Calendaria 2026 - Fernanda Nissen

Lise Nørgaard
Valeria Ferrari

Giulia Capponi

 

La causa femminile, in particolare il suffragio esteso alle donne e il loro diritto all'istruzione, era tra gli obiettivi principali di Fernanda Thomesen, conosciuta come Fernanda Nissen, dal cognome del secondo marito. Giornalista, critica letteraria, critica teatrale, politica e pioniera femminista norvegese, nacque a Sannidal il 15 agosto 1862. Fin da giovane era noto il suo desiderio di garantire alle donne una maggiore visibilità all’interno della società, in qualsiasi ambito, dall’istruzione alla politica, infatti, nel 1884 divenne componente di Skuld, una "associazione di discussione per donne". Durante la formazione scolastica avvenuta a Kristiania, conobbe diverse donne interessate alle questioni femminili, tra cui Anna Bugge e Cecilie Thoresen, la prima studente universitaria del Paese.

Nel 1882 Fernanda sposò Lars Kristian Holst, che l’anno seguente divenne il direttore di uno dei maggiori quotidiani norvegesi, il Dagbladet, per il quale si diceva che anche lei stessa avesse scritto, ma i suoi articoli oggi non sono più rintracciabili. La coppia ebbe due figli, con i quali viveva in una casa a Bygdøy, luogo di ritrovo per i principali esponenti della sinistra dell'epoca.

Il giornalismo fu uno dei mezzi principali attraverso cui la donna fece sentire la propria voce. Negli anni Dieci e Venti del Novecento collaborò con numerose testate giornalistiche e riviste. Scrisse un'ampia gamma di articoli, tra cui quasi trecento recensioni letterarie e teatrali sul principale quotidiano socialista, Social-Demokraten, e fece parte del comitato editoriale di Kvinden (in seguito Arbeiderkvinden), una rivista pubblicata dalla Women's Union del Partito Laburista. Inizialmente scriveva con lo pseudonimo "F" e in seguito con il suo nome completo. Scrisse anche recensioni letterarie sulle riviste femminili borghesi Urd e Hjemmenes Vel, occupandosi in particolare delle opere di nuove scrittrici e di quelle legate alla classe operaia.

La critica di Nissen non si limitava ad analizzare i testi sotto un profilo estetico, ma ne esplorava anche i contenuti sociali e politici; per questo motivo osservava il contesto in cui le opere venivano composte e lette e cercava sempre di collegare la letteratura e il teatro a un ambito storico-politico più ampio. Riteneva infatti che la letteratura avesse un ruolo fondamentale nella formazione delle coscienze e nel superamento delle ingiustizie sociali. I suoi scritti miravano a educare e informare il pubblico, soprattutto su tematiche legate alla condizione femminile, alle disuguaglianze di genere, schierandosi apertamente contro i luoghi comuni e le rappresentazioni stereotipate della donna nella cultura e nella società. La sua critica teatrale, invece, si concentrò in particolare sul ruolo del teatro come mezzo di denuncia, un'arte che dovesse stimolare a riflettere e a reagire contro le ingiustizie e i pregiudizi.

Quando conobbe il medico socialista e in seguito anche direttore del Social-Demokraten Oscar Nissen, iniziò a collaborare con lui per garantire che il Teatro Nazionale fosse aperto alla classe operaia e si batté per la creazione di un teatro separato per lavoratori e lavoratrici, contribuendo così a gettare le basi per il successivo Folketeatret. La preoccupazione di entrambi per le tematiche relative al movimento operaio li fece avvicinare sempre di più, tanto che nel 1895 si sposarono, sfidando le critiche dell’opinione pubblica per aver dovuto chiedere il divorzio. Collaborarono strettamente sia nelle questioni culturali che nella politica di partito e viaggiarono molto insieme.

