Maddalena Casulana
Elisa Onorati




Giulia Canetto

 

Compositrice, liutista e cantante italiana del periodo rinascimentale, Maddalena Casulana è nata probabilmente intorno al 1540 a Casole d'Elsa, in provincia di Siena. È stata la prima donna compositrice, nella storia della musica occidentale, a far stampare e pubblicare la sua musica. Le vennero attribuiti due appellativi: Maddalena de Mezari detta “Casulana” o “Casulana Vicentina” che potrebbero derivare rispettivamente dal paese di nascita, individuato oggi come Casole D'Elsa, e dal luogo in cui svolse parte della sua attività, Vicenza.

Si conosce poco della sua biografia: la maggior parte delle informazioni sulla sua vita sono ipotizzabili dalle dediche contenute nelle opere o da riferimenti di altri compositori o scrittori del tardo Rinascimento. Sappiamo che nell'accademia di Casole si è compiuta la prima formazione musicale, e che successivamente, all'età di vent’anni, si trasferì a Firenze, diventando una musicista e cantante di spicco nei circoli intellettuali della città. Nel 1568 pubblicò due raccolte di proprie composizioni per voce sola: il Primo libro de' madrigali a quattro voci e Il primo libro de' madrigali a cinque voci, che le valsero un ampio riconoscimento. Nella dedica della sua opera la compositrice scrisse: «di mostrar anche al mondo (per quanto mi fosse concesso in questa profession della Musica) il vano error de gl’huomini, che de gli alti doni dell’intelletto tanto si credono patroni, che par loro, ch’alle Donne non possono medesimamente esser communi. Ma con tutto ciò non ho voluto mancar di mandarle in luce, sperando che dal chiaro nome di Vostra Eccellentia (a cui riverentemente le dedico) tanto di lumi debbano conseguire, che da quello possa accendersi qualche altro più elevato ingegno, a dimostrar con chiari effetti quello che non ho potuto dimostrar ’io se non con l’animo». Dedica queste righe a Isabella de' Medici, la quale le commissionò l'opera e la incoraggiò a perseguire la sua attività.

La dedica era una vera e propria rivendicazione dei diritti e della posizione delle donne nel campo musicale, un ambiente quasi esclusivamente maschile e soprattutto maschilista. Le sue composizioni hanno portato elementi di innovazione e sperimentazione e la sua musica è stata descritta come intrepida e non convenzionale. Alcune canzoni erano basate sulle opere di Petrarca, mentre altre erano canzoni d'amore secolari. I madrigali rivelano uno stile personale e originale, derivato dal fatto che, probabilmente, non ebbe un insegnante specifico durante la formazione. Nelle sue composizioni si nota, inoltre, una mancanza di elementi tipici e di deroghe ai canoni armonici, come, per esempio, le imitazioni, la presenza di molti cromatismi e quinte e ottave parallele. Molte opere parlano di storie d'amore, come nel madrigale Morir non può il mio cuore, in cui due amanti sono divisi tra il desiderio di morire e lasciarsi o di rimanere uniti nell’amore:

«Morir non può il mio cuore:
ucciderlo vorrei, poi che vi piace.
Ma trar no si può fuore
del petto vostr’ove gran tempo giace.
Et uccidendol’io, come desio,
so che morreste voi,
morrend’ anch’io».

Le sue capacità di relazionarsi e le abilità musicali le permisero di avere rapporti con vari protagonisti di quella che sarà chiamata “commedia dell’arte” negli ambienti veneziani, veronesi, vicentini e padovani. Entrò in contatto e collaborò con compositori di alto prestigio come Philippe De Monte, Orlando Di Lasso, Stefano Rossetto, Antonio Molino e Giambattista Maganza il Vecchio. Il compositore Orlando Di Lasso nel 1568 diresse una sua opera durante il matrimonio di Guglielmo V, figlio del Duca di Baviera, che rimase impressionato dalla sua bravura. Intorno al 1568 Maddalena si trasferì a Venezia, per pochi mesi, ma non ci sono notizie di sue esecuzioni musicali. Il breve soggiorno, infatti, sembra si sia limitato a intraprendere rapporti lavorativi con l’editore veneziano Scotto e a una fugace attività didattica. A Venezia, infatti, pare abbia avuto come allievo l’anziano vicentino Antonio Molino, musico, attore e poeta nella «grechesca», lingua di sua invenzione con lo pseudonimo di Manoli Blessi.

