mantovani (1907-1999) poetessa e scrittrice calabrese.
Infine su 60 istituti di istruzione pubblica, 27 sono intitolate a figure maschili, 4 a donne. Nell'ordine abbiamo: Anna Frank, Anna Magnani, Maria Stern, Caterina Usai.

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 881
INTITOLATE A UOMINI: 464
INTITOLATE A DONNE: 50
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 4

Piazza Santa Maria Consolatrice
Piazza Santa Maria dell’Olivo
Piazza Santa Maria del Soccorso
Via Santa Maria dell’Olivo

Sante, beate, martiri: --
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 2
Via Giuseppina Nicoli
Largo Gertrude Comensoli
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: 4
Via Elena Brandizzi Gianni
Via Gina Mazza
Via Marchesa di Barolo
Via Marianna De Fusco

Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): 2
Via Guglielmina Ronconi
Via Emma Amadei

Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): 2
via Virginia Chiodi [medica condotta]
Via Caterina Scarpellini

Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...):

1
Via Maria Bice Valori

Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 10

Ripa Mammea [da Giulia Mamea, madre dell’imperatore Alessandro Severo, reggente per conto del figlio ancora adolescente, morta nel 235 d.C.]
Ponte Mammolo [da Giulia Mamea, madre dell’imperatore Alessandro Severo, reggente per conto del figlio ancora adolescente, morta nel 235 d.C.]
Via Adelaide Aglietta
Via Angelica Balabanoff
Via Caterina Martinelli;
Via Eufrasia Martinetti [figura storica del Risorgimento]
Via Galla Placidia
Via Maria Brighenti
via Poppea Sabina
Via Camilla Virginia Savelli [nobile del XVI sec.]

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 1
via Zoe Fontana
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: 19

Largo Camesena
Largo Cassandra
Largo Didone
Via Amarilli
Via Camesena
Via Creusa
Via Cupra
Via Dea Opi
Via Faunia
Via Feronia
Via Flora
Via Galatea
Via Licoride
Via Marica
Via Melissa
via Naide
via Pomona
Via Sibilla Tiburtina
Via Vacuna

Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): 5

Via Camilla Virginia Savelli [nobile del XVI sec.]
Via Elisea Savelli
via Faustiniana [nome desunto dalla storia di Tivoli]
Via Plaucina [nome desunto dalla storia di Tivoli]
Via Popilia [nome desunto dalla storia di Tivoli]
Via Tersilia la Divina [moglie di Troilo Savelli, XVI sec.]

 Aggiornamento a cura di Barbara Belotti (gennaio 2020)