Oltre a recensire opere letterarie e teatrali, Fernanda Nissen scrisse pure di questioni politiche e sociali e spesso si occupò di dimostrazioni e altre manifestazioni pubbliche riguardanti in prevalenza la causa femminile, come ad esempio lo sciopero delle lavoratrici di Bryn e Grønvold nel 1889, tanto da diventare una figura di riferimento per tutte le donne che sognavano l’emancipazione e la libertà dagli stereotipi. Nel 1884 venne fondata la Norwegian Women's Rights Association, alla quale si unì sin da subito. Era una fervente sostenitrice dei diritti delle donne, specie nel campo della partecipazione politica e del diritto di voto, che venne concesso nel 1913 grazie alle battaglie della National Women's Suffrage Association. Fu un traguardo importante, ma Nissen sapeva bene che era solo una tappa di un lungo cammino. L'emancipazione femminile, infatti, non si sarebbe realizzata semplicemente attraverso il suffragio, ma attraverso una rivoluzione culturale che avrebbe dovuto interessare ogni ambito della società.

Nel 1889 si unì al Partito Laburista Norvegese, in particolare all’ala riformista, per il quale ricoprì la carica di vice rappresentante del Consiglio comunale. Fu inoltre tra le prime donne elette nel Consiglio di amministrazione del Kristiania Arbeidersamfund. Grazie ai suoi numerosi sforzi, a una comunicazione efficace e alle tante conferenze che teneva, divenne un personaggio molto popolare nel panorama politico. Nel 1916, infatti, ricevette il maggior numero di preferenze come rappresentante del Consiglio comunale di Kristiania e il segretario culturale radicale Håkon Meyer la definì:

«l’elemento culturale più potente nel movimento operaio norvegese».

 

I suoi contributi nell’amministrazione locale riguardarono diversi ambiti sociali, dalla politica familiare e scolastica ai servizi carcerari e bibliotecari fino alla pianificazione urbana, con particolare riferimento alla creazione di spazi verdi. Non a caso nel 1917 divenne presidente del comitato per i parchi e i giardini a Kristiania e scrisse numerosi articoli in cui sviluppò un'intera "teoria dei parchi", sostenendone l'importanza sociale, salutistica ed estetica. Il risultato fu la realizzazione di grandi nuove aree, come il Parco Vigeland, il Parco Sofienberg e il Parco Torshov.

Altre sue riforme sociali compresero la fondazione di case di maternità, scuole di ostetricia e scuole comunali per massaie. Sempre per l’importanza che conferiva alla cultura, richiese che le biblioteche fossero ampliate e rese più accessibili, soprattutto nei quartieri operai della periferia. Nel suo ruolo di politica lavorò duramente per migliorare le condizioni di vita e i diritti delle persone povere, in particolare donne lavoratrici e bambini/e. Inoltre, la Scuola municipale di economia domestica di Oslo (Oslo kommunale husmorskole) fu fondata su sua iniziativa. Nel 1920 partì per un viaggio in Germania durante il quale si ammalò e morì di polmonite il 3 aprile.

Le sono state dedicate due strade: Fernanda Nissens veg a Trondheim e Fernanda Nissens gate a Nydalen nel quartiere Sagene di Oslo. Qui si trova anche la scuola “Fernanda Nissen” aperta nel 2010.

Nel 1931 fu eretto un monumento in suo onore nel Torshovparken di Oslo. Ma c’è di più: l'artista locale Tone Ørvik, insegnante presso la scuola d'arte di Kragerø, realizzò un busto in bronzo di Fernanda Nissen, che oggi può essere ammirato presso la Jens Lauersøns place.