Dopo la sua permanenza a Venezia Casulana si trasferì a Vicenza dove si fece subito apprezzare come compositrice, cantante, virtuosa di liuto e bellissima donna. Ormai ben nota negli ambienti di corte e in quelli accademici, nel 1570 pubblicò la sua seconda raccolta intitolata Il secondo libro de’ madrigali a quattro voci, con una dedica ad Antonio Londonio, un potente ufficiale governativo milanese dal quale, pare, riuscì ad assicurarsi dei favori con evidente abilità diplomatica. Le testimonianze del periodo sembrano dare valore alla supposizione che Maddalena si fosse, nel frattempo, stabilita a Milano. Il musicista Nicolò Tagliaferro, infatti, descrive nel suo scritto Esercizi Filosofici le esibizioni di Maddalena e di altre due cantatrici. Ci sono notizie su un evento che si tenne nel gennaio del 1583 a Vicenza, nell’Accademia Olimpica: un concerto con strumenti dove Casulana cantò, e sembra che quello sia stato l’ultimo momento della sua attività artistica, sulla quale non vi sono ulteriori documenti. Sicuramente frequentò molto intensamente l’Accademia Olimpica, se un suo ritratto era conservato in una collezione austriaca, di provenienza ferrarese, insieme a quelli di altre due musiciste vicentine, Isabetta e Lucietta Pellizzari, salariate dal 1582 al 1587 dalla stessa Accademia. L'iconografia rimane comunque dubbia, non ci sono certezze che ritragga Casulana. Le notizie su di lei si fermano al 1591. Non sono certi infatti il luogo e la data della sua morte, indicata da alcuni studiosi fra il 1586 e il 1590. Nonostante il successo, ha comunque dovuto affrontare critiche e discriminazioni in ambito lavorativo in quanto donna e non stupisce che abbia rifiutato di sposarsi, almeno nei primi anni di lavoro, perché credeva che il matrimonio avrebbe ostacolato la propria carriera. Tuttavia, l’editore veneziano Angelo Gardano, che nel 1582 le dedicò il Primo libro di madrigali a 3 voci di Filippo De Monte, la nominò per la prima volta come «Signora Madalena Casulana di Mezari»: si potrebbe ipotizzare allora che in quegli anni avesse sposato un uomo della famiglia Mezari, a Vicenza, ma su di lui e sul loro matrimonio non si hanno informazioni.

Di Maddalena Casulana è giunto ai giorni nostri un totale di sessantasei madrigali. La sua preziosa eredità, come compositrice pioniera, è rimasta in gran parte dimenticata sino al ventesimo secolo, fino a quando, cioè, le sue opere sono state riscoperte ed eseguite come parte degli sforzi del movimento femminista per rivendicare il contributo delle donne nella storia della musica. Oggi Maddalena Casulana è ricordata come una figura importante nella musica antica e nella lotta all'uguaglianza di genere e possiamo sicuramente affermare che ha aperto la strada alle future generazioni di compositrici.

Fonti

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maddalena-casulana/

https://www.opinione.it/cultura/2023/02/01/manlio-lo-presti_maddalena-casulana-compositrice-musica-piccolomini/

https://www.blogdellamusica.eu/maddalena-casulana-compositrice-biografia/

https://www.treccani.it/enciclopedia/maddalena-mezari_%28Dizionario-Biografico%29/


Traduzione francese

Guenoah Mroue

Compositrice, luthiste et chanteuse italienne de la période de la Renaissance, Maddalena Casulana est probablement née vers 1540 à Casole d’Elsa, en Toscane. Elle a été la première compositrice dans l’histoire de la musique occidentale à faire imprimer et publier sa musique. On lui attribue deux appellations, Maddalena de Mezari dite "Casulana" ou "Casulana Vicentina", qui pourraient provenir respectivement du pays de naissance, identifié aujourd’hui comme Casole D’Elsa, et du lieu où elle exerce une partie de son activité, Vicence.