Toponomastica femminile a Roma - IV Municipio

di Barbara Belotti


Il IV Municipio di Roma comprende un territorio molto vasto che si estende nella parte nord est della città, attraversato dal fiume Aniene e dalla via Tiburtina. Sul portale del IV Municipio la cartina mostra ben 23 zone fra quartieri, suburbi e nuovi insediamenti che, oltrepassando il GRA, arrivano fino al comune di Guidonia Montecelio: con i suoi 178.000 abitanti (dati 2010) una vera e propria città nella città. Una parte del tessuto urbano è sorto nel secondo dopoguerra, ma un’altra parte, più vecchia, risale al periodo tra gli anni Venti e Quaranta quando gli sventramenti e i piani urbanistici nel centro di Roma costrinsero moltissime famiglie a trasferirsi in periferia. L’ulteriore espansione della città ha seguito la direttrice della via Tiburtina fino a superare il “confine” del GRA e dilagare nell’Agro Romano. In alcuni casi si è trattato di espansioni edilizie basate su lottizzazioni abusive, in altri di quartieri a carattere residenziale che hanno divorato la bellissima campagna che giungeva fino a Tivoli. In questo territorio così esteso le strade dedicate a figure femminili sono 44 (poco più del 5%). E’ interessante notare che 19 toponimi (il 43% del totale) si riferiscono a figure della mitologia antica e a personaggi della letteratura classica, soprattutto virgiliana. Al contrario le strade intitolate a nomi maschili sono 451, oltre il 50% del totale, mentre il rapporto fra maschi e femmine è sotto al 10%.
Cominciando dalle zone più vicine allo Scalo Tiburtino si incontra Via Maria Brighenti dedicata ad una donna insignita della Medaglia d’oro, morta in Libia nell’estate del 1915 nel corso di un attacco di ribelli alle postazioni del presidio militare italiano al cui comando si trovava il marito di Maria. Nonostante la sua partecipazione eroica ai drammatici giorni dell’attacco e la sua tenacia nel prodigarsi nella cura dei feriti, le viene assegnata una strada piccola e senza uscita. Per la cronaca il vero nome della donna è Maria Boni, Brighenti è il cognome del marito, ma la targa non fa alcuna differenza. Poco distante si trova via Galla Placidia, la principessa imperiale romana che fu reggente dell’Impero Romano d’Occidente per conto del figlio Valentiniano III. Il suo nome si lega a molti edifici costruiti a Ravenna fra i quali anche il suo mausoleo. Nel quartiere di Pietralata ci sono strade con nomi femminili, ma nessuna di queste ricorda personagge reali. Si tratta di nomi di divinità romane o sabine, legate all’abbondanza e alla fertilità, come per esempio Feronia, Marìca, Flora, Vacuna, Dea Opi, Melissa. Per trovare altre figure storiche bisogna andare nel quartiere Colli Aniene. Qui si incontra via Caterina Martinelli, una donna romana che Carla Capponi, nel suo libro Con cuore di donna, così ricorda: Il tre maggio Caterina Martinelli guidava all'assalto di un forno le donne della borgata che la fame e la miseria avevano esasperato dopo un inverno terribile. Mentre ritornavano nelle loro baracche con le sporte piene di pane, le donne furono bloccate da un milite della PAI. Al rifiuto di cedere il pane, quelli spararono con il mitra colpendo Caterina Martinelli, che teneva in braccio la bambina ancora lattante e aveva una grossa pagnotta stretta al petto. La donna stramazzò a terra cadendo sopra la figlia, che sopravvisse ma ebbe la spina dorsale lesionata; altre restarono ferite.
Vicino si snoda via Angelica Balabanoff, ucraina di nascita ma vissuta a più riprese in Italia fin dal 1900. Impegnata politicamente durante tutta la sua esistenza, fu su posizioni di assoluto pacifismo allo scoppio della Prima Guerra Mondiale; in seguito ebbe importanti incarichi nella prima fase della Rivoluzione Russa e fu segretaria della Terza Internazionale. A causa di profonde divergenze con la dirigenza del partito bolscevico tornò in Italia nel 1922, durante il fascismo fu esule in Svizzera, a Parigi e a New York e rientrò definitivamente a Roma dopo la conclusione della guerra.
All’attrice Bice Valori è intitolata una strada nella zona di Casal de’ Pazzi, tra la via Nomentana e la via Tiburtina, unica figura femminile tra altri otto nomi di attori e sceneggiatori. Vicino ci sono molte strade dedicate a grandi filosofi e pensatori del passato, ma nessuna donna. In compenso non lontano si incontra via Eufrasia Martinetti figura della storia risorgimentale distintasi come infermiera e nell’assistenza ai combattenti nel corso della III Guerra di indipendenza. Nella zona di Rebibbia e nel quartiere di San Basilio le strade sono intitolate a donne impegnate, a vario titolo, nella realtà sociale in particolar modo quella carceraria. Via Virginia Chiodi ricorda una delle prime donne in Italia a laurearsi in medicina del lavoro che svolse la sua attività medica, agli albori del 1900, fra le maestranze dei primi insediamenti industriali lungo la via Tiburtina; Via Gina Mazza è dedicata invece ad una donna di origine veneta attiva nella capitale con un patronato per l’assistenza e la protezione delle donne liberate dal carcere. Via Gugliemina Ronconi celebra la pedagogista e insegnante marchigiana che si dedicò alle detenute delle carceri romane e ai loro bambini organizzando, anche a livello nazionale, gli asili infantili carcerari. Via Marchesa di Barolo è dedicata invece a Juliette Colbert Maulévrier, nobile benefattrice che si dedicò a iniziative come istituzione di scuole gratuite, assistenza ai poveri e un continuo impegno in favore delle carcerate che culminò in un progetto di riforma carceraria presentato nel 1821, a seguito del quale Sovrintendente del carcere femminile delle "Forzate" di Torino, il cui regolamento fu da lei sottoposto all'approvazione delle detenute riunite in assemblea. Un’altra strada ricorda Giuseppina Nicoli, una suora lombarda che svolse una intensa attività tra i giovani ex carcerati e diresse istituti per orfani in Sardegna. Via Elena Brandizzi Gianni si riferisce ad una benefattrice che si prodigò in favore delle famiglie povere di San Basilio e della Tiburtina.
Lungo la Tiburtina Valley, tra capannoni, aziende e uffici, una sola strada è dedicata ad una donna, la celebre Zoe Fontana, grande maestra di sartoria insieme alle sorelle Micol e Giovanna e fondatrice di una delle più prestigiose case di alta moda internazionali.
Proseguendo, i nomi femminili che si incontrano sono quelli dei personaggi della letteratura classica come Creusa, figlia di Priamo e moglie di Enea, Galatea o Amarilli solo per citarne alcuni. Nel quartiere Casal Monastero le vie sono dedicate a località e personaggi della Sabina. Troviamo il nome di Camilla Virginia Savelli, nobile del XVII secolo che fondò un convento di suore oblate agostiniane annesso alla chiesa di Santa Maria dei Sette Dolori sul Gianicolo, poco distante dalla strada intitolata a Poppea Sabina che la tradizione storica romana ci tramanda come donna bellissima, ambiziosa sposa dell’imperatore Nerone. Sembra quasi che i responsabili della toponomastica si siano divertiti a creare “paradossali” intrecci viari.
Sempre nei pressi esistono via Elisea Savelli e via Tersilia la Divina, moglie di Troilo Savelli vissuta nel XVI secolo.
Per “chiudere in bellezza” questo percorso al femminile nel IV municipio troviamo una strada dedicata al Ratto delle Sabine, celebre esempio di arrogante prepotenza maschile, espressione di una sessualità di rapina che si mescola all’ incredibile certezza sulle capacità seduttive dei Romani.