Traduzione francese

Giorgia Corvino

La cause féminine, en particulier le suffrage étendu aux femmes et leur droit à l'instruction, figurait parmi les objectifs principaux de Fernanda Thomesen, connue sous le nom de Fernanda Nissen, du nom de famille de son second mari. Journaliste, critique littéraire, critique théâtrale, femme politique et pionnière féministe norvégienne, elle naquit à Sannidal le 15 août 1862. Dès son plus jeune âge, son désir de garantir aux femmes une plus grande visibilité au sein de la société était connu, et ce dans n'importe quel domaine, de l'éducation à la politique; en effet, en 1884, elle devint membre de Skuld, une «association de discussion pour femmes». Durant sa formation scolaire à Kristiania, elle connut diverses femmes intéressées par les questions féminines, parmi lesquelles Anna Bugge et Cecilie Thoresen, la première étudiante universitaire du pays.

En 1882, Fernanda épousa Lars Kristian Holst qui, l’année suivante, devint le directeur de l'un des plus importants quotidiens norvégiens, le Dagbladet, pour lequel on disait qu'elle-même avait écrit, bien que ses articles ne soient plus traçables aujourd'hui. Le couple eut deux enfants avec lesquels ils vivaient dans une maison à Bygdøy, lieu de rencontre des principaux représentants de la gauche de l'époque.

Le journalisme fut l'un des moyens principaux par lesquels cette femme fit entendre sa propre voix. Dans les années dix et vingt du vingtième siècle, elle collabora avec de nombreux titres de presse et revues. Elle écrivit une vaste gamme d'articles, dont près de trois cents critiques littéraires et théâtrales dans le principal quotidien socialiste, Social-Demokraten, et fit partie du comité éditorial de Kvinden (plus tard Arbeiderkvinden), une revue publiée par la Women's Union du Parti Travailliste. Initialement, elle écrivait sous le pseudonyme «F», puis sous son nom complet. Elle écrivit également des critiques littéraires dans les revues féminines bourgeoises Urd et Hjemmenes Vel, s'occupant en particulier des œuvres de nouvelles écrivaines et de celles liées à la classe ouvrière.

La critique de Nissen ne se limitait pas à analyser les textes sous un profil esthétique, mais en explorait également les contenus sociaux et politiques; pour cette raison, elle observait le contexte dans lequel les œuvres étaient composées et lues, et cherchait toujours à relier la littérature et le théâtre à un cadre historico-politique plus large. Elle estimait en effet que la littérature avait un rôle fondamental dans la formation des consciences et dans le dépassement des injustices sociales. Ses écrits visaient à éduquer et à informer le public, surtout sur des thématiques liées à la condition féminine et aux inégalités de genre, en prenant ouvertement position contre les lieux communs et les représentations stéréotypées de la femme dans la culture et la société. Sa critique théâtrale, en revanche, se concentra en particulier sur le rôle du théâtre comme moyen de dénonciation, un art qui devait stimuler la réflexion et la réaction contre les injustices et les préjugés.

Lorsqu'elle connut le médecin socialiste et, par la suite, directeur du Social-Demokraten, Oscar Nissen, elle commença à collaborer avec lui pour garantir que le Théâtre National soit ouvert à la classe ouvrière et se battit pour la création d'un théâtre séparé pour les travailleurs et les travailleuses, contribuant ainsi à jeter les bases du futur Folketeatret. La préoccupation de l'un et de l'autre pour les thématiques relatives au mouvement ouvrier les fit se rapprocher de plus en plus, au point qu'ils se marièrent en 1895, défiant les critiques de l'opinion publique pour avoir dû demander le divorce. Ils collaborèrent étroitement tant sur les questions culturelles que dans la politique du parti et voyagèrent beaucoup ensemble.