On connaît peu de choses sur sa biographie : la plupart des informations sur sa vie peuvent être tirées des dédicaces de ses œuvres ou des références d’autres compositeurs ou écrivains de la fin de la Renaissance. Nous savons que dans l’académie de Casole a eu lieu la première formation musicale de Casulana, et que plus tard, à l’âge de vingt ans, elle a déménagé à Florence, devenant une musicienne et chanteuse éminente dans les cercles intellectuels de la ville. En 1568, elle publie deux recueils de ses propres compositions pour voix seule : le Premier livre de madrigaux à quatre voix et Le premier livre de madrigaux à cinq voix, qui lui valent une large reconnaissance. Dans sa dédicace, la compositrice a écrit : «de montrer aussi au monde (pour autant qu’il me fût permis dans cette profession de la Musique) la vain erreur des hommes, que des dons élevés de l’intellect se croient patrons, qui selon eux, ne peuvent pas être communs. Mais avec tout cela je n’ai pas voulu manquer de les éclairer, en espérant que du nom clair de Votre Excellence (à laquelle je dédie respectueusement) tant d’éclairs ils doivent arriver, que de cela il puisse s’enflammer quelques autres ingéniosités plus élevées, à démontrer avec des effets clairs ce que je n’ai pu démontrer qu’avec l’âme». Dédie ces lignes à Isabelle de Médicis, qui lui commanda l’œuvre et l’encouragea à poursuivre son activité.

La dédicace était une véritable revendication des droits et de la position des femmes dans le domaine musical, un environnement presque exclusivement masculin. Ses compositions ont apporté des éléments d’innovation et d’expérimentation et sa musique a été décrite comme intrépide et non conventionnelle. Certaines de ses chansons étaient basées sur les œuvres de Pétrarque, tandis que d’autres étaient des chansons d’amour séculaires. Ses madrigaux révèlent un style personnel et original, dérivé du fait que, probablement, il n’avait pas d’enseignant spécifique pendant sa formation. Dans ses compositions, on note également un manque d’éléments typiques et de dérogations aux canons harmoniques, tels que, par exemple, les imitations, la présence de nombreux chromatismes et quintes et octaves parallèles. Beaucoup de ses œuvres parlent d’histoires d’amour, comme dans le madrigal Morir ne peut pas mon cœur, dans lequel deux amants sont divisés entre le désir de mourir et de se laisser ou de rester unis dans l’amour:

«Mourir, ne peut pas mon cœur:
J’aimerais le tuer, mais vous aimez ça.
Mais on ne peut pas se tromper
de la poitrine où il y a longtemps.
Et le tuant, moi, comme je le désir,
je sais que vous mourriez,
En mourant moi aussi».

Ses compétences musicales lui permettent d’avoir des relations avec divers protagonistes de ce qui sera appelé "commedia dell’arte" dans les milieux vénitiens, véronais, vicentins et padouans. Elle entre en contact et collabore avec des compositeurs prestigieux tels que Philippe De Monte, Orlando Di Lasso, Stefano Rossetto, Antonio Molino et Giambattista Maganza il Vecchio. Le compositeur Orlando Di Lasso en 1568 dirigea son opéra lors du mariage de Guillaume V, fils du duc de Bavière, qui fut impressionné par ses prouesses. Autour de 1568, Maddalena a déménagé à Venise, pendant quelques mois, mais il n’y a pas de nouvelles de ses exécutions musicales. Son bref séjour, en effet, semble s’être limité à entreprendre des relations de travail avec l’éditeur vénitien Scotto et à une brève activité didactique. À Venise, en effet, il semble qu’elle ait eu comme élève l’ancien vicentin Antonio Molino, musicien, acteur et poète dans la « grechesca», langue de son invention sous le pseudonyme de Manoli Blessi.