Per completare, uno sguardo alle scuole e alle aree verdi del IV Municipio. In totale, fra scuole per l’infanzia, elementari e superiori di 1° e 2° grado, gli istituti di istruzione pubblica sono 60. Di questi 36 sono intitolati a figure maschili: alcuni sono indicati solo con il nome della strada in cui si trovano, ma vista la prepotente presenza di vie o piazze dedicate a uomini più o meno celebri, il risultato non cambia. Le scuole intitolate alle donne sono tre: ad Angelica Balabanoff, a Sibilla Aleramo e a Madre Teresa di Calcutta. I 6 parchi e i 3 giardini presenti nel territorio del municipio sono tutti intitolati a figure maschili.

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 908
INTITOLATE A UOMINI: 459
INTITOLATE A DONNE: 26
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.): 1
Via dell'Incoronata
Sante, beate, martiri:

1

Parco Madre Teresa di Calcutta 

Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: 1
Via Isabella De Rosis
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...):

2
Viale Graziella De Palo

Giardino Ipazia d'Alessandria

Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): 2
Via Rina Monti
Via Pierina Scaramella
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): 4
Largo Pasquarosa Marcelli Bertoletti
via Rosalba Carriera
via Lavinia Fontana
Via Emma Gaggiotti
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...):

1
Via Argentina Altobelli

Giardino Iolanda Rozzi

Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: 1
Viale Marisa Bellisario 
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: 12

Via Amarilli
Via Aretusa

Via Cerere
Via Cibele
Via Delia
Via Diana
Via Dorinda
Via Fillide
Via Galatea

Via Maia
Via Naide

Via Nerina

Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

 Aggiornamento dei dati a cura di Barbara Belotti (gennaio 2020)

Toponomastica femminile a Roma - V Municipio

di Barbara Belotti, Noemi Mattana e Ludovica Zaccaria


Il V municipio riunisce i territori che, prima della nuova suddivisione del 2013, ricadevano nel VI e VII Municipio.

L'ex VI municipio, fra la via Casilina e la via Prenestina, comprende, secondo il sito dei Servizi toponomastici del Comune di Roma, in quattro zone: Collatino, Tiburtino, Prenestino – Labicano e Tuscolano. L'ex VII Municipio faceva del quartiere Centocelle il suo centro, sempre tra via Prenestina, via di Centocelle e via Palmiro Togliatti; in realtà si divideva in otto zone urbanistiche: Centocelle, Alessandrina, Tor Sapienza, La Rustica, Tor Tre Teste, Casetta Mistica, Centro Direzionale Centocelle.

