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La collaborazione di Toponomastica femminile con ilcarrettinodelleidee.com di Dino Sturiale - giornale online messinese vivace e battagliero, attento alle differenze e a quella di genere soprattutto – è stata subito una intesa vera su temi condivisi: alla toponomastica femminile è dedicata una rubrica che ospita articoli scritti da studenti, docenti e toponomaste.
Gli articoli raccontano esperienze didattiche e formative, iniziative culturali e civiche; talora hanno un impianto biografico: raccontano storie, poco note o inedite, di donne straordinarie. L’interesse suscitato dalla rubrica ha aperto nuove collaborazioni, anche con atenei e mondo dell’associzionismo.
 
 

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Toponomastica femminile: tutto è partito dai censimenti toponomastici che confermano una disparità di genere mai colmata. Si è poi discusso sull’esigenza di condurli a compimento perchè permettano finalmente di estrapolare dati concreti, definitivi.

Si è constatato quanto le strade dedicate alle donne siano spesso invisibili, periferiche, “vittime” anch’esse di una totale indifferenza, causata da cattive amministrazioni o da una semplice, banale e decentrata ubicazione.

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Le storia che segue – familiare ed inedita - rappresenta bene il coraggio, la forza, la ge-nerosità delle donne comuni, in luoghi e circostanze diverse. Quella che raccontiamo non è, ancora una volta, “Storia” di donne famose, eccezionali, ma storia(con la “s” minuscola) di una donna che, nel suo piccolo, ha fatto qualcosa di grande per la propria famiglia, per il benessere dei propri cari, oppure per un ideale, magari in modo istintivo, non meditato, quell'ideale che talvolta spinge a stare dalla parte giusta, con semplicità e altruismo.

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Tre strade in tre città del siracusano ricordano Mariannina Coffa. Anche Ragusa le rende omaggio con una intitolazione stradale. Segno di civiltà di queste belle terre di Sicilia e del riconosciuto valore di Mariannina, poetessa tormentata e alla ricerca continua di felicità.

Soprannominata "la capinera di Noto", "la Saffo netina", era nata nel 1841 a Noto (Siracusa), dove morì nel 1878, a 36 anni. Fu una bambina precocemente ispirata che il padre, noto avvocato e patriota, si compiaceva di fare esibire nei salotti e nelle accademie con le sue poesie improvvisate su temi dettati estemporaneamente.

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A Catania, in via Bellia, una lapide ricorda Graziella Giuffrida, eroina della Resistenza. Vi si legge “Graziella e Salvatore Giuffrida…alla libertà e alla patria offrirono la giovane esistenza nella guerra di Liberazione”. Di lei sappiamo poco: nasce nel 1924 a Catania, nel quartiere popolare di San Cristoforo. E’ gentile e battagliera. Finiti gli studi, vuole andar via, i discorsi del fratello Salvatore, antifascista, la infiammano. Sono inutili i tentativi dei genitori di fermarla, Graziella riesce a convincerli e nel 1943 va a Genova a fare la maestra; l’accompagna il fratello Salvatore. Nel capoluogo ligure Graziella si unisce alle Squadre di Azione Partigiana.

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E’ difficile parlare di Rita Levi Montalcini, perché tutti la conosciamo e tanti ne hanno parlato in queste giornate, sui giornali, sui socialnetwork; in televisione e in rete centinaia di servizi, video, testimonianze continuano ancora a parlare di Lei: della Ragazza del ‘900, nata a Torino da una famiglia israelitica di artisti, ingegneri e intellettuali, che ha attraversato le guerre e la persecuzione nazi-fascista; della Signora della medicina italiana, che ha rotto convenzioni sociali e opposizioni politiche per poter studiare medicina, sposando la causa della ricerca e dello studio scientifico; della Scienziata insignita del Nobel per la scoperta del NGF il Nerve Growth Factor; dell’aristocratica Pasionaria che ha legato il proprio nome a quello di numerose battaglie civili e sociali, dalla questioni delle mine anti-uomo, al problema della fame nel mondo, dalla condanna delle “baronie” accademiche al sostegno alle donne scienziate.

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Il gruppo “Toponomastica femminile” chiude il suo primo anno di vita con un riconoscimento che infiamma di entusiasmo le ed i 4500 toponomaste\i che da quasi dodici mesi collaborano al progetto: si tratta del premio DONNAèWEB 2012 che valorizza la creatività femminile espressa attraverso la rete rivolgendosi alle donne che utilizzano internet per lavorare e per promuovere le proprie idee ed i propri progetti.

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C’è chi ha pensato che le ali siano una caratteristica prettamente mascolina, raffigurando gli asessuati angeli spesso con connotati prettamente maschili. C’è chi ha pensato che dopo Icaro, sarebbero stati solo gli uomini ad indossare le ali.

C’è infine chi mai avrebbe pensato che a volare sarebbero state anche le donne.

Ciò almeno sino al 3 Gennaio 1913, data in cui Rosina Ferrario, aviatrice italiana, ottiene il brevetto di pilota di aerei, consacrandosi assieme alla collega Carina Massone Negrone, pioniera del volo “femminile”.

 

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Un’aula della Facoltà di Lettere dell'università di Catania intitolata a Stefania Noce, vittima del femminicidio.

Nessuna donna può essere proprietà oppure ostaggio di un uomo, di uno Stato, né, tanto meno, di una religione”.

Sono parole tratte dall’articolo che ha come titolo “Ha ancora senso essere femministe?” pubblicato sul giornalino dell’Università di Catania , La Bussola.

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Nel capoluogo siciliano la vecchia toponomastica era di più facile individuazione, rispetto a quella attuale perché si riferiva alle caratteristiche specifiche del luogo. Si preferivano, infatti, i nomi di Santi o i titoli d’illustri casati, a maggior ragione se sul luogo da intitolare vi era la presenza del palazzo di famiglia (es. Piazza Cattolica per la presenza di Palazzo Cattolica). Spesso invece si prediligevano i nomi legati a monumenti presente nel luogo (es Piazza Croce dei Vespri per la presenza della Croce dei Vespri) o semplicemente i nomi di mestieri praticati nelle botteghe presenti nella via o nel mercato come la famosa via dei piarraturi, che si riferisce a coloro che lavoravano la pietra, a ancora Via Sedie volanti, che si rifaceva a coloro che costruivano le sedie volanti o portantine.

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