Après son bref séjour à Venise, Casulana s’installe à Vicence où elle se fait immédiatement apprécier comme compositrice, chanteuse, virtuose de luth et belle femme. Désormais bien connu dans les milieux de la cour et dans les milieux académiques, elle publia en 1570 son deuxième recueil intitulé Il secondo libro de' madrigali a quattro voci, avec une dédicace à Antonio Londonio, un puissant officier gouvernemental milanais à partir duquel, apparemment, elle a obtenu des faveurs avec une habileté diplomatique évidente. Les témoignages de la période semblent donner de la valeur à l’hypothèse que Maddalena s’était entre-temps établie à Milan. Le musicien Nicolò Tagliaferro, en effet, décrit dans son écrit Esercizi Philosophci les performances de Maddalena et de deux autres chanteuses de cette période. Il y a des nouvelles d’un événement qui a eu lieu en janvier 1583 à Vicence, à l’Académie olympique, sur un concert avec des instruments où Casulana a chanté, et il semble que ce fut le dernier moment de son activité artistique, sur lequel il n’y a pas d’autres documents. Elle fréquenta sûrement très intensément l’Académie olympique, si son portrait était conservé dans une collection autrichienne, de provenance ferraraise, avec ceux de deux autres musiciennes vicentines, Isabetta et Lucietta Pellizzari, salariées de 1582 à 1587 par la même Académie. L’iconographie reste cependant douteuse, il n’y a pas de nouvelles certaines qui dépeignent Casulana. Les nouvelles à son sujet s’arrêtent à 1591. Le lieu et la date de sa mort, indiquée par certains savants entre 1586 et 1590, ne sont pas certains. Malgré son succès, elle a dû faire face à la critique et à la discrimination en tant que femme au travail et il n’est pas étonnant qu’elle ait refusé de se marier, du moins dans les premières années de son travail, car elle pensait que le mariage entraverait sa carrière. Cependant, l’éditeur vénitien Angelo Gardano, qui en 1582 lui dédia le Premier livre de madrigaux à 3 voix de Filippo De Monte, la nomma pour la première fois « Madame Madalena Casulana di Mezari » on pourrait alors supposer qu’elle avait épousé un homme de la famille Mezari à Vicence, mais on ne dispose pas d’informations à propos d’elle et de son mariage.

À nos jours, nous avons un total de soixante-six madrigaux de Maddalena Casulana. Son héritage précieux, en tant que compositrice pionnière, est resté en grande partie oublié jusqu’au vingtième siècle, jusqu’à ce que ses œuvres soient redécouvertes et exécutées dans le cadre des efforts du mouvement féministe pour revendiquer la contribution des femmes dans l’histoire de la musique. Aujourd’hui, Maddalena Casulana est rappelée comme une figure importante dans la musique ancienne et dans la lutte pour l’égalité des genres et nous pouvons certainement dire qu’elle a ouvert la voie aux futures générations de compositeurs.

Sources

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maddalena-casulana/

https://www.opinione.it/cultura/2023/02/01/manlio-lo-presti_maddalena-casulana-compositrice-musica-piccolomini/

https://www.blogdellamusica.eu/maddalena-casulana-compositrice-biografia/

https://www.treccani.it/enciclopedia/maddalena-mezari_%28Dizionario-Biografico%29/


Traduzione inglese

Syd Stapleton

An Italian composer, lutenist and singer of the Renaissance period, Maddalena Casulana was probably born around 1540 in Casole d'Elsa, Tuscany. She was the first woman composer in the history of Western music to have her music printed and published. She was given two appellations, Maddalena de Mezari known as "Casulana" or "Casulana Vicentina," which may derive respectively from the town of her birth, identified today as Casole D'Elsa, and from the place where she carried out part of her activity, Vicenza.