En plus de recenser des œuvres littéraires et théâtrales, Fernanda Nissen écrivit aussi sur des questions politiques et sociales et s'occupa souvent de démonstrations et d'autres manifestations publiques concernant principalement la cause féminine, comme par exemple la grève des travailleuses de Bryn et Grønvold en 1889, au point de devenir une figure de référence pour toutes les femmes qui rêvaient de l'émancipation et de la liberté face aux stéréotypes. En 1884 fut fondée la Norwegian Women's Rights Association, à laquelle elle s'unit dès le début. Elle était une fervente partisane des droits des femmes, spécialement dans le domaine de la participation politique et du droit de vote, qui fut concédé en 1913 grâce aux batailles de la National Women's Suffrage Association. Ce fut un accomplissement important, mais Nissen savait bien que ce n'était qu'une étape d'un long chemin. L'émancipation féminine, en effet, ne se réaliserait pas simplement à travers le suffrage, mais à travers une révolution culturelle qui devait intéresser tous les domaines de la société.

En 1889, elle rejoignit le Parti Travailliste Norvégien, en particulier l'aile réformiste, pour lequel elle occupa la charge de vice-représentante du Conseil municipal. Elle fut en outre parmi les premières femmes élues au Conseil d'administration du Kristiania Arbeidersamfund. Grâce à ses nombreux efforts, à une communication efficace et aux nombreuses conférences qu'elle tenait, elle devint un personnage très populaire sur la scène politique. En 1916, elle reçut en effet le plus grand nombre de préférences en tant que représentante du Conseil municipal de Kristiania et le secrétaire culturel radical Håkon Meyer la définit comme

«l'élément culturel le plus puissant du mouvement ouvrier norvégien».

 

Ses contributions dans l'administration locale concernèrent divers domaines sociaux, de la politique familiale et scolaire aux services carcéraux et bibliothécaires jusqu'à la planification urbaine, avec une référence particulière à la création d'espaces verts. Ce n'est pas par hasard qu'en 1917, elle devint présidente du comité pour les parcs et les jardins à Kristiania et écrivit de nombreux articles dans lesquels elle développa une véritable «théorie des parcs», en soutenant leur importance sociale, sanitaire et esthétique. Le résultat fut la réalisation de nouveaux grands espaces, comme le Parc Vigeland, le Parc Sofienberg et le Parc Torshov.

Ses autres réformes sociales comprirent la fondation de maisons de maternité, d'écoles d'obstétrique et d'écoles communales pour ménagères. Toujours en raison de l'importance qu'elle conférait à la culture, elle demanda que les bibliothèques soient agrandies et rendues plus accessibles, surtout dans les quartiers ouvriers de la périphérie. Dans son rôle de femme politique, elle travailla durement pour améliorer les conditions de vie et les droits des personnes pauvres, en particulier des travailleuses et des enfants. De plus, l'école ménagère d'Oslo (Oslo kommunale husmorskole) fut fondée sur son initiative. En 1920, elle partit pour un voyage en Allemagne durant lequel elle tomba malade et mourut d'une pneumonie le 3 avril.

Deux rues lui ont été dédiées: Fernanda Nissens veg à Trondheim et Fernanda Nissens gate à Nydalen dans le quartier Sagene d'Oslo. On y trouve aussi l'école Fernanda Nissen, ouverte en 2010.

En 1931, un monument fut érigé en son honneur dans le Torshovparken d'Oslo. Mais il y a plus: l'artiste locale Tone Ørvik, enseignante à l'école d'art de Kragerø, réalisa un buste en bronze de Fernanda Nissen, qui peut aujourd'hui être admiré à la place Jens Lauersøn.


Traduzione spagnola

Francesca Cannata

La causa femenina, en particular el sufragio extendido a las mujeres y sus derechos a la instrucción, era uno de los principales objetivos de Fernanda Thomesen, conocida como Fernanda Nissen, por el apellido de su segundo marido. Periodista, crítica literaria, crítica teatral, política y pionera feminista noruega, nació en Sannidal el 15 de agosto de 1862. Desde muy joven se conocía su deseo de asegurar a las mujeres una mayor visibilidad dentro de la sociedad, en cualquier ámbito, desde la instrucción hasta la política, por eso, en 1884 se convirtió en miembro de Skuld, una “Asociación de debate para mujeres”. Durante la formación escolar ocurrida en Kristiania, conoció a muchas mujeres interesadas en las cuestiones femeninas, entre ellas a Anna Bugge y Cecilie Thoresen, primera estudiante universitaria del país.