Il territorio più vicino alle mura Aureliane, ha subito profonde trasformazioni a partire dalla fine del XIX secolo. Con la grande fase di espansione edilizia di Roma capitale in questa area si stabiliscono, abitando in povere baracche, i tanti muratori che prestano la loro manodopera nei cantieri che stanno trasformando la città. I nuclei abitativi diventano in seguito meno precari e a questi si aggiungono, secondo precisi interventi di lottizzazione, le borgate di Centocelle, Tor Pignattara e la borgata Gordiani. Altri interventi di recupero e di edificazioni avvengono negli anni ’50, per proseguire fino ad oggi.

Nel nuovo V Municipio si contano 820 aree pubbliche di circolazione. Di queste il 51% si riferisce a nomi maschili mentre le strade intitolate a figure femminili sono solo 16, cioè l’1.9% del totale, poco meno del 4% rispetto a quelle dedicate agli uomini. Dall’elenco si evince che più della metà delle vie è dedicata a figure mitologiche.
E' interessante evidenziare alcune donne ricordate in questo municipio, figure molto diverse fra loro per vita e per storia, comunque esempi importanti dell’impegno femminile.
Argentina Altobelli (Imola 1866 - Roma 1942) è stata una politica e sindacalista italiana, fra le persone che fondarono la Federazione Naz. Lavoratori della Terra agli inizi del Novecento. Impegnata nel sindacalismo agricolo, Argentina ha sempre rivolto particolare attenzione alle condizioni dei lavoratori e delle lavoratrici, occupandosi direttamente dei problemi di queste ultime. Da qui l’attenzione verso la difesa dei diritti quali l’istruzione, la casa, i servizi sociali e anche l’impegno a ottenere una legge che permettesse il divorzio. Nel 1915 organizzò la Cassa nazionale Infortuni (l’INPS attuale).
Graziella De Palo (Roma 1956 – Beirut 1980) è stata una giornalista. È scomparsa insieme al collega Italo Toni in Libano, mentre cercava di documentare le condizioni di vita dei profughi palestinesi, la situazione politico – militare della regione e indagare sui traffici di armi. E di questi intrighi è rimasta vittima. Rapita con Italo Toni, si sono perse le tracce dei loro corpi, in un complicato intrigo internazionale in cui si vedono agire anche i servizi segreti italiani. Il governo Craxi nel 1984 ha apposto sulla vicenda il segreto di Stato. Da allora le famiglie sono in attesa di conoscere la verità.

Pasquarosa Marcelli Bertoletti è nata a Subiaco nel 1896, in una famiglia di contadini; si trasferisce a Roma giovanissima nel 1912 e lavora come modella per Felice D’ Antino. Posa anche per Nino Bertoletti, che sposerà nel 1915. Esordisce come pittrice nel 1915 alla III mostra della Secessione, con quattro nature morte. La sua verve coloristica e lo spontaneo antiaccademismo la pongono al centro dell’attenzione; Pasquarosa espone ancora alla Secessione del 1916 e nel 1918, con un gruppo di artisti fra i quali Ferrazzi, Spadini, Deiva De Angelis, Socrate, Oppo, partecipa ad una importante mostra alla Casina del Pincio. A partire dagli anni Venti è presente in tutte le maggiori occasioni espositive (Sindacali, Quadriennali, Biennali di Venezia). La personale più importante si tiene alla Arlington Gallery di Londra (1929). Forse l’unico caso in cui il marito, Nino Bartoletti, mise da parte la sua carriera artistica in favore del successo della moglie.
Rina Monti (Arcisate, 16 agosto 1871- Pavia, 25 gennaio 1937) è stata una scienziata italiana. Biologa, limnologa e zoologa, nel 1907 è stata la prima donna ad ottenere una cattedra universitaria nel Regno d’ Italia. Si è laureata in scienze naturali presso l’ Università di Pavia nel 1892, dove rimase per un decennio per svolgervi attività di ricerca ottenendo nel frattempo l’abilitazione alla libera docenza in anatomia e fisiologia comparata. Nel 1905 ha insegnato, su incarico, zoologia e anatomia comparata all’ateneo di Siena, ottenendo due anni più tardi la cattedra presso l’Università di Sassari e dal 1915 la docenza a Pavia. Dal 1924 si occupa della sezione naturalistica dell’Università di Milano. Nonostante l’ intensa attività di ricerca e i frequenti spostamenti universitari, Rina Monti ha potuto curare anche la vita privata ed avere quindi una famiglia: dal matrimonio con Augusto Stella, geologo e docente di scienze minerarie, ha avuto due figlie.
Emma Gaggiotti Richards, nata a Roma nel 1825, è stata pittrice, musicista, cantante. Dopo il matrimonio, soggiornerà a Londra fino al 1854 acquistando rapida notorietà come pittrice. Esegue in questo periodo dipinti di tema religioso, mitologico e paesaggi ma diviene famosa, soprattutto, per alcuni ritratti della famiglia reale e della stessa regina Vittoria. Successivamente, nel corso dei suoi frequenti viaggi, che la porteranno più volte in Francia e in Germania, ne eseguirà anche per altre case regnanti d’Europa. Fece ritorno a Roma nel 1853. Se ne era allontanata dopo la parentesi del ’48, quando era stata scelta dal Comitato di guerra, a motivo dei suoi sentimenti notoriamente liberali, per coordinare la raccolta di fondi in favore delle truppe romane passate al servizio della Repubblica Veneta. In quell’anno Emma Gaggiotti strinse legami di amicizia con Mariani, Spaventa e Michelangelo Caetani. Da quanto detto, dalle informazioni prese, la presenza di strade, monumenti, edifici, dedicate a donne è praticamente inesistente nel settimo municipio