Little is known about her biography. Most information about her life can be surmised from dedications in her works or from references by other late Renaissance composers or writers. We know that Casulana's early musical training was accomplished in the academy of Casole, and that she later moved to Florence at the age of 20 and became a prominent musician and singer in the city's intellectual circles. In 1568 she published two collections of her own compositions for voice: Primo libro de madrigali a quattro voci (First Book of Madrigals in Four Voices) and Il primo libro de madrigali a cinque voci, (The First Book of Madrigals in Five Voices) which earned her wide recognition. In the dedication of her work, the composer wrote: "to show the world also (as far as I was allowed in this profession of music) the vain error of men, who of the high gifts of the intellect so believe themselves to be patrons, that it seems to them, that to women they cannot likewise be in common. But with all this I did not want to fail to send them into the light, hoping that from the clear name of Your Excellency (to whom I reverently dedicate them) so much enlightenment should result, that from that some other higher intellect may be kindled, to demonstrate with clear effects what I have not been able to demonstrate myself except with the soul." She dedicated these lines to Isabella de' Medici, who commissioned the work from her and encouraged her to pursue it.

The dedication was a true defense of the rights and position of women in the field of music, an almost exclusively male and especially macho environment. Her compositions brought elements of innovation and experimentation, and her music has been described as fearless and unconventional. Some of her songs were based on the works of Petrarch, while others were secular love songs. Her madrigals reveal a personal and original style, derived from the fact that she probably had no specific teacher during her training. Also noticeable in her compositions is a lack of typical elements and exceptions to harmonic canons, such as, for example, imitations, the presence of many chromaticisms and parallel fifths and octaves. Many of her works are about love stories, as in the madrigal Morir non può il mio cuore (My heart cannot die), in which two lovers are torn between the desire to die and leave each other or to remain united in love:

«My heart cannot die:
I would like to kill it, if it pleased you.
But you can't get it out
of your chest where has lain for a long time.
And killing it, as I desire,
I know you would die
I would die too.»

Her interpersonal and musical skills enabled her to have relationships with various protagonists of what would be called "commedia dell'arte" in Venetian, Veronese, Vicentine and Paduan circles. She came into contact with and collaborated with such high-profile composers as Philippe De Monte, Orlando Di Lasso, Stefano Rossetto, Antonio Molino, and Giambattista Maganza il Vecchio. Composer Orlando Di Lasso in 1568 conducted one of her operas during the wedding of William V, son of the Duke of Bavaria, who was impressed by her bravura. Around 1568 Magdalene moved to Venice, for a few months, but there are no records of her musical performances. Her brief stay, in fact, seems to have been limited to engaging in working relationships with the Venetian publisher Scotto and a brief teaching activity. In Venice she seems to have had as a pupil the elderly Vicentine Antonio Molino, a musician, actor and poet in the "grechesca," a language of his own invention under the pseudonym Manoli Blessi.

After her brief stay in Venice Casulana moved to Vicenza, where she quickly became appreciated as a composer, singer, lute virtuoso and beautiful woman. By then well known in court and academic circles, in 1570 she published her second collection entitled Il secondo libro de' madrigali a quattro voci (The Second Book of Madrigals in Four Voices), with a dedication to Antonio Londonio, a powerful Milanese government official from whom, it seems, she managed to secure favors with evident diplomatic skill. Evidence from the period seems to give value to the supposition that Maddalena had, in the meantime, settled in Milan. The musician Nicolò Tagliaferro, describes in his writing Esercizi Filosofici (Philosopical Exercises) the performances of Maddalena and two other female singers of that period. There are reports about an event held in January 1583 in Vicenza, in the Accademia Olimpica - a concert with instruments where Casulana sang, and it seems that that was the last moment of her artistic activity, about which there are no further documents. She certainly attended the Accademia Olimpica very intensely, if a portrait of her was preserved in an Austrian collection from Ferrara, along with those of two other female musicians from Vicenza, Isabetta and Lucietta Pellizzari, who were salaried from 1582 to 1587 by the same Accademia. The iconography remains dubious, however; there are no certain reports that it depicts Casulana. News about her stops at 1591. Indeed, the place and date of her death, given by some scholars between 1586 and 1590, are uncertain. Despite her success, she nonetheless faced criticism and discrimination in the workplace because she was a woman, and it is not surprising that she refused to marry, at least in her early years, because she believed that marriage would hinder her career. However, the Venetian publisher Angelo Gardano, who in 1582 dedicated to her the Primo libro di madrigali a 3 voci (First book of Madrigals in Three Voices) by Filippo De Monte, first named her as "Signora Madalena Casulana di Mezari." It could be assumed then that she had married a man from the Mezari family in Vicenza in those years, but no information is available about him or their marriage.