En 1882 Fernanda se casó con Lars Kristian Holist, quien el año siguiente se convirtió en el director de uno de los mayores periódicos noruegos, el « Dagbladet», para el que se decía que ella también había escrito, aunque hoy en día no es posible localizar sus artículos. La pareja tuvo dos hijos, con los que vivían en una casa en Bygdøy, lugar de encuentro de los principales exponentes de la izquierda de la época.

El periodismo fue uno de los principales medios a través de los cuales Fernanda Nissen hizo oír su propia voz. En los años Diez y en los años Veinte del novecientos colaboró con numerosos periódicos y revistas. Escribió una amplia gama de artículos, entre ellos casi trescientas reseñas literarias y de teatro en el principal periódico socialista, «Social-Demokraten», e hizo parte de la comisión editorial de «Kvinden» (posteriormente «Arbeiderkvinden»), una revista publicada por la Unión de las Mujeres del Partido Laborista. Al principio, escribía bajo el seudónimo “F” y sucesivamente, con su nombre completo. Escribió también reseñas literarias en las revistas femeninas burguesas «Urd» y «Hjemmenes Vel», ocupándose en particular de las obras de nuevas escritoras y de aquellas relacionadas con la clase obrera.

La crítica de Nissen no se limitaba a analizar los textos desde un perfil estético, sino que también exploraba sus contenidos sociales y políticos; por este motivo, observaba el contexto en el que se componían y leían las obras y siempre intentaba relacionar la literatura y el teatro con un ámbito histórico-político más amplio. En efecto, creía que la literatura desempeñaba un papel fundamental en la formación de las conciencias y en la superación de las injusticias sociales. Sus escritos aspiraban a educar e informar el público, sobre todo en temas relacionados con la condición femenina, y las desigualdades de género, alineándose abiertamente en contra de los lugares comunes y de las representaciones estereotipadas de la mujer en la cultura y en la sociedad. Su crítica teatral, en cambio, se centró en particular en el papel del teatro como medio de denuncia, un arte que debía estimular la reflexión y la reacción contra las injusticias y los prejuicios.

Cuando conoció al médico socialista y en seguida también director del «Social-Demokraten» Oscar Nissen, empezó a colaborar con él para garantizar que el teatro Nacional estuviera abierto a la clase obrera y luchó por la creación de un teatro separado para los trabajadores y trabajadoras, contribuyendo así a sentar las bases para el sucesivo Folketeatret (Teatro del Pueblo). La preocupación de ambos por los temas relativos al movimiento obrero los unió cada vez más, tanto que en 1895 se casaron, desafiando las críticas de la opinión pública por haber pedido el divorcio. Colaboraron estrechamente tanto en las cuestiones culturales como en la política del partido y viajaron mucho juntos.

Además de reseñar obras literarias y teatrales, Fernanda Nissen también escribió sobre cuestiones políticas y sociales y, a menudo, se ocupó de demostraciones y otras manifestaciones públicas relacionadas principalmente con la causa femenina, como por ejemplo la huelga de las trabajadoras de Bryn y Grønvold en 1889, hasta el punto de convertirse en una figura de referencia para todas las mujeres que soñaban la emancipación y la libertad frente a los estereotipos. En 1884 se fundó la Asociación Noruega por los Derechos de la Mujer, a la que se unió desde el primer momento. Era una ferviente defensora de los derechos de las mujeres, especialmente en el ámbito de la participación política y del derecho al voto, que se concedió en 1913 gracias a las luchas de la Asociación Nacional por el Sufragio Femenino. Fue una meta importante, pero Nissen sabía muy bien que solo era una etapa de un largo camino. En efecto, la emancipación femeninano se iba a realizar simplemente mediante el sufragio, sino a través de una revolución cultural que debía afectar a cada ámbito de la sociedad.