E' dedicato a Iolanda Rozzi vittima della violenza terrorista nel 1980, durante gli anni di piombo, uno dei giardini del Municipio; un parco è stato intitolato a Madre Teresa di Calcutta.


Le Scuole

di Rossella Palomba e Noemi Mattana

Nell'ex VI (distretto scolastico 14) vi sono 53 scuole. Va notato che nel Municipio si trovano 2 succursali della scuola Pavoni con sede in altro distretto, che sono state conteggiate per completezza.
Delle 53 scuole/asili 34 sono intitolate a uomini, 3 a donne e 16 ad altro. In particolare abbiamo Grazia Deledda (scuola per l’infanzia), Fata Primavera (Asilo nido) e Virginia Wolf (Istituto Professionale). In termini percentuali, il 64% sono dedicate a uomini, il 6% a donne e il 30% ad altro argomento.
Nel distretto scolastico che faceva capo all'ex VII Municipio
troviamo tre istituti dedicate a figure femminili:
Livia Bottardi, insegnante, uccisa il 28 maggio 1974 a soli 32 anni, durante l’attentato terroristico di piazza della Loggia a Brescia. Una bomba nascosta in un cestino portarifiuti fu fatta esplodere mentre era in corso una manifestazione contro il terrorismo neofascista indetta dai sindacati e dal Comitato Antifascista. L'attentato provocò la morte di otto persone e il ferimento di altre centodue.

Giulietta Masina (1920 – 1994 ), attrice cinematografica italiana. Figlia del violinista e professore di musica Gaetano Masina e della maestra Angela Flavia Pasqualin. Dall’età di 4 anni si trasferisce a Roma. Frequentò il ginnasio ed il liceo dalle suore Orsoline, dove si appassionò alla recitazione. Sin dalla stagione 1941 - 1942 partecipò a numerosi spettacoli di prosa, danza e musica nell'ambito del Teatro Universitario Nel 1942 Giulietta incontra negli studi dell'EIAR Federico Fellini. Già nel luglio 1943 la coppia si presenta ai genitori di lei. Dopo l'8 settembre 1943 la loro unione conosce un'accelerazione: Fellini, invece di rispondere alla chiamata alla leva, convola a nozze con Giulietta il 30 ottobre. La Masina e Fellini ebbero un figlio, Pier Federico, nato il 22 marzo 1945 e morto appena trentatré giorni dopo la nascita, il 24 aprile. Una tragedia che segnerà inconsciamente la coppia. Giulietta Masina muore il 23 marzo 1994, all'età di settantaquattro anni, per un tumore ai polmoni