A total of sixty-six madrigals composed by Maddalena Casulana have come down to the present day. Her precious legacy as a pioneering composer remained largely forgotten until the twentieth century, that is, until her works were rediscovered and performed as part of the feminist movement's efforts to reclaim women's contribution to the history of music. Today Maddalena Casulana is remembered as an important figure in early music and in the struggle for gender equality, and we can certainly say that she helped pave the way for future generations of women composers.

Sources

http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/maddalena-casulana/

https://www.opinione.it/cultura/2023/02/01/manlio-lo-presti_maddalena-casulana-compositrice-musica-piccolomini/

https://www.blogdellamusica.eu/maddalena-casulana-compositrice-biografia/

https://www.treccani.it/enciclopedia/maddalena-mezari_%28Dizionario-Biografico%29/


Traduzione spagnola

Francesco Rapisarda

Compositora, laudista y cantante italiana del período renacentista, Maddalena Casulana nació, probablemente, alrededor de 1540 en Casole d'Elsa, provincia de Siena. Fue la primera mujer compositora, en la historia de la música occidental, en hacer imprimir y publicar su música. Se le atribuyeron dos apodos: Maddalena de Mezari llamada “Casulana” o “Casulana Vicentina” que podrían derivarse respectivamente de su lugar de nacimiento, identificado hoy como Casole D'Elsa, y del lugar donde llevó a cabo parte de su actividad, Vicenza.

Poco se sabe de su biografía: la mayoría de la información sobre su vida se puede inferir de las dedicatorias contenidas en las obras o de referencias de otros compositores o escritores del Renacimiento tardío. Sabemos que en la academia de Casole se formó musicalmente por primera vez, y que posteriormente, a la edad de veinte años, se mudó a Florencia, convirtiéndose en una música y cantante prominente en los círculos intelectuales de la ciudad. En 1568 publicó dos colecciones de sus composiciones a una sola voz: Il Primo libro de’ madrigali a quattro voci e Il primo libro de’ madrigali a cinque voci, que le valieron un amplio reconocimiento. En la dedicatoria de su obra, la compositora escribió que quería: «enseñarle también al mundo (por lo que me estaba permitido en esta profesión de la Música) el vano error de los hombres, que de los altos dones del intelecto tanto se creen dueños, que, para ellos, estos mismos no pueden pertenecer a las Mujeres. Pero con todo esto no he querido dejar de hacerlas públicas, esperando que del claro nombre de Vuestra Excelencia (a quien se las dedico reverentemente) obtengan tanta luz, que de la misma pueda encenderse algún otro ingenio superior, para demostrar con claros efectos lo que yo no he podido demostrar si no con el alma». Dedica estas líneas a Isabel de Médici, quien le encargó la obra y la alentó a continuar con su trabajo.

La dedicatoria era una verdadera reivindicación de los derechos y la posición de las mujeres en el campo de la música, un entorno casi exclusivamente masculino y sobre todo machista. Sus composiciones aportaron elementos de innovación y experimentación, y su música fue descrita como intrépida y no convencional. Algunas canciones estaban basadas en las obras de Petrarca, mientras que otras eran canciones de amor seculares. Los madrigales revelan un estilo personal y original, derivado del hecho de que, probablemente, no tuvo un profesor específico durante su formación. En sus composiciones se observa, además, una falta de elementos típicos y excepciones a los cánones armónicos, tales como, por ejemplo, las imitaciones, la presencia de muchos cromatismos y quintas y octavas paralelas. Muchas obras hablan de historias de amor, como el madrigal Morir non può il mio cuore, donde dos amantes están divididos entre el deseo de morir y dejarse o de permanecer unidos en el amor:

«Morir no puede mi corazón:
me gustaría matarlo, ya que lo deseas.
Pero no se puede sacar
de tu pecho, donde yace desde hace mucho tiempo.
Y matándolo, como anhelo,
sé que morirías,
y yo contigo».