En 1889 se unió al Partido Laborista Noruego, en particular al ala reformista, para el que revistió el cargo de vice representante del Pleno municipal. Además, fue una de las primeras mujeres elegidas en el Consejo de administración de la asociación de trabajadores Kristiania Arbeidersamfund. Gracias a sus numerosos esfuerzos, a una comunicación eficaz y a las muchas conferencias que impartía, se convirtió en una figura muy popular en el panorama político. De hecho, en 1916, recibió el mayor número de preferencias como representante del Plenomunicipal de Kristiania y el secretario cultural radical Håkon Meyer la definió como

«el elemento cultural más poderoso del movimiento obrero noruego».

 

Sus contribuciones en la administración local abarcaron diferentes ámbitos sociales, desde la política familiar y escolar, hasta los servicios penitenciarios y bibliotecarios, pasando por la planificación urbana, con particular referencia a la creación de los espacios verdes. No es casualidad que en 1917 se convirtiera en presidenta de la comisión de parques y jardines de Kristiania y escribió numerosos artículos en los que desarrolló una entera “teoría de los parques”, sosteniendo su importancia social, sanitaria y estética. El resultado fue la realización de grandes espacios nuevos, como el Parque Vigeland, el Parque Sofienberg y el Parque Torshov.

Otras de sus reformas sociales incluyeron la fundación de casas de maternidad, escuelas de obstetricia y escuelas municipales para amas de casa. Otra vez por la importancia que le confería a la cultura, pidió que se ampliaran las bibliotecas y fueran más accesibles, sobre todo en los barrios obreros de la periferia. En su rol como política, trabajó duramente para mejorar las condiciones de vida y los derechos de las personas pobres, en particular de las mujeres trabajadoras y de la infancia . Además, la escuela municipal de economía doméstica de Oslo (Oslo kommunale husmorskole), fue fundada gracias a su iniciativa. En 1920 salió de viaje hacia Alemania durante el cual se enfermó y murió de pulmonía el 3 de abril.

Se le han dedicado dos calles: Fernanda Nissens veg en Trondheim y Fernanda Nissens gate en Nydalen, en el barrio Sagene de Oslo. Aquí se encuentra también la escuela “Fernanda Nissen” abierta en 2010.

En 1931 se erigió un monumento en su honor en el Torshovparken de Oslo. Pero hay más: el artista local Tone Ørvik, profesor en la escuela de arte de Kragerø, realizó un busto en bronce de Fernanda Nissen, que hoy se puede admirar en la plaza Jens Lauersøns.


Traduzione inglese

Syd Stapleton

 The women's cause, in particular women's suffrage and their right to education, was one of the main goals of Fernanda Thomesen, known as Fernanda Nissen after her second husband's surname. A journalist, literary critic, theater critic, politician, and Norwegian feminist pioneer, she was born in Sannidal on August 15, 1862. From an early age, she was known for her desire to ensure greater visibility for women in all areas of society, from education to politics. In fact, in 1884, she became a member of Skuld, a “discussion association for women.” During her education in Kristiania, she met several women interested in women's issues, including Anna Bugge and Cecilie Thoresen, the country's first female university student.

 In 1882, Fernanda married Lars Kristian Holst, who the following year became editor of one of Norway's leading newspapers, Dagbladet, for which she is said to have written herself, although her articles are no longer traceable today. The couple had two children, with whom she lived in a house in Bygdøy, a meeting place for the leading figures of the left at the time.