Santa Teresa del Bambin Gesù, Thérèse Françoise Marie Martin (1873 – 1897), religiosa mistica francese, monaca carmelitana presso il monastero di Lisieux. Ultimogenita di Louis Martin e Marie-Azélie Guérin (Zélie), Thérèse fu data a balia presso una contadina, Rosa Taillè, dove visse per circa un anno. Thérèse Martin rimase orfana di madre all'età di quattro anni. All'età di 14 anni Teresa decise quindi, seguendo l'esempio di Teresa d'Avila, di farsi monaca. Nel novembre 1887 il vescovo di Bayeux, Flavien-Abel-Antoinin Hugonin, le negò il permesso e lei intraprese con il padre Louis e la sorella prediletta Celine un viaggio a Roma per rivolgere questa sua richiesta direttamente a papa Leone XIII. Nel 1887, per i 50 anni di sacerdozio di papa Leone XIII, le diocesi di Coutances e di Bayeux organizzarono un pellegrinaggio a Roma, dal 7 novembre al 2 dicembre. Al viaggio partecipò un gruppo di 197 pellegrini, tra cui i Martin. A Roma, durante l'udienza con Leone XIII, Teresa si inginocchiò davanti al Pontefice, chiedendogli di intervenire in suo favore per l'ammissione in convento. Sulla via del ritorno il vescovo cambiò opinione su Thérèse e diede il proprio permesso. In monastero conobbe la fondatrice del carmelo di Lisieux, Madre Genoveffa, al secolo Claire Bertrand. Quest’anziana monaca fu modello di vita monastica e riferimento teologico per Teresa. Fu lei che la esortò a coltivare il valore per la pace, e attorno a questo tema, Teresa creò il suo pensiero teologico. Nel 1893 fu nominata vice-maestra delle novizie, in aiuto a madre Maria Gonzaga. Nel 1896 la suora contrasse la tubercolosi, malattia che nel giro di 18 mesi la portò alla morte. In questo periodo Teresa subì una crisi profonda della fede: pensò di abbandonare il convento e si sentiva spinta all’ateismo ed al materialismo. Questi mesi li definì come “notti della fede”.

 

 

 

TOTALE STRADE / VIE / PIAZZE / ETC.: 165
INTITOLATE A UOMINI: 40
INTITOLATE A DONNE: 4
CRITERI DI CLASSIFICAZIONE DELLE STRADE INTITOLATE A DONNE
Madonne (Immacolata, Beata Vergine, Santa Maria etc.):

1

Madonna due Ponti

Sante, beate, martiri: 2
Beata Maria de Mattias (piazza)
Santa Lucia (piazza)
Suore e benefattrici religiose, benemerite, fondatrici ordini religiosi e/o enti assistenziali-caritatevoli: --
Benefattrici laiche, fondatrici enti assistenziali-caritatevoli: --
Letterate / umaniste (scrittrici, poete, letterate, critiche, giornaliste, educatrici, pedagoghe, archeologhe, papirologhe...): --
Scienziate (matematiche, fisiche, astronome, geografe, naturaliste, biologhe, mediche, botaniche, zoologhe...): --
Donne dello spettacolo (attrici, cantanti, musiciste, ballerine, registe, scenografe...): --
Artiste (pittrici, scultrici, miniaturiste, fotografe, fumettiste...): --
Figure storiche e politiche (matrone romane, nobildonne, principesse, regine, patriote, combattenti della Resistenza, vittime della lotta politica / guerra / nazismo, politiche, sindacaliste, femministe...): 1
Clarice Colonna Anguillara (via)
Lavoratrici / imprenditrici / artigiane: --
Figure mitologiche o leggendarie, personaggi letterari: --
Atlete e sportive: --
Altro (nomi femminili non identificati; toponimi legati a tradizioni locali, ad es. via delle Convertite, via delle Canterine, via della Moretta, via delle Zoccolette; madri di personaggi illustri...): --

  Censimento a cura di: Marta Marciniak  

Verificato su: Agenzia del Territorio

Le strade femminili costituiscono il 3.2% del totale, in un rapporto maschi/femmine pari al 13.15%. Questo l’elenco: piazza Beata Maria de Mattias, via Clarice Colonna, piazza Santa Lucia.  Via Andromeda, via Cassiopea potrebbero intendersi riferite a costellazioni.
Maria De Mattias nacque il 4 febbraio 1805 a Vallecorsa e morì a Roma il 20 agosto 1866 a Roma. È stata una religiosa italiana, fondatrice della Congregazione delle Oratrici del Sangue di Cristo, proclamata santa da papa Giovanni Paolo II nel 2003.
Clarice Colonna Anguillara (1545? - 1591), figlia di Flaminio Anguillara e di Maddalena Strozzi, sposò Sciarra Colonna, proprietario del feudo di Castelnuovo. Dopo la morte del marito e dei due figli maschi si dedicò all'assistenza ai poveri e malati residenti nel feudo. Organizzò e finanziò i lavori di ristrutturazione della via Flaminia e del Castello feudale di Castelnuovo. Nel suo testamento lasciò ingenti somme ai poveri e ammalati dell'ospedale locale.