Sus capacidades para relacionarse y sus habilidades musicales le permitieron relacionarse con varios protagonistas de la que se llamará “comedia del arte” en los ambientes venecianos, veroneses, vicentinos y paduanos. Entró en contacto y colaboró con compositores de alto prestigio como Philippe De Monte, Orlando Di Lasso, Stefano Rossetto, Antonio Molino y Giambattista Maganza il Vecchio. El compositor Orlando Di Lasso dirigió en 1568 una obra suya durante el matrimonio de Guillermo V, hijo del duque de Baviera, quien quedó impresionado por su talento. Alrededor de 1568 Maddalena se mudó a Venecia durante unos meses, pero no hay noticias de sus actuaciones musicales. De hecho, la breve estancia parece haberse limitado a entablar relaciones laborales con el editor veneciano Scotto y a una efímera actividad didáctica. En efecto, en Venecia, parece haber tenido como alumno al anciano vicentino Antonio Molino, efectivamente, actor y poeta en la «grechesca», lengua de su invención con el seudónimo de Manoli Blessi.

Después de su estancia en Venecia, Casulana se trasladó a Vicenza donde se hizo apreciar inmediatamente como compositora, cantante, virtuosa de laúd y hermosa mujer. Ya bien conocida en los ambientes de la corte y en los círculos académicos, en 1570 publicó su segunda colección titulada Il secondo libro de’ madrigali a quattro voci, con una dedicatoria a Antonio Londonio, un poderoso funcionario del gobierno milanés del que, al parecer, logró obtener favores con evidente habilidad diplomática. Los testimonios de la época parecen dar valor a la suposición de que Maddalena se había establecido, mientras tanto, en Milán. De hecho, el músico Nicolò Tagliaferro, describe en su escrito ‘Ejercicios Filosoficos’ las actuaciones de Maddalena y de otras dos cantantes. Hay noticias de un evento que tuvo lugar en enero de 1583 en Vicenza, en la Academia Olímpica: un concierto con instrumentos donde Casulana cantó, y parece que ese fue el último momento de su actividad artística, sobre la cual no hay más documentos. Seguramente frecuentó muy intensamente la Academia Olímpica, si un retrato suyo se conservaba en una colección austriaca, de procedencia ferraresa, junto con los de otras dos músicas vicentinas, Isabetta y Lucietta Pellizzari, asalariadas de 1582 a 1587 por la misma Academia. La iconografía sigue siendo dudosa, no hay certeza de que represente a Casulana. A partir de 1591 no hay más noticias sobre ella. No se sabe con certeza el lugar y la fecha de su muerte, indicada por algunos estudiosos entre 1586 y 1590. A pesar de su éxito, como mujer tuvo que enfrentarse a las críticas y a la discriminación en el lugar de trabajo , y no es de extrañar que se negara a casarse, al menos en sus primeros años de trabajo, porque creía que el matrimonio obstaculizaría su carrera. Sin embargo, el editor veneciano Angelo Gardano, que en 1582 le dedicó el Primo libro de’ madrigali a 3 voci de Filippo De Monte, la nombró por primera vez como «Señora Maddalena Casulana di Mezari»: se podría suponer, entonces, que en aquellos años se había casado con un hombre de la familia Mezari, en Vicenza, pero sobre él y sobre su matrimonio no hay información.

De Maddalena Casulana ha llegado, a nuestros días, un total de sesenta y seis madrigales. Su valioso legado como compositora pionera permaneció en gran parte olvidado hasta el siglo XX, es decir, hasta que sus obras fueron redescubiertas y ejecutadas como parte de los esfuerzos del movimiento feminista para reivindicar la contribución de las mujeres en la historia de la música. Hoy en día, Maddalena Casulana es recordada como una figura importante en la música antigua y en la lucha por la igualdad de género, y podemos afirmar con seguridad que ha allanado el camino para las futuras generaciones de compositoras.