 Journalism was one of the main means through which she made her voice heard. In the 1910s and 1920s, she contributed to numerous newspapers and magazines. She wrote a wide range of articles, including almost 300 literary and theater reviews for the leading socialist newspaper, Social-Demokraten, and was on the editorial board of Kvinden (later Arbeiderkvinden), a magazine published by the Women's Union of the Labor Party. She initially wrote under the pseudonym “F” and later under her full name. She also wrote literary reviews for the bourgeois women's magazines Urd and Hjemmenes Vel, focusing in particular on the works of new writers and those linked to the working class.

Nissen's criticism was not limited to analyzing texts from an aesthetic point of view, but also explored their social and political content. For this reason, she observed the context in which the works were composed and read, and always sought to connect literature and theater to a broader historical and political context. She believed that literature played a fundamental role in shaping consciousness and overcoming social injustice. Her writings aimed to educate and inform the public, especially on issues related to the status of women and gender inequality, openly opposing clichés and stereotypical representations of women in culture and society. Her theater criticism, on the other hand, focused in particular on the role of theater as a means of protest, an art that should stimulate reflection and reaction against injustice and prejudice.

When she met the socialist doctor and later director of the Social-Demokraten, Oscar Nissen, she began working with him to ensure that the National Theater was open to the working class and fought for the creation of a separate theater for male and female workers, thus helping to lay the foundations for the later Folketeatret. Their shared concern for issues relating to the labor movement brought them closer together, and in 1895 they married, defying public criticism for having to file for divorce. They collaborated closely on both cultural and political issues and traveled extensively together.

In addition to reviewing literary and theatrical works, Fernanda Nissen also wrote about political and social issues and was often involved in demonstrations and other public events mainly concerning the women's cause, such as the strike by female workers in Bryn and Grønvold in 1889, becoming a role model for all women who dreamed of emancipation and freedom from stereotypes. In 1884, the Norwegian Women's Rights Association was founded, which she joined immediately. She was a fervent supporter of women's rights, especially in the field of political participation and the right to vote, which was granted in 1913 thanks to the struggles of the National Women's Suffrage Association. It was an important milestone, but Nissen knew that it was only one step on a long journey. Women's emancipation would not be achieved simply through suffrage, but through a cultural revolution that would have to affect every area of society.

In 1889, she joined the Norwegian Labor Party, particularly its reformist wing, for which she served as deputy representative on the City Council. She was also one of the first women elected to the board of directors of the Kristiania Arbeidersamfund. Thanks to her numerous efforts, effective communication, and many lectures, she became a very popular figure in the political arena. In 1916, she received the most votes as a representative of the Kristiania City Council, and the radical cultural secretary Håkon Meyer called her

«the most powerful cultural element in the Norwegian labor movement».

 

Her contributions to local government covered various social areas, from family and education policy to prison and library services and urban planning, with a particular focus on the creation of green spaces. It was no coincidence that in 1917 she became chair of the committee for parks and gardens in Kristiania and wrote numerous articles in which she developed an entire ‘theory of parks’, arguing for their social, health and aesthetic importance. The result was the creation of large new areas, such as Vigeland Park, Sofienberg Park and Torshov Park.

Her other social reforms included the establishment of maternity homes, midwifery schools, and municipal schools for housewives. Again, because of the importance she attached to culture, she called for libraries to be expanded and made more accessible, especially in working-class neighborhoods on the outskirts of the city. In her role as a politician, she worked hard to improve the living conditions and rights of poor people, particularly working women and children. In addition, the Oslo Home Economics School (Oslo kommunale husmorskole) was founded on her initiative. In 1920, she left for a trip to Germany, during which she fell ill and died of pneumonia on April 3.

Two streets have been named after her: Fernanda Nissens veg in Trondheim and Fernanda Nissens gate in Nydalen in the Sagene district of Oslo. Fernanda Nissen's school, which opened in 2010, is also located here.

In 1931, a monument was erected in her honor in Torshovparken in Oslo. But there's more: local artist Tone Ørvik, a teacher at the art school in Kragerø, created a bronze bust of Fernanda Nissen, which can now be admired at Jens Lauersøns place.